Polemiche ipnotiche e dintorni

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Sono d'accordo con Andrè Weitzennhoffer quando afferma: "Nel 1900, o precedentemente, tutta la fenomenologia essenziale dell'ipnosi era stata descritta. Non è stato aggiunto nulla di nuovo e gran parte della ricerca, ... è stata caratterizzata dalla riscoperta, piuttosto che dalla scoperta."

Nonostante questo, oggi come un tempo, continuano o si rinnovano vecchie polemiche, che spesso non hanno ragione di esistere. Le controversie riguardano i meccanismi di funzionamento dell'ipnosi, il suo significato, l'interpretazione di alcuni fenomeni. Queste polemiche ci sono state da sempre e sempre ci saranno. Mettete in una stanza due ipnotisti e otterrete tre teorie differenti. A volte si tratta di sfumature, di sottili differenze semantiche, altre volte le differenze sono molto più marcate, fino a diventare sostanziali.

Di tutto questo l'ipnosi è del tutto ignara, e continua a produrre attraverso i secoli la stessa fenomenologia e gli stessi risultati.

Chi è stato?

Ancora oggi si discute se esista o no uno STATO d'ipnosi, oppure se, come affermava Bernheim, si tratti soltanto di suggestione. Che l'ipnosi non sia uno stato affine all'isteria, è un concetto di Charcot che è stato abbandonato fin dal tempo della polemica tra la scuola di Nancy e quella della Salpêtrière.

Tra coloro che con differenti sfumature hanno sostenuto la tesi dell'ipnosi-stato si trovano: Milton Erickson, Hilgard, Orne, Weitzenhoffer, tra coloro che invece hanno presentato modelli differenti di interpretazione, si trovano Barber, Sabre, Coe, Spanos.

In particolare Hilgard propose il modello "neodissociativo (“neodissociation model” ), che considerava la trance ipnotica come uno stato indotto attraverso la dissociazione fisiologica. Erickson considerava la trance un fenomeno naturale, che appariva ciclicamente durante la giornata, secondo i suoi propri ritmi circadiani.

Spanos era contrario al concetto di ipnosi-stato, sostenendo che l'ipnosi era un comportamento appreso all'interno di un contesto sociale. Spanos era per l'influenza indiretta di questo modello sulle aspettative e le motivazioni del soggetto ipnotico. Elman non si poneva il problema e utilizzava suggestioni dirette, semplici e mirate. La regressione alle cause era il suo modo, qualche volta rozzo e spesso efficace, di fare ipnoterapia. Secondo la sua visione, l'ipnosi era il superamento del fattore critico, una sorta di analizzatore e giudice della realtà attivo durante il periodo di veglia. L'ipnosi si ottiene scendendo sotto (oltre?) la solgia del fattore critico.

Della stessa idea di Spanos era Sarbin, che considerava l'ipnosi un costrutto elaborato dal soggetto in ipnosi, al fine di interpretare il ruolo sociale definito dal contesto ipnotizzatore-ipnotizzato. Il soggetto in ipnosi non farebbe altro che partecipare a un gioco di ruolo in cui interpreta la parte dell'ipnotizzato. A questo contribuiscono molti fattori: concentrazione, aspettativa e immaginazione. Su una linea di pensiero simile si trova Coe.

Di che trance sei?

Differenze sull'interpretazione dell'ipnosi si trovano anche tra chi, nella polemica ipnosi stato-non stato si schiera sul versante che interpreta l'ipnosi come uno stato alterato del sistema nervoso.

Sul libro "The Legacy of Milton H. Erickson: selected papers of Stephen Gilligan"
(Milton H. Erickson, Naoko G Takeuchi, Stephen G. Gilligan - Pubblicato da Zeig Tucker & Theisen Publishers, 2002) è riportato il seguente aneddoto che riguarda Ernest Hilgard, contemporaneo di Erickson. L'autore riporta il seguente commento di Hilgard su Erickson "Sembra vedere trance ovunque, anche dove non ce ne sono!". Quando ad Erickson furono riportate queste parole, commentò: "Jack Hilgard non riconoscerebbe una trance nemmeno se la vedesse!".
Questi due commenti rappresentano la sintesi di molti eruditi e dotti volumi scritti sull'ipnosi, e rappresentano bene le differenze di vedute tra chi ritiene, come Hilgard, che l'ipnosi avviene in una situazione definita da un punto di vista formale, e debba essere indotta tramite una procedura, e chi, come Erickson, considera la trance un fenomeno naturale che avviene nelle più svariate condizioni e che deve essere sfruttata dal terapeuta quando occorre, piuttosto che sviluppata artificialmente.

Suggestione o patologia

Sulla fine del XIX° secolo infuriò una polemica piuttosto vivace tra i rappresentanti della scuola della Salpêtrière, con Charcot in testa, e quelli della scuola di Nancy, che facevano riferimento a Bernheim. Bernheim sosteneva che l'ipnosi si basava essenzialmente sulla suggestione, e definì la suggestione "un'idea che si trasforma in atto.". Charcot sosteneva che l'ipnosi non fosse altro che una risposta patologica di tipo isterico, svuotata di ogni significato terapeutico. Alla fine le teorie di Charcot si sono rivelate prive di fondamento, mentre la teoria della suggestione di Bernheim ha continuato ad avere i suoi sostenitori, e la suggestione ad essere utilizzata di per sé, senza nessun tentativo formale di indurre una trance (Couè).

Carisma

Se l'ipnosi sia dovuta soltanto o almeno in parte o per niente al carisma, al potere e al fascino dell'ipnotista, si discute ancora. Clark Hull, che sperimentò l'ipnosi dal 1930, sosteneva l'importanza della figura dell'ipnotista, Milton Erickson, il suo allievo, sosteneva esattamente il contrario, mettendo al centro della scena il soggetto e il suo bagaglio di esperienze e conoscenze da utilizzare a fini terapeutici.

Per gli ipnotisti da palcoscenico il carisma gioca un ruolo fondamentale, per questo i loro spettacoli sono sempre preceduti da un ampio battage pubblicitario, che esalta le caratteristiche dell'ipnotista: "a cui nessuno può resistere".

Di chi è l'ipnosi?

L'ipnosi è un atto medico perché implica importanti modificazioni fisiologiche,oppure uno stato psicologico perché riguarda il funzionamento della mente, in particolare dell'inconscio?

Se siete un medico risponderete che è un atto medico, se siete uno psicologo che riguarda il funzionamento profondo della mente, se siete un ipnotista vi preoccupate di fare ipnosi con il cliente che avete davanti.

Chi può fare ipnosi?

Se siete un medico direte che la può fare solo un medico, perché l'ipnosi è uno strumento con cui si fa terapia, se siete uno psicologo direte che l'ipnosi è uno strumento di analisi psicologica fondamentale per il trattamento psicoterapico. Se siete un ipnotista, sosterrete che l'ipnosi spetta solo e soltanto al soggetto, che è colui che la realizza, e che, per suo tramite, attiva tutte le risorse interne necessarie al suo benessere e ai cambiamenti che sono necessari per raggiungerlo.

Omosessualità e ipnosi

Elman e Erickson praticavano l'ipnosi in maniera molto differente. Operarono nello stesso periodo ed erano soggetti come tutti coloro presentati in questo articolo e come tutti noi nel presente, alle suggestioni, alle prevenzioni della cultura dominante e del costume della società. Per cui sfogliando i loro libri, troverete riportati i metodi di approccio per utilizzare l'ipnosi per correggere l'omosessualità. Oggi alla maggior parte delle persone questo può sembrare strano, oppure inaspettato da un uomo intelligente come Erickson, ma questo concetto era ripreso dalle categorie diagnostiche del tempo, quindi non deve meravigliare.

I concetti, il modo di vivere, l'ambiente circostante, cambiano continuamente, a volte in maniera lenta, altre in modo molto veloce. L'ipnosi e chi la pratica, non sfuggono a questa verità fondamentale, che tutto cambia e si trasforma.

Proprio adesso l'ipnosi sta cambiando sotto i nostri occhi, senza che noi ce ne rendiamo conto, implicati come siamo nel fenomeno. Ma già sono nati i germi di quelle che saranno le discussioni e le polemiche del prossimo secolo, quando quello che conosciamo oggi sarà dimenticato, e quello che abbiamo dimenticato oggi sarà riscoperto dai nostri nipoti.