Le emozioni e il loro controllo

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Non voglio essere in balia delle mie emozioni. Voglio servirmene, goderle e dominarle Oscar Wilde

Le emozioni sono parte integrante dell'individuo, e nessuno sceglierebbe di farne a meno, anche sapendo che in futuro sperimenterà altrettante emozioni positive quanto emozioni negative. Gioia e dolore fanno parte dello stesso meccanismo, e non si può rinunciare alla seconda senza dover fare a meno della prima.

Le emozioni ci identificano in qualche modo come esseri umani, molto più dell'intelligenza o del pensiero razionale. Sono loro che ci rendono differenti dalle macchine e dalla maggior parte degli animali, a pochi dei quali siamo disposti a riconoscere emozioni simili alle nostre. La capacità di sperimentare emozioni fa dell'essere umano quello che è o che crede di essere.

Senza emozioni non saremmo altro che meccanismi biologici molto complessi.

Regolazione delle emozioni
Le emozioni condizionano la vita degli individui in molti modi, per cui è abbastanza abituale per chiunque, nei limiti del possibile, di scegliere gli eventi, le situazioni, gli incontri, le opportunità, che con probabilità gli suscitano emozioni se non piacevoli, o se non proprio piacevoli almeno accettabili.

Allo stesso modo si evitano o si cercano di ridurre le occasioni, le situazioni, gli incontri le opportunità che possono suscitare emozioni spiacevoli, negative o difficilmente tollerabili.

Questo fa parte delle capacità dell'essere umano, che non si limita a provare le emozioni, ma cerca in qualche modo di controllarle, di regolarle, attivando una serie di meccanismi il primo dei quali consiste nella selezione, nella scelta degli eventi, degli stimoli che sono alla base della risposta emotiva.

Questo meccanismo è alla base di alcuni disturbi del comportamento, di cui il caso classico rappresenta la fobia. Alcuni individui manifestano nel confronto di oggetti, eventi e situazioni una paura eccessiva, da loro stessi sperimentata come irragionevole e irrazionale, che è una tendenza a reagire in maniera esagerata. Per esempio la paura degli spazi chiusi diventa claustrofobia, quella degli spazi aperti agorafobia, e così via, in una serie nutrita di fobie che riguardano i più disparati oggetti, animali e situazioni.

Nel caso del disturbo fobico, una delle reazioni più praticate da chi ne soffre è l'evitamento. Se questa strategia è possibile, viene praticata in modo sistematico, per evitare alla persona di trovarsi a contatto con oggetti o situazioni che provocano in lui la reazione di paura, quella risposta esagerate e disturbante che vuole ad ogni costo evitare.

Il disturbo fobico può eventualmente evolvere, fino ad includere nuove situzioni, oggetti ed eventi, con il risultato che la persona che ne soffre riduce sempre di più il suo spazio di manovra lo spazio vitale di chi ne soffre si restringe sempre di più, come nel caso di certe clautrofobiem che costringono l'individuo in casa, o addirittura in un singolo locale della casa.

Nonostante le conseguenze patologiche, l'evitamento rappresenta la soluzione a un problema che riguarda la regolazione delle proprie emozioni in previsione di un evento spiacevole.
L'evitamento fa parte della capacità comune di ogni essere umano di selezionare gli eventi, ed è attuato senza che si sia alla base un risposta fobica.

Valutazione delle emozioni

Un altro sistema per regolare le emozioni riguarda i processi di valutazione che sono alla base della risposta emotiva. Una emozione non è soltanto provata, ma interpretata da chi la sperimenta, con questo intendendo che si da all'emozione un significato, che è più o meno pregnante a seconda dell'individuo che la sperimenta. Si può reagire allo stesso stimolo, attraverso una interpretazione, e quindi avendo una reazione, completamente differente.

La risposta emotiva, inoltre, è formata da diverse componenti, su cui si può agire in maniera differenziata.

Sicuramente esiste una componente cognitiva, che riguarda l'interpretazione dello stimolo emotigeno, poi c'è una componente fisiologica, che riguarda la partecipazione del corpo alla risposta emotiva, poi una componente espressiva, che è il modo in cui si manifesta agli altri l'emozione. Sappiamo leggere la rabbia, lo stupore, la gioia sul viso delle altre persone. Inoltre valutiamo le conseguenze dell'emozione, ossia quale può essere il risultato del comportamento, messo in atto a seguito della nostra risposta alle emozioni. Insieme a tutto questo, c'è il vissuto, quello che ogni individuo sperimenta interiormente, e che costituisce il nucleo individuale dell'emozione.

Le componenti individuate, sono manifestazioni di un unico elemento, che è l'emozione, e di conseguenza sono tra loro interdipendenti, per cui se la regolazione delle emozioni è attuata da un punto di vista fisiologico, ci saranno ricadute sulla componente espressiva e su quella soggettiva.

Il trattamento delle emozioni

Questa caratteristica è molto utile da un punto di vista operativo, perché permettere di scegliere la migliore strategia di attacco a una risposta emozionale anormale, in funzione di quelle che sono le caratteristiche dell'individuo. Si va quindi ad agire sfruttando quelli che sono i suoi punti di forza.

Ad esempio, se un individuo ha buone capacità d'immaginazione, si potranno utilizzare tecniche di immaginazione guidata, che tenderanno a regolare la risposta emotiva anche dal punto di vista fisiologico, andando a calmare il ritmo respiratorio e rilassando la muscolatura.

Alcune persone hanno in dotazione una capacità spontanea di fare fronte alle risposte emozionali in modo naturale, come se la loro mente e il loro corpo fosse predisposto naturalmente al rilassamento, per cui riescono a fare fronte da soli a situazioni particolarmente impegnative dal punto di vista emotivo.

Altre devono ricorrere a un training, che può essere d’immaginazione guidata, oppure basato su tecniche di rilassamento progressivo come quelle di Jacobson, o tecniche di respiro, come quelle proposte dallo yoga o di training autogeno. Ogni individuo può trovare il metodo che meglio si adatta al suo caso e alle sue caratteristiche.

Data la possibilità di operare sulle emozioni rispetto a molte dimensioni, non è un caso che le tecniche di rilassamento siano molto numerose, e per la maggior parte simili. Il rilassamento può essere indotto molto velocemente sia con l'ipnosi che con l'autoipnosi, per cui queste due tecniche possono essere sicuramente annoverate tra quelle da utilizzare quando si ha a che fare con risposte emotive fuori dalla norma. Non è un caso che l'ipnosi abbia una sua applicazione nelle situazioni in cui ci sia la necessità di ridurre la pressione sanguigna.

Un altro aspetto legato al trattamento delle emozioni, riguarda la loro presa di coscienza. Conoscere, anzi, riconoscere una emozione e sapere che è qualcosa che possiamo controllare, ha di per sé un effetto anche su tutte le altre componenti delle emozioni, come ad esempio la risposta fisiologica. Sicuramente questa strada è in salita quando la risposta alle emozioni è molto intensa, e sembra all'individuo che non ci sia possibilità di controllare e dominare qualcosa che lo possiede totalmente.

In realtà questa possibilità esiste sempre, perché si può parlare del proprio stato emotivo e trasmettere agli altri delle informazioni sulla sua natura e sul suo significato, e questo altro non è che la parte cognitiva dell'emozione. Spesso il solo parlare delle emozioni, condividerle con gli altri, ha un effetto benefico, che può derivare, in gran parte, solo dalla capacità di accedere alla verbalizzazione delle proprie emozioni.

Stress ed emozioni
Lo stato di salute e il benessere generale di un individuo, dipendono in buona parte dalla capacità di regolare e controllare le emozioni. Quando il sistemi di controllo saltano, si finisce con l'essere sopraffatti dalle emozioni, generando situazioni insostenibili a livello personale e sociale. Questa situazione è caratteristica dello stress, e si verificano quando non si riesce più a fare fronte agli stressor che ogni individuo affronta durante la vita quotidiana.

Lo stress, quando particolarmente grave, predispone a presentare disturbi che possono riguardare sia la dimensione psichica sia la dimensione organica. In questo caso l'esito negativo non è dovuto tanto alle emozioni, quanto alla mancanza dei meccanismi di regolazione e controllo dell'individuo, che facciano da diga, da barriera di sicurezza nei loro confronti.

Le stesse tecniche di rilassamento in precedenza esaminate, possono essere utili anche in questo caso, per restituire all'individuo stressato quello che ha perduto: il pieno controllo delle sue emozioni.