Ipnosi delle folle

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Il fenomeno della suggestione è stato studiato da vari punti di vista dalla psicologia, anche e soprattutto per quanto riguarda la suggestione delle folle, e si può dire che esista una continuità tra studi di psicologia collettiva e processi d'influenza.

Fino dalla fine del 1800 era stato notato che nei gruppi, di qualunque dimensione, l'individuo si modifica. Questa modifica non è priva di conseguenze sul piano del comportamento, infatti implica che le capacità intellettuali dell'individuo che compone la folla, siano impiegate in maniera differente. In una folla le opinioni del singolo tendono ad uniformarsi a quelle degli altri contribuendo a una sorta di unità mentale che è da riferirsi al gruppo e non più al singolo individuo.

La psicologia delle folle ha visto nei fenomeni riscontrati un'analogia con l'ipnosi; in pratica ha visto in questi fenomeni di suggestione una pressione da parte di un individuo su un altro al fine d'indurlo ad assumere le sue stesse opinioni. Questa pressione è tanto forte, che l'individuo che vi è sottoposto, non può sottrarvisi, e quindi si comporterà e agirà in maniera conforme alla folla. La suggestione è dunque la forza che crea unità mentale all'interno delle situazioni collettive. Per effetto della suggestione l'individuo crede di esprimere idee proprie, mentre il suo credo e le sue azioni sono fortemente influenzate dalla pressione degli altri.

La suggestione quindi è un processo di cambiamento per la mentalità dei gruppi che si differenzia da altri processi di cambiamento, e costituisce l'accettazione di una affermazione senza sufficienti basi logiche (le Bon, Tarde, McGougall). In pratica la suggestione è un'idea accettata acriticamente, senza essere sottoposta a nessun controllo da parte della mente logica del soggetto. In questo ritroviamo l'affermazione del processo ipnotico concepita da Dave Elman, come superamento della soglia critica: Andando oltre la soglia si ottiene il processo ipnotico, e le suggestioni possono essere accettate acriticamente dal soggetto.

In una relazione di suggestione, secondo quando riportato dagli autori sopra citati, il comportamento sociale, è sottoposto a forze incoercibili, che possono essere messe in atto attraverso la suggestione. Questo ha delle conseguenze sul piano sociale e politico, perché nella psicologia delle folle l'attivazione di tali forze si ritiene attivata e controllata da un leader dotato di grande prestigio personale, oppure dalla propaganda, attraverso una ripetizione sistematica e continua dei messaggi che si intende far arrivare alla massa.

La folla, la massa indifferenziata dei cittadini, diventano quindi enti sociali che possono esser controllati, indirizzati e dominati attraverso la suggestione espressa da un leader carismatico. La suggestione, quindi, almeno nei primi studi sulla psicologie delle masse, è assimilata a una forma di controllo sociale, attuato tramite due strumenti, la folla, o la massa dei cittadini, e la suggestione, come grimaldello, strumento di elezione per far pervenire alla folla o alla massa i messaggi che si desidera faccia propri.

Dispersa nella massa, la razionalità individuale non riesce a frenare e inibire le forze "primitive" che sono stimolate nella folla dalla suggestione. Il senso critico è andato perduto, e con lui ogni possibilità di azione di contrasto alle suggestioni. C'è molto di Svengali in questo modo di concepire la suggestione.

La suggestione rimane distinta dalla coercizione, che è un'altra forma di controllo personale e sociale, perché la suggestione suscita un consenso indotto, senza esercitare delle pressioni violente, o alcuna pressione del tutto, e lascia l'individuo suggestionato in buoni rapporti col potere, perché si realizza attraverso un'accettazione, mentre la coercizione usa per piegare il processo all'accettazione delle idee forza e minacce, e di conseguenza può generare forti risentimenti, contrasto e opposizione violenta, mai il consenso.

Il meccanismo alla base della folla è per Le Bon il contagio, per altri autori un meccanismo di associazione, o di imitazione, che è invocato per dare conto dei fenomeni di suggestione.

Che si possano utilizzare tecniche specifiche di linguaggio, come quelle ericksoniane per meglio veicolare il messaggio suggestivo, è un tema di discussione che riscuote molto interesse e che ho illustrato nell'articolo Obama usa l'ipnosi nascosta, e a questo riguardo posso citare la frase detta da John F. Kennedy nel suo discorso d'insediamento alla presidenza Americana: "Non pensate a quello che l'America può fare per voi, ma quello che voi potete fare per l'America", che costituisce un ottimo esempio di ristrutturazione, che è una delle modalità del linguaggio ipnotico.

La prospettiva psicologica, che ha superato la prospettiva associazionistica, ritiene che esistano due modalità per esercitare il potere: suggestione e coercizione ed è nell'ottica dell'interpretazione funzionalista dei meccanismi sociali. Ciò non toglie che i meccanismi di folla esplicitati dai primi ricercatori, possono essere utilizzati, con più o meno successo, dagli attuali leader. Con una vecchia ricetta, si può sempre cucinare un piatto gustoso, e se non si trovano tutti gli ingredienti ci si arrangia con quello che c'è, ottenendo comunque un risultato gradevole.