Migliorare l'ipnosi

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Si possono migliorare le proprie capacità ipnotiche, semplicemente sottoponendosi ad un adeguato addestramento. Le ricerche effettuate hanno dimostrato che l'ipnotizzabilità non è un tratto fisso e immutabile della persona, ma una competenza che può essere migliorata tramite l'apprendimento.

Molti soggetti, quando scoprono l'ipnosi per la prima volta, hanno una sorta di rivelazione, perché hanno l'evidenza che possono agire a un diverso livello di coscienza. La capacità di raggiungere in ipnosi livelli di rilassamento molto profondi, mai sperimentati in precedenza, apre la porta ad ulteriori scoperte. Sperimentare l'ipnosi abbatte anche quelle resistenze dovute all'ansia, la paura e l'incertezza di fronte a una situazione nuova, che il più delle volte viene vista come insicura e anche minacciosa.

Erickson(1965) riporta casi in cui l'addestramento all'ipnosi si era protratto per centinaia di ore. C'è quindi da chiedersi se il gioco vale la candela. Se tante ore di addestramento sono necessarie, o se vale la pena accettare livelli di responsività all'ipnosi minori. La risposta è dipende. Dipende da qual'è l'obiettivo che si vuole raggiungere con l'ipnosi. Una suscettività molto alta all'ipnosi, ha dei vantaggi nel trattamento del dolore.

Possiamo dunque utilizzare l'ipnosi per migliorare se stessa, usarla per migliorare l'ipnotizzabilità di un soggetto.

Probabilmente non una nuova scoperta, perché già Liebeault, alla fine dell'ottocento, faceva tornare i soggetti che non erano stati responsivi all'ipnosi, fino a quando non riusciva ad ipnotizzarli. Spesso bastavano due o tre sedute distinte per ottenere l'ipnosi. Ma la ricerca richiede un approccio più sistematico, per cui sono stati fatti esperimenti specifici per verificare l'esistenza dell'aumento dell'ipnotizzabilità in funzione della prove, e anche per quantificare l'aumento ottenuto.

In uno studio di questo tipo (Cooper, Banford, Shubot & Tart, 1967) a sei soggetti sono state somministrate tra 7 e 16 sessioni d'ipnosi. La sessione era libera, nel senso che l'ipnotista poteva utilizzare qualunque tecnica ritenesse valida per il soggetto da ipnotizzare. I soggetti sono stati valutati tramite la Stanford Profile Scale, prima e dopo l'esperimento. I valutatori dei soggetti non erano mai i loro ipnotizzatori. Cinque dei sei soggetti hanno dimostrata una suscettibilità maggiore all'ipnosi.

Sachs e Anderson(1967) riportano gli stessi risultati del precedente studio con dei miglioramenti più pronunciati nell'ipnotizzabilità. L'aumento in questo caso era stato di circa sei volte in alcuni soggetti.

Questo studi hanno il difetto di non avere un numero di soggetti ragguardevole e soprattutto di non usare nessun gruppo di controllo per verificare i risultati dell'esperimento. In ogni caso sembra evidente che qualche incremento nella suscettibilità all'ipnosi si possa ottenere con un semplice addestramento ipnotico.

Tuttavia Cooper(1967) nell'esperimento da lui effettuato, riporta un'alta (.94) correlazione tra le misurazioni dell'ipnotizzabilità effettuate prima e dopo l'esperimento. Questo suggerisce che la suscettibilità iniziale di una persona tende a limitare il livello finale di suscettibilità dopo l'addestramento, indipendentemente dalla pratica. In pratica si potrebbero addestrare soltanto soggetti già capaci di un certo grado di risposta ipnotica, e anche questo solo fino a un certo punto.

Sembra quindi che la suscettibilità all'ipnosi sia un tratto stabile della personalità di un individuo. Tuttavia questo tratto può essere modificato tramite un opportuno addestramento. Ma bisogna considerare che il livello iniziale di suscettibilità all'ipnosi pone un forte vincolo sul livello finale raggiunto, indipendentemente dalla quantità di addestramento.

Soggetti moderatamente suscettibili posso diventare altamente suscettibili, con l'addestramento. Soggetti poco suscettibili possono diventare mediamente suscettibili. Ma soggetti poco o per nulla responsivi non possono raggiungere alti livelli di ipnotizzabilità, indipendentemente dalla tecnica e dal tempo di addestramento.

In sostanza, la possibilità di raggiungere alti livelli d'ipnosi, è limitata dalle capacità iniziali della persona.

Bibliografia

  1. Bowers, K. S. (1976). Hypnosis for the seriously curious. Monterey, Calif: Brooks/Cole Pub. Co.

  2. Cooper, L. M., Schubot, E., Banford, S. A., & Tart, C. T. (January 01, 1967). A further attempt to modify hypnotic susceptibility through repeated individualized experience. The International Journal of Clinical and Experimental Hypnosis, 15, 3, 118-24.

  3. In LeCron, L. M. (1965). Experimental hypnosis: A symposium of articles on research by many of the world's leading authorities. New York: Citadel Press.

  4. Sachs, L. B., & Anderson, W. L. (October 01, 1967). Modification of hypnotic susceptibility. International Journal of Clinical and Experimental Hypnosis, 15, 4, 172-180.