La suggestione

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Sigmund Freud scrisse "Vale la pena chiedersi cosa si intenda per suggestione", e a distanza di tempo, siamo ancora qui a chiederci se sappiamo davvero di cosa parliamo quando utilizziamo il termine suggestione.

La mia idea è che sia un termine utilizzato in maniera vaga, dai contorni incerti, che assume un significato differente a seconda di chi lo menziona e del contesto in cui è utilizzato.

La suggestione

La suggestione può essere considerata una ingiunzione, un ordine, una direttiva, può essere formulata in maniera diretta e indiretta, può essere dispersa all'interno di un normale discorso, oppure disseminata in racconto elaborato. Ma indipendentemente dalla tecnica di somministrazione o dal tipo di suggestione, possiamo dire che una suggestione è tale, solo quando si realizza.

Infatti, non si può mai determinare a priori se un comando sia effettivamente una suggestione. Un generale può ordinare l'attenti,e un battaglione intero si mette sull'attenti. La verbalizzazione del generale è un ordine, ossia l'ingiunzione di fare qualcosa, in questo caso mettersi sull'attenti. La risposta a questo ordine è automatica. Nessun generale si sogna nemmeno lontanamente di non essere obbedito.

"Attenti", potrebbe benissimo essere una suggestione, l'ingiunzione di assumere una determinata posizione del corpo, ma a differenza dell'ordine, manca di quell'automatismo che la rende così efficace, e fa degli eserciti dei corpi di azione affidabili. Gli unici soggetti che rispondono in maniera automatica alle suggestioni, sono i sonnambuli, perché nel loro caso la suggestione è eseguita in maniera automatica, si realizza sempre.

In tutti gli altri casi non possiamo affermare che una frase porti necessariamente una azione da parte di un soggetto, quindi la verbalizzazione "alza il braccio destro", che è un ordine diretto, potrebbe non portare a nessun movimento del braccio. Si ha in questo caso un ordine che non viene eseguito, o nel caso dell'ipnosi di una suggestione che non viene eseguita. Bisogna però chiedersi se l'ordine era tale, da un punto di vista sintattico e semantico, oppure se nonostante sintattica e semantica, una frase assume il valore di ordine solo quando viene eseguita.

Anche il contesto in cui si somministrano le suggestioni, e, come nell'esempio precedente gli ordini, ha la sua importanza. "Attenti" è un ordine in un caserma, pronunciato da un ufficiale alla truppa. In un altro contesto potrebbe essere uno scherzo o un motto di spirito.

Vediamo quindi che non è così semplice convertire una qualunque istruzione o un ordine in una suggestione in maniera del tutto automatica, perché intervengono variabili contestuali e culturali. Alcuni ipnotisti hanno anche introdotto ulteriori variabili come la suggestionabilità , che consisterebbe nella caratteristica di un individuo a rispondere più o meno facilmente alle suggestioni ipnotiche. Ma stando il fatto della difficoltà di riconoscere una suggestione, questa misura sembra solo una variabile supplementare che non è di alcun aiuto nell'individuazione delle caratteristiche di una suggestione.

Sicuramente il contesto in cui si svolge l'ipnosi e il tipo di interazione con l'ipnotista sono importanti, ma da soli non riescono ancora a sciogliere il nodo di cosa sia esattamente una suggestione, a meno che non la si voglia contestualizzare all'interno di un determinato setting o di un certo tipo di rapport specifico tra ipnotista e ipnotizzato. Per i costruttivisti la realtà è creata dall'individuo e quindi anche la suggestione e le sue modalità di azione altro non sarebbero che frutto di un processo di creazione che si svolge unicamente nella realtà del setting ipnotico. Di conseguenza non solo le suggestioni sarebbero tali solo all'interno del setting, ma sarebbero anche specifiche all'interno di uno specifico rapporto tra ipnotista e ipnotizzato.

Una visione pratica

Credo che riguardo alle suggestioni, al di là degli aspetti teorici, che possono essere affascinanti, bisogna mantenere un approccio pratico. Alcune, spesso, funzionano. Alcune per certi individui, altre per differenti individui. Per questo motivo, bisogna innanzitutto operare nella certezza di conoscere bene quali sono le reazioni della persona con cui si sta lavorando. Un approccio molto sperimentale e utile lo fornisce Francesco Granone, con il suo metodo, riassunto nella frase LECAMOIASCO.

Levitazione, catalessia, movimenti automatici rotatori, Impossibilità di interrompere volontariamente il movimento automatico, Analgesia, sanguinamento e condizionamento.

Il condizionamento consiste nella capacità del soggetto di re indurre la trance. Granone usava il contatto tra il dito pollice e l'indice, ma ognuno è libero di sperimentare altri sistemi a questo riguardo.

Il sanguinamento, che può apparire crudele, ma non riguarda altro che un test che consiste nel trapassare con un ago un punto del corpo, ad esempio il dorso della mano. Se il sanguinamento è scarso si sono raggiunti i primi due punti, ossia analgesia e insensibilità. (si può ottenere lo stesso risultato con un pizzico molto deciso, senza ferire inutilmente il soggetto. Se il soggetto non risponde ha quella parte del corpo in anestesia)

Indipendentemente dalla presunta suggestionabilità dei soggetti, se ne troveranno alcuni che possono fare una magnifica analgesia, ma non possono essere punti da un ago, mentre altri possono allucinare senza essere in grado di effettuare la minima catalessia.

Una possibile spiegazione

Molto probabilmente la differente capacità dei soggetti di rispondere alle suggestioni ha motivazioni che riguardano le capacità fisiologiche dei soggetti. Infatti la catalessia riguarda l'apparato motore, l'analgesia quello sensitivo. Probabilmente ogni individuo ha specificità diverse per i due sistemi, e in alcuni uno dei due è maggiormente sviluppato o operativo dell'altro e reagisce meglio a determinate suggestioni.

Per questo, quando si indaga la suggestione, bisognerebbe anche tenere conto delle differenti caratteristiche fisiologiche dell'individuo, piuttosto che il tipo di rapport o un preteso tratto di ipnotizzabilità. Ogni individuo sperimenta la realtà attraverso canali differenti, auditivo, visivo e cinestetico. La cosa migliore che si può fare per rendere operative le suggestioni, per sfruttare al meglio i canali che l'individuo privilegia e in cui riesce ad ottenere il massimo effetto con il minimo sforzo, in una maniera che gli risulta del tutto naturale.