Ipnosi e criminologia

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Liégeois si è particolarmente distinto per avere affrontato le conseguenze legali dell'ipnosi, in particolare sulla punibilità di un soggetto che ha commesso crimini sotto l'influenza di una suggestione ipnotica.

L'assunto di Liégeois, era che un soggetto potesse commettere un crimine suggeritogli dall'ipnotista. Ma un conto è sostenere una tesi, un altro di mostrarla in maniera inoppugnabile. Un giudice non si accontenta di sensazioni e idee brillanti, ma vuole prove, e solide.

Tra il 5 e il 9 aprile del 1884, Liégeois tenne una presentazione intitolata "Sulla suggestione ipnotica e le sue relazioni con il diritto penale e civile, alla "Accademia delle scienze morali e politiche".

La relazione presentava una serie di soggetti che avevano obbedito a delle suggestioni criminali, e l'intento di Liégeois era quello di rivedere le leggi esistenti al fine di proteggere i soggetti dall'essere condannati per azioni che dovevano essere imputate all'ipnotista.

Gli esempi portati da Liègeois per sostenere la sua tesi sono numerosi e in un certo modo inquietanti, anche perché non rientrano nei limiti oggi ampiamente accettati del politically correct.

"Produssi nella signorina L. un automatismo così assoluto, una sparizione competa di ogni senso morale, di ogni libertà, che la feci sparare, senza battere ciglio, un colpo di pistola a sua madre a distanza ravvicinata. La giovane criminale sembrava sveglia come i testimoni della scena ... e senza nessuna transizione, quando sua madre la rimproverò per quello che aveva fatto e la accusò di averla voluta uccidere, la signorina L. rispose sorridendo, e con molto buon senso. 'Non ti ucciso, dato che stai parlando con me!'"

Liégeois nota che la signorina L. non era a conoscenza del fatto che la pistola non fosse carica. Ma a parte questo dettaglio, non aggiunge altri dettagli sulla costruzione dell'intero esperimento, che a mio parere non è costruito con grande accuratezza. Poteva sussistere la possibilità che la signorina sapesse che la pistola non era carica.

M.N., 25 anni, di costituzione forte e robusta, era il soggetto di un altro esperimento. "Mostrai a N. una polvere bianca la cui natura gli era sconosciuta, e gli dissi:'Ascolta molto attentamente quello che ti dico di fare. Questa confezione contiene arsenico. Più tardi andrai a casa di tua zia, che sarà presente. Chiederai un bicchiere di arsenico, in cui scioglierai tutto quanto l'arsenico. Quindi darai la bevanda avvelenata a tua zia."

Un biglietto informa in seguito Liégeois che l'esperimento è perfettamente riuscito. Il nipote ha tentato effettivamente di avvelenare al zia, anche se non si riesce in seguito a convincerlo di questo fatto, perché assolutamente amnesico di tutta quanta l'esecuzione della complessa suggestione post-ipnotica.

In un terzo esperimento, per evitare che ci siano fraintendimenti sul fatto che la pistola utilizzata per l'esperimento possa uccidere, Liégeois si reca da Liébeault, dove sapeva di trovare alcuni soggetti sonnambulici per l'esperimento, con pistola e proiettili. Si reca in giardino, carica la pistola con un unico colpo, spara e mostra il bersaglio colpito dal proiettile. Poi:"In meno di quindici secondi suggerii alla signora G. di uccidere M.P. con la pistola. Con assoluta inconsapevolezza e perfetta docilità, la signora G. andò da M.P. e sparò con il revolver. Interrogata immediatamente dopo da M.P. sovraintendente capo (di Nancy), ammise il crimine con totale indifferenza. Ha ucciso M.P. perché non le piaceva. Potevano arrestarla. Sapeva quello che l'aspettava."

Liégeois le chiede se per caso non fosse stato proprio lui a suggerirle il crimine, ma la signora G. risponde di no, che aveva agito di sua spontanea volontà, che è la sola colpevole e si rassegna al suo destino.

Di fronte a queste esperimenti, sembra che non ci si possa sottrarre a considerare la possibilità di commettere atti criminali attraverso la suggestione ipnotica. Si può accusare Liègeois di essere stato piuttosto naïf nella progettazione e nell'esecuzione degli esperimenti, ma i fatti sono decisamente a suo favore,

Delboeuf non la pensava in questa maniera. Sosteneva, e sono d'accordo con lui, nel sostenere che esistono mezzi migliori per assicurarsi la complicità di qualcuno in un atto criminale: denaro, promesse, ubriachezza, persuasione, circonvenzione, minacce, sono sempre stati i mezzi di corruzione più adatti ed efficaci.

Per Delboeuf, un ipnotizzato non può essere raggirato facilmente, e comincia a smontare uno a uno i casi proposti da Liégeois. Del primo, quello della signorina E., nota come non si possa assumere che quella signorina che parla con tanto buon senso alla madre, non sapesse di come Liégeois avesse preparato l'esperimento, e fosse quindi a conoscenza che la pistola era scarica.

La controprova consisterebbe nell'eseguire un esperimento con una pistola carica, ma questo, che io sappia, non è stato fatto nemmeno allora, quando gli esperimenti erano meno controllati di quanto non siano oggi.

Quindi, secondo Delboeuf, nessuno dei soggetti è stato ingannato dalla situazione sperimentale e ha partecipato come un complice compiacente alla messa in scena. Ma per Delboeuf, l'ipnotizzato non è un soggetto passivo, al contrario di quello che si evince da quello che scrive Liégeois sul tema. La questione della possibilità di commettere crimini in ipnosi, non riguarda quindi solo il tema specifico dell'atto criminale in se, ma tutta l'intera impostazione teorica del concetto di suggestione ipnotica.

Mikkel Borch-Jacobsenh, che scrive molo tempo dopo, sostiene che non si può stabilire una "realtà psichica" dell'ipnosi, che possa esistere al di fuori del contesto sperimentale. A sostegno della sua tesi porta "l'effetto aspettativa" di Rosenthal (experimeater expectancy effects), ossia il fatto che le stesse aspettative dello sperimentatore sollecitano le risposte del soggetto sperimentale. ... L'ipnosi non è qualcosa che sussiste all'interno delle varie teorie che tentano di racchiuderla, è piuttosto un artefatto un effetto di queste teorie."

Bibliografia

  1. Liégeois, J. (1884). De la suggestion hypnotique dans ses rapports avec le droit civil et le droit criminel: Mémoire. Paris: Picard.

  2. Rosenthal, R. (1966). Experimenter effects in behavioral research. New York: Appleton-Century-Crofts.

  3. Carroy, J. (1997). Delboeuf et Bernheim: Entre hypnose et suggestion. Paris: Corpus des oeuvres de philosophie en langue française.

  4. DELBOEUF J. (1894). Hypnose et les suggestions criminelles (L'). Extrait des " bulletins de l'académie Royale de Belgique discours prononcé le 15 décembre 1894, à Bruxelles, dans la séance publique de la classe des sciences de L'Académie royale de Belgique