Un aorta operata in ipnosi

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Questa mattina, in una sala operatoria dell'ospedale Saint-Joseph di Parigi, l'anestesista Marc Galy è di fronte al suo malato, un vecchio signore disteso sul tavolo operatorio. Gli parla a voce bassa, in maniera ripetitiva, chiedendogli di non fare nulla, di respirare regolarmente, di pensare a un semplice odore, a un suono, di lasciarsi andare, semplicemente di non fare nulla ... Intanto Samy Anidjar, capo dell'equipe, prepara la sala operatoria per un intervento di chirurgia maggiore all'aorta addominale, che comincerà, e proseguirà, sotto ipnosi.

E' la quinta operazione di questo tipo condotta da questa squadra, la sola in Francia a sperimentarla. L'aorta addominale è una delle arterie più grandi dell'organismo, e si divide in due tratti, ciascuno dei quali irrora una gamba. L'aneurisma è una malformazione che, se si rompe, può portare alla morta per emorragia. All'inizio della loro carriera, trent'anni fa, i dottori Anidjar e Galy avrebero dovuto, per proteggere la vita del paziente, aprirlo al centro del ventre sotto una forte anestesia generale, e l'operazioni così come l'anestesia, comportavano grossi rischi. Progressivamente l'anestesia si è addolcita, per diventare anche più sicura .

"Con l'ipnosi, rispondo a un intervento mini invasivo con un anestesia mini invasiva" spiega il Dr. Galy, in uno dei rari momenti durante i quali non sussurra i suo "mantra" ai pazienti.

Per un periodo di due ore, il paziente non è né sveglio né addormentato, è in un altro stato di coscienza: non soffre mentre si "scava" nel più profondo del suo corpo, ma apre gli occhi e risponde all'anestesista sotto comando. Strano. Ed efficace, sembra, dopo i primi risultati. E fina dal pomeriggio, l'operato ha riguadagnato la sua stanza, e risponde serenamente alle domande. Se fosse stato operato e anestetizzato nella maniera classica, sarebbe in osservazione in una unità di sonno continuo.

Fonte

Le Point.fr - Pubblicato il 22/08/2013