L'ipnosi nell'arena forense

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"Hypnosis in the Forensic Arena"

Steven Jay Lynn abc; Jeffrey Neuschatz d; Rachael Fite e; Irving Kirsch fg

a Binghamton University, USA
b American Board of Professional Psychology (ABPP), USA
c American Psychological Association (APA) Division of Psychological Hypnosis, USA
d St. Mary's College of Maryland, USA
e Clinical psychology at Binghamton University, USA
f University of Connecticut, USA
g Division 30 of the American Psychological Association (APA), USA

Journal of Forensic Psychology Practice, Volume 1, Issue 1 October 2000 , pages 113 - 122

In questo articolo passiamo in rassegna la letteratura sull'ipnosi e la memoria, e noi sosteniamo che non vi è nessuna logica empirica per utilizzare l'ipnosi o procedure aggressive di psicoterapia per scavare nei ricordi.

A seguito di una revisione delle varie posizioni giuridiche adottate per quanto riguarda l'utilizzo di testimonianze suscitate ipnoticamente in aula, e una revisione delle prove disponibili sull'ipnosi nel contesto forense, la conclusione prevalente giustificata dalla letteratura è che, come regola generale, l'ipnosi non deve essere usata per aiutare a ricordare in situazioni forensi. Tuttavia, in casi molto rari, l'uso dell'ipnosi può essere giustificato, dopo attenta valutazione dei rischi e dei benefici dell'utilizzo dell'ipnosi.

Poiché l'ipnosi non corrompe necessariamente la memoria, una vasta regola di esclusione di per se, che vieta sempre a una persona di testimoniare su ricordi non ipnotici documentati prima dell'ipnosi, può essere indebitamente restrittiva in casi eccezionali.