Immaginazione guidata

0
67

L'immaginazione guidata è una tecnica in cui l'operatore agisce come moderatore e guida e fornisce al cliente un tema di lavoro immaginifico, ad esempio un viaggio in treno, o una gita al mare. Il tema può essere fornito anche da quanto emerso durante il colloquio iniziale con il cliente. Sulla base di questo tema il soggetto descrive a voce alta le immagini che gli vengono alla mente spontaneamente. A seconda di quanto narrato dal soggetto l'operatore invita a considerare le immagini, ad aggiungere particolari: lo svolgimento della storia condurrà l'operatore e il soggetto durante tutto il tempo dell'immaginazione guidata.

L'operatore può anche fornire una struttura narrativa generica del viaggio immaginario. In questo caso il cliente segue il racconto in silenzio. Questa tecnica può essere utilizzata anche su gruppi di persone. Nella pratica individuale si rivela funzionale se il cliente ha difficoltà e non riesce o non vuole verbalizzare. Utilizzata in questo modo, la tecnica non differisce dall'ipnosi. In particolare tutte le tecniche di rilassamento progressivo possono essere sviluppate sotto forma di racconto con le modalità dell'immaginazione guidata. Alcune tecniche ipnotiche, proposte come approfondimento della trance, non sono altro che sceneggiature di immaginazione guidata.

Sotto certi aspetti l'immaginazione guidata è una tecnica non dissimile dal "Sogno da svegli guidato" (R. Desoille), che attiva uno stato mentale a metà tra la veglia e il sonno con esiti che spesso conducono ad una profonda ipnosi. Il sogno da svegli guidato, prende spunto dalle teorie psicoanalitiche, ed è utilizzato per esplorare le risorse dell'inconscio, che saranno poi successivamente discusse da terapeuta e cliente. Per Desoille ogni sogno da svegli è costituito da immagini di un viaggio che di per sé è curativo. Desoille utilizza simboli predefiniti e la direzione del viaggio (alto, basso) per ottenere materiale da analizzare psicoanaliticamente, com'era prerogativa nel periodo di nascita del metodo (1938).

In entrambe le tecniche il racconto può prendere una piega fantastica, simbolica, in cui si ricordi, fantasie, pure e semplici emozioni, si intrecciano tra loro a caso, e danno luogo a racconti inusuali.

Un'altra tecnica che presenta le caratteristiche dell'immaginazione guidata è la Gestalt. Questa tecnica incoraggia il paziente a discutere di se stesso in prima persona e al tempo presente. La descrizione dell'esperienza attuale non è interpretativa, come nel caso del "Sogno da svegli guidato". Anche nella Gestalt possono realizzarsi fenomeni allucinatori veri e propri, rispetto al racconto effettuato durante la terapia. Non è insolito che un soggetto parli al proprio padre o alla propria madre immaginarie sedute su una sedia di fronte a lui.

Molte tecniche di auto-aiuto, prevedono l'utilizzo dell'immaginazione guidata, sia sotto forma di esercizi di fantasia, sia utilizzando elaborati già pronti, o registrazioni da ascoltare. Alcune tecniche di autoipnosi non sono altro se non l'utilizzo di immaginazione guidata. Per questo tipo di utilizzo e di tecniche i due termini possono essere utilizzati come sinonimi.

Un altro campo di applicazione molto interessante e da cui ci si possono aspettare ottimi risultati, è quello sportivo. Apprendere la capacità di vedere se stessi mentre si compie un gesto o ripetere lo stesso gesto nella mente centinaia di volte senza che la fatica ne interrompa la fluidità, sono tecniche di immaginazione guidata applicata al miglioramento delle prestazioni. Si può combattere prima di un incontro, immaginando le reazioni dell'avversario e le contromosse. Si può correre lungo il percorso di una gara di ciclismo o di corsa, applicando le tattiche selezionate, sentendo il piacere di effettuare lo scatto finale in vista del traguardo, che attraversiamo vittoriosi. Immaginarsi proiettati in un futuro vincente è un'altro grande metodo di utilizzare le tecniche di immaginazione guidata. Sognate quello che volete, purché sia nel dominio delle vostre possibilità, con l’intensità maggiore che potete, e finirete per ottenerlo.

Al racconto dell'immaginazione guidata, partecipano tutti e cinque i sensi. Tanto più riusciamo ad immaginare e raccontare quello che sta avvenendo nel viaggio immaginario utilizzando gusto, tatto, udito, vista e olfatto, tanto migliori saranno i risultati. Utilizzando tutti i sensi, non si corre il rischio di escludere una parte dell'esperienza immaginaria, che può essere importante: nel libro "Alla ricerca del tempo perduto", il soggetto recupera una serie di ricordi sulla scia del sapore di una madeleine, un dolce tipico francese. Assaporare, odorare, toccare nell'immaginazione, produce gli stessi effetti: la mente non distingue la provenienza dello stimolo, la elabora semplicemente.

Il soggetto deve essere così immerso nel racconto, così preso da quello che immagina, da saper distinguere approssimativamente il sogno dalla realtà, l'immaginato dal reale. Tanto maggiore è il suo coinvolgimento nella scena immaginata, tanto più fruttuoso sarà il lavoro fatto con l'immaginazione guidata. Spesso il coinvolgimento è così profondo e intenso, che hanno luogo fenomeni allucinatori di tipo visivo od uditivo analoghi a quelli che si possono ottenere in ipnosi. Janet utilizzò l'ipnosi con la scrittura automatica e la sfera di cristallo per ottenere immagini da utilizzare poi con i suoi pazienti.

A partire da Galton (1883), sono stati effettuati molti studi sull'immaginazione visiva. Lo studio di Galton, ad esempio, confrontava i risultati dell'immaginazione di differenti figure professionali, dallo scienziato al venditore fino all'artista. Come c'era da aspettarsi, l'artista ha un'immaginazione molto più forte e vivida di quella delle altre categorie. Ciò non esclude che un matematico non possa avere un'immaginazione altrettanto vivida, soltanto che è più facile trovare queste caratteristiche in una cerchia di attori, che in un gruppo di scienziati.

La capacità di avere immagini vivide è un elemento correlato all'ipnotizzabilità. Maggiore è questa capacità, maggiore sarà la capacità di entrare in ipnosi. Date le similitudini che esistono tra immaginazione guidata ed ipnosi, anche questo è un risultato atteso e che non sorprende chi pratica ipnosi.

L'operatore, nel proporre questa tecnica, deve dare al cliente tutte le informazioni necessarie e i ragguagli del caso, e sia lui che il cliente devono essere d'accordo sul fatto che l'utilizzo dell'immaginazione guidata è opportuno e desiderato nel caso del cliente. La collaborazione del cliente e la sua fiducia del metodo, valgono molto di più dell'immaginazione guidata, nel produrre i risultati desiderati.

E' responsabilità dell'operatore condurre il cliente durante il viaggio immaginario, purché non intervenga ad interrompere, modificare o indirizzare il racconto. L'operatore è un ascoltatore neutro, che deve evitare la tentazione di proiettare il proprio materiale nel racconto del cliente. Naturalmente è impossibile rimanere del tutto neutri nei propri interventi, anche perché ci sono direzioni da prendere, scelte da fare durante il viaggio, e a volte il racconto si ferma dinanzi ad un ostacolo imprevisto. Proprio per questo bisogna intervenire il meno possibile: più il cliente racconta, maggiore sarà il materiale elaborato. Evitare di chiedere "perché?", l'operatore non giudica e il cliente non deve dare spiegazioni, deve raccontare.

Conclusa la seduta, si discute brevemente il racconto. L'operatore deve evitare sia le interpretazioni del racconto, che possono diventare affabulazioni vere e proprie, sia interpretazioni teoriche, che corrono il rischio di assegnare al cliente stati della personalità, del se e della mente, che non possono essere comprovati.

Il raccontato appartiene all'esperienza del soggetto. Sarà il soggetto stesso a interpretarla o meno. Spesso il significato di oggetti, persone e cose apparse nel racconto, è immediatamente manifesto, altre volte avviene tra una seduta e l'altra, o a distanza di più sedute. Una interpretazione da parte dell'operatore può impedire queste fruttuose scoperte.