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Ipnotizzare con gli occhi

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Una delle tecniche più antiche per ipnotizzare è quella dello sguardo fisso. La tecnica è solo apparentemente semplice, infatti per praticarla bene serve una perfetta fiducia in se stessi. Se l'operatore ha un attimo di esitazione, o di paura, o semplicemente di dubbio, i suoi occhi lo riveleranno immediatamente, e perderà immediatamente la fiducia, o come molti lo chiamano, il potenziale ipnotico nei confronti del soggetto.

Prima di praticare questa tecnica, meglio esercitarsi da soli davanti a uno specchio. Tenere lo sguardo fisso per un certo tempo non è facile come si crede. Le palpebre hanno il vizio di sbattere continuamente in maniera automatica. Bisogna imparare a controllare questo riflesso involontario per un tempo sufficientemente lungo. Tanto più lungo tanto meglio.

Una volta raggiunto questo obiettivo, si può passare alla fase pratica.

Preliminarmente all'induzione è bene istruire il soggetto su quello che ci si aspetta da lui. In particolare, bisogna raccomandargli di non muovere la testa, di tenere lo sguardo fisso e di non parlare. Alla fine delle istruzioni possono essere date delle istruzioni rassicuranti come "se segui completamente le mie istruzioni, niente al mondo potrà impedirti di sperimentare un'ipnosi benefica e profonda."

Non siete tenuti ad utilizzare la stessa frase, l'importante è che il soggetto non dubiti nemmeno per un secondo delle capacità dell'operatore e che abbia la certezza di essere ipnotizzato. Bisogna ricordare che l'aspettativa è una parte importante, se non fondamentale dell'intero processo ipnotico.

Dopo avere fornito tutte le istruzioni del caso, l'operatore chiede al soggetto di fissarlo negli occhi, e a sua volta fissa lo sguardo in uno solo degli occhi del soggetto.

E' importante che gli occhi dell'operatore non sbattano. Altrettanto importante è osservare il comportamento del soggetto. Questa suggestione di solito non richiede alcuna verbalizzazione. Le palpebre del soggetto dovrebbero chiudersi in breve tempo. Se questo non avviene si può verbalizzare un conteggio con suggestioni di pesantezza agli occhi.

L'obiettivo finale è quello di avere un soggetto con le palpebre chiuse e catalettiche, ossia impossibilitate ad aprirsi. Raggiunto questo obiettivo si può approfondire la trance con un semplice conteggio, e cominciare a sperimentare qualche fenomeno ipnotico.

Cura di malattie o cattive abitudini con l'ipnosi

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Copertina del libro
Copertina del libro "Prof. Williams' complete hypnotism: comprising twenty lessons"

E' con le suggestioni post-ipnotiche che si curano le malattie e le cattive abitudini. Come agente terapeutico l'Ipnotismo risalta senza confronti. E' più bello della chirurgia, più sottile nella sua influenza delle droghe, e permea ogni parte della vita fisica del paziente. L'influenza ipnotica come agente curativo è meravigliosamente semplice nella sua applicazione e tremendamente efficace nei risultati.

La persona che capisce l'ipnotismo può essere di beneficio incalcolabile ai suoi amici e ai vicini. per curare malattie, mettete il vostro paziente paziente sotto l'influenza ipnotica e suggeritegli che si sente meglio, che il dolore lo ha lasciato, e che quando si sveglierà la sua salute sarà migliore. http://ipnoguida.net/wp-admin/edit.php

Non deve essere utilizzato un insieme preconfezionato di suggestioni, ma scegliere le parole in base al caso individuale. La prossima volta eseguirete lo stesso processo, e alla fine si realizzerà una cura completa.

Il paziente è messo a dormire per mezzo della suggestione - ossia, facendo sì che l'idea del sonno penetri nella sua mente. E' trattato con l'uso di suggestioni - ossia, facendo sì che l'idea della cura penetri nella sua mente. Bisogna soltanto fare in modo che il soggetto creda che il suo malanno (che in molti casi è soltanto immaginario) non esista più, o che sparirà, che il dolore svanirà, che la sua forza aumenterà, e il suo appetito tornerà normale. Approfittiamo della condizione speciale di ricettività della mente create dall'ipnosi. Ossia, mentre una persona è sotto l'influenza ipnotica, il cervello diventa plastico, per così dire, e se si suggerisce l'idea di un miglioramento, il cervello l'accoglierà e trasformerà l'idea in realtà. Quindi non è necessario che vada in dettagli riguardanti la cura di malattie e cattive abitudini. In tutti i casi su segue lo stesso metodo generale illustrato precedentemente. Dovete soltanto mettere il vostro soggetto in un profondo sonno ipnotico, e quindi per mezzo della suggestione portare avanti la cura.

Sulla permanenza delle cure per suggestione, il Dr. H.G. Petersen, un noto medico, dice:

"Non c'è obiezione più debole e vuota di senso come quella che accusa la terapeutica suggestiva di no dare assolutamente luogo a cure durevoli"

Il Dr. Petersen sottolinea il fatto che non si eseguono assolutamente cure su malattie croniche per mezzo delle medicine, perché, con il loro uso, il potere di resistenza del paziente si indebolisce; mentre, con il trattamento suggestivo è aumentato. Alla fine si un ciclo di trattamenti per suggestione la forza e la volontà del paziente sono così esaltate che è sicuramente fortificato contro futuri attacchi della sua vecchia condizione.

Il trattamento ipnotico è un salva denaro.

In primo luogo, la suggestione può essere utilizzata per alleviare molti sintomi di una malattia, acuta o cronica, per la quale sarebbero state prescritte medicine ordinarie.

Inoltre, chiunque può godere della conoscenza e dell'uso di questo meraviglioso agente curativo; considerando che, dopo l'assunzione di altri trattamenti non sarete un briciolo più saggi di come e perché siete stati guariti, o sul modo di rimanere tali; noi medici dell'Ipnotismo suggestivo insegniamo a tutti i nostri pazienti il potere e i principi dell'autosuggestione, come conservare da soli la loro salute, quando la vecchia condizione minaccia di tornare. Soltanto questo vale per il paziente molto di più di qualunque ciclo di trattamenti.

Giudicando dai fatti precedenti, ogni paziente sofferente di una malattia nervosa o funzionale, o abitudine, può mettersi nelle mani di un operatore dell'Ipnotismo suggestivo con tutte le assicurazioni che le esigenze del suo caso saranno seguite bene. Nessun punto è trascurato. Il paziente sofferente di una causa mentale può aspettarsi un di avere tale rimedio; lo stesso può il malato per cause fisiche aspettarsi lo stesso un trattamento opportuno.

Malattie che si arrendono all'ipnotismo

Tutte le malattie del sistema nervoso sono rapidamente migliorabili con la suggestione, e se questa classe di malattie sono le più difficili da curare con la medicina, l'Ipnotismo sarà davvero di grande valore per quelli che ne soffrono. Mal di denti, mal di testa, nevralgia, reumatismo, insonnia, epilessia e isteria sono curati con l'ipnotismo quando tutti gli altri sistemi hanno fallito. Cattive abitudini di tutti i tipi si risolvono velocemente grazie a questa meravigliosa influenza. E' di speciale utilità specialmente nell'ubriachezza e nell'abitudine del tabacco e dell'oppio in tutte le loro forme.

Lo stesso metodo usato per curare le malattie si usa per curare le cattive abitudini. Dopo avere messo il vostro soggetto sotto l'influenza ipnotica suggeritegli molto calorosamente che al risveglio il suo desiderio di stimolanti sarà interamente rimosso, e che la vista di liquore o tabacco (o qualunque altra cosa possa essere il suo debole) lo disgusterà. Questo processo deve essere ripetuto ogni ventiquattro ore per la prima settimana e dopo questo una volta ogni tre quattro giorni sarà sufficiente. In alcuni casi sarà necessario solo un trattamento per effettuare la cura.

Ricordate che tutte le cattive abitudini di qualunque natura, possono essere curate permanentemente in questo modo.

La balbuzie può essere curata molto velocemente con la suggestione che in ogni altro modo. Ipnotizzate il paziente e inculcategli l'idea che quando si sveglia non avrà difficoltà a parlare liberamente e facilmente come le altre persone. Come in tutti gli altri casi, possono essere necessari molti trattamenti, ma si noterà un deciso miglioramento fino dall'inizio, e alla fine si raggiungerà una cura completa. Una persona può anche, con la parola di un ipnotista, essere resa insensibile al dolore, e si possono eseguire operazioni chirurgiche , estrazione di denti, ecc., ecc. senza alcun inconveniente per il paziente.

In breve, i disturbi in cui l'Ipnotismo ha dimostrato di essere utile sono i seguente: Isteria, tutte le forme di disturbo o malattia immaginaria, alcolismo, abitudine alla cocaina e alla morfina, balbuzie, sciatica e tutte le forme di nevralgia, nausea, mal di testa, reumatismo, abitudini viziose, brutto carattere, ballo di San Vito, epilessia, dispepsia nervosa, costipazione, paralisi, atassia locomotoria, insonnia, condizioni squilibrate della circolazione sanguigna, e monomania.

Bibliografia

  1. Williams, ., & Lodge, P. C. (1900). Prof. Williams' complete hypnotism: Comprising twenty lessons. Place of publication not identified: publisher not identified.

Suggestioni nella cura delle malattie

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Suggestion in the cure of diseases and the correction of vices Pitzer, Geo. C. (George Calvin), 1835-1909
Suggestion in the cure of diseases and the correction of vices Pitzer, Geo. C. (George Calvin), 1835-1909

L'impiego del trattamento psicologico, o delle suggestioni nel trattamento delle malattie è un metodo di cura nuovo per molte persone; quindi, quando lo applichiamo in pratica, troviamo frequentemente la necessità di dare ai nostri pazienti qualche spiegazione semplice e soddisfacente riguardo la sua natura, le sue applicazioni, i suoi risultati, ecc..

Nel trattamento delle malattie per mezzo della suggestione, riconosciamo il meraviglioso potere del pensiero nel controllare le funzioni del nostro corpo. Assumiamo che l'influenza mentale eccita, aggravia e prolunga molte malattie; che certe attività mentali sono capaci di produrre cambiamenti chimici e anatomici nei nostri corpi; che pensieri diretti in maniera appropriata portano sempre a una condizione di salute, e che attività mentali distorte portano sempre a malattie organiche o funzionali.

Assumiamo anche che possiamo, dirigendo nella maniera opportuna i pensieri dei pazienti, arrestare il progresso di attività mentali morbose, e che abitudini di pensiero cattive e ostili, possono essere cambiate in modo radicale, e che con questi metodi le naturali condizioni di salute possono essere ripristinate.

"Per mezzo della suggestione, nel trattamento delle malattie, intendiamo la presentazione di idee alla mente del paziente, sotto condizioni e in modo che correggerà ogni tendenza morbosa dei suoi pensieri, dirige i processi vitali nella giusta direzione, e risulta in un completo ripristino delle condizioni di salute di ogni organo e funzione del corpo."

Influenza della mente sul corpo

Sotto ogni circostanza, le funzioni e le condizioni del nostro corpo sono più o meno controllate dall'influenza della mente; nessuno ne dubita, nemmeno per un solo momento. La sola questione sembra essere quanto i nostri corpi possono essere influenzati dalle influenze mentali.

Come assunto in precedenza, sosteniamo che possiamo essere notevolmente disturbati; che possiamo ammalarci, anche fino al punto di morire, attraverso la sola influenza mentale.

Chi non sa chela rabbia arrossa la faccia e blocca la digestione; che la tristezza fa scorrere lacrime dagli occhi; che la vista del sangue causa spesso svenimenti; che lo spavento causa spossatezza fisica, e qualche volta la perdita della vista o dell'udito; che delusioni in amore, o in affari, qualche volta si risolvono in disperazione, infarti e portano a mania suicida; e che portare all'improvviso cattive notizie agli amici occasionalmente produce shocks fatali - morte. Alcuni di questi fatti sono osservazioni comuni, e sebbene li conosciamo, raramente ci fermiamo a considerare la loro vera natura.

Sappiamo, tuttavia, che questi dipendono da disturbi mentali, non sempre sotto il nostro controllo. Questi sono differenti dalle condizioni anormali che risultano da un'attenzione e da aspettative mal direzionate.

Attenzione e aspettativa

Attenzione e aspettativa, processi mentali, sono meravigliosi motori di forze, e il limite della loro influenza sul corpo, per il bene e per il male, è difficile da immaginare.

Wood nota che: "E' un fatto psicologico, che quando il pensiero, per qualunque lunghezza di tempo, è concentrato su una parte del corpo, causa un'accresciuta circolazione in quella direzione, e il risultato è sempre una manifestazione di condizioni anormali del corpo."

I cattivi pensieri avvelenano il corpo

In riferimento al potere del pensiero, la vecchia commissione francese sul magnetismo animale osserva: "L'immaginazione ravviva le funzioni animali o le sospende: si attiva con la speranza o si blocca per la paura; in una sola notte fa diventare bianchi i capelli; in un momento ripristina l'uso delle gambe o della parola; distrugge o sviluppa i germi della malattia; causa perfino la morte."

[...]

I fatti sono che non è stata detta nemmeno la metà delle cose. Si producono effetti, risultano malattie, e si operano cure per mezzo dell'influenza mentale, qualche volta chiamata immaginazione; ma se i capelli diventano bianchi in una notte, per l'immaginazione o altre cause, i fatti sono gli stessi. si nuovo, bisogna ricordarlo, sebbene malattie e cure possono essere effetto dell'immaginazione, le malattie e le cure non sono immaginarie, ma vere malattie e cure reali.

Cattive suggestioni

E' un fatto stabilito che l'attenzione costante, e l'aspettativa di qualche evento o condizione non desiderata, spesso diventano causa di disperazione e paura, che prosciuga la forza vitale del corpo e diventa qualche forma di malattia.

Quando un uomo legge sui disturbi di cuore, o sente qualcuno che ne parla, è pronto a dirigere la sua attenzione sulla parte sinistra. Se è una persona apprensiva, sente battere il cuore più distintamente che mai; lo racconta a un amico; si menzionano le malattie del cuore; l'uomo fissa ancora più intensamente la sua mente sul cuore; può percepire sempre più distintamente il suo battito di ora in ora, e mentre vi fissa sopra la mente, conclude che certamente ha un disturbo di cuore. Lascia gli affari e cerca sollievo in ogni direzione. Alla fine è malato.

[ ... altri esempi dello stesso tenore ...]

Non è proprio sicuro per chiunque studiare le malattie. E' sempre meglio studiare la salute, piuttosto che le malattie. Noi abbiamo insegnato medicina per venticinque anni e spesso, dopo avere descritto minuziosamente certe malattie e dettagliato i loro sintomi più comuni, siamo stati raggiunti nello studio da studenti che lamentavano proprio il disturbo che era stato appena descritto. La rappresentazione mentale di un disturbo fa una grande impressione sulla mente di molte persone. Foto di malattie, presentate sotto titoli a caratteri cubitali nei giornali pubblicitari mandati dai venditori di medicine, e che spesso li vediamo pubblicate sui quotidiani, dovrebbero ricevere la condanna di tutte le brave persone.

[...]

Le persone malate non dovrebbero parlare delle loro condizioni con altre persone, eccetto quando la necessità lo richiede. Se siamo stati malati, ma miglioriamo ogni giorno, allora è bene dirlo; infatti non possiamo dire che questo troppo spesso - miglioro di giorno in giorno. Quando siamo malati, dobbiamo tenerci alla larga da altri malati e da coloro che parlano continuamente delle loro malattie. La vista di persone malate e il suono della loro voce mormorante, è abbastanza per fare ammalare coloro che stanno bene, e certamente far peggiorare coloro che sono già malati.

Suggestione, attenzione e ripetizione

Nel trattamento della malattia con la suggestione, dobbiamo per prima cosa cambiare la direzione all'attenzione del paziente; distoglierla da condizioni sfavorevoli, e volgendola e fissandola sulle condizioni delle cose desiderate. Quindi, quanto prima possibile, dobbiamo convertire le sue miserabili condizioni di paura in una fiduciosa condizione di speranza. Dovremmo cercare di cambiare radicalmente le abitudini di pensiero del paziente, suscitando nuove attività mentali nella sua mente, che dovrebbero eliminare i vecchi pensieri mal direzionati, stabilendone di nuovi, ripristinando quindi una perfetta salute.

Nel somministrare le suggestioni per il sollievo e la cura delle malattie, dovrebbero essere presentate alla mente di ciascun paziente idee idonee; tutto questo dovrebbe essere fatto in condizioni idonee e in modo energico e coscienzioso.

Per imprimere nella mente di ciascun paziente i pensieri principali devono essere ripetuti molte e molte volte. E' la ripetizione che fissa i pensieri nella mente.

Quando alla nostra mente sono presentati incoraggianti pensieri di speranza, più frequentemente che pensieri ostili e depressivi, le condizioni di salute prevarranno sicuramente. E' la ripetizione di suggestioni appropriate, nelle giuste condizioni, che da sollievo al dolore e cura la malattia.

Riguardo alla forza della ripetizione, presentiamo questo esempio: conoscevamo una ragazza in Illinois, che si chiamava Isidore Diadena Desdemona Jane Eula Lillie Crawford Furry. Ora, avete letto questo. Distogliete gli occhi dal libro e ripetetelo senza guardare. Lo potete fare? Perché? No lo avete letto e compreso?

Naturalmente lo avete fatto; ma una sola presentazione, non è sufficiente a fissarlo nella vostra mente. Prestategli attenzione, ripetetelo qualche volta, e lo saprete. Attenzione e ripetizione sono necessarie per fissare i pensieri nella mente.

Si può dire come un fatto positivo, che un'attenzione continua e ripetizioni insistenti ci permettono di raggiungere ogni scopo entro i limiti del possibile.

[...]

Ricordate, attenzione e ripetizione sono la chiave di una suggestione riuscita. Se cominciamo nel modo giusto e perseveriamo, non possiamo fallire - il successo è assicurato.

Il trattamento della nevrastenia

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Un esempio di come l'elettricità è stata inserita nel contesto di un trattamento ipnotico. Abbiamo già parlato di questa possibilità nell'articolo dedicato a Ferenc Andras Volgyesi - l'ipnotista elettrico. In questo caso il trattamento è ancora più radicale.

Dal "The British Medical Journal" del 22 febbraio 1913:

Al giorno d'oggi la nevrastenia è trattata da un lato con metodi puramente fisici, e dall'altro con metodi puramente psicologici. E non sembra che il vantaggio di combinare le due classi di rimedi nel trattamento di questa condizione sia sufficientemente attuato.

Io considero l'elettricità statica la più adatta per il trattamento, e per qualche tempo, nella mia pratica, ho fatto uso di trattamenti combinati psico-elettrici per la nevrastenia nella seguente maniera:

Il paziente è seduto su una comoda poltrona reclinabile su una piattaforma isolata connessa con la macchina. Gli si chiede di assumere una posizione di rilassamento e comodità, di chiudere gli occhi, e di stare quieto, senza parlare o fare movimenti durante il trattamento.

L'elettricità è generata nella maniera usuale, e la sua applicazione può essere variata a seconda delle differenti richieste; ma, come regola generale i tasselli metallici sono regolati per dare una media euforia. In queste condizioni il paziente più irrequieto diventa tranquillo e placato a un grado ch eè difficile ottenere con la sola suggestione.

L'effetto dell'elettricità è estremamente tranquillizzante, e i pazienti trovano che con questo metodo possono rilassare i loro muscoli e rimanere pi quieti che senza. Lo stato mentale ottenuto non è come il sonno, né, apparentemente, uno stato ipnotico. E' uno "stato di riposo" che molto spesso corrisponde allo stato ipnoidale descritto da Boris Sidis.

Nella mia esperienza, in queste condizioni lo stato mentale ottenuto è di rimarcata suggestionabilità, e per questo se ne fa uso per suggestioni dirette o per fare in modo che il paziente si dia lui stesso auto-suggestioni, secondo quello che è consigliabile.

Nello stesso tempo c'è il tono fisico dell'elettricità, che è notevolmente benefico in tutti i casi di nevrastenia.

In una parola, questo metodo combinato psico-elettrico, mi rende capace di fare uso dei tre grandi principi del trattamento dei nervi. riposo, elettroterapia e suggestione.

Sono dell'opinione che uno dei grandi vantaggi dell'elettricità statica è che ha effetti benefici sui gangli nervosi del sistema simpatico. [...]

Ma l'esperienza suggerisce che i risultati migliori non sono ottenuti a meno che non si combatta anche lo stato mentale morboso, e così si scopre la suggestione diretta come una parte essenziale del trattamento.

London, W. EDWIN L. ASH.

Bibliografia

  1. Ash, E. L. (February 22, 1913). The Treatment Of Neurasthenia. The British Medical Journal, 1, 2721, 390.

Ipnotizzare un metodo lento ma sicuro

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Copertina del libro
Copertina del libro "Prof. Williams' complete hypnotism: comprising twenty lessons"

Ho scoperto una formula sconosciuta e superiore che si adatta a tutti coloro che preferiscono essere meno rapidi ma più sicuri dei risultati. Questo metodo si chiama "Inibitorio", e adesso lo descriverò completamente, lasciandovi tuttavia liberi di fare una scelta. E' più lento nel produrre i sui effetti che altri metodi che vi descriverò, e per il lavoro sul palcoscenico è molto inferiore al mio metodo Originale Istantaneo, ma è realmente il fondamento o la base di ogni metodo conosciuto alla scienza ipnotica.

Ora, ricordate che quello che vi dico qui è perché innanzitutto voglio che siate equipaggiati contro tutte le probabilità di sconfitta. Usando tutte le precauzioni già descritte nella selezione di un soggetto adeguato, portate la persona in una stanza tranquilla ad ogni ora del giorno - dopo colazione è un momento buono come qualunque altro - e ditegli di sedersi su una sedia di fronte a voi. La sedia deve essere comoda. Portate la vostra sedia in un punto esattamente di fronte a lui, e così vicino che se vi sporgete in avanti, la vostra faccia è a non più di 18 pollici (circa 45cm) dalla sua.

La vostra faccia dovrebbe essere allo stesso livello della sua, ma con un certo vantaggio, può essere sopra la sua di parecchi pollici. Ora ditegli tranquillamente e con sicurezza, guardandolo tra gli occhi: "Ti ho portato qui per mostrarti la prova di un esperimento molto curioso. Devi darmi interamente tutta la tua attenzione e non lasciare che la tua mente vaghi. Devi fare soltanto quello che ti dico. Ti chiuderò le palpebre così forte che non importa quanto proverai, non riuscirai ad aprirle. Posso farlo con una sola parola. Ora guardami più attentamente. Non strizzare gli occhi e non muoverli. Guarda fisso nella pupilla del mio occhio destro. Appena per pochi secondi. Non ci vorrà molto; e non ti farà assolutamente male. Non farà nulla che possa infastidirti. Tra pochi secondi ti chiederò di chiudere gli occhi, quindi di aprirli, quindi di chiuderli nuovamente, e quest'ultima volta scoprirai che sono chiusi ermeticamente, le palpebre completamente serrate; potrai sollevare le sopracciglia, ma non aprire gli occhi. Ora guardami tranquillamente per pochi secondi. Concedimi tutta quanta la tua attenzione. Così - ora chiudi gli occhi - strettamente, tienili stretti per pochi secondi. Ora stanno aprendosi di nuovo; aprili. Ora, ancora una volta, ultima volta, chiudili, chiudili rapidamente, ermeticamente, ancora più forte; e ora non puoi aprirli fino a quando non ti dico di farlo. Ora passo la mia mano sulla tua faccia partendo dal mento in su, e i tuoi occhi si aprono nuovamente. Ecco - completamente aperti - stai andando bene.

Conducilo oltre

Ora ti porterò un poco più avanti. Preparo la tua mente al prossimo esperimento. Dammi tutta quanta la tua attenzione, e otterremo lo stesso effetto con meno preparazione. Guardami fisso per un momento. Ora chiudi ermeticamente le tua palpebre. Bene, ora sono chiuse ermeticamente e non puoi aprirle. Prova quanto vuoi, non puoi aprirle fino a quando non ti dico di farlo. Scopri che non puoi. Sembri completamente sveglio; ridi dell'assurdità dei tuoi occhi chiusi contro la tua volontà; e tuttavia non puoi aprirli fino a quando non ti dico di farlo.

Ancora una volta passo la mia mano sulla tua faccia e i tuoi occhi si aprono, e tu ti senti meravigliosamente bene. Un giorno ti spiegherò come funziona. Guardami di nuovo. Non muovere i tuoi occhi. Prendo la tua mano nelle mie e la metto sul tuo ginocchio; lo stesso con l'altra mano. Mantieni i tuoi occhi nei miei. Le tue mani sono incollate alle tue ginocchia, e non puoi muoverle. Non c'è forza nella tue braccia. Ora tocco le tue palpebre cone il mio dito e i tuoi occhi si chiuderanno, ermeticamente e velocemente come prima. Le mani e le palpebre sono incollate. Ora passa la mia mano, senza toccare le tue, verso l'alto sulla mano sinistra, e la stacco , ma la mano destra è ancora attaccata. Puoi muovere la mano sinistra, ma non la destra. Ora, se soltanto soffio leggermente sulle tue palpebre, cominceranno ad aprirsi, così; e quindi schiocco le mie dita sulla tua mano destra e questa si staccherà dal tuo ginocchio, così; ora ti senti perfettamente bene.

Ora sai che quando ti tocco o quando soffio su di te, o schiocco le mie dita, succederà la stessa cosa, dato che te lo aspetti, e ti è stato detto di farlo. In altre parole, la tua attenzione concentrata ha prodotto l'effetto di svegliare la tua mano, o riaprire i tuoi occhi. Ho messo istantaneamente a dormire la tua mano e i tuoi occhi, ma non ho menzionato la parola sonno."

Prima di congedare il vostro soggetto, e terminare la prima seduta, dovreste, nella stessa maniera indicata sopra, incollare i suoi piedi al pavimento, prendere le sue braccia e stenderle di fronte a lui e dirgli che non le può piegare; toccare le sue labbra con il vostro dito e dirgli che non può pronunciare una parola, e provate otto dieci semplici test di questo tipo. Non ci deve essere niente di complesso in questa prima seduta.

Il guadagno dell'operatore

Ricordatevi che in questa e altre operazioni di ipnotismo esprimere fiducia nel proprio atteggiamento impressiona tutti quelli che vi ascoltano e aiuta a costruire il successo che cercate. Non esiterete, dopo che avrete provato queste parole in privato per poche settimane. E' sorprendente come l'arte dell'Ipnotismo beneficia la salute e il portamento dell'operatore, gli insegni il controllo e a influenzare gli uomini; a influenzare gli altri, e si apre un nuovo capitolo nella sua vita. I suoi passi diventano elastici; tiene la testa eretta, guarda per forza di abitudine tutti quanti dritto in faccia con uno sguardo chiaro e penetrante; si sente più forte, più in salute, più felice. Sta gustando la dolcezza del potere, conscio di come appare agli altri esseri umani che è in possesso del segreto di ogni condizionamento. E' proprio in questo momento che comincia ad apprezzare il potere del solo pensiero per influenzare gli altri, e praticare l'arte dell'Influenza Silenziosa, che è trattata nelle lezioni di questo corso. Qui trova il più affascinante campo di esperimenti, e un ramo di studi che è tanto benefico nei suoi effetti curativi sugli altri com'è utile e confortante per l'operatore stesso.

E' una sublime consapevolezza che arriva all'uomo investito del potere di trasmettere un pensiero di guarigione all'afflitto, così come modellare quelli che lo riguardano attraverso l'intermediazione delle sue parole.

Bibliografia

  1. Williams, ., & Lodge, P. C. (1900). Prof. Williams' complete hypnotism: Comprising twenty lessons. Place of publication not identified: publisher not identified.

Il controllo di se stessi - parte seconda

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Il libro di Emile Couè edizione francese
Il libro di Emile Couè edizione francese

La superiorità di questo metodo

Questo metodo da assolutamente risultati meravigliosi, ed è facile capire perché. Infatti, seguendo il mio consiglio, è impossibile fallire, eccetto con le due classi di persone menzionate precedentemente, che fortunatamente rappresentano a malapena il 3 per cento dell'insieme.Se, tuttavia, si tenta di mettere i soggetti a dormire subito, senza le spiegazioni e gli esperimenti preliminari necessari per portare loro di accettare le suggestioni e di trasformarle in autosuggestioni, non avrete successo eccetto che con soggetti particolarmente sensibili, e questi sono rari. Tutti lo possono diventare con l'addestramento, ma molto pochi sono sufficienti senza le istruzioni preliminari che io raccomando, che possono essere somministrate in pochi minuti.

Precedentemente, immaginando che la suggestione potesse essere somministrata soltanto durante il sonno, ho sempre tentato di mettere i miei pazienti a dormire; ma scoprendo che questo non era indispensabile, ho tralasciato al fine di risparmiargli la paura e il disagio che sperimenta sempre a chi viene detto che sarà messo a dormire, e che spesso gli lascia offrire, a dispetto di se stesso, una involontaria resistenza. Se, al contrario, gli dita che non lo addormenterete perché non c'è nessun bisogno di farlo, guadagnerete la sua fiducia. Vi ascolta senza paura o ogni altro ulteriore pensiero, e spesso accade - se non la prima volta, comunque molto presto - che, calmato dal tono monotono della vostra voce, cade in un sonno profondo dal quale si sveglia stupito di aver dormito affatto.

Se ci sono scettici tra voi - come sono sicuro ci siano - tutto quello che devo dire loro è: "Venite a casa mia e vedete cosa si fa, e sarete convinti dai fatti."

Non si deve tuttavia correre con l'idea che l'autosuggestione può essere realizzata solo nel modo che ho descritto. E 'possibile dare suggerimenti alle persone a loro insaputa e senza alcuna preparazione. Per esempio, se un medico che per il suo titolo da solo ha un influenza suggestiva sul suo paziente, gli dice che non può fare nulla per lui, e che la sua malattia è incurabile, provoca nella mente di quest'ultimo un autosuggestione che può avere le più disastrose conseguenze; se tuttavia gli dice che la sua malattia è grave, è vero, ma che con cura, tempo e pazienza, può essere curata, a volte e anche spesso ottiene risultati che lo sorprenderanno.

Ecco un altro esempio: se un medico dopo aver esaminato il suo paziente, scrive una prescrizione e gliela dà senza alcun commento, i rimedi prescritti non avranno molte possibilità di successo; se, invece, spiega al suo paziente che tali e tal altri medicinali devono essere presi in condizioni tali e tal altre e che produrranno certi risultati, quei risultati sono praticamente certi.

Se in quest'aula ci sono uomini di medicina o fratelli chimici, spero che non mi penseranno come loro nemico. Al contrario, sono il loro migliore amico. Da una parte mi piacerebbe vedere studi teorici e pratici sulle suggestioni nel programma delle scuole mediche per il grande beneficio dei malati e degli stessi dottori; e dall'altra, nella mia opinione, ogni volta che un paziente va a vedere il suo dottore, quest'ultimo deve prescrivergli una o più medicine, anche se non sono necessarie. E' un dato di fatto che quando un paziente visita il suo dottore, è perché gli si dica quale medicina lo curerà. Non si rende conto che sono l'igiene e il regime che lo fanno, e attribuisce loro poco importanza, è la medicina che vuole.

Nella mia opinione, se il dottore prescrive soltanto un regime senza medicine, il suo paziente sarà insoddisfatto; dirà che si è preso il disturbo di consultare un dottore per niente, e spesso va da un altro dottore. Mi sembra allora che il dottore dovrebbe sempre prescrivere medicine al suo paziente, e, tanto quanto possibile, medicine fatte da lui stesso, piuttosto che rimedi standard tanto pubblicizzati e che hanno valore soltanto grazie alla pubblicità. Le prescrizione personali del dottore, ispireranno infinitamente più fiducia di pillole così e cosà che chiunque può procurarsi facilmente nella farmacia più vicina senza nessun bisogno di prescrizione.

Come funziona la suggestione

Per comprendere propriamente la parte giocata dalla suggestione o piuttosto dall'autosuggestione, è abbastanza sapere che l'inconscio è il grande direttore delle nostre funzioni. Fate in modo che creda, come ho detto sopra, che un certo organo che non funziona bene deve svolgere le sue funzioni, e l'ordine è trasmesso istantaneamente.

L'organo obbedisce con docilità, e all'improvviso o poco a poco svolge le sue funzioni nella normale maniera. Questo spiega semplicemente e chiaramente come per mezzo della suggestione si può fermare una emorragia, curare la costipazione, causare la sparizione di tumori fibrosi, curare la paralisi, le lesioni tubercolari, le vene varicose, le ulcere, ecc.

Prendiamo ad esempio un caso di emorragia dentaria, che ho avuto l'opportunità di osservare nello studio di M Gauthé, un dentista di Troyes. Una giovane donna che avevo aiutato a curare dall'asma di cui aveva sofferto per otto anni, mi disse un giorno che avrebbe voluto togliersi un dente. Siccome sapevo che era molto sensibile, mi offrii di non farle sentire nulla dell'estrazione. Lei , naturalmente, accettò con piacere e prendemmo un appuntamento con il dentista. Il giorno convenuto ci presentammo dal dentista e, stando di fronte alla mia paziente, la guardai fissamente, dicendo: "Tu non senti nulla, tu non senti nulla, ecc., ecc.£ e quindi, mentre continuavo con le suggestioni, feci un cenno al dentista. I un istante il dente fu estratto senza che la signorina D. si muovesse un capello. Come abbastanza spesso accade, seguì una emorragia, ma dissi al dentista che avrei tentato con la suggestione senza ricorrere all'emostatico, senza sapere prima quello che sarebbe accaduto. Quindi chiesi alla signorina D. di guardami fissamente, e le suggerii che entro due minuti l'emorragia sarebbe cessata da sola, e aspettammo. Le dissi di aprire la bocca, guardammo entrambi e trovammo che si era formato un grumo di sangue nella cavità dentale.

Come si può spiegare questo fenomeno? Nel modo più semplice. Sotto l'influenza dell'idea: "L'emorragia si fermerà", l'inconscio ha inviato a inviato alle piccole arterie e alle vene l'ordine di fermare il flusso del sangue, e, ubbidientemente, queste si sono contratte in modo naturale, come avrebbero fatto artificialmente al contatto di un emostatico come l'adrenalina, per esempio.

Lo stesso ragionamento spiega come i tumori fibrosi possono sparire. Avendo l'inconscio accettato l'idea "Se ne andrà" il cervello ordina alle arterie che lo nutrono, di contrarsi. Loro lo fanno, rifiutando i loro servigi, e cessano di nutrire il tumore che, privato dei nutrienti, muore, si secca, è riassorbito e sparisce.

L'uso delle suggestioni per la cura delle malattie mentali e delle tare sia congenite che acquisite

La nevrastenia, così comune al giorno d'oggi, generalmente si ottiene con una suggestione praticata costantemente nel modo che ho indicato. Ho avuto la gioia di contribuire alla cura di una grande numero di nevrastenici con i quali ogni altro trattamento era fallito. Uno di loro aveva anche passato un mese nel Lussemburgo, in uno stabilimento speciale, senza ottenere alcun miglioramento. In sei settimane è stato completamente curato, e ora è il più felice degli uomini che desidererebbe incontrare, dopo essersi pensato il più miserabile. Né c'è la probabilità che si ammali di nuovo nello stesso modo, perché gli ho insegnato come usare le auto-suggestioni coscienti, e lui le fa meravigliosamente bene.

Ma se la suggestione è utile nel trattare le malattie mentali e fisiche, può ancora no rendere un grande servizio alla società, nel convertire in persone oneste i ragazzi miserabili che popolano i nostri riformatori e che li lasciano soltanto per entrare nell'armata del crimine. Che nessuno mi dica che è impossibile. Il rimedio esiste e posso provarlo.

Citerò i due casi seguenti che sono molto caratteristici, ma qui devo inserire alcuni commenti in parentesi. Per farvi capire il modo in cui le suggestioni agiscono nel trattamento delle tare morali userò il seguente confronto. Supponiamo che il nostro cervello sia un asse in cui sono conficcati dei chiodi, che rappresentano idee, abitudini e istinti, che determinano le nostre azioni. Se troviamo che in un soggetto esiste un'idea cattiva, un'abitudine cattiva, un istinto cattivo, - per così dire, un brutto chiodo, ne prendiamo un'altro che è la buona idea, abitudine o istinto, lo mettiamo in cima al chiodo cattivo e picchiamo con il martello - in altre parole operiamo una suggestione. Il nuovo chiodo penetrerà per una frazione di pollice, mentre il vecchio uscirà fuori della stessa misura. Ad ogni nuovo colpo del martello, che è come dire ad ogni nuova suggestione, il primo penetrerà di una frazione ulteriore e l'altro uscirà della stessa quantità, fino a che, dopo un certo numero di colpi. il vecchio chiodo uscirà completamente, rimpiazzato dal nuovo. Quando la sostituzione è compiuta, l'individuo vi obbedisce.

Ritorniamo ai nostri esempi. Il piccolo M., un bambino di undici anni di Troyes, era soggetto giorno e notti a certi incidenti inerenti la prima infanzia. Era anche cleptomane, e, naturalmente, bugiardo negli accordi. Su richiesta di sua madre lo trattai con la suggestione. Dopo la prima visita gli incidenti cessarono durante il giorno, ma continuavano la notte. A poco a poco diventarono meno frequenti, e alla fine, pochi mesi dopo, il bambino era completamente curato. Nello stesso periodo la sua propensione a rubare diminuì, e in sei mesi era interamente cessata.

Il fratello del ragazzo, di diciotto anni d'età, aveva concepito un profondo odio verso un altro dei suoi fratelli. Ogni volta che prendeva un poco più di vino, si sentiva spinto a disegnare un coltello e pugnalare suo fratello. Sentiva che un giorno o l'altro avrebbe finito per farlo, e allo stesso tempo sapeva che se lo avesse fatto sarebbe stato inconsolabile. Lo trattai con la suggestione, e il risultato fu meraviglioso. Dopo il primo trattamento, era curato. L'odio per il fratello, scomparso, e fino da allora sono diventati buoni amici e sono stati insieme in maniera eccellente. Ho seguito il caso per lungo tempo, e la cura è stata permanente.

Siccome questi risultati sono stati ottenuti con la suggestione, non sarebbe benefico - potrei anche dire indispensabile - prendere questo metodo e introdurlo nei riformatori? Sono assolutamente convinto che se la suggestione fosse applicata giornalmente sui cattivi ragazzi, più del 50 per cento potrebbe essere recuperato. Non sarebbe un immenso servizio rendere alla società, riportarvi membri sani e buoni, che prima erano corrotti dal decadimento morale?

Forse mi si potrebbe dire che la suggestione è una cosa pericolosa, e che può essere utilizzata per fini malvagi. Questa non è una valida obiezione, primo perché la pratica della suggestione sarebbe ristretta a persone oneste e affidabili, - dottori dei riformatori, per esempio, - e in ogni caso, quelli che la vogliono utilizzare per fini malvagi, non chiedono il permesso.

Ma anche ammettendo che ci sia qualche pericolo (quale non so) mi piacerebbe chiedere a chi solleva questa obiezione, di dirmi quale cosa utilizziamo che non sia pericolosa? E' il vapore? La polvere da sparo? Le ferrovie? le navi? l'elettricità? le automobili? gli aeroplani? Non sono pericolosi i veleni che noi, medici e farmacisti, utilizziamo quotidianamente in dosi minute, che potrebbero facilmente distruggere il paziente se, in un momento di disattenzione, facessimo sfortunatamente un errore nel pesarli?

Alcune cure tipiche

Questo piccolo lavoro sarebbe incompleto se non includesse pochi esempi delle cure ottenute. Ci vorrebbe troppo, e sarebbe anche qualcosa forse stancante, se relazionassi tutti quelli a cui ho preso parte. Mi accontenterò, quindi, di citare alcuni dei più rimarchevoli.

La signorina M.D., di Troyes, aveva sofferto per otto anni di asma, il che la obbligava a sedere nel letto quasi tutta la notte, combattendo per respirare. Esperimenti preliminari mostrarono che era un soggetto molto suscettibile. Si addormenta immediatamente e le vengono somministare le suggestioni. Dal primo trattamento ci fu un enorme miglioramento. La paziente passò bene la notte, interrotta soltanto da un attacco di asma che durò solo un quarto d'ora. In breve tempo l'asma svanì completamente e non ci furono più ricadute.

M.M., un calzettaio di Sainte-Savine vicino Troyes, paralizzato da due anni in seguito a una lesione alla giunzione tra la colonna vertebrale e le pelvi. La paralisi era soltanto negli arti inferiori, nei quali la circolazione del sangue era praticamente cessata, rendendoli gonfi, congestionati e senza colore. molti trattamenti, incluso un antisifilitico, erano stati tentati senza successo. Gli esperimenti preliminari furono un successo; la suggestione applicata da me, e l'autosuggestione dal paziente per otto giorni. Alla fine di questo periodo c'era un quasi impercettibile ma nonostante tutto apprezzabile movimento della gamba sinistra. Rinnovata la suggestione. In otto giorni i progressi si notano. Ogni sette o quindici giorni c'è un apprezzabile miglioramento cone progressiva diminuzione del gonfiore, e così via. Undici mesi dopo, il primo di Novembre, 1906 il paziente scende le scale da solo e cammina 800 metri apiedi, e nel mese di Luglio, 1907, torna in laboratorio dove ha continuato a lavorare sino da allora, senza tracce di paralisi.

M. A. G., vive a Troyes, ha sofferto a lungo di enterite, per la quale differenti trattamenti sono stati provati invano. E' anche in un cattivo stato mentale, essendo depresso, avvilito, scontroso, e ossessionato da pensieri di suicidio. Esperimenti preliminari eseguiti con facilità, seguiti dala suggestione che produce un apprezzabile risultato fin dal primo giorno. Per tre mesi, suggestioni giornaliere all'inizio, poi ad intervalli più lunghi. Alla fine di questo periodo la cura è completa, l'enterite è sparita, e il suo morale è diventato eccellente. Siccome la cura risale a dodici anni prima senza l'ombra di una ricaduta, può essere considerata permanente. M. G, è un esempio impressionante degli effetti che possono essere prodotti dalla suggestione, o piuttosto per autosuggestione. Nello stesso in cui gli ho somministrato suggestioni dal punto di vista fisico, ho fatto lo stesso dal punto di vista mentale, e lui ha accettato entrambe le suggestioni ugualmente bene. Ogni giorno la fiducia in se stesso è cresciuta, e siccome era un eccellente lavoratore, per guadagnare di più, ha cercato a una macchina che gli permettesse di lavorare a casa. Poco dopo, avendo visto il proprietario della fabbrica con in suoi propri occhi che lavoratore era, gli affidò qualunque macchina desiderasse. Grazie a questa capacità, fu capace di rivelarsi molto più che un lavoratore ordinario, ora p a capo di sei macchine che gli procurano un bel guadagno.

La signorina D, di Troyes, di circa trent'anni. E' nell'unlitmo stadio della consunzione, e diventa più magra ogni giorno nonostante una nutrizione speciale. Soffre di tosse e sputi e ha difficoltà a respirare; in effetti, sotto tutte le apparenze, le rimangono solo pochi mesi di vita. Gli esperimenti preliminari hanno dimostrato una grande sensibilità, e la suggestione è stata seguita da un immediato miglioramento.
Dal giorno dopo i sintomi morbosi iniziano a diminuire. Ogni giorno il miglioramento diventa più marcato, il paziente mette su carne rapidamente, anche se non segue pià nessuna dieta speciale. In pochi mesi la cura è apparentemente completa. Questa persona mi scrisse il primo Gennaio 1911, otto mesi dopo che avevo lasciato Troyes, per ringraziarmi e dirmi che, sebbene in cinta, stava perfettamente bene. Ho scelto appositamente questi casi risalenti a qualche tempo addietro, per dimostrare che le cure sono permanenti, ma mi piacerebbe aggiungerne qualcuno dei più recenti.

M. X., impiegato postale di Lunéville. Avendo perso uno dei suoi figli nel Gennaio del 1910, la pena gli causò disturbi mentali che si manifestavano attraverso un tremore nervoso incontrollabile. Suo zio lo portò da me nel mese di Giugno. Esperimenti preliminare seguiti da suggestioni. Quattro giorni dopo il paziente tornava da me per dirmi che il tremore era sparito. Rinnovo le suggestioni e gli dico di tornare otto giorni dopo. Una settimana, poi quindici giorni, quindi tre settimane, un mese, passano senza sentire più niente da lui. Poco dopo passa suo zio per dirmi che ha appena ricevuto una lettera da suo nipote, che sta benissimo. Ha ripreso nuovamente il suo lavoro da telegrafista, che era stato obbligato a lasciare, e il giorno prima aveva inviato un telegramma di 170 parole senza la minima difficoltà. Avrebbe potuto, scriveva nella lettera, mandarne facilmente uno più lungo. Da allora non ci sono state ricadute.

M.Y, di Nancy, ha sofferto di nevrastenia per molti anni. Ha antipatie, paure nervose, disordini dello stomaco e dell'intestino. Dorme male, è depresso e perseguitato da idee di suicidio; quando cammina barcolla come un ubriaco, e non riesce a pensare ad altro che ai suoi guai. Tutti i trattamenti hanno fallito ed è peggiorato sempre di più; un periodo in una casa di cura per questi casi non ha prodotto effetto. M.Y venne da me all'inizio dell'Ottobre 1910. Gli esercizio preliminari incomparabilmente semplici. Spiego al paziente i principi dell'autosuggestione e l'esistenza dentro di noi del Sé conscio e del Sè inconscio, e quindi faccio el suggestioni necessarie. Per due o tre giorni M.Y ha poco difficoltà con le spiegazioni che gli ho dato. IN breve tempo la luce si fa breccia nella sua mente, e lui capisce tutto. Rinnova la suggestione, e lui anche lo fa ogni giorno. Il miglioramento, all'inizio lento, diventa sempre più rapido, e in un mese e mezzo la cura è completa. L'ex-invalido che ultimamente si era considerato il più disgraziato degli uomini, ora pensa di essere il più felice.

M.E, di Troyes. Un attacco di gotta; l'anca destra è infiammata e dolorante, e non riesce a camminare. Gli esperimenti preliminari dimostrano che è un soggetto molto sensibile. Dopo il primo trattamento è in grado di recuperare, senza l'aiuto del suo bastone, la carrozza che lo ha portato, e il dolore è cessato. Il giorno dopo non ritorna, come gli avevo detto di fare. In seguito, sua moglie viene sola e mi dice che quella mattina suo marito si era alzato, si era messo le scarpe ed era uscito con la sua bicicletta per visitare i suoi cantieri (questo signore è un pittore).Inutile dirvi del mio stupore. Non ho seguito questo paziente che si è preoccupato di tornare da me. Sapevo che era stato a lungo senza recidiva, ma non so quanto è successo da allora.

La signora T., Nancy. Nevrastenia, dispepsia, gastralgia, enterite, dolore in diverse parti del corpo. Si cura da diversi anni con risultato negativo. Suggestione da parte mia, autosuggestioni giornaliere da parte sua. Miglioramento significativo dal primo giorno; questo miglioramento continuerà senza interruzioni. Attualmente questa persona è guarita da molto tempo sotto l'aspetto fisico e mentale. Non segue più alcun regime. Sembra che le resti un po' di enterite, ma non ne è sicura.

La signora X. la sorella della signora T. Nevrastenia profonda; rimane a letto due settimane al mese, incapace di muoversi e di lavorare; inappetenza, tristezza, cattivo funzionamento dell'apparato digestivo. Guarigione in una sola seduta. Questa guarigione sembra essere durevole, perché finora non c'e stata ricaduta.

La signora H., di Maxéville. Eczema generale. E' particolarmente intenso nella gamba sinistra. Entrambe le gambe sono gonfie, soprattutto alle caviglie, camminare è difficile, doloroso. Suggestione. La stessa sera la signora H. può fare diverse centinaia di metri senza fatica. Il giorno successivo i piedi e le caviglie non sono più gonfie e lo sono da allora. L'eczema scompare rapidamente.

La signora P. di Laneuveville. Dolore nei reni e alle ginocchia. La malattia dura da dieci anni e sta peggiorando ogni giorno. Suggestione da parte mia autosuggestione da parte sua. Il miglioramento è immediato e aumenta progressivamente. La guarigione è ottenuta rapidamente e per sempre.

La signora Z, di Nancy, nel gennaio 1910 ha contratto una congestione polmonare che non è guarita due mesi dopo. Debolezza generale, perdita di appetito, cattiva digestione, movimento intestinale scarso e difficile. insonnia, sudorazioni notturne profuse. Dalla prima suggestione la malata si sente molto meglio; nel giro di due giorni ritorna da me dicendo che si sente bene. Ogni traccia della malattia è scomparsa, tutte le funzioni si compiono normalmente. Tre o quatto volte è stata sul punto di sudare, ma ogni volta lo ha impedito con l'uso dell'auto-suggestione. Da allora la signora Z. ha goduto una salute perfetta.

Il signor X., di Belfort, non può parlare per più di dieci quindici minuti senza perdere completamente la voce. Doversi medici consultati, non hanno trovato lesioni negli organi vocali; uno di loro gli ha detto che ha della senilità nella laringe, e questa affermazione gli ha confermato l'idea che non potrà mai guarire. Lui viene a Nancy a passare le vacanze. Una signora che conosco gli ha consigliato di venirmi a trovare, dapprima rifiuta, alla fine acconsente malgrado al sua incredulità assoluta negli effetti della suggestione. La faccio comunque, e gli chiedo di tornare due giorni dopo. Tornò quando stabilito, e mi dice che il giorno prima era stato capace di parlare tutto il pomeriggio senza diventare afono. Due giorni dopo torna ancora e mi dice che il suo disturbo no è riapparso, sebbene non solo abbia conversato molto, ma anche cantato il giorno prima. La cura va bene e sono convinto che andrà sempre così.

Prima di concludere, vorrei anche dire un paio di parole su un ottimo metodo che i genitori possono utilizzare per educare i propri figli ed eliminare i loro difetti.

Loro devono aspettare fino a quando il bambino è addormentato. Uno di loro entra cautamente nella sua stanza, si ferma un metro dal suo letto e ripete quindici o venti volte, mormorando tutte le cose che desidera ottenere da lui, tanto dal punto di vista della salute, del sonno, che del lavoro che dell'applicazione, della condotta, ecc. poi si ritira, come è venuto, facendo molta attenzione a non svegliare il bambino.

Questo processo estremamente semplice da i risultati migliori ed è facile capire perché. Quando il bambino dorme, il suo corpo e la sua coscienza sono a riposo, sono per così dire annichiliti, ma il suo inconscio veglia; quindi, è solo a quest'ultimo che ci si rivolge e, siccome è molto credulone, accetta quello che gli si dice senza discussione e poco a poco il bambino arriva a fare lui stesso quello che i suoi genitori desiderano.

Conclusioni

Quale conclusione trarre da tutto questo?

La conclusione è molto semplice e può essere espressa in poche parole: abbiamo dentro di noi una forza dal potere incalcolabile, quando la trattiamo in maniera inconsapevole, è spesso dannosa. Se, invece, la dirigiamo in maniera consapevole e saggia, ci da il controllo di noi stessi e ci permette non soltanto di aiutare noi stessi a sottrarci e aiutare gli altri a sottrarsi dalle malattie fisiche e mentali, ma anche di vivere relativamente felici, quali che siano el circostanze in cui ci troviamo.

Non da ultimo, può, e deve essere applicato alla rigenerazione morale di coloro che si sono allontanati dal giusto cammino.

Emile Coué

Il controllo di se stessi - parte prima

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Copertina del libro Couè edizione americana
Copertina del libro Couè edizione americana

Presento una traduzione integrale del libro "La Maîtrise de soi-même par l'autosuggestion consciente : Autrefois de la suggestion et de ses applications".- Nouvelle édition.- Nancy : Chez l'auteur et à Paris : Librairie Oliven 1926.

Ho tralasciato la traduzione delle lettere e dei frammenti di lettere di ringraziamento che si trovano in coda al volume, e che non hanno interesse o rilevanza nella descrizione del metodo Couè.

Questo volume ci introduce nel primo metodo di autosuggestione. Ha un valore storico, ma anche pratico, perché il metodo è ancora attuale e può essere praticato con facilità da chiunque. Molto di quello che è stato fatto dopo, deve molto alle idee di Couè e alla semplicità con cui ha saputo applicarle al benessere della persona.

Il controllo di se stessi attraverso autosuggestioni consapevoli

La suggestione, o piuttosto l'Autosuggestione, è un soggetto abbastanza nuovo, e tuttavia allo stesso tempo è vecchio come il mondo.
E' nuovo nel senso che finora è stato studiato male e di conseguenza compreso male; è vecchio perché data dall'apparizione dell'uomo sulla terra. Infatti l'Autosuggestione è uno strumento che possediamo dalla nascita, e in questo strumento, o piuttosto nelle sue forze, risiede un meraviglioso e incalcolabile potere, che a seconda delle circostanze produce i migliori o i peggiori risultati.

La conoscenza di questa forza è utile a ciascuno di noi, ma è indispensabile in maniera peculiare ai dottori, magistrati, avvocati, e a coloro impegnati nell'educazione.

Conoscendo come praticarla consapevolmente è possibile in primo luogo evitare di provocare in altri delle cattive autosuggestioni che possono avere disastrose conseguenze, e in secondo luogo, consapevolmente provocarne invece di buone, portando quindi salute fisica ai malati, e salute morale ai nevrotici e agli sfaticati, le vittime inconsapevoli di precedenti autosuggestioni, e guidare sul cammino corretto quelli che hanno la tendenza a prenderne uno sbagliato.

Il Sé cosciente e il Sé inconscio

Per comprendere propriamente il fenomeno della suggestione, o per parlare molto più correttamente di autosuggestione, è necessario sapere che due distinti Sé esistono al nostro interno. Entrambi sono intelligenti, ma mentre uno è consapevole, l'altro è inconscio. Per questo motivo dell'esistenza dell'ultimo solitamente non ci si accorge.

E' tuttavia facile provare la sua esistenza se semplicemente ci si prende il disturbo di esaminare certi fenomeni e di riflettervi sopra per qualche istante. Prendiamo per esempio il seguente caso:

Ognuno ha sentito parlare del sonnambulismo; ognuno sa che il sonnambulo si alza di notte senza svegliarsi, lascia la sua stanza dopo essersi vestito oppure no, scende al piano inferiore, cammina lungo i corridoi, e dopo avere compiuto alcune azioni o eseguito un certo lavoro, torna nuovamente a letto, e il giorno dopo mostra il più grande stupore nel trovare finito il lavoro che aveva lasciato incompiuto il giorno prima.

Tuttavia, è stato lui stesso a farlo senza esserne consapevole. A quale forza ha obbedito il suo corpo se non a una forza inconscia, infatti il suo Se inconscio?

Esaminiamo ora il caso, ahimè troppo frequente, di un alcolizzato attaccato dal delirium tremens. Come sequestrato dalla follia prende l'arma più vicina coltello, martello o accetta, a caso, e colpisce furiosamente quelli che sono tanto sfortunati da essere nelle sue vicinanze. Una volta finito l'attacco, riprende i sensi e contempla con orrore la scena della carneficina intorno a lui, senza rendersi contro di esserne stato lui stesso l'autore. Anche in questo caso non è il Se inconscio la causa dell'agire in questo modo dell'infelice uomo? *(* E che aversione, che malattia creiamo da noi stessi, ciascuno di noi in ogni dominio per non mettere in gioco 'immediatamente' "buone auto-suggestioni consapevoli" contro le nostre "cattive auto-suggestioni inconsapevoli", portando quindi alla scomparsa di ogni ingiusta sofferenza.)

Se confrontiamo il Se cosciente con il Sé inconscio vediamo che il Sé cosciente è spesso posseduto da cosciente è spesso in possesso di una memoria inaffidabile mentre il sé inconscio al contrario è provvista di una memoria meravigliosa e impeccabile che registra a nostra insaputa il più piccolo evento, gli atti meno importanti della nostra esistenza.

Inoltre, è credulone e accetta con docilità irragionevole ciò che viene detto. Così, come l'inconscio è responsabile per il funzionamento di tutti i nostri organi con l'intermediazione del cervello, si produce un risultato che può sembrarvi piuttosto paradossale: ossia, si ritiene che un certo organo funzioni bene o male o che ci sentiamo in un certo modo, l'organo in questione deve effettivamente funzionare bene o male, o dobbiamo sentire quella sensazione.

Non solo l'inconscio presiede alle finzioni del nostro organismo, ma anche su tutte le nostre azioni qualunque esse siano. Questo è quello che noi chiamiamo immaginazione, ed è questo che, contrariamente all'opinione corrente, ci fa agire sempre nello stesso modo, e soprattutto, contro il nostro volere quando c'è antagonismo tra queste due forze.

Volontà e immaginazione

Se apriamo un dizionario e cerchiamo la parola "volontà", troviamo questa definizione:"La facoltà di determinare liberamente certe azioni". Accettiamo questa definizione come vera e inattaccabile, sebbene niente possa essere più falso. Questa volontà che reclamiamo così orgogliosamente, da sempre la precedenza all'immaginazione. E' una regola assoluta che non ammette eccezioni.

"Blasfemia! Paradosso!" esclamerete. "Per niente! Al contrario è la pura verità." replicherò.

Per convincervi voi stessi di questo, aprite i vostri occhi, guardate introno a voi e provate a comprendere quello che vedete. Arriverete allora alla conclusione che quello che vi dico non è una teoria futile, prole di un cervello malato ma la semplice espressione di un fatto.

Supponiamo di mettere per terra un'asse lungo 30 piedi e largo 1. E' evidente che ognuno sarà capace di andare da un capo all'altro di quest'asse senza fare un passo oltre il bordo. Ma ora cambia le condizioni dell'esperimento, e immagina quest'asse piazzata all'altezza della torre di una cattedrale. Chi dunque sarà capace di avanzare anche solo pochi piedi lungo questo stretto sentiero? Mi potete sentire parlare? Probabilmente no. Prima di aver percorso due passi comincerete a tremare, e a dispetto di ogni sforzo della vostra volontà cadrete certamente al suolo.

Allora, perché non cadete dall'asse se è al suolo, e perché dovreste cadere se è a grande altezza? Semplicemente perché nel primo caso voi immaginate che è facile andare da una parte all'altra dell'asse, mentre nel secondo caso immaginate che non potete farlo.

Notate che la vostra volontà è impotente nel farvi avanzare; se immaginate che non potete, è assolutamente impossibile per voi farlo. Se piastrellisti e carpentieri sono capaci di compiere questa impresa, è perché pensano che possono farlo.

Le vertigini sono causate interamente dalla rappresentazione che facciamo nella nostra mente che cadremo. Questa rappresentazione si trasforma immediatamente in un fatto <em e più violenti sono questi sforzi, più veloce arriva il risultato opposto al desiderato.

Consideriamo ora il caso di una persona che soffre d'insonnia. Se lui non fa alcuno sforzo per dormire, starà tranquillamente a letto. Se al contrario cerca di forzarsi
di dormire con la sua volontà, maggiori sono gli sforzi che fa, più irrequieto diventa.

Non avete notato che più si cerca di ricordare il nome di una persona che si è dimenticato, più ti sfugge, fino a quando, sostituendo nella tua mente l'idea "Lo ricorderò in un minuto" con l'idea "L'ho dimenticato", il nome torna a voi di propria iniziativa senza il minimo sforzo?

Lasciamo che quelli di voi che sono ciclisti ricordino i giorni quando stavano imparando a guidare. Siete andati lunghi stringendo il manubrio e preoccupati di cadere. All'improvviso scorgendo il più piccolo ostacolo sulla strada, avete tentato di evitarlo, e più sforzi avete fatto, pià sicuramente vi siete andati contro.

Chi non ha sofferto l'attacco di un riso incontrollabile, che scoppia più violentemente quanto più si cerca di controllarlo?

Qual'era lo stato mentale di ciascuna persona in queste circostanze differenti?

"Non voglio cadere ma non posso farne a meno ","Ho voglia di dormire ma non ci riesco";"Mi vorrei ricordare il nome della signora Tal dei Tali, ma non posso"; "Voglio evitare l'ostacolo, ma non posso; "Voglio smettere di ridere, ma non ci riesco."

Come vedete, in ognuno di questi conflitti c'e sempre l'immaginazione che vince sulla volontà, senza eccezioni.

Nello stesso ordine d'idee rientra il caso del leader che corre in testa alle sue truppe e le porta sempre con se mentre il grido "Ogni uomo per se stesso!" è quasi certo di causare una sconfitta. Perché è così? E' perché nel primo caso l'uomo immagina di potere andare avanti, e nel secondo immagina che saranno sconfitti e devono correre per le loro vite.

Panurge era abbastanza consapevole del contagio dell'esempio, vale a dire l'azione dell'immaginazione, quando, per vendicare se stesso nei riguardi di un mercante a bordo della stessa barca, comprò la sua pecora più grande e la gettò in mare, sicuro in anticipo che tutto il gregge l'avrebbe seguita, ciò che in effetti accadde.

Noi esseri umani abbiamo qualche somiglianza con le pecore, e involontariamente, siamo irresistibilmente spinti a seguire l'esempio di altre persone, immaginando di non poter fare altrimenti.

Potrei citare centinaia di altri esempi, ma temo di annoiarvi con tale enumerazione. Non posso tuttavia passare sotto silenzio questo fatto che dimostra l'enorme potere dell'immaginazione, o in altre parole dell'inconscio nel suo sforzo contro la volontà.

Ci sono alcuni alcolisti che vogliono smetterla di bere, ma che non riescono a farlo. Chiedetegli, e loro risponderanno in tutta sincerità che desiderano essere sobri, che bere li disgusta, ma che sono irresistibilmente spinti a bere contro la loro volontà, nonostante il danno che loro sanno gli provocherà.

Nello stesso modo alcuni criminali commettono crimini nonostante se stessi, e quando gli si chiede perché hanno agito così, rispondono "Non sono riuscito a impedirlo, qualcosa mi ha costretto, era più forte di me."

E l'alcolista e il criminale, dicono la verità; sono costretti a fare quello che fanno, per la semplice ragione che immaginano che non possono impedire a se stessi di farlo.

Quindi, noi che siamo così orgogliosi della nostra volontà, che crediamo che siamo liberi di agire come ci piace, siamo in realtà nient'altro che burattini miserabili di cui la nostra immaginazione detiene tutte i lacci. Smettiamo di essere burattini solo quando abbiamo imparato a guidare la nostra immaginazione.

Suggestione e autosuggestione

Secondo le osservazioni precedenti possiamo confrontare l'immaginazione a un torrente che spazza via la fatalmente il povero disgraziato che vi è caduto dentro, nonostante i suoi sforzi per ottenere la riva.

Questo torrente sembra indomabile; ma se si sa come, si può deviarlo dal suo corso e condurlo alla fabbrica, e qui convertire la sua forza in movimento, calore ed elettricità.

Se questa similitudine non è abbastanza, possiamo confrontare l'immaginazione - "il pazzo in casa", come è stato chiamato - a un cavallo selvaggio che no ha briglie né redini. Cosa può fare il cavaliere se non lasciarsi andare dove il cavallo lo vuole portare? E spesso se quest'ultimo scappa via, la sua corsa matta termina soltanto in un fosso. Se tuttavia il cavaliere riesce a mettere le briglie al cavallo, le parti sono invertite. Non è più il cavallo che va dove vuole, è il cavaliere che obbliga il cavallo a portarlo dove vuole andare.

Ora che abbiamo imparato a realizzare l'enorme potere dell'inconscio o dell'essere immaginativo, mostrerò come questo Se, finora considerato indomabile, può essere facilmente controllato come un torrente o un cavallo selvaggio. Ma prima di andare ulteriormente avanti bisogna definire attentamente due parole che spesso sono usate senza essere pienamente comprese. Queste parole sono suggestione e autosuggestione.

Cos'è, dunque, la suggestione? Può essere definita come "l'atto di imporre una idea nella mente di un'altro". Questa azione, esiste veramente? propriamente parlando no. La suggestione, infatti, non esiste per se stessa. Non esiste, e non può esistere eccetto nella condizione sine qua non di trasformare se stessa in autosuggestione nel soggetto. Quest'ultima parola può essere definita come "impiantare un'idea in se stessi mediante
se stessi ".

Si può dare un suggerimento a qualcuno; se l'inconscio dell'altro non accetta la suggestione, se non lo ha, per così dire, digerito, per trasformarlo in autosuggestione, non produce alcun risultato. Io stesso ho di tanto in tanto fatto una suggestione alquanto inutile a soggetti di solito molto obbedienti. La ragione è che l'inconscio del soggetto rifiuta di accettarla e non la trasforma in autosuggestione.

L'uso dell'autosuggestione

Ritorniamo al punto in cui avevo detto che possiamo controllare e guidare la nostra immaginazione, proprio come possono essere controllati un torrente o un cavallo selvaggio. Per falro, in primo luogo è sufficiente sapere che è possibile (un fatto di cui quasi tutti sono ignoranti) e secondariamente, sapere con quali metodi può essere fatto. Bene, il metodo è molto semplice; è quello che abbiamo usato ogni giorno da quando siamo venuti al mondo, senza volerlo o conoscerlo e assolutamente inconsciamente, ma che purtroppo per noi, usiamo spesso erroneamente e a nostro discapito. Questo mezzo è l'autosuggestione.

Mentre di solito ci si auto-suggerisce inconsciamente, è sufficiente auto-suggerirsi coscientemente e il procedimento consiste in questo: innanzi tutto, pesare con la propria ragione le cose che devono diventare l'oggetto dell'autosuggestione e, ripetersi più volte senza pensare ad altro: "Questo viene o questo accade; questo sarà o non sarà, ecc. ecc.", e se l'inconscio accetta questa proposta, se si auto-suggerisce, si vede che le cose si realizzano punto per punto.

Così intesa, l'autosuggestione non è altro che l'ipnotismo tale e quale lo comprendo e che che ho definito con queste semplici parole: influenza dell'immaginazione sull'essere morale e fisico dell'uomo.

O, questa azione è innegabile e senza ritornare agli esempi precedenti, ne citerò qualcun'altro.

Se voi vi persuadete di potere fare una cosa qualsiasi, posto che sia possibile, voi la farete, per difficile che possa essere. Se, al contrario, voi immaginate di non poter fare la cosa più semplice del mondo, vi sarà impossibile farla e un cumulo di terra sopra la tana di una talpa diventerà per voi una montagna insormontabile.

Questo è il caso dei nevrastenici, che, credendosi incapaci del minimo sforzo, spesso trovano impossibile camminare per pochi passi senza esaurirsi. E questi stessi nevrastenici affondano sempre più profondamente nella propria depressione, più dforzi fanno per allontanarla, come il povero disgraziato nelle sabbie mobili che affonda sempre più profondamente quanto più cerca di tirarsene fuori.

Allo stesso modo, è sufficiente pensare che il dolore va via, per sentirlo infatti sparire poco a poco, e al contrario, è abbastanza pensare di soffrire per sentire il dolore arrivare immediatamente.

Conosco certe persone che predicono in anticipo che avranno un mal di testa un certo giorno, in certe circostanze, e in quel giorno, alle date circostanze, abbastanza sicuramente, lo avranno. Portano la loro malattia con se stessi, proprio come altri curano le loro per mezzo dell'auto-suggestione cosciente.

So che si passa generalmente per pazzo agli occhi del mondo, se si osa proporre idee che non è abituato a sentire. Bene, al rischio che mi si creda tale, dico che se certe persone sono malate mentalmente e fisicamente, è perché immaginano se stesse malate fisicamente e mentalmente. Se alcuni sono paralitici senza avere nessuna lesione che ne renda conto, è perché immaginano loro stessi paralizzati, ed è tra queste persone che si effettuano le cure più straordinarie. Se altri ancora sono felici o infelici, è perché immaginano così loro stessi, perciò è possibile per due persone nelle esatte stesse circostanze essere, il primo perfettamente felice, il secondo assolutamente triste.

Nevrastenia, balbuzie, idiosincrasie, cleptomania, certi casi di paralisi, non sono se non il risultato di autosuggestioni inconsce, che è come dire il risultato dell'azione dell'inconscio sull'essere fisico e morale.

Ma se l'inconscio è la fonte di molte delle nostre malattie, porta anche la cura dei nostri malanni fisici e mentali. Non soltanto può riparare il male che ha fatto, ma curare vere malattie, tanto forte è la sua azione sull'organismo.

Rimanete in silenzio in una stanza, sedetevi in una poltrona, chiudete gli occhi per evitare ogni distrazione, e concentrate la vostra mente per pochi minuti pensando: "Questa cosa e quest'altra spariranno", o "Questa cosa e quest'altra cominciano a passare."

Se avete fatto veramente l'autosuggestione, vale a dire, se il vostro inconscio ha assimilato l'idea che gli avete presentato, vi stupirete di vedere la cosa che avete pensato passare. (Nota che questa è la proprietà delle idee auto-suggerite di esistere dentro di noi non riconosciute, e possiamo sapere della loro esistenza solo dagli effetti che producono). Ma sopratutto, e questo è un punto essenziale, la volontà non deve essere messa in gioco praticando l'autosuggestione; perché, se non è in accordo con l'immaginazione, se uno pensa: "Farò accadere questa cosa e quest'altra", e l'immaginazione dice: "Lo desideri, ma non si avvererà", non solo non si ottiene ciò che si vuole, ma esattamente il contrario.

Questo commento è di importanza capitale e spiega perché i risultati sono così insoddisfacenti quanto, nel trattare malattie morali, si cerca di rieducare la volontà. E' l'allenamento dell'immaginazione che è necessario, ed è grazie a questa differente sfumatura che il mio metodo ha spesso avuto successo dove altri - e tra questo no gli ultimi - avevano fallito. Dai numerosi esperimenti che ho fatto ogni giorno per venti anni, e che ho esaminato con minuziosa cura, sono stato in grado di dedurre le seguenti conclusioni, che ho riassunto nella forma di leggi:

  1. Quando la volontà e l'immaginazione sono antagoniste, è sempre l'immaginazione che vince, senza eccezioni.
  2. Nel conflitto tra volontà e immaginazione, la forza dell'immaginazione è in rapporto diretto con il quadrato della volontà.
  3. Quando la volontà e l'immaginazione sono d'accordo, una non aggiunge all'altra, ma una è moltiplicato per l'altra.
  4. L'immaginazione può essere diretta.

(L'espressione "in rapporto diretto con il quadrato della volontà" e "è moltiplicato" non sono rigorosamente esatte. Sono semplici illustrazioni destinate a rendere il significato più chiaro.)

Dopo quello che è stato appena detto sembrerebbe che nessuno dovrebbe essere malato. Questo è del tutto vero. Ogni malattia, a prescindere da quale possa essere, può essere prodotta per autosuggestione, audace e improbabile quanto può sembrare la mia affermazione; non dico è sempre prodotta, ma può essere prodotta, che è una cosa differente.

Ma per condurre le persone a praticare l'autosuggestione cosciente deve essere insegnato loro come, proprio come gli è stato insegnato a leggere e scrivere o a suonare il piano.

L'autosuggestione è, come ho detto sopra, uno strumento che possediamo dalla nascita, e con cui giochiamo inconsciamente tutta la nostra vita, come un bambino gioca con il suo sonaglio. Tuttavia è uno strumento pericoloso; può ferirvi i perfino uccidervi se lo maneggiate imprudentemente e inconsciamente. Al contrario, può salvare la vostra vita quando sapete come utilizzarlo consapevolmente. Si può dire di lui quello che Esopo disse della lingua: "E allo stesso tempo la cosa migliore e peggiore del mondo".

Ora vi mostrerò come ognuno può trarre profitto dalla benefica azione dell'autosuggestione applicata consapevolmente. Dicendo tutti esagero un po', perché ci sono due classi di persone nelle quali è difficile suscitare l'autosuggestione cosciente:

  1. I sottosviluppati mentalmente che non sono in grado di capire quello che dici loro.
  2. Coloro che non sono disposti a capire.

Come insegnare ai pazienti a fare autosuggestione

Il principio del metodo può essere riassunto in queste poche parole: è impossibile pensare due cose nello stesso tempo. Che equivale a dire che due idee possono essere in giustapposizione, ma che non possono essere sovrapposte nella nostra mente.

Ogni pensiero che riempe completamente la nostra mente diventa realtà per noi e tende a trasformarsi in azione

Quindi se riuscite a far pensare a una persona malata che il suo disturbo sta migliorando, questo scomparirà; se riuscite a far pensare a un cleptomane che non ruberà più, lui smetterà di rubare, ecc. ecc..

Questo addestramento che forse vi sembra impossibile, è, tuttavia, la cosa più semplice del mondo. E' sufficiente, da una serie di opportuni e graduali esperimenti, insegnare al soggetto, come fosse la A. B. C. del pensiero cosciente, e questa è la serie: seguendo le lettere si può essere assolutamente sicuri di ottenere un buon risultato, eccetto con le due categorie di persone menzionate precedentemente.

Primo esperimento* Preparatorio - Chiedere al soggetto di stare in piedi, con il corpo rigido come una sbarra di acciaio, i piedi vicini dalla punta al tallone, le caviglie flessibili come fossero cerniere. Ditegli di far diventare se stesso come un assi incernierato alla base, che è bilanciato al suolo. fategli notare che se si spinge leggermente la tavola in entrambe le direzioni, cade come una massa senza resistenza, nella direzione nella quale viene spinto. Ditegli che lo state per tirare indietro per le spalle e che deve lasciarsi cadere tra le vostre braccia, senza la minima resistenza, girando sulle sue caviglie come fossero cerniere, vale a dire mantenendo i piedi fissi a terra. Poi tiratelo indietro per le spalle e se l'esperimento non riesce, ripetetelo finché non riesce, o quasi.

(Nota *: * gli esperimeti sono quelli di Sage of Rochester.)

Secondo esperimento - Iniziate spiegando al soggetto che per dimostrare l'azione dell'immaginazione su di noi, gli chiederete tra un momento di pensare: "Sto cadendo in avanti , sto cadendo in avanti ..." Ditegli che non deve avere pensieri, ma questo nella sua mente, che non deve pensare o meravigliarsi se sta cadendo oppure no, o pensare che se cade si può fare male, ecc., o cadere solo per compiacervi, ma che se lui sente veramente qualcosa che lo costringe a cadere in avanti , non deve resistere, ma obbedire all'impulso.

Quindi chidete al vostro soggetto di tenere la testa alta e di chiudere gli occhi, e mettete il vostro pugno destro sulla parte posteriore del collo, e la mano sinistra sulla fronte, e ditegli: "Ora, pensa io sto cadendo in avanti , i sto cadendo in avanti , ecc., ecc." e, in effetti, "Stai cadendo in avanti , tu ...stai ...cade ..ndo ...all' ...indietro, ecc." Allo stesso tempo fate scorrere la mano sinistra leggermente in avanti verso la tempia, sopra l'orecchio, e rimuovete molto lentamente ma con un movimento continuo il pugno destro.

Il soggetto sente immediatamente di fare un piccolo movimento in avanti, sia per impedirsi di cadere o per cadere completamente. Nel primo caso ditegli che ha resistito, e che non ha pensato soltanto di cadere, ma che avrebbe potuto farsi male. Questo è vero, perché se non ha pensato a quest'ultima cosa, sarebbe caduto come una pietra.

Ripetete l'esperimento utilizzando un tono di comando come se volesse forzare il soggetto ad ubbidirvi. Proseguite finché non riesce o siete molto vicini. L'operatore deve stare leggermente dietro il soggetto, la gamba sinistra in avanti e la gamba destra molto dietro, così da non essere gettato a terra quando il soggetto cade. Il mancato rispetto di queste precauzioni può risultare in una doppia caduta se il soggetto è pesante.

Terzo esperimento - Mettete il soggetto davanti a voi, il corpo rigido, le anche flessibili, e i piedi uniti e paralleli. Mettete le vostre mani sulle sue tempie senza fare pressione, guardatelo fissamente, senza sbattere le palpebre, alla radice del suo naso, e ditegli di pensare: "Sto cadendo in avanti, sto cadendo in avanti ..." e ripetetegli stressando le sillabe, "Stai caden ...do in avan ...ti ..." senza smettere di fissarlo.

Quarto esperimento - Chiedete al soggetto di stringere le mani forte quanto può, ossia, fino a quando le dita tremano un po', guardatelo nello stesso modo del precedente esperimento e mettete le vostre mani sulle sue come se le voleste stringere ancora più forte. Ditegli di pensare che non può aprire le dita, che state per contare fino a tre, e che quando dite "tre" deve provare a separare le sue mani pensando allo stesso tempo: "Non posso farlo, non posso farlo..." e lo troverà impossibile. Quindi contate molto lentamente, "Uno, due, tre", e aggiungete immediatamente, scandendo le sillabe: "Tu ... non ... puoi .. farlo ... tu ... non ... puoi .. farlo ..." Se il soggetto pensa in maniera corretta, "Non posso farlo", non solo sarà incapace di separare le dita, m queste ultime si serreranno ancora più strettamente insieme più si sforzerà di separarle. Ottiene, infatti, esattamente il contrario di quello che desidera. Dopo qualche istante ditegli: Ora pensa: "Posso farlo", e le sue dita si separeranno.

State attenti a tenere sempre gli occhi fissi alla radice del naso del soggetto, e non permettetegli di distogliere i suoi occhi dai vostri nemmeno per un istante. Se è in gradi di separare le sue mani, non pensate che è colpa vostra, è del soggetto, che non ha pensato in maniera adeguata: "Non posso". Rassicuratelo fermamente su questo, e cominciate nuovamente l'esperimento.

Usate sempre un tono di comando che non ammette disobbedienza. Non di co che è necessario alzare la vostra voce; al contrario, è consigliabile utilizzare il tono ordinario, ma stressate ogni parola in modo secco e imperativo.

Quando questi esperimenti hanno avuto successo, tutti gli altri andranno ugualmente bene e si può ottenerlo seguendo alla lettera le istruzioni data qui sopra.

Alcuni soggetti sono molto sensibili, ed è facile riconoscerli per il fatto che si producono facilmente contrazioni nelle loro dita o nelle membra. Dopo due o tre esperimenti riusciti, non è più necessario dire loro: "Pensa questo", o "Pensa quello"; Devi soltanto dirgli semplicemente - ma nel tono imperativo utilizzato da tutti i suggestionisti - "Chiudi le mani; ora no puoi aprirle". "Chiudi gli occhi; ora non puoi aprirli," e il soggetto troverà assolutamente impossibile aprire le mani o gli occhi nonostante tutti i suoi sforzi. Ditegli subito dopo: "Puoi farlo adesso," e la decontrazione avverrà immediatamente.

Questi esperimenti possono essere variati all'infinito. Eccone qualcun'altro: fate unire le mani al soggetto, e suggerite che sono incollate; fategli mettere una mano sul tavolo, e suggeritegli che si è attaccata; ditegli che è incollato alla sedia e non può più alzarsi; fatelo alzare,e e ditegli che non può camminare; mettete un portapenne sul tavolo e ditegli che pesa un quintale, e che non può sollevarlo, ecc., ecc.

In tutti gli esperimenti, non posso ripeterlo troppo spesso, non è la suggestione propriamente detta che produce i fenomeni, ma l'autosuggestione che segue alla suggestione dell'operatore.

Metodo di procedere nelle suggestioni curative

Quando il soggetto è passato attraverso i precedenti esperimenti e li ha compresi, è maturo per l suggestione curativa. E' come un campo coltivato nel quale il seme può germinare e svilupparsi, mentre prime era nient'altro che terra grezza in cui sarebbe perito.

Di qualunque malattia il soggetto soffra, sia fisica o mentale, è importante procedere sempre allo stesso modo, e usare le stesse parole con poche variazioni a seconda del caso. Dire al soggetto: "Siediti e chiudi gli occhi. No proverò ad addormentarti, siccome non è necessario. Ti chiedo semplicemente di chiudere gli occhi cosicché la tua attenzione non sia distratta dagli oggetti intorno a te. Ora di a te stesso che ogni parola che dico si fisserà nella tua mente, e lì sarà stampata, incisa e incrostata, e che senza la tu lo sappia o lo voglia, in maniera perfettamente inconscia da parte tua, tu stesso e il tuo intero organismo obbedirete. In primo luogo dico che ogni giorno, tre volte al giorno, al mattino, a mezzogiorno e la sera, all'ora solita dei pasti, ti sentirai affamato, vale a dire, sperimenterai la gradevole sensazione che di fa pensare e dire: "Oh! come sarebbe bello avere qualcosa da mangiare!" Tu, quindi, mangerai, e godrai del tuo cibo, senza mangiare troppo naturalmente. Sarai attento a masticarlo correttamente in modo da trasformarlo in una sorta di pasta morbida prima di inghiottirlo. In questo modo lo digerirai bene, non sentirai disagio, inconvenienti, o dolore di ogni tipo nello stomaco o nell'intestino. Assimilerai tutto quello che mangi e il tuo organismo lo utilizzerà per fare sangue, muscoli, forza ed energia, in una parola: Vita.

Siccome avrai digerito il cibo correttamente, la funzione escretiva sarà normale, e ogni giorno, al risveglio, sentirai il bisogno di svuotale l'intestino e senza essere obbligato a prendere medicine o usare qualche artificio, otterrai un risultato normale e soddisfacente.

Inoltre, ogni notte dal momenti un cui vuoi andare a dormire al momento in cui vuoi svegliarti il mattino successivo, dormirai profondamente, calmo e quieto, senza incubi e al risveglio ti sentirai perfettamente bene, allegro, e attivo.

Allo stesso modo, se a volte soffri di depressione, se sei cupo e incline a preoccuparti e guardi il lato oscuro delle cose, da ora in poi smetterai di farlo, e, invece di preoccuparti e essere depresso e guardare il lato oscuro delle cose, ti sentirai perfettamente allegro, forse senza alcun motivo particolare per questo, semplicemente come eri abituato a sentirti depresso senza alcuna ragione particolare. Dico inoltre, che anche se hai una ragione reale per essere preoccupato o depresso, tu non lo sarai.

Se sei anche soggetto a crisi occasionali di insofferenza o malumore smetterai di averle; al contrario, sarai sempre paziente e padrone di te stesso, e le cose che ti preoccupavano, annoiavano o irritavano, ti lasceranno assolutamente indifferente e perfettamente calmo.

Se qualche volta sei attaccato, inseguito, perseguitato da idee cattivi e non salutari, da timori, paure, avversioni, tentazioni o rancori contro altre persone, tutto ciò sarà gradualmente peso di vista dalla tua immaginazione, si scioglierà e si perderà come in una nuvola distante dove finalmente scomparirà completamente. Come un sogno svanisce quando ci svegliamo, così spariranno tutte queste vane immagini.

A questo aggiungo che tutti i tuoi organi svolgono bene le loro funzioni. Il cuore batte normalmente e la circolazione del sangue si svolge come deve; i polmoni esercitano le loro funzioni, così lo stomaco, l'intestino, il fegato, il dotto biliare, i reni e la vescica. se in questo momento qualcuno di questi sta funzionando anormalmente, questa anormalità diminuirà ogni giorno, cosicché molto presto sarà svanita completamente, e gli organi avranno recuperato le loro funzioni. Inoltre, se c'è qualche lesione a carico di questi organi, loro miglioreranno di giorno in giorno e presto saranno completamente guariti. (Riguardo a questo, posso dire che non è necessario conoscere quale organo è colpito perché possa essere curato. Sotto l'influenza dell'autosuggestione "Ogni giorno, sotto tutti gli aspetti, miglioro", l'inconscio agisce sull'organo scegliendolo da sé.)

Devo anche aggiungere - ed è estremamente importante - che se fino al momento presente non hai avuto fiducia in te stesso, ti dico che questa mancanza di fiducia in te stesso sparirà poco a poco e lascerà posto alla fiducia in te stesso, basata sulla conoscenza di questa forza di incalcolabile potere che è in ognuno di noi. È assolutamente necessario che ogni essere umano abbia questa fiducia. Senza di essa non si può realizzare nulla, con essa si può realizzare tutto ciò che si vuole. (entro limiti ragionevoli, ovviamente) Quindi avrai fiducia in te stesso, e questa fiducia ti darà la sicurezza che sei capace di compiere perfettamente bene qualunque cosa vuoi fare - a condizione che sia ragionevole - e qualunque cosa sia tuo dovere fare.

Così, quando fai qualcosa di ragionevole, o quando hai un dovere da compiere, pensa sempre che è facile, e fai che le parole difficile, impossibile, non posso, è più forte di me, non posso impedire che ... spariscano dal tuo vocabolario; non sono Francese. Quello che è Francese è: "E' facile e posso". Considerando le cose facile, le fa diventare così per te, sebbene sembrino difficili agli altri. Lo farai presto e bene, e senza fatica, perché lo fai senza sforzo, mentre se tu l'avessi considerata difficile o impossibile, così sarebbe diventata per te, semplicemente perché tu l'avresti pensata così.

A queste suggestioni di carattere generale che forse sembrano lunghe e anche puerili a qualcuno di voi, ma che sono necessarie, si devono aggiungere quelle che si applicano al caso particolare del paziente che si sta trattando. Tutti questi suggerimenti devono essere fatti in un tono di voce monotono e suadente (sottolineando sempre le parole essenziali), che se anche non mandano il soggetto a dormire, almeno lo fanno sentire assonnato, e senza pensare a nulla in particolare.

Quando siete arrivati alla fine della serie di suggestioni, rivolgetevi al soggetto in questi termini: "in breve, voglio dire che da ogni punto di vista, sia fisico che mentale, tu godrai di una salute eccellente, migliore di quella di cui hai goduto fino ad oggi. Ora sto per contare fino a tre, e quando dico "Tre", aprirai i tuoi occhi e uscirai fuori dallo stato passivo in cui ti trovi adesso. Uscirai fuori in modo naturale, senza sentirti minimamente stanco o assonnato, al contrario, ti sentirai forte, vigoroso, allera, attivo, pieno di vita; inoltre vi sentirete allegro e completamente in forma. "UNO - DUE - TRE" Alla parola "tre" il soggetto apre gli occhi, sempre con un sorriso e con una espressione di benessere e contentezza sulla sua faccia.

Qualche volta - sebbene raramente, - il paziente è curato sul posto; altre volte, e questo è il caso più generale, si ritrova sollevato, il suo dolore o la sua depressione sono sparite in maniera parziale o totale, sebbene solo per un certo lasso di tempo.

In ogni caso è necessario rinnovare le suggestioni più o meno frequentemente a seconda del soggetto, facendo attenzione di spaziarle in tempi sempre più lunghi, secondo l'avanzamento ottenuto fino a quando non sono più necessarie, - ossia, quando la cura è completata.

Prima di dimettere il vostro paziente, dovete dirgli che porta con se lo strumento con cui può curare se stesso, e che voi siete, per così dire, solo un professore che gli insegna ad utilizzare questo strumento, che deve aiutarvi nel vostro compito. Quindi ogni giorno prima di alzarsi e ogni notte andando a letto, deve chiudere gli occhi e trasportare se stesso con il pensiero alla vostra presenza, e quindi ripetere venti volte consecutivamente in un tono di voce monotono, contato con l'aiuto di una corda con venti nodi, questa piccola frase:

"OGNI GIORNO, O SOTTO TUTTI GLI ASPETTI, MIGLIORO" Nella sua mente deve enfatizzare le parole "sotto tutti i punti di vista" che si applica per ogni bisogno, mentale o fisico. Questa suggestione generale, è più efficace di una specifica.

Quindi è facile realizzare la parte giocata dal dispensatore di suggestioni. Non è un maestro che da ordini, ma un amico, una guida, che guida passo passo il paziente sulla strada della salute. Siccome tutte le suggestioni sono date nell'interesse del paziente, l'inconscio di quest'ultimo non chiede niente di meglio che assimilarle e trasformarle in autosuggestioni. Quando questo è stato fatto, la cura si ottiene in maniera più o meno rapida a seconda delle circostanze.

Problemi di pelle risolti con l'ipnosi

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Il caso che presento in questo articolo, illustra molto chiaramente le potenzialità dell'ipnosi nel trattamento delle malattie della pelle. Allo stesso tempo dimostra come la strada dell'ipnosi sia spesso percorsa come ultima ratio a problemi che si prolungano nel tempo.

Il paziente di Kenneth Bowers(1983), si era presentato come un caso disperato, tanto che lo stesso ipnotista non era tanto convinto di poter essere di aiuto. Si trattava di una donna di 40 anni, con il corpo letteralmente coperto di di dozzine di piaghe aperte, della taglia di un dollaro d'argento. Erano estremamente tendere sensibili al tocco - ed era impossibile che rimanessero tutte intatte nello stesso tempo.

Il disordine era stato diagnosticato da uno specialista della pelle come un caso estremo di hidradenitis supporativa, una sorta di acne colossale causata dalla tendenza delle ghiandole sudoripare di infettarsi, e formare enormi, brufoli infetti.

Alcune delle peggiori erano state rimosse per via chirurgica, specialmente quelle sulla faccia e sulle braccia che la avrebbero resa socialmente ripugnante.

La paziente aveva sofferto questa malattia per più di 25 anni e aveva ricevuto l'attenzione delle più competenti autorità mediche del continente. Costoro avevano garantito alla paziente che un'operazione molto costosa per rimuovere tutte le piaghe non avrebbe prevenuto il loro ritorno. E ch e l'eruzione sarebbe continuata finché non sarebbe rimasta senza le ghiandole sudoripare. La paziente era disperata, ma si era anche convinta che l'ipnosi potesse aiutarla.

Come psicologo clinico che aveva lavorato con l'ipnosi sia nel contesto del trattamento che della ricerca, volevo provare ad aiutarla; un precedente successo su una caso simile (Jabush, 1969) suggeriva che l'ipnosi poteva essere di reale beneficio alla paziente.

Accade anche che la paziente fosse un ottimo soggetto ipnotico, che si comportò e sperimentò prontamente in accordo con le suggestioni somministrate. Ci incontrammo regolarmente per circa tre mesi, con una prolungata interruzione dovuta all'ospedalizzazione della paziente.

Durante il corso del trattamento, somministrai ripetute suggestioni alla paziente di immaginarsi spruzzata da o nuotare nella luccicante liquida luce solare che avrebbe pulito e purificato la sua pelle. Le dissi anche di diventare consapevole della sua pelle di sperimentarla come calda e fredda, come spinosa e soffice, e così via - suggestioni che costituivano lezioni sulla consapevolezza e il controllo della pelle, per così dire. La paziente fu istruita di praticare gli esercizi per conto suo e, specialmente, di immaginare la sua pelle pura e liscia.

Alla fine del trattamento, la paziente era praticamente libera dalle piaghe. Rimaneva la tendenza a formarsi delle pustole, ma invece di progredire in mostruose ferite aperte, si ritiravano prontamente e presto sparivano. Il suo dermatologo era stupefatto, e francamente lo ero anch'io. Un recente follow-up dopo due anni ha rilevato che il fenomeno è ancora sotto controllo.

Proprio esattamente quale fosse l'"ingrediente", o la combinazione di ingredienti, responsabile della clamorosa remissione dei sintomi non è chiaro; rimane sconosciuto se l'ipnosi sia stata essenziale per la cura, o la vivida immaginazione, o semplicemente la convinzione della paziente che io potevo curarla. Quello che è certo, tuttavia, è che il rimedio efficace era stato indotto psicologicamente. Come un problema psicologico può originare disordini psicosomatici, come ulcere o mal di testa, così fattori psicologici possono generare "cure psicosomatiche".

In parte perché la paziente in questo caso aveva sofferto una malattia tanto sfigurante quanto dolorosa per così tanto tempo, e in parte perché la malattia non si era piegata a rimedi più convenzionali, il trattamento di successo delle condizioni della paziente con l'ipnosi sembra particolarmente drammatico. Tuttavia, c'è una considerevole evidenza nella letteratura clinica che il trattamento dei problemi di pelle con l'ipnosi non è del tutto inconsueto.

Bibliografia

  1. Bowers, K. S. (1976). Hypnosis for the seriously curious. Monterey, Calif: Brooks/Cole Pub. Co.

  2. Jabush, M. (December 01, 1969). A case of chronic recurring multiple boils treated with hypnotherapy. The Psychiatric Quarterly, 43, 448-455

Metafore per cambiare

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Le metafore sono un metodo di indagine molto potente per esplorare l'esperienza interiore delle persone. Quando qualcuno utilizza una metafora, sostituisce un termine proprio con uno figurato. Esempi di metafore ce ne sono nel linguaggio corrente. sbattere la testa contro un muro, sentirsi con l'acqua alla gola, ecc. sono tutte espressioni figurate di uno stato d'animo interiore. Corrispondono a una rappresentazione mentale del problema con cui la persona si sta confrontando in quel momento.

Gli stati emotivi transitori, sono espressi da metafore: bollire di rabbia, sentirsi un topo in trappola, e così via. Ma anche situazioni di lungo termine possono essere espresse con le metafore. La metafora, in questo caso, invece di rappresentare una situazione transitoria, dovuta al momento, mostra ciò che sta accadendo da qualche tempo.

Se le metafore fossero solo la rappresentazione di uno stato interiore, avrebbero una importanza limitata, semplicemente descrittiva. Ma è noto da tempo che modificare la rappresentazione di una metafora modifica lo stato interiore cui si riferisce. Utilizzare le metafore per il cambiamento è un metodo che modifica i comportamenti cambiando la metafora che li rappresenta.

Differenti approcci

CI sono differenti approcci alle metafore. Molti considerano la creazione di una metafora omologa al problema espresso dal cliente. In questo caso la metafora è una proposta effettuata ad esempio utilizzando l'immaginazione guidata.

Altri sistemi partono direttamente dalla metafora, per elaborarla, modificarla con l'intento di modificare contemporaneamente i sottostanti modelli emotivi o comportamentali. Molto spesso il cliente esprime spontaneamente una metafora per descrivere il suo comportamento, o ciò che prova riguardo a una situazione. Questo è il punto di partenza per modificare la rappresentazione negativa in una positiva.

Linguaggio neutro

Una caratteristica dell'intervento con le metafore, è l'utilizzo di un linguaggio neutro, "Clean language" in inglese. Il linguaggio neutro consiste nel formulare frasi in maniera no direttiva, non suggestiva evitando di formulare giudizi sul contenuto di quanto formulato dal cliente.

L'operatore utilizza quanto fornito dal cliente in termini di metafore, e comincia a riformularle, approfondendone il contenuto. In questo modo la metafora viene analizzata a fondo fino ad arrivare alla sua risoluzione.

Il linguaggio neutro mira a non suggerire nulla, ritenendo che tutto quello che serve sia già contenuto nelle formulazioni del cliente. Per questo motivo il linguaggio neutro evita di condurre la discussione, ma lascia che questa si sviluppi naturalmente secondo quanto espresso dal cliente. In questo modo la metafora si sviluppa e si completa, seguendo strade che a volte hanno poco a che vedere con la logica, ma che sono molto efficaci in termini di risoluzione del problema sotteso dalla metafora.

L'obiettivo finale del linguaggio neutro è di permettere l'elaborazione della metafora invitando il cliente a inventare, creare, scoprire qualche risorsa utile a modificare o distruggere la metafora stessa, una volta per tutte.

Questo processo è molto utili ed efficace nel rimuovere blocchi di qualunque tipo, paure, timidezza, insicurezze.

Passi

L'intervento con le metafore avviene stabilendo un obiettivo, elaborando una metafora, e infine testando i risultati ottenuti. L'intervento con le metafore può essere svolto in ipnosi, dove il soggetto beneficia di una aumento delle capacità d'immaginazione e concentrazione. L'ipnosi non è necessaria, perché comunque l'intervento porta a un coinvolgimento molto profondo, e necessario per uno svolgimento ottimale dell'intervento. Di solito il cliente, quando adeguatamente coinvolto, genera spontaneamente una trance ipnotica.

Definire un obiettivo

Riguardo al problema prospettato si determina un obiettivo concreto da raggiungere. A volte questo è ovvio; nel caso di una paura, sarà l'eliminazione della paura. Nel caso di un problema di relazione, il miglioramento della particolare relazione. Altre volte il problema è meno definito. In ogni caso si stabilisce l'esito desiderato, e il successivo intervento si baserà sul raggiungimento di questo obiettivo.

Una volta raggiunto l'obiettivo, si prova che l'esito desiderato si a stato effettivamente ottenuto. Questo avviene "a secco" nello studio, con degli appositi test, e "in vivo" nella vita reale, dove si potranno sperimentare i miglioramenti ottenuti direttamente nelle situazioni scatenanti.

Usare la metafora

A volte la metafora è fornita direttamente dal cliente nel colloquio iniziale, altre volte bisogna trovarla discutendo il problema presentato. Difficilmente le persone si esprimono rispetto ai loro stati interiori senza metafore. Le rappresentazioni interiori, infatti, sono troppo personali, specifiche e complesse per avere un nome. La metafora quindi è l'unica via per comunicarle in maniera almeno approssimativa.

Usare le risorse

Le risorse del cambiamento non appartengono mai all'operatore, ma sono a disposizione del cliente, che tuttavia non riesce ad accedervi. Attraverso il "Clean language" la metafora che esprime il problema si modifica, fino al punto che arriva il momento in cui può essere modificata. A quel punto si verifica la possibilità del cambiamento, chiedendo al cliente di modificare la metafora. Ad esempio, se la metafora riguardava una gabbia, si possono individuare i modi per aprirne la porta, tagliarne le sbarre, scivolare tra una sbarra e l'altra. Spesso i tentativi non sono proficui, quindi si prosegue nell'analizzare la metafora, fino a trovare il punto di attacco ottimale.

Spesso ci sono delle condizioni precise, dei pre-requisiti affinché sia possibile qualche cambiamento della metafora. In questo caso si elabora la richiesta di pre-requisiti, affinché questi siano efficaci per il raggiungimento dell'obiettivo.

Esito

A un certo punto l'oggetto della metafora è distrutto, dissolto e sparisce all'orizzonte. Questo passo segna il raggiungimento dell'obiettivo. La metafora è cambiata e il problema sottostante rimosso. Spesso il cliente si sente immediatamente libero dal suo problema, e può commentare il fatto con un'altra metafora: "Mi sono tolto un peso dalle spalle."

L'operatore non confida necessariamente nelle parole del cliente e verifica comunque l'esito dell'intero intervento. Il primo test è effettuato utilizzando l'immaginazione del cliente, chiedendogli per esempio di pensare a una situazione scatenante la sua paura. Se l'esito è neutro, si può considerare il problema risolto o comunque molto diminuito. Quando il cliente affronterà il problema nella realtà quotidiana si avranno risposte definitive.

Migliorare l'ipnosi

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Si possono migliorare le proprie capacità ipnotiche, semplicemente sottoponendosi ad un adeguato addestramento. Le ricerche effettuate hanno dimostrato che l'ipnotizzabilità non è un tratto fisso e immutabile della persona, ma una competenza che può essere migliorata tramite l'apprendimento.

Molti soggetti, quando scoprono l'ipnosi per la prima volta, hanno una sorta di rivelazione, perché hanno l'evidenza che possono agire a un diverso livello di coscienza. La capacità di raggiungere in ipnosi livelli di rilassamento molto profondi, mai sperimentati in precedenza, apre la porta ad ulteriori scoperte. Sperimentare l'ipnosi abbatte anche quelle resistenze dovute all'ansia, la paura e l'incertezza di fronte a una situazione nuova, che il più delle volte viene vista come insicura e anche minacciosa.

Erickson(1965) riporta casi in cui l'addestramento all'ipnosi si era protratto per centinaia di ore. C'è quindi da chiedersi se il gioco vale la candela. Se tante ore di addestramento sono necessarie, o se vale la pena accettare livelli di responsività all'ipnosi minori. La risposta è dipende. Dipende da qual'è l'obiettivo che si vuole raggiungere con l'ipnosi. Una suscettività molto alta all'ipnosi, ha dei vantaggi nel trattamento del dolore.

Possiamo dunque utilizzare l'ipnosi per migliorare se stessa, usarla per migliorare l'ipnotizzabilità di un soggetto.

Probabilmente non una nuova scoperta, perché già Liebeault, alla fine dell'ottocento, faceva tornare i soggetti che non erano stati responsivi all'ipnosi, fino a quando non riusciva ad ipnotizzarli. Spesso bastavano due o tre sedute distinte per ottenere l'ipnosi. Ma la ricerca richiede un approccio più sistematico, per cui sono stati fatti esperimenti specifici per verificare l'esistenza dell'aumento dell'ipnotizzabilità in funzione della prove, e anche per quantificare l'aumento ottenuto.

In uno studio di questo tipo (Cooper, Banford, Shubot & Tart, 1967) a sei soggetti sono state somministrate tra 7 e 16 sessioni d'ipnosi. La sessione era libera, nel senso che l'ipnotista poteva utilizzare qualunque tecnica ritenesse valida per il soggetto da ipnotizzare. I soggetti sono stati valutati tramite la Stanford Profile Scale, prima e dopo l'esperimento. I valutatori dei soggetti non erano mai i loro ipnotizzatori. Cinque dei sei soggetti hanno dimostrata una suscettibilità maggiore all'ipnosi.

Sachs e Anderson(1967) riportano gli stessi risultati del precedente studio con dei miglioramenti più pronunciati nell'ipnotizzabilità. L'aumento in questo caso era stato di circa sei volte in alcuni soggetti.

Questo studi hanno il difetto di non avere un numero di soggetti ragguardevole e soprattutto di non usare nessun gruppo di controllo per verificare i risultati dell'esperimento. In ogni caso sembra evidente che qualche incremento nella suscettibilità all'ipnosi si possa ottenere con un semplice addestramento ipnotico.

Tuttavia Cooper(1967) nell'esperimento da lui effettuato, riporta un'alta (.94) correlazione tra le misurazioni dell'ipnotizzabilità effettuate prima e dopo l'esperimento. Questo suggerisce che la suscettibilità iniziale di una persona tende a limitare il livello finale di suscettibilità dopo l'addestramento, indipendentemente dalla pratica. In pratica si potrebbero addestrare soltanto soggetti già capaci di un certo grado di risposta ipnotica, e anche questo solo fino a un certo punto.

Sembra quindi che la suscettibilità all'ipnosi sia un tratto stabile della personalità di un individuo. Tuttavia questo tratto può essere modificato tramite un opportuno addestramento. Ma bisogna considerare che il livello iniziale di suscettibilità all'ipnosi pone un forte vincolo sul livello finale raggiunto, indipendentemente dalla quantità di addestramento.

Soggetti moderatamente suscettibili posso diventare altamente suscettibili, con l'addestramento. Soggetti poco suscettibili possono diventare mediamente suscettibili. Ma soggetti poco o per nulla responsivi non possono raggiungere alti livelli di ipnotizzabilità, indipendentemente dalla tecnica e dal tempo di addestramento.

In sostanza, la possibilità di raggiungere alti livelli d'ipnosi, è limitata dalle capacità iniziali della persona.

Bibliografia

  1. Bowers, K. S. (1976). Hypnosis for the seriously curious. Monterey, Calif: Brooks/Cole Pub. Co.

  2. Cooper, L. M., Schubot, E., Banford, S. A., & Tart, C. T. (January 01, 1967). A further attempt to modify hypnotic susceptibility through repeated individualized experience. The International Journal of Clinical and Experimental Hypnosis, 15, 3, 118-24.

  3. In LeCron, L. M. (1965). Experimental hypnosis: A symposium of articles on research by many of the world's leading authorities. New York: Citadel Press.

  4. Sachs, L. B., & Anderson, W. L. (October 01, 1967). Modification of hypnotic susceptibility. International Journal of Clinical and Experimental Hypnosis, 15, 4, 172-180.