Induzione ipnotica di base

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Per somministrare una induzione, ci sono quattro passi fondamentali, che non devono essere dimenticati e disattesi, soprattutto quando si è principianti e si lavora per la prima volta con un cliente:

  1. pre-induzione
  2. induzione
  3. suggestioni post-ipnotiche
  4. risveglio

Pre-induzione

Molte persone hanno preconcetti nei riguardi dell'ipnosi, o paure ingiustificate, spesso alimentate dal cinema o da letture pregresse. La missione della pre-induzione, è proprio quella di chiarire ogni aspetto dell'ipnosi, dissipare i miti e le paure del soggetto, fornendogli nel contempo tutte le informazioni su come potrà reagire e cosa potrà sperimentare una volta in ipnosi.

La pre-induzione deve essere indirizzata alle specifiche richieste del cliente, centrata su quelli che sono i suoi obiettivi. Inutile parlare dell'ipnosi per l'autostima se il cliente vuole smettere di fumare.

Durante questa fase si devono notare le reazioni del cliente al tono della voce e ai gesti. Se le sue palpebre cominciano a chiudersi ogni volta che si parla di sonno o stanchezza, se quando si fa un gesto con la mano i suoi occhi la seguono, ecc. Ogni atteggiamento potrebbe essere trasformato in breve in ipnosi.

La pre-induzione fornisce parecchie informazioni sul soggetto, sulla sua disponibilità all'ipnosi e sulle convinzioni più o meno radicate che ha al riguardo. Durante questa fase si possono sperimentare, attraverso domande mirate, le capacità del soggetto, riguardo ad esempio alla visualizzazione.

Induzione

Questa fase comincia come una prosecuzione della precedente, nel momento in cui l'ipnotista ritiene che il soggetto con cui sta lavorando sia disposto e pronto ad entrare in ipnosi. Se il suo giudizio è stato corretto in breve tempo il soggetto sarà ipnotizzato.

Per entrare in questa fase si possono amplificare gesti o sensazioni del soggetto: "E adesso che i tuoi occhi sono chiusi rimarranno chiusi fino a quando non ti dirò di aprirli", si può dire se il soggetto, durante il colloquio preliminare, ha chiuso gli occhi spontaneamente.

E' preferibile transitare in questa fase dalla precedente senza discontinuità, in modo da non far percepire al soggetto con cui si lavora, che si sta cominciando qualcosa di nuovo, che da lui potrebbe essere interpretato come difficile od ostile.

Quanto più questa fase sarà interconnessa con la precedente, tanto maggiori saranno i successi e più veloce il raggiungimento dell'ipnosi.

Con alcune persone, naturalmente, è impossibile realizzare una transizione uniforme, perché magari sono troppo tese e hanno bisogno di maggiori rassicurazioni o di un lavoro preliminare, di semplice rilassamento, propedeutico all'ipnosi. In questo casi non bisogna insistere, mai forzare la mano alla persona con cui si lavora: bisogna accompagnarla alla scoperta delle sue potenzialità, guidarla a seconda delle sue caratteristiche. L'ipnosi non si può somministrare come una pillola, deve essere piuttosto una scoperta da parte del soggetto.

Se non si riesce a transitare spontaneamente da una fase all'altra, è anche possibile sperimentare le caratteristiche del soggetto realizzando dei semplici test ipnotici, che possono stimolare la sua curiosità e la sua fantasia, e che eventualmente possono essere facilmente trasformati in una induzione vera e propria. Si possono così sperimentare le reazioni del soggetto al sollevamento del braccio, all'hand-clasp test, al finger-spreading test, al magnetic-finger, e così via.

Suggestioni post-ipnotiche

Una volta realizzata l'induzione, si possono somministrare le suggestioni (o amplificare quelle che si era cominciato a dare nelle fasi precedenti).

Una suggestione in se non sarebbe per niente utile, se non potesse essere formulata come suggestione post-ipnotica, ossia come uan suggestione che continua il su effetto, o lo comincia, dopo il risveglio dall'ipnosi.

Tutta l'ipnosi è basata sulla capacità del soggetto di eseguire suggestioni post ipnotiche. Quindi bisogna formulare suggestioni che durino nel tempo "E da oggi in poi ...", ce comincino in un certo momento, "E quando ti svegli al mattino ...", che si realizzano all'accadere di un certo evento, "E quando senti che stati e cedere ...", e così via, con delle situazioni ce possono essere molto specifiche per il singolo cliente.

Se non si somministrano suggestioni post ipnotiche, tutta l'ipnosi rischia di essere soltanto un momento particolare nell'esistenza di chi l'ha sperimentata, e nulla di più.

Risveglio

Più che un risveglio, si tratta di un riemergere dallo stato ipnotico, che non è sonno.

La modalità più semplice di risveglio consiste nel contare a voce altra da uno a tre, o viceversa, dicendo prima di contare che al tre "sarai sveglio, nel pieno possesso delle tue facoltà, attivo e pieno di energia". Alcuni, come me, contano fino a cinque, per dare alla persona un tempo maggiore per riorientarsi alla realtà.

Dopo il risveglio è bene fare domande sull'intera esperienza, per verificare quali sono state le fasi più facile e quelle più difficili, e orientare così la seduta successiva verso quello che per il soggetto è maggiormente piacevole o che realizza più facilmente.