Metodo ipnotico

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Molti mi chiedono che ipnosi faccio, e io veramente non so cosa rispondere, tranne che la mia ipnosi è al naturale, senza aggettivi aggiunti. Non so se ho un metodo ipnotico, sicuramente utilizzo alcuni accorgimenti che mi sono tornati molto utili per ottenere dei risultati.

Non capisco la necessità che hanno alcuni, se non per motivi commerciali, di delimitare il campo di azione dell'ipnosi con un aggettivo, che come una staccionata racchiude nel suo significato solo una parte delle sue potenzialità o fa riferimento a una particolare interpretazione del fenomeno ipnotico, che solo l'autore considera quella corretta o definitiva.

Io faccio un'ipnosi molto semplice, basata quasi interamente sulle suggestioni e in particolare sulle suggestioni post-ipnotiche. Infatti non ha senso fare una seduta d'ipnosi senza che le suggestioni continuino ad operare dopo che la seduta è terminata. Direi che in sostanza questo è il succo del mio metodo ipnotico, e che dovrebbe essere quello di qualunque seduta d'ipnosi.

Questo metodo di fare ipnosi funzionava molto bene nel 1800, e continua a funzionare molto bene adesso. Abbiamo fatto progressi, dal telegrafo al telefonino, dalla carrozza a cavallo alla macchina con il navigatore satellitare, ma il cervello che abbiamo oggi è lo stesso di cento anni fa. Cambiano le convinzioni, le credenze, le convenzioni sociali, ma non il modo in cui si formano nella nostra mente né il modo in cui a queste la mente reagisce. Mandiamo i razzi sulla Luna, ma emotivamente siamo ancora dei cavernicoli.

Tutto il corpo delle scoperte dell'ipnosi è stato fatto nel 1800, il resto è stato uno sperimentare su quanto scoperto allora alla ricerca di una spiegazione.

Non è stato inventato nessun metodo nuovo d'ipnosi, tutte le tecniche sono basate sui principi applicati dai primi sperimentatori. Quello che è stato aggiunto dopo, sono alcune tecniche riprese o riadattate dalla ricerca psicologica, ma solo perché alcune di queste avevano di per sé contenuto ipnotico. Una per tutte è il sogno da svegli guidato, che è una pura e semplice forma di immaginazione guidata, che genera inevitabilmente uno stato di trance, perché al soggetto è chiesto di immergersi completamente nel contenuto dell'immaginazione. Lo stesso effetto ipnotico lo hanno tecniche con nomi più moderni e commerciali, come la PNL. Un altro esempio è l'Affect Bridge di Watkins, che si usa come tecnica di regressione ipnotica.

Uso induzioni semplici, che vanno dall'handshake al rilassamento progressivo, e procedo con l'ipnosi dopo una breve chiacchierata con la persona che ho di fronte. Non serve sviscerare a lungo le questioni con l'ipnosi, ma solo avere chiaro in mente l'obiettivo che si vuole raggiungere e le potenzialità ipnotiche della persona che si ha di fronte.

Osservo e ascolto attentamente le persone, ma questo è un aspetto che deve essere presente in qualunque metodo ipnotico, e che bisognerebbe praticare sempre nella vita quotidiana. Le informazioni che raccolgo dai messaggi non verbali le integro con quelle che ascolto.

Le persone si possono convincere in molti modi, oltre all'ipnosi, con suggestioni allo stato di veglia, ad esempio, e infatti molti sperimentatori (Coe, Barber), sono convinti che l'ipnosi non esista, o che perlomeno non sia necessaria, perché quello che conta, alla fine, è che le suggestione siano accettate e correggano comportamenti indesiderati.

Accettare le suggestioni richiede che queste siano in linea con il sistema di convinzioni dell'individuo. Quindi bisogna scegliere suggestioni realistiche, che possano essere comprese e portate a termine. Qualcosa di semplice e comprensibile funziona, forse meglio di oscure formule magiche fatte di doppi legami e comandi innestati, che spesso sono formulate senza essersi prima accertati di avere un soggetto in trance ipnotica. L'ipnosi non ha bisogno di un linguaggio particolare, e più delle parole conta il tono con cui sono dette.

Soltanto quando le suggestioni diventano post-ipnotiche, si possono rimpiazzare vecchi comportamenti disadattativi, con i nuovi comportamenti desiderati.

Le suggestioni devono essere indirizzate ai bisogni espressi dal cliente, perché saranno le emozioni sottostanti questi desideri a dare le motivazioni che servono per il cambiamento. Se c'è una motivazione forte, i cambiamenti durano tutta la vita e la suggestione diventa, come diceva Bernheim, "un'idea che si realizza.". Questo ritengo che sia il fine ultimo dell'ipnosi, realizzare le idee che sono già nella mente di chi viene a fare ipnosi, ma sono nascoste oppure irraggiungibili, celate da una nebbia densa che non permette di scorgerle, ma che l'ipnosi può dissolvere in poche sedute.

Per fare tutto questo con l'ipnosi, non serve necessariamente una grande profondità di trance. Sicuramente un livello profondo di trance è utile per stabilire delle risposte automatiche e per l'esecuzione delle suggestioni post-ipnotiche. Ma le stesse suggestioni, ripetute più volte perché siano rinforzate durante la seduta, funzionano anche se la trance è media o leggera. Inoltre ad ogni seduta d'ipnosi la profondità di trance aumenta, così some aumenta la responsività alle suggestioni.

Le suggestioni devono essere frasi semplici, brevi, chiare, il cui significato deve essere compreso senza equivoci.

"Ogni volta che farai l'amore con una donna (la tua donna) mostrerai miglioramenti. Sarai perfettamente a tuo agio e ogni volta farai l'amore con piena potenza e vigore."

"Ogni volta che vedi fumare qualcuno, senti crescere dentro di te la determinazione a smettere di fumare, e sei veramente orgoglioso di te stesso."


"Ogni notte, da stasera in poi, quando vai a letto ti addormenti subito, come un bambino e dormi profondamente tutta la notte e al mattino ti alzi perfettamente riposato, pronto ad affrontare la giornata pieno di energia."

Alcune suggestioni possono essere avversative, cioè suggerire avversione per un particolare tipo di cibo, per il fumo o una particolare situazione. L'ipnosi avversativa può sembrare un metodo troppo drastico ad alcuni, ma se il cliente è d'accordo può essere utilizzata. Non tutti facciamo le cose per piacere, alcuni le fanno per dovere, altri soltanto perché costretti. Le suggestioni devono essere sempre ritagliate come un abito su misura per il cliente.

L'ipnosi, dunque, è un lavoro da sarti, ma bisogna sempre ricordare che l'abito confezionato la seduta precedente, non andrà necessariamente bene alla prossima. Quello che va bene per uno, potrebbe essere tremendo per un altro. Lavorare con una persona, piuttosto che con un soggetto, evita che si commetta l'errore marchiano di una soluzione unica che va bene per tutti e per tutto.