Suggestione e altri inganni

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Si considera l'ipnosi uno stato di alta suggestionabilità, in cui le suggestioni sono eseguite più facilmente e più prontamente. Questa impostazione, che attualmente non è condivisa unanimemente, data dai tempi della scuola di Nancy, che considerava l'ipnosi una forma di suggestione. "La suggestione è un'idea che diventa atto", diceva Bernheim.

La storia dei rapporti tra ipnosi e suggestione è ampia e ancora in atto. Ci sono sempre polemiche tra i sostenitori della superiorità delle suggestioni indirette rispetto alle suggestioni dirette.

Ma quello che vorrei considerare in questo articolo, è una riflessione più generale sulle suggestioni, che parte dall'esperimento di Asch, fatto negli anni 50, e che rappresenta uno dei classici della psicologia.

L'esperimento di Asch è importante perché per la prima volta mise insieme tematiche di ricerca quantitativa e qualitativa. Sorpreso dai risultati inattesi dell'esperimento, pensò infatti di chiedere ai partecipanti le ragioni, le motivazioni su cui avevano basato le loro risposte, aggiungendo significato ai risultati della ricerca quantitativa precedentemente condotta.

Gli esperimenti di Solomon Asch indagavano il conformismo, ossia il grado con cui le opinioni individuali sono influenzate da quelle del gruppo.

L’esperimento di Asch prevedeva la somministrazione a un gruppo di soggetti ingenui, che non erano consapevoli di quanto sarebbe accaduto loro, un problema semplice, che consisteva nell'individuare una riga, presentata su un cartellino, rispetto a tre linee campione su un altro cartellino. La differenza tra le righe non consentiva fraintendimenti su quale delle tre righe scegliere,

L’esperimento funzionava in questo modo, ciascun soggetto veniva introdotto in una stanza, e accanto a lui c’era una serie di attori, ricercatori complici di Asch, che sostenevano, talvolta con veemenza, che la linea uguale fosse una tra le due diverse. L’individuo subiva pressione normativa da parte degli attori e più di un terzo dei soggetti ingenui si adeguava alle pressioni del gruppo. Risultato sconcertante, perché di fronte a un compito cognitivo così semplice, un’ampia quota di soggetti che sbagliavano creò una serie di domande.

Asch uscì da quello che lui stesso definì un “incubo epistemologico” facendo entrare la ricerca qualitativa nella fase di debfiefing, alla fine dell'esperimento; prima di svelare l’inganno, Asch condusse un’intervista discorsiva, in questa intervista il ricercatore chiedeva conto delle ragioni per la quale il soggetto aveva indicato una corrispondenza erronea nella lunghezza delle righe.

Le risposte furono varie, alcuni dei soggetti si accorsero di sbagliare, ma volevano evitare l'isolamento dal gruppo, per altri riconoscere l'opinione della maggioranza era un atto di buon senso, altri, una minoranza, credevano sinceramente che le risposte erronee dei complici di Asch fossero esatte.

Questo esperimento mostra come gli individui reagiscono alla pressione sociale, uniformando le loro opinioni a quelle della maggioranza. L'esperimento è stato ripetuto con un numero differente di complici e in altre situazioni, con analoghi risultati.

La domanda di ricerca dell'esperimento riguardava la pressione sociale, ma allo stesso tempo riguarda molto da vicino la suggestione. Dal punto di vista di un ipnotista, la pressione sociale non è che un modo come un altro di realizzare una suggestione.

E' facile ripetere lo stesso esperimento con qualche complice in un teatro e preparare un numero spettacolare sfruttando questa tendenza umana al conformismo, all'adesione delle norme di un gruppo. Basta presentarsi come colui che ipnotizza con la forza del pensiero, mettersi in una posa adeguata sul palco e lasciare che i complici facciano la loro parte. Possono fare davvero qualunque cosa, cantare, ballare, qualunque cosa. Dopo l'esibizione del terzo complice, altri spettatori ignari si comporteranno esattamente come gli ignari soggetti di Asch, adeguandosi a quello che vedono. Un ottimo sistema per diventare l'ipnotista telepatico, o qualunque altra cosa vogliate chiamarvi. Non è un caso che il manager de Beatles mandasse a svenire delle ragazze durante i loro primi concerti, dando via a quelle che poi sarebbe diventato un rito ripetuto ad ogni esibizione.

Naturalmente gli esperimenti sulla compiacenza e la pressione sociale non si limitano a quello illustrato, che nella sua semplicità è tuttacia abbastanza illuminante. Un altro esperimento interessante da considerare sulle tematiche della suggestione e dell'aspettativa, che tanta parte hanno nell'ipnosi, lo si deve a Rosenhan.

David Rosenhan mandò otto collaboratori di diversa estrazione sociale, studenti, professionisti,una casalinga, presso alcuni ospedali degli Stati Uniti, chiedendo di essere ricoverati perché sentivano delle voci. Allucinazioni uditive di questo tipo portano a una diagnosi di schizofrenia, e con questa diagnosi tutti i soggetti furono ricoverati, per essere dimessi sei mesi dopo con appunto una diagnosi di schizofrenia in remissione.

I soggetti mentivano soltanto sul loro nome, sul loro lavoro e sui sintomi che dichiaravano di avere, per il resto rispondevano alle domande dicendo l'assoluta verità. Inoltre erano stati controllati prima dell'esperimento ed erano soggetti assolutamente sani e normali. Una nota curiosa è che molti dei ricoverati, malati mentali veri, si accorsero della finzione dei ricercatori.

I ricoveri negli ospedali davano credito alla tesi di Rosenhan, secondo la quale la malattia mentale è una forma di etichettamento dell'individuo, lo status di malato mentale deriva non solo dallo stato di reale disagio psichico, ma principalmente dal contesto di relazioni sociali in cui l’individuo stigmatizzato di malattia mentale si viene a trovare.

Ma quello che ci interessa è quello che accadde dopo l'esperimento, quando Rosehnan rese pubblici i risultati, e il direttore di un importante istituto disse sostanzialmente che aveva scelto degli ospedali periferici, che avevano una bassa capacità di diagnosi e che nel suo istituto una cosa del genere non avrebbe mai funzionato.

Rosehnan allora fece una cosa che per un ipnotista è pane quotidiano, creò aspettativa dicendo che avrebbe ripetuto a breve l'esperimento e che avrebbe usato un maggiore numero di soggetti.

Naturalmente il secondo esperimento non cominciò mai, nessuno andò in giro a simulare sintomi di schizofrenia, ma un risultato ci fu comunque. L'istituto che de la prese con Rosehnan e che faceva ottime diagnosi, scartò 41 soggetti come "simulatori" su 193 richiedenti ricovero.

Questo effetto si basa sull'annuncio, genera aspettativa, ed è una suggestione potente, che fa in modo che l'altra parte si trovi nella necessità di diover decidere chi è un inviato di Rosehnan e chi no. Il meccanismo dell'etichettamento fa il resto.

L'esperimento di Rosehnan è condotto sul campo, quindi manca del controllo delle variabili terze, ma ci dice qualcosa su come viene etichettato il malato mentale e soprattutto su come la semplice suggestione basta a mettere in moto questo meccanismo, che naturalmente è applicabile anche al di fuori del contesto della malattia mentale utilizzato da Rosehnan. (Ci dice anche che il proverbio "chi si loda si sbroda" ha un suo fondamento)

Abbiamo visto come delle semplici sperimentazioni sulle relazioni che esistono tra singolo e gruppi o sull'effetto annuncio, mettono in mostra come la suggestione sia una modalità di azione che possiamo considerare connaturata se non alla nostra specie almeno alla nostra società. L'ipnosi può fare tesoro di questo per aumentare l'efficacia della sua modalità di approccio alla suggestione.