Ernest Hilgard

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l professore ERNEST HILGARD, che è morto il 22/10/2001 all’età di 97 anni, sviluppò l’ipnosi come uno strumento medico per aiutare le persone a superare abitudini dannose come il fumo e anche per controllare il dolore. Finché non iniziò a ricercare le tecniche negli anno 50, l’ipnosi era vista da molti psicologi come poco più di un trucco da palcoscenico. Molti dei colleghi accademici di Hilgard erano sorpresi che potesse rischiare la sua reputazione come professore di psicologia alla Stanford University, California, per coinvolgersi in una campo monopolizzato, secondo il loro punto di vista, da tipi strani e ciarlatani.

Insieme a sua moglie Josephine, una professoressa di psichiatria clinica a Stanford, Hilgard fondò lo “Stanford Laboratory of Hypnosis Research” nel 1957. Per imparare le basi egli introdusse come collaboratore un ex ipnostista da palcoscenico, Andre Weitzenhoffer. Insieme cominciarono a sperimentare con l’ipnosi come strumento per ridurre la sensazione di dolore.

In un tipico esperimento, a un soggetto fu detto che la sua mano sinistra non avrebbe sentito dolore una volta messa dentro un contenitore di acqua ghiacciata. Sotto ipnosi, il soggetto confermò che, infatti, non sentiva dolore. Al soggetto fu quindi chiesto di permettere alla sua mano destra di effettuare una qualche “scrittura automatica” – così è, per permettere alla mano di scrivere qualunque cosa desiderasse. “Sta congelando”, scrisse la mano, “fa male”; e quindi: “Mettetela fuori.”

Hilgard chiamò la parte non ipnotizzata della mante l’”osservatore nascosto”. Apparentemente, arguì, una persona in ipnosi per il controllo del dolore, non prova nessuna sensazione cosciente di dolore; ma questo non significa che il dolore non ci sia; né significa che l’inconscio del soggetto non registra il dolore, sebbene non sia sentito così acutamente come in un soggetto non ipnotizzato. In soggetti particolarmente suscettibili alle suggestioni ipnotiche, quelli che possono essere resi ipnoticamente sordi o ciechi, per esempio, Hilgard trovò che l’”Osservatore nascosto” può richiamare oggetti “visti” o “sentiti”.

Gli Hilgard esaminarono la suscettibilità di soggetti potenziali all’ipnosi, concludendo che il fattore più importante è un’abilità di mettere da parte la realtà e assorbire se stessi in fantasie, come quando si legge un racconto. Conducendo esperimenti con gruppi di soggetti con differenti livelli di suscettibilità, scoprirono che più una persona è suscettibile all’ipnosi più la tecnica è efficace come analgesico.

Nel 1959 svilupparono quella che divenne nota come la “Stanford Hypnotic Susceptibility Scale”, un sistema di misurazione ancora usato dai medici per determinare la probabilità di una persona ad essere ipnotizzata e a quale grado; questo può indicare quando la tecnica potrebbe essere utile per alleviare il dolore o per aiutare le persone a eliminare abitudini come il fumo.

Nel 1977 Hilgard propose una teoria “neodissociativa”, che asserisce che differenti stati distinti di coscienza possono essere presenti durante l’ipnosi, come certe azioni possono diventare dissociate dalla mente conscia.

Ernest Ropiequit Hilgard nacque a Belleville, Illinois, il 25/06/ 1904, figlio di un medico condotto. Mostrò un interesse precoce alle scienze, sebbene fosse l’ingegneria, piuttosto che la psicologia a cattuare per prima la sua immaginazione. Si laureò in ingegneria chimica all’univeristà dell’Illinois, scrivendo il suo primo articolo scientifico sulla combustione spontanea del carbone. Quaindi cambiò per psicologia e prese un dottorato sul soggetto alla Yale, dove incontrò sua moglie, Josephine Rohrs, una studentessa.

Nel 1933, Hilgard si unì alla facoltà di psicologia alla “Stanford University” in California; nel 1942 era diventato professore e presidente del suo dipartimento. L’area iniziale delle ricerche di Hilgard era il condizionamento e la teoria dell’apprendimento. Il condizionamento – il processo per cui una risposta diventa automatica come risultato di un rinforzo – era il soggetto dei sui primi articoli. Fece ricerche estensive con le palpebre umane, sviluppando una tecnica fotografica per registrare le risposte. Questo lavoro gli valse la Warren Medal in Experimental Psychology nel 1940. Nel 1946 fu un membro della missione invitata in Giappone dal generale Macarthur per consigliare sui cambi post-bellici nel sistema educativo giapponese. Dal 1951 al 1955 fu preside alla divisione dei laureati di Stanford's.

Nel 1948 pubblicò “Theories of Learning”, in cui descrive tutte le teorie della prima metà del secolo, analizzando le loro scoperte e suggerendfo nuove aree di ricerca. Il libro divenne un testo classico per studenti di psicologia ed è stato rivisto quattro volte, la più recente nel 1981.

Dal 1950, Hilgard divenne così rispettato nel suo campo che fu avvicinato dalla Ford Foundation per progettare un esauriente programma di salute mentale con l’"American Social Science Research Council". L’assegnazione arrivò con un assegno di 15 milioni di dollari, inclusi i fondi per lo studio dell’ipnosi. Divenne professore emerito nel 1969 ma continuò ad operare come capo del “Laboratory of Hypnosis Research”.

Altre pubblicazioni di Hilgard includono: "Conditioning and Learning" (with Donald G. Marquis, 1940), "Introduction to Psychology" (1953), un testo molto usato. Insieme alla moglie scrisse "Hypnosis in the Relief of Pain" (1975) e "Divided Consciousness: Multiple Controls in Human Thought and Action" (1977).

Hilgard vinse molti premi scientifici, inclusa la "American Psychological Foundation's Gold Medal 1978" e il "National Academy of Science Award for Excellence in Scientific Reviewing". Fu eletto all'accademia nazionale delle scienze, all’accademia nazionale dell’educazione, e all’"American Philosophical Society". Fu presidente della "International Society of Hypnosis and the American Psychological Association". Nel 1991 "The American Psychologist", il gruppo di pubblicazione, lo nominò tra i dieci più importanti psicologi contemporanei.

Nei sui ultimi anni, Hilgard tenne lezioni sulla storia della psicologia e scrisse libri sul soggetto, inclusi “American Psychology in Historical Perspective” (1978) e “Psychology in America: A Historical Survey” (1987). Nel 1988 pubblicò “Fifty Years of Psychology”. La moglie di Hilgard morì nel 1989.

Da un articolo di Paul Durbin