Ipnosi e Sport

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L'ipnosi è largamente impiegata nello sport, perché consente una concentrazione maggiore e più intensa, che permette di migliorare il gesto tecnico e contemporaneamente di ridurre lo stress, permettendo una migliore gestione della gara, mantenendo l'atleta nell'arousal, ossia all'interno della soglia di attivazione ottimale, sia fisica che mentale, per ottenere una prestazione.

In molti sport, come il tiro con l'arco o il golf, l'aspetto mentale è preminente rispetto a quello fisico. La prestazione ottimale si ottiene attraverso il perfezionamento del gesto tecnico, che deve essere eseguito con naturalezza e spontaneità, per non pregiudicarne l'esito. Ogni minima interferenza della coscienza, ogni minimo dubbio rovinano irreparabilmente il gesto tecnico e di conseguenza la prestazione atletica.

Alcune aree dell'ipnosi possono essere molto utili ad atleti di ogni tipo e di ogni fascia d'età e di preparazione. Sia il dilettante che il professionista possono migliorare le prestazioni con l'ipnosi applicata allo sport.

Le tecniche d'ipnosi sportiva possono essere raggruppate nelle seguenti aree:

Queste tecniche, tra l'altro, possono essere applicate anche nella vita quotidiana, per pensare ed essere sempre al meglio in ogni situazione. Si può migliorare nella vita, così come nello sport. La concentrazione, la fiducia in se stessi e il controllo dell'ansia e dello stress, fanno parte del repertorio corrente del lavoro di un ipnotista, e lo sport non è un'eccezione.

L'immaginazione guidata e le visualizzazioni sono tecniche fondamentali per raggiungere la prestazione e migliorarla. Con la tecniche di visualizzazione si può osservare ripetutamente il gesto atletico, rallentandolo per esaminarlo in ogni dettaglio o ripetendolo velocemente per provarlo un elevato numero di volte. In ipnosi la visualizzazione può diventare cinestetica, per cui non è coinvolto solo l'organo della vista, ma tutte e cinque i sensi, di conseguenza non solo si può osservare il gesto, per correggerne i difetti o migliorarne l'esecuzione, ma si possono sentire tutte le sensazioni che accompagnano il gesto. Modificando il gesto durante la visualizzazione, si modificano le sensazioni, finché non si ottiene il gesto migliore dal punto di vista tecnico, accompagnato dalle giuste sensazioni. Non è questione di vincere o perdere, ma di come si usa la propria mente per la prestazione sportiva.

Una ricerca di Liggett DR, Hamada S, "Enhancing the visualization of gymnasts", pubblicata su Am J Clin Hypn. 1993 Jan;35(3):190-7 mette l'enfasi su questo punto. "Ginnasti di Stanford, sono stati capaci di eliminare errori negli esercizi, accrescere la flessibilità e, possibilmente, di accrescere la forza.". Nello studio sono descritti la visualizzazione, l'induzione e le strategie di approfondimento, nonché gli effetti.

Con l'immaginazione guidata si può fare un lavoro analogo a quello della visualizzazione, ma in questo caso si possono esplorare scenari futuri, ad esempio la vittoria in una gara, per confrontarsi con le sensazioni che comportano. Sperimentare una vittoria predispone a vincere. Iniziare una gara con l'idea che alla fine si sperimenteranno quelle piacevoli sensazioni, distoglie la mente dalle componenti che possono portare a stress e ridurre la prestazione.

Le tecniche precedentemente illustrate, sono spesso sottovalutate, perché ritenute troppo semplici, e di conseguenza inefficaci, quando hanno in realtà un effetto molto profondo non soltanto sulla mente, ma anche sul copro, come dimostrano le esperienze del Dr. Denis Waitley, che lavorò con gli atleti olimpici negli anni '80 e '90 facendo loro visualizzare l'evento cui avrebbero partecipato, e immaginando come si sarebbero comportati e cosa avrebbero sentito durante il suo svolgimento.

Quando gli atleti erano collegati a un complesso strumento di bio-feedback che monitorava la loro attività muscolare, si scoprì che gli stessi muscoli utilizzati per la prestazione sportiva erano attivati e nella stessa sequenza. Questo prova che esiste una minima differenza tra la pratica sul campo e quella mentale. La mente (o il corpo?) non sa distinguere la differenza tra una scena reale e una immaginata molto vividamente. In altre parole, si può allenare il gesto semplicemente pensandolo, il cervello trasmette gli stessi identici segnali al sistema nervoso, perché quello che si pensa con la mente arriva fino al corpo. La suggestione è un'idea che diventa atto, la visualizzazione è un'idea che si materializza nel corpo.

Queste tecniche sono semplici, immediate e devono soltanto di essere praticate all'interno di un programma di allenamenti. Non bisogna fare l'errore di considerare queste tecniche come qualcosa di avulso dal ciclo di allenamenti. Devono diventare parte integrante dell'allenamento, e hanno bisogno di tempo a loro dedicato.

Le tecniche descritte precedentemente possono essere fatte sia in ipnosi che in stato di veglia, ma in ipnosi rendono maggiormente, permettendo una immaginazione più vivida e risultati in tempi minori. Come scrive Liggett DR. in Am J Clin Hypn. 2000 Oct;43(2):149-57, nell'articolo "Enhancing imagery through hypnosis: a performance aid for athletes." : "I partecipanti hanno riportato che l'immaginazione guidata in ipnosi era molto più intensa per ogni dimensione (visuale, uditiva, cinestetica, affettiva) e più intensa per ogni situazione (lo studio riguarda 4 differenti situazioni). ... I risultati suggeriscono che l'ipnosi aumenta notevolmente l'intensità delle immagini e l'efficacia.".

Barker, J.B. and Jones, M.V. (2005). "Using hypnosis to increase self-efficacy: A case study in elite judo. Sport & Exercise" Psychology Review, 1, pp. 36-42. suggeriscono che l'ipnosi possa aumentare l'efficacia nelle prestazioni.

L'autostima e la fiducia in se sono parti integranti di ogni prestazione. La nostra vita è largamente dominata dalle aspettative su noi stessi e su come andranno le cose. Cominciare qualunque attività sapendo che andrà male, non predispone a un risultato positivo.

Il talento è nulla, se non si riesce ad utilizzarlo o se non si è in grado di riconoscerlo. L'autostima è il valore che riconosciamo a noi stessi, e la soglia con cui ci valutiamo nei confronti degli altri o delle attività che dobbiamo affrontare. Tanto più è ampia in negativo la distanza tra il giudizio sul nostro valore e il nostro valore effettivo, tanto minore sarà il nostro rendimento. Vale per una olimpiade, come per la vita in generale. Un atleta deve essere preparato fisicamente all'evento sportivo, ma deve anche avere la fiducia necessaria nelle sue abilità per ottenere la migliore prestazione.

L'ipnosi lavora molto bene con l'autostima tramite tecniche ormai consolidate di ego-strenghtening ed è efficace anche per ridurre l'ansia e aumentare la concentrazione. Essere sintonizzati sull'evento a completa esclusione di tutto il resto, ignorando ogni possibile distrazione, aumenta di per se i risultati. L'autoipnosi può essere utilizzata allo steso modo dell'ipnosi, sia come semplice rilassamento, sia per ridurre l'ansia e aumentare la concentrazione sulla gara.

L'ancoraggio è una tecnica che può essere utilizzata sia in ipnosi che in auto-ipnosi, e che si presta ad essere utilizzata durante una competizione. L'ancoraggio consiste nell'associare un gesto tecnico, un movimento, che si esegue durante la competizione, per provare emozioni positive e sensazioni di fiducia. Si possono associare anche gesti che non fanno parte della competizione, come stringere tra loro indice e pollice, per ancorare le sensazioni prima di una gara.

Considerazioni

In questo articolo, ci sono parecchi riferimenti all'utilizzo dell'ipnosi sportiva, riportati da vari giornali. L'utilizzo dell'ipnosi riguarda differenti sport e aree di intervento.

Queste ed ulteriori testimonianze e ricerche, non dovrebbero minimamente far dubitare dell'efficacia dell'ipnosi sportiva, per cui viene da chiedersi perché mai l'ipnosi non è maggiormente utilizzata nello sport? Perché non diventa parte normale del programma di allenamento del singolo o delle squadre?

Oppure è utilizzata, ma non se ne vuole dare pubblicità, perché l'ipnosi non è ancora vista sotto una luce positiva perché porta con se le stigmate del "controllo mentale". Qualcuno la potrebbe considerare addirittura una forma di doping, e probabilmente molti psicologi dello sport sono apertamente contrari a una disciplina che non capiscono e non praticano.

Probabilmente una maggiore diffusione si avrà quando ci sarà una maggiore consapevolezza dei risultati che possono essere ottenuti utilizzando l'ipnosi nel normale ciclo di allenamenti, o come supporto per il miglioramento del gesto negli sport tecnici.