Ipnotizzare contro la volontà

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Ipnotizzare contro la volontà di una persona è una questione ancora aperta dell'ipnosi. Secondo alcuni, si può mascherare l'ipnosi utilizzando tecniche conversazionali, per nascondere le suggestioni all'interno di un discorso. E' anche possibile ipnotizzare un soggetto addormentato, e in questo caso non c'è assolutamente cooperazione da parte sua. Questo fa sospettare che la cooperazione del soggetto non sia una condizione necessaria per indurre lo stato ipnotico, anche quando questo sia effettuato su soggetti in stato di veglia o decisamente contrari ad essere ipnotizzati.

Nel libro "Hypnotism: Its History and Present Development" di Fredrik Bjornstrom, Baron Nils Posse, sono riportati alcuni esperimenti sul tema effettuati da Ochorowicz.

Il primo esperimento è del 1887, e fu effettuato su una sonnambula, Miss X., che si trovava nella stessa casa di Ochorowicz, seduta ad un tavolo. Ochorowicz vide attraverso le finestre una signora avvicinarsi alla casa, e siccome aveva le sue ragioni che Miss X. non la vedesse, fece dei gesti dietro la sua testa per ipnotizzarla. Miss X. non seppe nulla di questo, ma cadde lo stesso immediatamente addormentata. Quando Ochorowicz congedò la signora e risvegliò Miss X., costei era del tutto ignara di quanto fosse accaduto e di essere stata ipnotizzata.

Secondo gli autori, questo prova che la signora fu ipnotizzata contro la sua volontà, perché ignara delle manovre di Ochorowicz.

Rimarco che essendo sonnambula e già ipnotizzata, era stato molto facile per Ochorowicz indurla nuovamente in uno stato d'ipnosi.

Ochorowicz fece con Miss X. anche altri esperimenti. La signora incontrò Ochorowicz in una riunione dove dichiarò che lei, che non era stata ipnotizzata da molto tempo, era diventata così forte da riuscire ad ipnotizzare lo stesso Ochorowicz, che acconsentì al gioco. Miss X. lo prese per i pollici e prese a fissarlo negli occhi. Ochorowicz chiuse gli occhi e finse di cadere addormentato, ma all'improvviso li aprì e la guardò fisso, con tutte le intenzioni di ipnotizzarla, cosa che riuscì dopo pochi secondi.

Alla fine di numerosi esperimenti ipnotici, Ochorowicz assunse la posizione iniziale, chiuse gli occhi e svegliò Miss X., che trionfante batté la mani per risvegliare Ochorowicz stesso, tra le risate degli astanti.

Anche questa volta, rimarcano gli autori, la donna fu ipnotizzata contro la sua volontà e senza nemmeno che sapesse di stare per essere ipnotizzata.

Come la volta precedente, dico che essendosi stabilito da tempo un forte legame ipnotico con Ochorowicz, la reazione della donna alle sue manovre ipnotiche, era del tutto naturale, come del tutto naturale era l'amnesia al risveglio, essendo Miss X. una sonnambula.

Una ragazza di 14 anni, ipnotizzata da Ochorowicz, fu convinta a resistere con tutte le sue forze a un esperimento d'ipnosi. Né i genitori né lo stesso Ochorowicz riuscirono a convincerla. Allora Ochorowicz prese il fazzoletto che stava sul tavolino, lo gettò verso la ragazza e disse: "Bene, adesso è fatta: tra cinque minuti sarai addormentata."

"Questo non fa alcuna differenza per me", rispose lei, evitando lo sguardo di Ochorowicz.

Mezz'ora dopo la ragazza era in un perfetto stato sonnambulico. Quindi non solo la ragazza era sta ipnotizzata senza alcuna cooperazione con Ochorowicz, ma nonostante la sua ferma determinazione e volontà di resistere all'ipnotista.

Come sopra, si tratta ancora una volta di un soggetto sonnambulico più volte ipnotizzato. Per cui anche questo esperimento può dimostrare soltanto quanto è facile reindurre l'ipnosi in un soggetto sonnambulico.

Bibliografia

  1. Björnström, F. J., & Posse, N. (1887). Hypnotism: Its history and present development. New York, N.Y: Humboldt Pub. Co.