Ipnosi e stati alterati

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Molti autori considerano l'esperienza ipnotica uno "stato alterato". Questa definizione ci porta a considerare cosa di deve intendere per stato alterato, poiché dalla definizione derivano alcuni fatti da tenere in considerazione: il primo è che le caratteristiche dell'ipnosi di fatto coincidono con quelle proprie dello stato alterato, la seconda è che esiste uno stato di normale funzionamento, il terzo è che di fatto l'ipnosi è uno stato del  sistema nervoso, per quanto "alterato" lo si voglia considerare.

Polemica stato non stato

Partiamo dall'ultimo punto, perché esiste da tempo una polemica tra chi considera l'ipnosi uno stato del sistema nervoso, con delle caratteristiche specifiche  e individuabili, e chi sostiene che le aspettative del soggetto sono più importanti e che l'ipnosi altro non è che un gioco di ruolo basato su queste aspettative.

Non tutte le polemiche sono utili e costruttive, ma questa ci consente almeno di riflettere  su un punto fondamentale, perché una volta che i sostenitori dell'ipnosi-stato riuscissero a dimostrare la propria tesi, sarebbe possibile distinguere l'ipnosi dallo stato ordinario di esistenza. Purtroppo ad oggi non ci sono correlati fisiologici dell'ipnosi, come ce ne sono per il sonno, che consentano di riconoscere in maniera inequivocabile tale stato.

Se l'ipnosi fosse uno stato distinto, allora sarebbe possibile fare durante la trance ipnotica, o in seguito tramite suggestione post-ipnotica, delle cose che altrimenti non sarebbe possibile fare nellos tato di coscienza ordinario, ma che sono peculiari dello specifico stato ipnotico.

Probabilmente l'effettivo riconoscimento di uno specifico stato ipnotico, rafforzerebbe l'idea dell'ipnosi come scelta efficace e legittima presso tutti coloro che finora la ritengono poco più o poco meno che un fenomeno da baraccone diventato inspiegabilmente oggetto di ricerca scientifica.

Naturalmente ogni discorso riguardante l'ipnosi-stato è senza senso fino a quando non si riesca a definire in maniera rigorosa le caratteristiche del normale funzionamento del nostro sistema nervoso e quelle dello stato ipnotico, in modo da rilevarne le differenze.

Lo stato di veglia

Quando si fa riferimento al normale stato di funzionamento del sistema nervoso, ci si riferisce allo stato di veglia, sia perché distinto dallo stato di sonno, sia perché è quello in cui si manifesta l'auto consapevolezza. L'essere umano è cosciente di se stesso soltanto durante il periodo di veglia. Non lo è durante il sonno né in altre situazioni che di fatto rientrano tutte nella definizione di stato alterato.

Anche durante lo stato di veglia si presentano in maniera ciclica o circostanziale, dei periodi, come il sogno a occhi aperti, la fantasia, l'assorbimento totale in qualche attività, che di fatto sono alternativi allo stato di veglia.

Lo stato alterato

Lo stato alterato può essere definito come ogni stato mentale introdotto da manovre fisiologiche, psicologiche o agenti farmacologici, che può essere riconosciuto dal soggetto stesso come una deviazione dall'esperienza soggettiva di funzionamento in base a norme generali di funzionamento dal normale stato di veglia.

Questa definizione si riferisce a uno scostamento dall'esperienza normale del soggetto, e quindi non ha caratteristiche assolute, ma soltanto relative. Ogni individuo ha la sua esperienza e da questo deriva che ogni individuo può scostarsi da questa esperienza in modi e gradi differenti.

Sarebbe molto pià interessante definire lo stato alterato in maniera assoluta, ossia completamente svincolata da una esperienza soggettiva corrente dell'individuo, ma questo probabilmente non è possibile, perché ogni individuo, in qualunque momento della sua esistenza, è in un particolare stato, e quello che può avvertire è solo la transizione da uno stato all'altro in un continuum.

Effettivamente, se l'essere umano si trovasse sempre nel medesimo stato mentale, senza nessuna variazione nell'umore o nella fisiologia, non avrebbe modo di conoscere l'esistenza di altri stati o sensazioni. Probabilmente la sua esistenza sarebbe molto stabile ma molto piatta, almeno dal punto di vista di persone che cambiano stato e umore parecchie volte al giorno.

Metodi per ottenere uno stato alterato

Tra i metodi per ottenere uno stato alterato, si fa riferimento alla farmacologia, e infatti le draghe non avrebbero il successo che hanno, nonostante i danni che provocano, se non riuscissero a provocare un significativo stato alterato. In un recente  articolo ho parlato dell'ayahuasca, una droga utilizzata da una congrega brasiliana per ottenere l'OBE. Questo è un esempio, nemmeno troppo estremo, di ottenere uno stato alterato utilizzando droghe.

Ma la stessa esperienza può essere ottenuta da meditanti esperti o attraverso l'autoipnosi,  con meno rischi per la salute. In questo caso ci si riferisce a queste tecniche inquadrandole sotto la voce psicologiche, perché fanno riferimento all'utilizzo dei processi mentali propri di ogni individuo per ottenere una modificazione, una deviazione dal normale stato di veglia.

Ma si può ottenere lo stesso effetto anche tramite tecniche fisiologiche, basate sul respiro e il rilassamento profondo.

Variando tecnica si può ottenere lo stesso effetto di "alterazione" del normale stato di veglia, quello che cambia non è il punto di arrivo, ma il percorso che si segue per arrivarci e il tempo in cui si ottiene il risultato.

Naturalmente l'esperienza dello stato alterato è tanto più profonda quanto maggiori sono le capacità dell'individuo. A questo proposito, riguardo alle metodologie che prima abbiamo inquadrato come "psicologiche", si può far riferimento al tempo di pratica, perché si sa che quanto maggiore è la pratica, ad esempio, dell'autoipnosi, tanto migliori sono i risultati che si ottengono.

Però questa affermazione può non essere del tutto rispondente alla verità se consideriamo lo stato alterato in qualche modo connesso non solo all'esperienza del soggetto, ma collegato alla struttura del suo sistema nervoso.

Il ruolo del sistema nervoso

Sappiamo che non tutti gli individui hanno le stesse caratteristiche, e questo vale anche per la struttura del sistema nervoso. Potrebbe esistere una particolare configurazione del sistema nervoso che faciliti l'esperienza dello stato alterato e un'altra che la ostacoli o la impedisca del tutto.

Nella definizione precedentemente data di stato alterato, non si fa riferimento alla fisiologia dell'individuo, ma solo alla sua capacità di riconoscere l'esperienza soggettiva come "deviata" da una norma.

Questo di fatto corrisponde a mettere in gioco la capacitò del sistema nervoso di riconoscere alcuni segnali e di interpretarli come "deviazione". Alcuni individui potrebbero essere in grado di farlo più facilmente di altri, proprio per la struttura del loro sistema nervoso. Infatti la soglia del dolore non è la stessa per tutti, e ci sono individui che possono sopportare il dolore a un livello che per altri corrisponderebbe a una vera e propria tortura.

Conclusioni

In qualunque modo si voglia approcciare la questione dell'ipnosi come stato alterato, e in qualunque modo si tenti di risolverla, non ci si può secondo me sottrarre alla constatazione di fatto banale, che ogni azione che svolgiamo, la facciamo con il supporto del nostro sistema nervoso. Di conseguenza, ogni definizione che vogliamo dare di stato alterato, o di ipnosi se si preferisce, deve avere alla base lo studio del sistema nervoso dell'individuo.

Che non si siano ancora trovati correlati fisiologici dell'ipnosi, non vuol dire che non ci siano. Considerare l'ipnosi un gioco di ruolo in cui uno interpreta la parte dell'operatore e l'altro la parte del soggetto, non deve diventare una fuga dal considerare la questione dell'ipnosi-stato secondaria, perché in ogni interazione sociale e gioco di ruolo, specialmente quando produce effetti sorprendenti come quelli che si possono osservare durante l'ipnosi, è coinvolto il sistema nervoso.