Sostituzione del sintomo

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La sostituzione del sintomo ha un ruolo importante nella storia dell'ipnosi perchè è una tecnica utilizzata estensivamente da Erickson.

Le basi teoriche della sostituzione del sintomo e affondano le radici nella convinzione che ogni sintomo sperimentato, sia fisico che mentale, ha una ragione o una causa.

"L'idea di un sintomo frequentemente, ma non sempre, utilizzato per uno scopo utile sebbene possa portare disagio a una persona, non è probabilmente un'idea difficile da afferrare. Vederlo come un modo di reagire, un modo di controllare gli altri, un modo di ottenere quello che si desidera, un modo di evitare le responsabilità, e un modo di mantenere una posizione stabile in un mondo imprevedibile sono tutti modi di dare al sintomo un rispetto speciale per il suo valore invece di squalificarlo come stupido e senza significato.".
(Frauman, Lynn & Brentar 1993 cit. da "Trancework: an introduction to the practice of clinical hypnosis" Michael D. Yapko)

Questa è una visione molto psicoanalitica del sintomo. Il corpo o la mente, attraverso il sintomo, tentano di eliminare o controllare qualcosa che non è necessario. Di conseguenza, mangiarsi le unghie può essere un modo come un altro di controllare uno stato d'ansia, una pulsione che è interna al sé, ma al di fuori del controllo cosciente. In questi casi, la teoria sostiene che per modificare il comportamento, bisogna eliminare, sradicare le cause. In parole povere: bisogna togliere l'acqua al mulino del sintomo.

Per queste ragioni molti sostengono che la "semplice" ipnosi suggestiva, fallisce perché appunto non tiene conto delle cause, non interviene sull'acqua che alimenta il mulino,anche se, in realtà, l'ipnosi suggestiva può modificare i comportamenti individuali o modelli di pensiero abbastanza a lungo perché i cambiamenti diventino abituali e permanenti. Per cui il sintomo non è sempre destinato a riapparire, e l'atto di mangiarsi le unghie non si modifica in un mal di testa o qualche altro sintomo fisico o mentale.

Se un sintomo è comporta il potenziale di fare del male a se stessi o ad a ltri, l'idea di sostituirlo con un altro che presenti minori conseguenze per l'individuo e coloro che lo circondano, può essere considerata un'alternativa logica valida. Nessun c'è bisogno di risalire alla causa, alla fonte del problema, ma si accetta il sintomo presentato dal cliente e su questo si lavora.

Ad esempio Erickson amplificava il sintomo. In un caso trasformò la moderata rigidità di un polso, in una paralisi isterica dell'intero braccio. L'idea è che un sintomo serve a qualcosa, ma quando è amplificato in questa maniera perde il suo significato simbolico. Oppure un altro sintomo poteva essere utilizzato per eliminare il primo. Questo approccio ha portato ad un approccio paradossale della terapia, perciò il sintomo è utilizzato come agente di cura. Nel caso di una dermatite si può dire al soggetto in ipnosi che invece di grattarsi sarà impegnato in un'altra attività: esercizio fisico, parlare a voce alta, compiere un gesto particolare, ecc...

Nonostante questa forma di trattamento abbia avuto e continui ad avere i suo i successi, mi lascia piuttosto perplesso. Sostituire una polmonite con un raffreddore può essere considerato efficace dal punto di vista del trattamento della polmonite, ma lascia pur sempre la persona in uno stato di cattiva salute, per quanto minore.

E' molto meglio lasciare che il cliente stesso riformuli le sue strategie e si muova verso un approccio differente nell'affrontare i suoi problemi. Un sintomo non è altro che la manifestazione di un'idea, di una suggestione interiore, e cambiare modo di pensare a se stessi e al proprio problema, riformularlo, crea nuovi pensieri, nuovi percorsi neuronali, che possono essere utilizzati al posto dei vecchi e disfunzionali.