Punti di vista

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Sulla possibilità di commettere crimini per mezzo della suggestione ipnotica, non ci possono essere che due punti di vista: o si possono commettere o no. Le sfumature o i distinguo contano poco in questi casi, perché l'esito, potrebbe essere fatale. Eppure il professor Julius Wagner-Jauregg, che subì un tentativo di omicidio negli anni venti da parte di una ragazza di diciassette anni ipnotizzata da un amico, riuscì a fare dei distinguo anche nel caso che lo riguardava, dando prova di grande senso critico e acume scientifico.

I fatti sono molto semplici, e sono riportati nei giornali dell'epoca. Il professor Jauregg, che sosteneva che non si potessero commettere crimini in ipnosi, fu oggetto di colpi di arma da fuoco da parte di una ragazza. Per sua fortuna la pistola era caricata a salve, altrimenti le notizie sulla cronaca non avrebbero potuto riportare le sue considerazioni sul caso.

La ragazza era stata ipnotizzata, a quanto pare, proprio per smentire la teoria di Jauregg. Durante l'ipnosi le venne detto che Jauregg aveva ucciso il suo ragazzo e che bisognava vendicare la sua morte. La ragazza aveva paura della pistola, ma durante l'ipnosi fu convinta che fosse innocua.

Jauregg utilizzò proprio questo punto per rafforzare la sua teoria, sostenendo che la consapevolezza che la pistola fosse scarica toglieva a tutta quanto lezione la sua natura criminosa, in quanto che il soggetto ipnotizzato non stava alla fine commettendo un crimine.

Nota

Non so quanti sarebbero così lucidi nel giudicare il proprio tentato omicidio, ma bisogna comunque riconoscere a Jauregg una grandissima coerenza. Il fatto di cronaca di cui è stato oggetto purtroppo non dirime la questione se i crimini in ipnosi siano o meno possibili, proprio perché viziato dai colpi a salve con cui era stata caricata la pistola. Si può supporre, e secondo me a ragione, che l'ipnotista avrebbe potuto caricare la pistola con proiettili veri, ottenendo un altro esito e dirimendo una volta per tutte la questione. Il soggetto ne sarebbe stato all'oscuro, ancora convinta che la pistola era innocua, perché caricata a salve. Per lei sarebbe stato lo stesso, sarebbe stata comunque ingannata da false premesse (l'innocuità della pistola).

In ogni caso, ipnosi o meno, si può indurre un soggetto, ingannandolo, a compiere un'azione apparentemente innocua, che però può avere conseguenze criminali o dannose. L'ipnosi in quanto tale, quindi, non è una delle cause o dei fattori indispensabili per indurre a un'azione criminale o dannosa.

Bibliografia

  1. The Bemidji daily pioneer. (11/01/1921). Bemidji, Minn: Pioneer Pub. Co.

  2. Andriopoulos, S. (2008). Possessed: Hypnotic crimes, corporate fiction, and the invention of cinema. Chicago: University of Chicago Press.