OBE una indagine

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Il termine OBE (Out of body experience) è stato utilizzato per la prima volta nel libro "Apparitions" di Tyrel G.N.M. e successivamente utilizzato da Celia Green (Green 1967) nel libro "Out of the body experience". Il termine, e l'esperienza che descrive hanno quindi una rimarchevole relazione, spesso ambivalente, con la parapsicologia. Ma non mancano ricerche nell'ambito della psicologia che tentano di far luce su questa particolare esperienza.

Nonostante il termine sia relativamente recente, descrive una esperienza ancestrale. Il fenomeno si riscontra in tutte le culture. Gli sciamani hanno il dono di entrare nel mondo degli spiriti attraverso riti e droghe allucinogene. Per lungo tempo questa pratica era riservata agli iniziati, realizzata attraverso rituali e con un obiettivo magico. In questi contesti il corpo astrale dell'iniziato può assumere forma di animale.

Questa concezione vive all'interno di culture metafisiche, dove il sogno è esso stesso uno sdoppiamento, un viaggio in un realtà alternativa che costituisce un canale di comunicazione con gli dei. La concezione un doppio del corpo, di un'anima supplementare, era comune presso gli egizi. Il Bha, il doppio, sopravvive dopo la morte dell'individuo, purché se ne conservi il corpo, a cui è legato. Di qui le rigorose pratiche d'imbalsamazione.

La ricerca ha messo in evidenza come il fenomeno non sia riservato a una schiera di eletti. L'OBE ha carattere universale, accade a un gran numero di persone e ci sono molte analogie nelle esperienza vissute da persone di differenti culture, fasce sociali, livello culturale.

Caratteristiche dell'esperienza

Molti dei dati che presento fanno riferimento alla ricerca di Celia Green (Green 1967). Nel 1966, attraverso un appello fatto attraverso i media, furono richieste esperienze di prima mano di persone che avevano visto se stesse da un punto situato fuori dal proprio corpo. La ricerca permise di contattare 400 soggetti e di ottenere 326 risposte a un primo questionario e 256 a un secondo. I questionari contenevano resoconti dell'esperienza vissuta dal soggetto.

La base era sufficiente per un'analisi statistica, e per enucleare dai resoconti le caratteristiche generali dell'esperienza.

La prima cosa da notare, è che le persone interpellate erano persone comuni, non un gruppo appositamente selezionato e scelto per un esperimento. L'OBE è spesso una esperienza unica nella vita, che capita per caso e senza preavviso di alcun genere. Spesso si associa a situazioni di profondo stress, di malattia o molto più semplicemente durante il sonno.

Nonostante sia aleatoria, spesso non riproducibile da chi l'ha sperimentata la prima volta, non per questo risulta meno profonda. Spesso chi ha questo tipo di esperienza matura una profonda fede nella continuità della vita e modifica profondamente le proprie credenze. Molti riportano di non avere più paura della morte, avendo identificato nell'esperienza la continuità immortale dell'anima.

Le credenze delle persone giocano spesso un ruolo determinante nell'analisi del fenomeno e nella sua interpretazione. Molta della letteratura sull'argomento è di tipo esoterico, e affronta il problema da un punto di vista occulto. L'OBE è presentato come una sorta di straordinario potere paranormale, dimenticando completamente il fatto che avviene spontaneamente in persone ordinarie. Gabbard e Twemlow (1984) mettono in risalto come: "il tipico profilo di un soggetto OBE è simile in maniera rimarchevole all'individuo medio Americano in buona salute. L'individuo può avere un'età qualunque e ci sono le stesse probabilità che sia maschio o femmina."

Questo fatto emerge con chiarezza dallo studio della Green (Green 1967). Nel suo campione non ci sono differenze di età o di sesso, posizione socioeconomica che giustifichino una particolare predisposizione ad ottenere il fenomeno.

Per i ricercatori nel campo della psicologia, distanti da considerazioni metafisiche, l'OBE è una esperienza personale di tipo immaginativo, che possiede delle particolari proprietà, ma che non comporta nessuno spostamento del corpo su piani differenti di realtà.

Questo punto di vista non è necessariamente condiviso da tutti i ricercatori. Le credenze personali influenzano fortemente la percezione del fenomeno. La Teosofia considera il fenomeno uno stato fondamentale per la mappatura del piano astrale e altre realtà. Così fanno molti altri ricercatori, come Robert Monroe(1977) e Hereward Carrington(1969).

Per questi ricercatori l'esperienza dell'OBE è reale. Esiste un corpo astrale, che vive nel corpo fisico, e che in certe circostanza può abbandonarlo, per viaggiare su un diverso piano di realtà chiamato piano astrale. Il corpo, in questo stato, è detto corpo astrale, e sebbene abbia capacità e proprietà differenti dal corpo fisico, ne mantiene la forma.

Bozzano(1938) scrive: "Il fenomeno della bilocazione dimostra che all'interno del 'corpo smatico' esiste insito un 'corpo eterico' che in rare circostanze è capace di uscire temporaneamente dal 'corpo somatico'."

Abbiamo quindi per lo stesso fenomeno due approcci di studio completamente differenti.

I ricercatori nel campo della psicologia preferiscono una definizione ateoretica, per cui non tengono conto del presupposto che il corpo lasci effettivamente il corpo, né che se ne debba fornire un particolare tipo di spiegazione. La loro proposta è di definire una esperienza durante la quale la coscienza sembra occupare una posizione spaziale remota dal corpo.

I ricercatori nel campo della parapsicologia ritengono che le esperienze riportate sono reali, che esista un piano superiore di realtà nella quale vive il corpo astrale. Questo ha caratteristiche reali che gli permettono di vivere su un differente piano di realtà, chiamato piano astrale. Lo sdoppiamento della persona è quindi reale.

Proprietà dell'OBE

Indipendentemente dai differenti approcci, tutte le esperienze di OBE hanno delle caratteristiche in comune, che possono essere individuate. A seconda delle diverse scuole di pensiero, quello che cambia è la loro interpretazione.

  1. Si ha la sensazione di fluttuare fuori dal corpo
  2. Si può osservare il corpo astrale
  3. Si può vedere se stessi dall'alto
  4. Si può andare dove di desidera soltanto pensandolo
  5. Si possono avvertire forti vibrazioni prima dell'OBE
  6. Si possono incontrare altre persone conosciute, sconosciute, decedute
  7. Si possono ascoltare suoni

Chi sperimenta l'OBE sembra possedere la sua normale coscienza, e anche se può ragionare che questo non può accadere, sentirà tutte le sue normali facoltà critiche presenti, e quindi sa che non sta sognando. Inoltre, al risveglio, decide che la sua esperienza non è stata un sogno.

In molte ricerche, a cominciare da quella di Tyrell(1963), il corpo astrale è attaccato al corpo fisico con una corda d'argento. Questo fatto compare con minore frequenza nella ricerca della Green( Green 1968).

Celia Green descrive due tipi di esperienza OBE:

  • "ecsomatic experience" in questo tipo di esperienza "gli oggetti della percezione sono apparentemente organizzati in modo tale che l'osservatore sembra a stesso osservarli da un punto di vista che non coincide con quello del suo corpo fisico." (Green 1967 p. 17)
  • "parasomatic experience" è una "ecsomatic experience" nella quale "il percipiente è associato a un'entità spaziale con la quale sente di essere nello stesso tipo di relazione come, nel normale stato di veglia, è con il suo corpo fisico." (Green 1967 p. 17)

In sostanza, quella che la Green chiama esperienza parasomatica ("parasomatic experience") è quella a cui ci si riferisce quando si parla di corpo astrale, o doppio.

L'esperienza ecsomatica può avvenire in circostanze differenti, durante il normale svolgimento delle attività quotidiane: camminando per strada tornando dal lavoro, in autobus, durante una riunione familiare, ecc. Oppure l'esperienza può cominciare mentre si dorme, o in anestesia durante un intervento chirurgico.

La Green(1968) distingue i casi in cui l'esperienza è stata unica, da quelli in cui il soggetto è stato in gradi di ripeterla e riporta la seguente tabella

Le persone che hanno avuto più di una esperienze sono passate per un periodo di addestramento. Monroe(1971) riporta con molti dettagli nel suo libro la sua personale esperienza di apprendimento del fenomeno. La "tecnica" per indurre a volontà il fenomeno, non è definita. Ogni persona sviluppa la sua. La caratteristica principale di tutte le tecniche appare essere il rilassamento.

Riguardo all'età dei soggetti che sperimentano l'esperienza, il caso più curioso riportato dalla Green riguarda una OBE avvenuta all'età di diciotto mesi.

La durata dell'esperienza varia da pochi secondi, il tempo necessario a rendersi conto di averla vissuta, a un tempo indeterminato, specialmente tra coloro che sono in grado di ripetere a volontà l'esperienza.

Stress, paura e forti emozioni sono una delle causa scatenanti dell'OBE. Incidenti possono scatenare un OBE, e in questo caso il soggetto coinvolto vede se stesso mentre avviene l'incidente. Si nota che non esiste dolore fino a quando sussiste l'OBE e che questo ritorna quando l'OBE termina e si "ritorna" sulla scena dell'incidente in prima persona.

Corpo Parasomatico

In alcune esperienze OBE il soggetto riporta di possedere un corpo del tutto identico a quello fisico, ma disincarnato. Alle volte questo corpo è percepito come una semplice entità, di vaga forma o sostanza. A volte i copro parasomatico non presenta i difetti del corpo reale della persona, e riacquista l'utilizzo di modalità sensorie altrimenti perdute.

Modalità dell'esperienza

L'OBE, da un punto di vista emotivo, è caratterizzato da una grande completezza. Le sensazioni percepite sono di benessere, e coloro che credono nell'esistenza dei piani astrali, riportano di avere ricevuto una sorta d'illuminazione. Una esperienza OBE può cambiare il senso dell'interpretazione della morte, rendendolo più tollerabile.

Autoscopia

Autoscopy è come la Green chiama una delle esperienze piùà rimarchevoli del fenomeno, ossia quello di vedere il proprio corpo dal di fuori. Di fatto corrisponde a quello che altrimenti noto come vedere il proprio doppio.

Secondo la Green(1968) questo termine è migliore, perché "nel vedere il proprio 'doppio' il soggetto rimane identificato completamente con il suo normale punto di vista mentre osserva una 'figura' che appare. In autoscopia, al contrario il soggetto non rimane identificato con il suo corpo fisico, ma è l'osservatore che vede 'se stesso' dal di fuori."

Alcuni dei soggetti dell'esperienza OBE hanno inizialmente difficoltà a riconoscere se stessi, e scoprono con sorpresa che il corpo che osservano è effettivamente il loro.

Alcuni soggetti riportano di non potersi vedere se qualcosa di opaco si interpone tra loro e il copro fisico. Questo sembrerebbe attestare in qualche modo la compresenza sullo stesso piano di realtà di entrambi i corpi, con le stesse caratteristiche e limitazioni fisiche. Ma la Green non approfondisce questa casistica.

Da notare che, nelle esperienze singole, il riconoscimento del proprio corpo e la forte emozione che ne deriva sono sufficienti a far ritornare il soggetto nel corpo fisico.

Postura

La posizione del copro ecsomatico non sembra avere relazioni con quelle in cui si trova il corpo fisico al momento dell'esperienza. La Green riporta questa tabella in cui si evidenziano tutte le posture in cui si è attivato un OBE (176 casi):

Posizione

Nei casi contrassegnati come indeterminati c'è quello di un motociclista che ha avuto un incidente alla guida della sua moto, e che quindi ha vissuto un OBE mentre stava seduto, ma in movimento, sulla sua moto.

Distesi è al primo posto, probabilmente perché la maggior parte delle persone ha riportato come i momenti migliori per ottenere l'esperienza fossero la sera 'prima di addormentarsi' e al mattino 'subito dopo il risveglio'. La seconda casistica predominante rispetto alla prima.

Rilassamento muscolare

Dai dati rilevati nello studio della Green appare una qualche relazione tra l'esperienza ecsomatica e la diminuzione del tono muscolare.

Come si vede, il rilassamento sopravanza il numero di casi in cui si è avvertita maggiore tensione muscolare. Il dato è notevole, perché di solito l'OBE avviene in condizioni di maggiore stress.

Tra coloro che hanno avuto più di una esperienza di OBE, sembra che il rilassamento assuma una rilevanza ancora maggiore.

Dati relativi a una maggiore tensione del corpo, a un formicolio diffuso che precede l'OBE, sono riportati nelle esperienze di Monroe(1971). Queste sembrano essere più caratteristiche del suo modo specifico di procurarsi un OBE che caratteristiche più generali dell'OBE stesso.

Le pratiche meditative, poiché sono fortemente collegate a stati di rilassamento dell'organismo, favoriscono l'OBE e sono spesso un metodo utilizzato per ripetere a volontà l'esperienza. Altre volte l'OBE non è altro che un sotto prodotto della pratica, che accade in maniera inaspettata. Lo stesso fenomeno accade quando si pratica semplicemente il rilassamento, senza finalità meditative.

Il cinque percento dei soggetti riporta uno stato di paralisi che accade a un certo punto dell'esperienza ecsomatica.

Modalità sensorie

Durante l'esperienza OBE si mantengono le normali modalità sensorie, e alcuni soggetti riportano di avere una sorta di estensione dei sensi, che risultano più vividi e acuti.

Chi ha avuto più esperienze di OBE riporta i seguenti dati

le differenze sono dovute probabilmente al fatto di avere avuto un numero maggiore di esperienze e quindi di osservazioni del fenomeno.

Il contatto tattile con l'ambiente, ossia l'atto di toccare qualcosa mentre si sta vivendo l'esperienza OBE, porta di solito a una interruzione dell'esperienza stessa. E' come se la realtà a quel punto prendesse il sopravvento.

Viaggi e incontri

Durante l'esperienza la maggior parte dei soggetti descrive il proprio campo percettivo come simile o identico a quello della normale realtà. Eppure in questo contesto alcuni riportano la capacità di fare cose inusuali.

Una minoranza dei soggetti riporta la capacità di viaggiare. I luoghi del viaggio possono non assomigliare a nulla di quanto conosciuto nella reltà quotidiana, oppure essere luoghi noti o conosciuti.

La possibilità di viaggiare con il doppio semplicemente con la mente, spostandosi in un luogo soltanto pensandolo, è stata indagata da Moore(1971) con risultati che a volte sembrano favorevoli all'ipotesi di uno spostamento vero e proprio del corpo astrale in un luogo ben definito nello spazio, altre volte no. Probabilmente c'è più aneddotica che realtà nella possibilità di raggiungere un luogo reale durante un OBE. Chi ha provato con l'ayahuasca, una droga che favorisce l'OBE, riporta di essere stato in luoghi bene precisi, ma si tratta di esperimenti spontanei, non controllati, di valore solamente aneddotico.

Alcuni soggetti riportano di essersi visti in uno specchio, e a volte questo ha comportato la sospensione dell'esperienza. Il riflesso del corpo astrale, sembra seguire le stesse leggi del riflesso nella realtà.

Sono riportati dei casi in cui durante l'OBE si incontrano persone conosciute, sconosciute o decedute. Questo fatto da alcuni è interpretato come l'esistenza di differenti piani astrali, cui l'anima migra dopo la morte, e che possono essere contattati attraverso un OBE.

Altre caratteristiche

L'esperienza OBE è percepita nella maggior parte dei casi come reale, perfettamente logica, e a volte più logica dell'usuale. Spesso il soggetto sperimenta sensazioni di naturalezza, completezza, libertà, illuminazione, vitalità e salute. Queste sensazioni spesso sono riportate nella vita quotidiana, e ne cambiano il senso e l'interpretazione.

Da questo punto di vista l'esperienza OBE apporta profondi cambiamenti nelle credenze delle persone.

Alcune persone provano ansia o paura durante la fine dell'esperienza. Specialmente quando questa cessa di colpo, a seguito di una risposta emotiva da parte del soggetto, come nei casi riportati precedentemente.

Di solito l'esperienza è riportata come gradevole, interessante e speciale.

Lo scorrere del tempo durante l'esperienza può essere vissuto come lo scorrere nel tempo nella realtà quatidiana, oppure si avverte di vivere in uno spazio senza tempo, o il tempo rallenta.

Durante l'esperienza molti soggetti avvertono un senso di distacco.

Indurre l'OBE

L'OBE sembra una capacità che si può acquisire con un certo esercizio. Monroe indica una strada da percorrere, suddivisa in fasi. In ogni fase si deve verificare un certo effetto, fino ad arrivare all'OBE.

Di modalità per ottenere l'OBE ce ne sono quanti sono gli individui. Ogni persona capace di indursi un OBE ha il suo sistema, che ha sviluppato nel corso dei sui tentativi di raggiungere un OBE o di replicarne uno già avuto.

La pazienza e la tenacia sono indispensabili se si vuole arrivare ad avere un OBE. Almeno all'inizio avrete molti più fallimenti che successi, e raggiungere un OBE sembrerà impossibile. Ma si tratta soltanto di allenarsi, con costanza, per riuscire ad ottenere il rilassamento necessario. L'autoipnosi aiuta, così come le tecniche per il sogno lucido. Molto spesso si può trasformare un sogno lucido in un OBE, o arrivare ad un OBE utilizzando tecniche per il sogno lucido.

Se una tecnica non funziona, non continuate ad usarla. Evidentemente non fa per voi. Bisogna sempre tenere presente che le tecniche sono state sviluppate su basi individuali, e non è detto che quello che funziona per una persona debba funzionare per un altra.

Più che la tecnica in se stessa, bisogna tenere ben presente alcuni punti caratteristici di ogni tecnica, che sono propedeutici alla realizzazzione del fenomeno, e che possono essere così riassunti:

  1. Rilassamento
  2. Approfondimento del rilassamento
  3. Vibrazioni
  4. Uscita dal corpo

Il primo punto è indispensabile, e può essere raggiunto in qualunque modo. Tecniche di rilassamento, meditazione, autoipnosi, ognuno ha la sua tecnica preferita per rilassarsi, tanto più profondamente quanto possibile.

Rilassarsi non è ancora abbastanza per un OBE, anche se molti OBE accadono spontaneamente durante il rilassamento o la meditazione, bisogna controllare l'intero processo se si vuole essere capaci di ottenere un OBE a richiesta. Il rilassamento deve quindi essere approfondito. Ci sono anche in questo caso numerose tecniche, come contare all'indietro lentamente al ritomo del respiro, lasciare vagare la mente sull'esito desiderato dell'esperienza, osservare con la mente un singolo oggetto.

Quando questo stato di rilassamento è molto profondo, si perde coscienza del proprio corpo. QUesto è probabilmente il passo cruciale dell'intero fenomeno dell'OBE. Dopo avere raggiunto questo passo si cominceranno ad avvertire delle vibrazioni, che sono l'indicazione che il corpo astrale sta lasciando il corpo.

Dopo la fase della vibrazione avviene il distacco dal corpo fisico. In questa fase, le tecniche variano molto. C'è chi realizza il distacco girandosi velocemente su un fianco quando appaiono le vibrazioni. Questo è sufficiente ad ottenere l'OBE e ritrovarsi a fissare il proprio corpo. Questa tecnica presume che siate distesi a letto. Altre tecniche prevedono di aumetare il livello di vibrazione fino a raggiungere il distacco.

Quella che presento qui è una tecnica molto singolare, dovuta a Steve G. Jones, e che si chiama tecnica della corda. I primi passi sono rilassamento, approfondimento e vibrazioni. A questi nella tecnica della corda si aggunge un passo per il controllo delle vibrazioni. Bisogna arrivare al punto di aumentere e diminuire le vibrazioni prima di accedere al punto successivo, quello del distacco del corpo astrale.

Tecnica della corda

Una volta completati i primi passi fino al controllo delle vibrazioni, quando ci si sente fiduciosi sul fatto di sapere controllare le vibrazioni, si può cominciare ad esercitare il proprio controllo sull'OBE.

Si immagina una corda che pende dinanzi a moi. Senza muoere il corpo o aprire gli occhi, si deve immaginare di afferrare la corda con una mano. La sensazione deve essere quella della mano che lascia il corpo fisico per afferrare la corda immaginaria.

Si deve esercitar questo passo finché non si ragginge l'effetto di una parziale separazione del corpo. Bisogna ripetere l'intero processo utilizzando l'altra mano, poi due mani. Bosogna immaginare la mano che esce dal corpo fisico e raggiunge la corda. Una volta afferrata la corda con due mani, si può cominciare a salirci sopra, mettendo una mano sull'altra tirandosi su.

Le vibrazioni dovrebbero crescere a questo punto. Spesso le persone si sentono paralizzate dalla paura e abbandonano la corda tornando immediatamente nel corpo fisico interrompendo l'esperienza. Ma basta concentrarsi nello scalare la corda fino a quando non si avverte la sensazione di essere separati completamente dal proprio corpo fisico.

Questo è un modo molto controllato di ottenere un OBE, dove il soggetto ha sempre e in qualunque momento il controllo della situazione, che quindi può essere gestita al meglio.

Se questo metodo non funziona per voi non dovete per questo rinunciare all'esperienza, solo praticare un metodo differente più adatto alle vostre caratteristiche.

Potete immaginare di dipingere il vostro corpo, partendo dal pollice del piede, del vostro colore preferito. Il pennello con cui dipingete il corpo deve essere piccolo tanto da rendere il compito di dipingere l'intero corpo abbastanza lungo. Facendo molta attenzione a dipingere bene ogni zona del corpo, ci si può aspettare di vedere il proprio corpo dal di fuori, mentre lo stiamo dipingendo. A questo punto l'OBE è stato raggiunto.

Bibliografia

  1. Bozzano, E. (1934). Dei fenomeni di bilocazione. Città della Pieve: Dante.

  2. Gabbard, G. O., & Twemlow, S. W. (1984). With the eyes of the mind: An empirical analysis of out-of-body states. New York: Praeger.

  3. Green, C. (1968). Out-of-the-body experiences. Oxford: Institute of Psychophysical Research.

  4. Monroe, R. A. (1971). Journeys out of the body. Garden City, N.Y: Doubleday.

  5. Tyrell, G. N. M. (1963). Apparitions. New York: Collier Books.