Tecniche per soggetti "resistenti"

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Si possono dire le cose più spiacevoli degli ipnotisti, tranne che manchi loro fantasia, soprattutto quando si tratta di inventare nuove tecniche di induzione. Milton V. Kline, in un articolo del 1953 intitolato "A visual imagery technique for the induction of hypnosis in certain refractory subjects", ne propone una veramente ingegnosa, e indicata per i soggetti che non riescono ad ottenere altrimenti la trance, usualmente etichettati con il termine di resistenti all'ipnosi.

La tecnica è risultata efficace per indurre una induzione da leggera a media in quei soggetti altrimenti refrattari all'induzione ipnotica, e tutti i soggetti utilizzati nell'esperimento hanno evidenziato di essere capaci di utilizzare produttivamente lo stato ipnotico.

I soggetti dell'esperimento sono stati individuati tra coloro tra i quali l'ipnosi non poteva essere ottenuta con una varietà di tecniche e un tempo non inferiore ai venti minuti.

Klein afferma che con la sua tecnica si può produrre una trance da media a leggera nel giro di dieci minuti, nei soggetti altrimenti refrattari. La tecnica è stata denominata "Visual Imagery Techique".

Visual Imagery Techique

  1. Ad ogni soggetto in stato di veglia e con gli occhi aperti è chiesto di immaginare con "l'occhio della mente" alcuni oggetti familiari, che sono in ordine:
    1. una casa
    2. un albero
    3. una persona
    4. un animale
  2. Il passo successivo consiste nel dire al soggetto: "Chiudi gli occhi e con l'occhio della mente visualizza te stesso mentre sei qui, seduto sulla sedia (specificare la sua collocazione esatta), ma osserva te stesso con gli occhi aperti."
  3. A questo punto bisogna dire al soggetto di concentrarsi sull'immagine di se stesso che si è formato nella mente, e che da ora in poi tutto quello che l'ipnotista dirà sarà rivolto verso l'immagine del soggetto e non direttamente al soggetto stesso.
  4. Per ipnotizzare l immagine mentale del soggetto si può ricorrere a una tecnica qualunque, come la fissazione oculare. Si possono osservare i cambiamenti dovuti all'induzione direttamente sul soggetto, che mostra i cambiamenti sottili che avvengono nell'immagine mentale. Si può effettuare, alla fine dell'induzione, quando l'immagine del soggetto avrà gli occhi chiusi, un test di catalessia delle palpebre, per verificare che si sia raggiunto almeno un livello minimo di trance. Terminata l'induzione si utilizzano i normali metodi di approfondimento della trance.
  5. L'ultimo passo consiste nel prendere contatto diretto con il soggetto dicendo qualcosa come: "Ora ti senti proprio come l'immagine, vai sempre più profondamente in ipnosi (Oppure: ti rilassi sempre di più, sei sempre più profondamente addormentato), e l'immagine svanisce".

Trovo questo modo di indurre la trance nei soggetti resistenti molto ingegnoso, perché fa in modo di dissociare il soggetto, in maniera tale che l'induzione sia fatto non sul soggetto stesso, ma sul suo doppio immaginato.

Naturalmente questa non è l'unica tecnica di visualizzazione che può essere impiegata per indurre la trance. In realtà basta che il soggetto immagini intensamente qualcosa, perché possano passare più facilmente le suggestioni dell'ipnotista. Tanto maggiore è il coinvolgimento del soggetto nella sua fantasia, tanto maggiore e più rapido sarà l'effetto.