La migliore tecnica ipnotica

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Quando qualcuno mi chiede qual'è la migliore tecnica ipnotica si rende subito conto di aver commesso un errore, perché invece di rispondere indicando una tecnica piuttosto che un'altra, inizio una lunga noiosa, pedante dissertazione incentrata sulla storia dell'ipnosi.

Non voglio essere frainteso. Si può fare una bellissima ipnosi senza conoscere nulla della sua storia, ma sono convinto che la conoscenza della storia dell'ipnosi aiuti molto, perché la conoscenza dello sviluppo della tecnica ipnotica, rende maggiormente consapevoli rispetto al loro utilizzo. Lo studio delle tecniche attraverso i testi che ci hanno lasciato gli ipnotisti più importanti, che hanno dato un maggiore contributo alla disciplina, può rivelarsi sorprendente, e ci aiuta a capire che non esiste "la tecnica ipnotica", che non esiste una ipnosi migliore e una di bassa lega, ma un modo corretto e uno scorretto di utilizzare le tecniche, o un ipnotista incapace. Che ci sono stati differenti autori che hanno utilizzato tecniche ipnotiche apparentemente differenti, ma che nascondono al loro interno lo stesso nucleo. Che ogni ipnotista nasce con una tecnica ipnotica di base, con cui sperimenta le prime induzioni, di cui poi si impadronisce progredendo nella professione, fino ad utilizzarla in una maniera differente e del tutto personale.

Per spiegare la mia posizione, illustro dei punti di contatto tra autori che apparentemente non ne hanno. Se prendiamo in esame tre giganti dell'ipnosi come Hilgard, Erickson ed Elman, scopriremo che hanno più punti in comune di quanto ne abbiano trovati durante la loro attività professionale e di quanti saremmo disposti a riconoscere loro.

Erano tutti e tre contemporanei ed operarono durante lo stesso periodo con una tecnica ipnotica differente propugnando anche differenti posizioni teoriche, L'unica cosa in comune tra loro era che facevano ipnosi e ottenevano tutti gli stessi brillanti risultati. In questo articolo descrivo cosa Erickson pensasse di Hilgard e viceversa. Apparentemente tra i due c'era un solco profondo ed entrambi ignoravano completamente l'esistenza di Elman.

Elman infatti non era uno psicologo come Hilgard o uno psichiatra come Erickson, ma un presentatore radiofonico, che a seguito di uno spettacolo d'ipnosi tenuto per radio, finì con l'insegnare ipnosi in giro per l'America a classi di dottori, che riconoscevano l'efficacia delle sua tecnica ipnotica, che oggi è nota come "induzione di Elman".

Hilgard, insieme a Weitzenhoffer, aveva sviluppato le scale di suscettibilità presso la Stanford University, ed era un teorico, molto legato a una concezione classica dell'ipnosi: induzione, verifica della trance, utilizzazione risveglio. Nessuna meraviglia che non andasse così d'accordo con Erickson, che era in quel punto della sua vita in cui aveva abbandonato gli insegnamenti del maestro Hull e aveva così tanta esperienza d'ipnosi da non dover ricorrere più ad una trance formale. Apparentemente parlava e i suoi soggetti cambiavano comportamenti e modi di fare. Sotto quest'apparenza di semplicità, non dobbiamo mai scordarlo, c'erano decenni di esperienza e sperimentazioni e una tecnica ipnotica sopraffina, esercitata con tanta perizia da non farla nemmeno riconoscere.

Tra i tre, Erickson è quello che scrisse meno, infatti conosciamo la sua opera per interposta persona, attraverso i libri di Rossi e altri autori. Hilgard ci ha lasciato alcuni scritti e la scala di suscettibilità che ancora oggi è in uso con un modello eggermente rivisto. Elman scrisse "Findings in Hypnosis", ancora oggi ristampato sotto il titolo "Hypnoherapy". Alcuni lo trovano troppo "semplice", quasi naif dal punto di vista psicologico per l'utilizzo delle tecniche di regressione. Ma Elman non era uno psicologo, non ha mai fatto psicologia, ma solo ipnosi, e la faceva insegnando ai medici. Credere che l'ipnosi debba avere necessariamente un taglio psicologico, è un errore comune. L'ipnosi è una tecnica a se stante, con delle metodologie che occasionalmente possono avere una forma di contatto con altre discipline, o che da queste possono essere prese in prestito.

La tecnica ipnotica di Hilgard, aveva una taglio psicologico, e rientrava nella ricerca psicologica, ma uno dei sui libri più belli "Hypnosis in the Relief of Pain: Expanding the Goals of Psychotherapy", parla del trattamento del dolore, un campo che probabilmente appartiene molto più alla fisiologia che alla psicologia.

Queste tre persone apparentemente così differenti avevano un cosa in comune, facevano tutti ipnosi profonda e poi utilizzavo quello stato per produrre cambiamenti. Le loro tecniche ipnotiche possono sembrarci molto differenti: Elman era formale, aveva sviluppato una sua induzione, molto bella, basata sulla chiusura degli occhi e altre molto simili. Hilgard come Elman, sviluppava una trance formale e poi su questa costruiva i fenomeni ipnotici, misurando la profondità di trance con l'utilizzo della sua scala.

Apparentemente Erickson non usava induzione, ma se leggiamo attentamente nelle sue opere, scopriamo che utilizzava anche lui una trance formale, avendo l'accortezza di disperderla e nasconderla in una conversazione informale. Quando dice ad esempio: "Non so quando vorrai chiudere gli occhi ... " sta facendo una bella induzione indiretta, utilizzando la stessa tecnica di Elman e Hilgard.

Nessuno dei tre aveva sviluppato indipendentemente il metodo di chiusura degli occhi, e qui la storia ci viene in aiuto, portandoci ad un altro gigante dell'ipnosi, Braid, colui che inventò il nome ipnosi.

La storia di come scoprì e successivamente sviluppò la chiusura degli occhi per indurre l'ipnosi è nota e l'ho descritta in questo articolo, in cui illustro l'incontro di Braid con LaFontaine, un mesmerista che si esibiva nei palcoscenici d'Europa e che utilizzava la chiusura delle palpebre come tecnica ipnotica preferita per fare lo spettacolo. (quello che faceva LaFontaine era ancora Mesmerismo, perché Braid ancora non aveva inventato il termine ipnosi):

Questo incontro, che fu molto fecondo per la storia dell'ipnosi, ci fa capire che la tecnica ipnotica della chiusura degli occhi era già conosciuta prima di Braid, e dobbiamo risalire il corso della storia fino a Mesmer per trovarne la genesi. Per quello che ne so questa tecnica può essere ancora più antica e probabilmente è stata utilizzata sotto altre forme chissà per quanto tempo.

Quello che mi preme far notare, è che la stessa tecnica ipnotica è stata utilizzata da persone differenti in modalità differenti, fornendo gli stessi risultati. Ai tempi di Braid si portava ancora l'orologio nel taschino del gilet, e Braid piazzava l'orologio davanti agli occhi di chiunque entrasse a casa sua per fare esperimenti. Ai tempi di Erickson gli orologi da taschino erano una rarità, ma Erickson aveva un orologio sulla sua scrivania e chiedeva ai clienti di fissare le lancette mentre stavano ad ascoltarlo. Una variazione sul tema di Braid. Oggi, con l'avvento del digitale, gli orologi con le lancette stanno diventando una rarità, e come ipnotisti perdiamo un valido aiuto, ma possiamo fare come Elman. Uniamo indice e medio, li portiamo poco sopra la visuale del soggetto e li facciamo fissare. L'effetto è lo stesso e non abbiamo bisogno di nessun orologio. Anche questa tecnica ipnotica era impiegata da Braid e non differisce da quella che richiede l'orologio, si tratta semplicemente di fissare un punto e insieme al punto l'attenzione. Anche Erickson faceva fissare un punto sulla parete ai suoi soggetti. E questo è tutto quello che serve per fare ipnosi.

Fissazione e concentrazione possono essere riproposti in centinaia di modi differenti, e questo rende conto delle differenze apparenti che ci sono tra autori differenti e tecniche differenti. Non so veramente se questa è la "migliore tecnica ipnotica" per fare ipnosi, ma siccome è sulla piazza da qualche secolo e funziona ancora, mi sento di raccomandarla e praticarla.

Impadronirsi di questo semplice sistema per indurre l'ipnosi, è un buon inizio, su cui in seguito costruire variazioni personali, tecniche indirette, indagini sulla suscettibilità ipnotica alla Hilgard.

Lo stesso metodo, inoltre, fa da complemento a qualunque forma d'induzione rapida. Nelle tecniche di Handshake si raggiunge li stesso risultato dopo avere realizzato la catalessia del braccio.

Che una tecnica ipnotica così semplice sia tutto quello che basta per fare ipnosi può apparire strano, ma l'esperienza di molti ipnotisti conferma questo fatto, e solo la convinzione che serva qualcosa di complicato ed elaborato per fare ipnosi, può farci preferire qualche altra tecnica.