Ipnosi dell'assurdo

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Ipnosi dell'assurdo non è una variante del teatro dell'assurdo, ma semplice un modo di dire che uso per rispondere ai tanti che mi scrivono su varie questioni, per rimarcare la tendenza di una certa ipnosi odierna ad andare contro il più comune buon senso, specialmente quando si fa contaminare dai metodi e dalle idee della pnl.

Siccome leggo molto, mi è capitato spesso di leggere l'affermazione che solo il 7% di un messaggio è trasmesso attraverso la verbalizzazione, il 38% dal tono della voce, e il 55% dall'espressione facciale. Non conosco ricerche a riguardo, e non so come questi numeri siano usciti fuori.

Attraverso idee come questa , la programmazione neuro linguistica influenza l'ipnosi dal punto di vista dell'uso del linguaggio, in una maniera che  non è sicuramente positiva. L'analisi del linguaggio ipnotico di Milton Ercikson può essere considerata una impresa degna di nota, ma forse del tutto inutile e fine a se stessa.

La lingua italiana, e per quanto ne so tutte le migliaia di lingue attualmente parlate del mondo, possono esprimere lo stesso concetto in molti modi differenti. Sicuramente la scelta delle parole è importante, ma non così critica come può sembrare. Non direi mai "E il tuo braccio se ne sta lì, immobile, come morto.", perché ritengo il riferimento alla morte troppo forte e inutile in quel contesto, ma ho trovato questo costrutto più spesso di quanto si creda nella letteratura ipnotica.

Se è vero, come sosteneva Milton Erickson, che l'inconscio ci assiste e protegge, può prendersi cura di noi scartando anche qualche costrutto linguistico poco felice formulato dall'ipnotista, o reinterpretandolo nella maniera più opportuna.

La verità è che l'uso delle parole in ipnosi, non è così cruciale come sembra. Molto più importante è la prosodia, il modo in cui i concetti sono presentati e sopratutto il modo in cui l'ipnotizzato risponde alle nostre suggestioni. Probabilmente si esagera nel considerare l'utilizzo o meno di certe parole o di alcuni costrutti linguistici particolari.

Prendiamo ad esempio l'utilizzo della parola "prova", che secondo i seguaci della PNL implica fallimento. Qualunque istruzione data facendola precedere da "prova", è destinata quindi a fallire, e la frase "Prova ad alzare il braccio", dovrebbe impedire al braccio di sollevarsi. Naturalmente questo non è sempre vero. Inoltre se fosse sempre vero non riuscirei mai a farvi pensare ad un elefante rosa dicendo "Prova a pensare ad un elefante rosa.", che è precisamente quello a cui state pensando adesso.

Lo stesso discorso vale per la clausola "non", che secondo la PNL è neutra, e quindi lascerebbe passare il significato di quello che la segue, come nell'esempio"Non pensare ad un elefante rosa.". Per questo motivo, sempre secondo la PNL, la frase "Non puoi fumare", lascerebbe passare il significato opposto "Puoi fumare". Per quello che mi riguarda la clausola "non" ha un significato preciso nella lingua italiana: è un divieto, punto, e funziona egregiamente, in barba a tutti i ragionamenti della PNL. La clausola "non" funziona come divieto per le azioni su cui abbiamo il controllo e che possiamo evitare di compiere: "Non camminare sul prato" è una di queste. Se usiamo come verbo un'azione involontaria, la clausola "non" diventa allora illusoria: "Non pensare" è impossibile, proprio come "Non immaginare", "Non sentire", ecc..

Se poi si vuole dare credito a quanto asserisce la PNL (e alcuni dei pretendono di raggiungere vette linguisticamente insormontabili eliminando anche gli avversativi “ma” “però” “invece”), si potrebbero riformulare tutte le suggestioni in questo modo: "Non perdere peso", "Non mangiare sano", "Non ti rilassare", "Non rimanere tranquillo", "Non dire la verità", e così via. Sarei curioso di vedere i risultati di questo modo di parlare, sopratutto sulla carriera degli ipnotisti che lo sperimentassero.

Naturalmente è opportuno dare le suggestioni in forma positiva, esprimendole con una certa enfasi, ma da qui a criminalizzare il "non", ce ne corre.

Per quello che riguarda gli elefanti rosa, faccio presente che  se si vuole spostare l'attenzione di qualcuno su una questione o un soggetto particolari, basta dire semplicemente "Pensa a un elefante rosa.". E non ditemi che è verde (adesso si!!). Peccato, perché avrei soddisfatto volentieri ogni vostro desiderio solo nel momento in cui non avreste pensato più ad un elefante verde.