Ripensare l'autoipnosi

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Pratico senza interruzione l'autoipnosi da qualche decennio, al punto che ormai è parte integrante della mia vita. L'ho insegnata a moltissime persone, perché è uno strumento di cambiamento e miglioramento unico. Seguo costantemente le ricerche sul soggetto e ogni volta riesco a scoprire cose nuove, perché l'autoipnosi e l'ipnosi sono soggetti molto vasti, ricchi di controversie, spesso di polemiche e sui quali ancora non si è raggiunto un punto di accordo conclusivo.

In realtà, scorrendo la letteratura che riguarda l'ipnosi e l'autoipnosi, ci si accorge che il numero di testi importanti e degni di considerazione o approfondimento, è molto basso, specialmente se si considerano anche qui testi assolutamente orribili e improvvisati scritti da chi dell'argomento non sa assolutamente nulla.

Nonostante le polemiche, ci sono sia nel campo dell'ipnosi che in quello dell'autoipnosi, una serie di punti fermi, sui quali ogni ricercatore serio o sperimentatore attento, concorda, seppure con qualche distinguo. Ma questi spesso si perdono nel rumore di fondo provocato da una letteratura scadente, che spesso allontana da uno strumento assolutamente fondamentale per il benessere personale, tutte quelle persone che si affidano a dei metodi improvvisati, che possono addirittura inibire una genuina risposta ipnotica.

La risposta ipnotica o auto-ipnotica che sia, deve essere immediata, misurabile e verificabile da osservazioni esterne. Molte persone, credono che l'autoipnosi sia una forma di meditazione passiva, in cui ci si aspetta di vedere accadere qualcosa o che l'inconscio fornisca le risposte, anche senza formulare domande. Erickson e tutte le varianti dell'ipnosi ericksoniana hanno generato questo fraintendimento. L'autoipnosi, al contrario della meditazione, ha uno scopo e un fine da raggiungere, e le suggestioni sono il mezzo di trasporto che conduce alla meta.

Le suggestioni possono essere comandi semplici, pensati o mormorati  a mezza bocca, oppure complesse visualizzazioni cinestetiche. L'importante è che chi fa autoipnosi sia coinvolto attivamente con l'immaginazione e i sensi. Braid, che inventò il termine ipnosi, sosteneva che l'ipnotismo altro non era che la concentrazione della mente su un'idea o una risposta. Invece di aspettare passivamente, bisogna creare l'aspettativa sugli eventi desiderati. L'aspettativa genera risposte.

Ognuno può imparare a fare autoipnosi, meglio se guidato da un soggetto esperto, perché evita di perdere tempo e ottiene risultati migliori. Imparare ad entrare in autoipnosi dandosi un semplice comando vocale, è un metodo rapido sia di ottenere un'auto-ipnosi profonda, sia di rispondere alle suggestioni e quindi alle autosuggestioni che ci si vorrà dare in autoipnosi.

L'esercizio migliora le risposte e chi pratica ipnosi spesso, finisce con l'ottenere delle risposte automatiche e immediate, che possono essere confermate da test di profondità ipnotica. Molte persone possono ottenere questi risultati in maniera veloce, molto spontanea per altri occorre più tempo, ma con l'esercizio, alla fine si instaura una forma di riflesso condizionato, che funziona all'istante.

L'ipnosi e l'autoipnosi, non sono rilassamento, anche se il rilassamento si accompagna a molte risposte di tipo ipnotico o auto-ipnotico. Per questo, quando si è rilassati, non si è necessariamente in ipnosi, o autoipnosi, ma si è appena cominciato il viaggio. Quando si è fatta abbastanza pratica, si può fare autoipnosi ad occhi aperti oppure ci si possono dare le suggestioni in pochi minuti, con la certezza che il comportamento richiesto sarà attivato nel momento richiesto.