Per molti ma non per tutti

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Alle volte mi soffermo e rifletto su alcuni concetti che uno dei miei insegnanti mi ha sempre ripetuto e cioè che l’IPNOSI NON E’ PER TUTTI.

Che vuol dire questo? Che anche se studio tutta la vita non imparerò mai ad ipnotizzare? Non proprio, significa soltanto che non tutti coloro che studiano l’ipnosi diventeranno degli ottimi ipnotisti e questo perché l’ipnosi è un’arte e come tale richiede talento, è un po' come la dote artistica per un musicista o il “piede buono” per un calciatore. O ce l’hai o non ce l’hai.

Ma questo è solo il punto di partenza, la conditio sine qua non per diventare bravi. L’altra condizione pregiudiziale è lo studio. Migliaia di ore di studio e di pratica. E sì, perché anche tecnicamente l’ipnosi è difficile e richiede un impegno serio, costante e tanta motivazione. Anni di studio e di pratica.

La bellezza dell’ipnosi risiede proprio nel suo essere complicata, almeno in apparenza. Cosi complicata che in teoria sembra tutto facile mentre poi in pratica i fallimenti sono ad ogni dove. Ma questo è normale e inevitabile. Chiunque si ritiene motivato a lavorare per il benessere dei propri simili è necessariamente costretto a studiare e a praticare molto, non esistono i cookbook, non esiste in ipnosi la ricetta né il piatto pronto, il surgelato da scongelare quando non c'è altro in casa. Questo perché ogni persona è diversa dall’altra e l’ipnotista è tenuto a riconoscere l’individualità del cliente sulla quale l’ipnosi deve obbligatoriamente basarsi.

La capacità di far ciò non si compra sulle bancarelle, non si ottiene insieme al diplomino dopo un week end di corso ma si acquista sudando e faticando sul campo, tra fallimenti e vittorie. Non vedo serietà in quelle scuole che, dopo un corso di 20 ore senza pratica, senza training "one to one" e senza esame finale mandano gli allievi allo sbaraglio senza curarsi neppure di supervisionare il loro lavoro.

Ripeto, le scuole valide insegnano allo studente a utilizzare l’ipnosi in modo personalizzato al cliente, ottenendo ciò con rigorose sessioni didattiche tra teoria e tanta pratica, con esercizi a casa ed un controllo costante dei compiti assegnati. Prevedono esami finali e supervisione a distanza garantendo allo studente un’assistenza costante ed immediata.

Questo per garantire allo studente un insegnamento serio e completo ed anche renderlo sicuro sul lavoro.

Soltanto cosi lo studente sarà sufficientemente preparato per affrontare, all’inizio della carriera, tutti i casi che gli si presentano sapendo, per etica, quali accettare e quali inviare a colleghi più esperti.

Soltanto cosi le persone avranno la sicurezza che,qualora per risolvere il loro problema l’ipnosi è la scelta più indicata, l’ipnotista che hanno davanti ha la preparazione,la competenza e la personalità adatta per guidarli verso il benessere.

Ma da noi,in Italia non è cosi. Siamo in un paese dove chi non hai mai studiato l’ipnosi,chi non ha mai frequentato alcun corso,chi non ha mai visto una seduta ipnotica si arroga il diritto di parlarne e di fare le sue sparate del tipo "per l’ipnosi rivolgetevi ad un medico o a uno psicologo per evitare rischi". Ma quali rischi? Ma di che rischi stiamo parlando? Che cretinate! Ma quali incidenti si sono mai verificati in ipnosi? Perché non diciamo le cose come stanno e cioè per evitare rischi è bene rivolgersi ad un professionista e quindi a chi vive di ipnosi? Così la questione è ben diversa, si deve spiegare bene e mettere in guardia le persone dai potenziali rischi derivanti dall'incontro con un ciarlatano. Rischi specialmente per il portafoglio!

Ma chi è un ciarlatano? E’ presto detto ,il ciarlatano è chiunque opera nel campo senza una preparazione adeguata illudendo il cliente al fine di carpirne fiducia e denaro. Per esperienza considero i ciarlatani più pericolosi quelli insospettabili, quelli cioè che operano in contesti istituzionalizzati.