VAK rilassamento

0
52

Le tecniche di rilassamento si possono definire come quelle metodologie che tramite manipolazione, parole o entrambe, inducono uno stato di bassa stimolazione, una respirazione lenta, lunga profonda e regolare, una diminuita tensione dei muscoli e una accresciuta temperatura della pelle alle estremità, dovuta a una maggiore capacità di circolazione sanguigna ne capillari esterni a causa del rilassamento muscolare.

Il rilassamento può essere generato da diversi approcci, che propongono diverse strategie, come il training autogeno, la meditazione, il rilassamento progressivo di Jacobson, il bio-feedback, l'immaginazione guidata, il sogno da svegli guidato.

L'elenco non è sicuramente esaustivo, ma gli approcci principali ci sono tutti.

Bisogna notare che il rilassamento non si raggiunge solo attraverso le tecniche di cui sopra, ma accade spontaneamente, ma l'utilizzo di tecniche apposite rende l'esperienza del rilassamento migliore e più profonda. L'esperienza del rilassamento può essere indotta da un operatore esterno, oppure autoindotta, come nell'autoipnosi o nella meditazione. Bisogna notare che, soprattutto per i principianti, le esperienza che si possono ottenere in maniera autonoma, come l'autoipnosi, risultano di qualità e profondità inferiore rispetto a quanto è possibile ottenere con un operatore.

La tecnica VAK

La tecnica descritta più avanti è basata su stimolazioni di tipo visivo (V), uditivo [(A)uditory], cinestetico [(K)inaesthetic]. Sebbene tutte le persone possano rispondere a questi stimoli, di solito hanno un loro sistema di stimolazione principale, che è quello maggiormente utilizzato. Si presume che il soggetto risponde meglio alle stimolazioni quando queste sono organizzate secondo il suo schema principale di riferimento.

Anche se questo tipo di considerazione sulla modalità principale può essere vero, la somministrazione di differenti modalità permette comunque sia al soggetto di reagire a quella che meglio si adatta lui.

Utilizzare la tecnica VAK, consente quindi di accedere da parte del soggetto a una vasta quantità di stimoli e di mantenere vivo l'interesse nei confronti dell'immaginazione.

La tecnica proposta si può utilizzare sia per una sessione di ipnosi che di autoipnosi.

  1. Poni attenzione a tre cose che vedi intorno a te per quattro secondi ...
  2. Adesso ascolta tre cose differenti che senti intorno a te per quattro secondi ...
  3. Adesso poni attenzione a tre parti del tuo corpo e diventa consapevole delle sensazioni che avverti per quattro secondi ...

[Pausa]

Se si tratta di una seduta di ipnosi o di rilassamento, si possono fare esempi per ognuno dei tre casi, cercando di essere il più generici possibili e di non utilizzare cose e suoni che esistono già nel contesto, altrimenti l'esempio fornito diventa una suggestione ad utilizzare quelle cose e quei suoni suggeriti e limita le capacità del soggetto di scegliere in maniera autonoma. Il tempo di osservazione, quattro secondi, è del tutto arbitrario, potrebbero essere tre come cinque. Preferisco utilizzare quattro perché è un numero che di solito non si sceglie come intervallo temporale, e questo crea un minimo di confusione, ideale per far concentrare la mente del soggetto su qualcosa di inutile, mentre l'induzione va avanti.

Dopo la pausa si ripete al stessa cosa, ma stavolta si fanno scegliere due cose, invece che tre.

In una successiva ripetizione, l'ultima, si sceglie soltanto un oggetto, un suono e una sensazione.

Eseguito questo primo passo, la situazione può evolvere in un approccio che prevede la chiusura degli occhi, se il soggetto non li ha già chiusi durante la fase precedente, oppure ad una immaginazione guidata o una tecnica di approfondimento.

La traccia descritta dalla tecnica VAK può essere cambiata e adattata alle proprie esigenze personali, ad esempio limitandola alla propria modalità sensoriale di riferimento. Ma per ottenere un effetto maggiore da questa tecnica, è probabilmente più importante l'esercizio che la scelta di una certa modalità.

La pratica regolare è la chiave per entrare in stati di rilassamento profondo, mentre la tecnica specifica è meno importante, purché sia scelto qualcosa che vada bene per se stessi.

La tecnica VAK è facile da apprendere e si può utilizzare dovunque. Come qualunque altra tecnica di rilassamento può essere utilizzata per favorire il sonno, praticandola prima di addormentarsi. In questo caso, però, non si potrà utilizzare La tecnica VAK per fare autoipnosi in altri momenti della giornata, perché si è sempre a rischio di addormentarsi. Se si vuole favorire il sonno utilizzando una tecnica di rilassamento, consiglio di sceglierne una apposita, da utilizzare soltanto in questa circostanza.

La tecnica VAK può entrare a far parte del repertorio di qualunque ipnotista, anche semplicemente come una tecnica secondaria, da utilizzare come riserva rispetto ad altre tecniche familiari e maggiormente utilizzate, quando queste non abbiano fornito risultati.