Orsi polari e Dostoyevsky

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"Pensa a tutti gli animali che vuoi, ma non ad un elefante bianco."

A cosa stai pensando adesso?

Questa frase è utilizzata per dimostrare come la nostra mente sia costretta a focalizzarsi suoi pensieri che non desideriamo. Inutile, quindi, ripetersi continuamente di non fare una certa cosa o non pensare in un certo modo. Negare un pensiero, vuole dire continuare a pensarlo. L'esempio che ho presentato è citato praticamente in ogni testo di pnl, senza che ne venga mai spiegata l'origine, che si deve allo scrittore russo Dostoyevsky.

Durante la metà degli anni 80, lo psicologo di Harvard Daniel Wegner lavorò su una citazione di Dostoyevsky tratta dal libro "Note invernali su impressioni estive" (1863), in cui lo scrittore racconta la sua esperienza all'estero.

La citazione è la seguente: "Prova ad eseguire questo compito: non pensare ad un orso polare, e vedrai che la maledetta cosa ti verrà in mente ogni minuto.". Wegner decise di compiere un semplice esperimento per scoprire se era vero.

Ogni persona di un gruppo di volontari sedeva solo in una stanza con il compito di pensare a qualunque cosa, tranne che all'orso polare di Dostoyevsky. A ciascuno dei partecipanti fu dato il compito di suonare un campanello ogni volta che l'orso polare veniva loro in mente. In pochi istanti una cacofonia di campanelli indicava che Dostoyevsky aveva ragione.

Tentare di sopprimere un pensiero rende ossessionati proprio dall'idea che si cerca di evitare.

Quando avete un pensiero di cui volete disfarvi, lasciatelo in pace. Distraete la mente con un'altra attività, e l'orso polare andrà in letargo.