Imago ipnotica

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Siamo bravissimi a fare del male agli altri, almeno quanto siamo capaci di farne a noi. Non so chi ha detto questa frase, ma sicuramente è vera, almeno se andiamo a vedere quali complicati schemi di pensiero e rituali del tutto inutili e dannosi per la nostra vita personale e sociale, siamo in grado di mettere in atto.

Molte discipline affrontano questi schemi di pensiero non funzionali in modi differenti, o con leggere sfumature nell'approccio, fatto salvo che ogni tipo di intervento di prefigge di eliminare questi schemi di pensiero non funzionali, per sostituirli con altri che conducano a un miglioramento nella condizione di vita delle persone.

La Cognitive Behavioural Therapy, ad esempio, si concentra sui pensieri e le credenze che sono responsabili di angosce, sofferenze e difficoltà. La CBT si prefigge di sostituire schemi di pensiero funzionali a quelli che sono stati causa di problemi. Per la CBT il ruolo principale nel mantenimento di condizioni di sofferenza croniche (ansia, frustrazione, rabbia, etc.) è nello stile di pensiero: il modo di pensare del sofferente è causa delle sue sofferenze e si alimenta da sé. Pensare che si avrà un attacco di ansia in una certa situazione, porta inevitabilmente ad averlo. Le continue ripetizioni dell'ansia nella stessa situazione, non fanno che confermare questo schema di pensiero.

La CBT tratta i pensieri dal punto di vista cognitivo, cosciente. Attacca il ciclo del pensiero che è causa dei problemi portandolo alla coscienza e alla conoscenza del cliente.

Esistono altri approcci agli stessi problemi affrontati dalla CBT, che non prevedono l'utilizzo del pensiero cosciente, e che lavorano sulle immagini mentali. Un proverbio cinese dice "Vale più un'immagine di mille parole", e anche se non servono mille parole per descrivere un'immagine, questa porta con se dei significati e delle associazioni che le parole non possono restituire. Se penso a uno stambecco, associo questa immagine alle capre in Grecia, e ogni volta che passo per Strada Provinciale 29 del Colle di Cadibona, mi viene in mente una fila di alpini con gli asini che trasportano cannoni sul ciglio di una montagna durante la prima guerra mondiale. Queste immagini possono sembrare stravaganti, e sicuramente lo saranno per molti, ma questo è vero per le immagini di ciascuno di noi. Ogni persona ha le sue peculiari associazioni, che ha costruito durante il corso della sua vita.

Questo è il motivo per cui le immagini hanno un significato molto più profondo ed emotivo delle parole: non si riferiscono soltanto a un significato semantico, come le parole, ma rappresentano tutto un insieme di relazioni, il cui significato profondo sfugge anche a chi l'immagine l'ha pensata. Inoltre le immagini hanno l’indubbio vantaggio di presentarci un avvenimento, un ricordo o un’emozione particolare, senza la consapevolezza dei profondi legami con altre emozioni, situazioni ed avvenimenti collegati all’immagine stessa. Si può dire che l’immagine, come un iceberg sia solo la parte visibile della rappresentazione più ampia di una realtà interiore.

Le immagini quindi, rappresentano il mondo interiore di una persona, adeguato al suo stile rappresentazionale, ossia al modo in cui queste immagini sono rappresentate.

Se sostituiamo la "B" con una "M" otteniamo la CMT, Cognitive Modelling Therapy, che ha differenza della CBT opera su immagini.

Ci sono differenti stili di CMT, ma ognuno di questi segue il seguente schema:

Selezionare un incidente

Si tratta di prendere in esame l'incidente che causa la reazione. Si fa facendo riportare alla mente del cliente un avvenimento o una situazione in cui si verifica l'incidente stesso: attacco di panico, ansia, etc.

Rivivere le Emozioni

Il richiamo dell'incidente deve essere fatto rivivendo le stesse emozioni dell'incidente stesso, fino al punto che sia possibile sopportarle nel contesto di una seduta.

Trasformare l'incidente

L'incidente deve essere trasformato in un immagine. Ci sono tecniche diverse per farlo, come guardarlo in uno schermo, in una televisione immaginaria, in un quadro, se le immagini del cliente sono statiche. La rappresentazione dell'immagine deve riguardare le emozioni, quindi non deve essere necessariamente il ricordo dell'evento, quanto, piuttosto, la sua rappresentazione per immagini. L'immagine deve essere vista da fuori, come un oggetto su cui si può lavorare.

Lavorare sull'immagine

L'immagine è uno strumento di lavoro, che la nostra mente può trasformare in maniere differenti, a suo piacimento. Sono possibili alterazioni di ogni tipo immaginabile: grandezza, profondità, dimensionalità. L'immagine può essere strappata come la tela di un quadro, bruciata, lanciata nell'iperspazio, stritolata nelle mani, fatta mangiare da un unicorno. Inutile limitare la fantasia.

Abbandonare l'immagine

L'immagine così trattata, deve essere allontanata, per sempre, dalla mente. Una tempesta magnetica che porti ogni residuo microscopico pezzettino dell'immagine fino al centro del sole, rende l'idea.

Provare l'effetto

Per vedere se il lavoro effettuato sull'immagine ha portato i suoi frutti, dobbiamo effettuare una verifica.

Prima di tutto si "ripulisce" la mente del soggetto: basta fargli fare una semplice operazione matematica come 3X2, o lasciargli immaginare uno schermo nero o distrarlo in qualche altro modo di vostro (e suo) gradimento.

Successivamente si torna sull'incidente. Se le sensazioni collegate all'incidente sono ancora lì, riandare all'intero processo manipolando l'immagine in altri modi. Se le sensazioni sono diminuite, riandare nuovamente all'intero processo. Quando non ci sono più sensazioni collegate all'immagine, e questa sembra remota e distante, come se l’avvenimento che rappresenta fosse vissuto da un’altra persona, allora il processo è terminato.

Note

Non c'è bisogno di un'ipnosi formale per lavorare sulle immagini nella maniera descritta. Spesso si ottiene la trance durante il lavoro di immaginazione o proseguendo nella tecnica.

Praticare la tecnica durante l'ipnosi, a mio giudizio, rende questo tipo di lavoro molto più, proficuo, perché in ipnosi la mente è libera dai condizionamenti del fattore critico e le immagini sono più vivide.

Per lavorare proficuamente utilizzando le immagini, bisogna prestare attenzione ad utilizzare un linguaggio pulito, che non induca considerazioni, opinioni, o presupposizioni dell'ipnotista nella formulazione delle immagini da parte del cliente.

Sebbene lavorare con le immagini possa sembrare poco più di un divertente gioco di società, non è così innocuo e privo di rischi come può sembrare. Alcune immagini hanno un grande contenuto emotivo, e la loro utilizzazione comporta spesso violente reazioni emotive, fino ad una abreazione vera e propria, che l'ipnotista deve essere in grado di gestire.