Emile Coué

1
64
Emile Coué (1857 - 1926)
Emile Coué (1857 - 1926) - il padre dell'autosuggestione

Emile Coué nacque nel 1857. Era un brillante studente che terminò la scuola di farmacia nel 1882. Quando dava le medicine alle persone, elogiava la medicina ad alcuni e non diceva niente ad altri sulla loro efficacia. Scoprì così che le persone che avevano acquistato la medicina con l'aggiunta degli elogi sull'efficacia della medicina, avevano maggiori benefici con la stessa medicina.

La moglie di Coué, Nancy Lemorine, studiò con Liébeault e Bernheim e divenne parte della scuola di ipnosi di Nancy. Emile Coué fu il fondatore della scuola di psicologia applicata di Nancy.

Coué scoprì il potere dell'immaginazione e dell'autosuggestione per caso. Credeva che l'uso delle risorse interne e dell'autosuggestione, poteva aiutare una persona a migliorare la sua vita: fisicamente, mentalmente, spiritualmente. Insegnò autosuggestione, e la sua frase preferita fu "Di giorno in giorno, in qualunque modo, miglioro."
Emile Coué morì nel 1926.

Ci ha lasciato un metodo basato su due principi:

  1. quando immaginazione o forza di volontà entrano in conflitto, il potere di immaginazione vince
  2. l'immaginazione può essere addestrata molto più velocemente della forza di volontà

[Richard Copeland, "How to Hypnotized Yourself and Others", New York, Barnes and Nobles, 1982, p. 50]

Metodo di EMILE COUÉ: DR. MILAN MILADINOVIC

(Per maggiori informazioni su Emile Coué vedere: Self Mastery Through Conscious Autosuggestion, scritto nel 1922 Sito del Dr. Miladinovic www.emilcoue.com )

Emile Coué ebbe un grande successo in Europa, ma non in America. In America fu criticato dai media e quindi fu insinuato il dubbio nella mente delle persone sull'efficacia del suo metodo. E' stato un male che non abbia potuto dare più aiuto in America. Le sue parole non raggiunsero solo orecchie di sordi, perché i fautori moderni del "Pensiero Positivo" di Coué sono Norman Vincent Peale, Robert Schuler, Carl Simonton, Bernie Siegel e una miriade di altri.

Conscio e inconscio:

"La vita di un uomo è determinata dai suoi pensieri"( Marco Aurelio)

" Sorvegliate particolarmente i vostri pensieri, perché sono loro che determinano la vostra vita " (Vecchio testamento)

E' lo spirito che crea gioia e sofferenza, ed è dentro ognuno di noi che risiede la capacità di trovare la strada verso la pace con noi stessi. I nostri pensieri e le nostre azioni determinano con il loro lavoro il mondo in cui viviamo. Quello che ci arriva sempre nelle nostre vite è solo la realizzazione dei nostri stessi pensieri. Non è la vita che costruisce per l'uomo sfortune e perdite, ma il modo in cui pensa e reagisce. Colui che non crede nel proprio potenziale di successo, in questo modo propone pensieri negativi che lavorano contro di lui. Causando così una forza di fallimento invece che di successo. Stress invece di felicità. Quando questo pensiero o uno simile cresce costantemente, diventa una pratica e, a un evento corrisponde un seguito.

"Tutto è possibile con ciò che si crede" (Marco 9.23)

E' necessario sapere che esistono in noi due individui completamente distinti l'uno dall'altro: il conscio e l'inconscio. Mentre il conscio ragiona e discrimina e ha una memoria molto limitata, l'inconscio, o subconscio, al contrario, è equipaggiato con una memoria completa, impeccabile, che registra senza che noi lo sappiamo il minimo evento e fatto della nostra esistenza, fin dalla nostra nascita. Inoltre, accetta senza ragionamento tutto quello che gli si dice. E' come la terra che fa germinare e spuntare il loglio come il grano. Non solo governa le funzioni della nostra organizzazione, ma presiede anche al raggiungimento di tutte le nostre azioni, qualunque esse siano. E' il riflesso della nostra immaginazione.

Da un punto di vista medico, questo metodo non rimpiazza la terapia medica, l'accompagna e le fa solo da servo. Tuttavia, l'obiezione usuale fatta all'effetto placebo è che, dove c'è una lesione, l'autosuggestione non può fare niente per farla sparire. Ma a questo Emile Coué risponde:"Deve essere considerato che, in ogni malattia, ce ne sono due: la vera malattia, cui assegniamo il coefficiente 1 e la malattia fisica che viene innestata sulla prima, il cui coefficiente varia da 1 a 5, 10 e anche più a seconda del trauma." Così, l'autosuggestione che fa partire l'immaginazione, inizialmente fa sparire la malattia fisica e ottiene un miglioramento spettacolare poiché il suo coefficiente era stato significativo nel caso particolare osservato. Dopo ciò estenderà il miglioramento dalle conseguenze e i sintomi della "Vera" malattia.

Esami medici effettuati su pazienti che avevano praticato il metodo Coué, mostrarono che le lesioni organiche, sebbene sempre presenti, non avevano più gli stessi effetti, in termini di sofferenza o inabilità. Noi tutti nel nostro entourage sappiamo anche di persone il cui stato peggiorò improvvisamente dopo un esame che aveva diagnosticato una malattia di cui non si sospettava l'esistenza. Solo l'autosuggestione e l'immaginazione negativa si impossessarono improvvisamente di loro e li gettarono nell'angoscia.

Dopo aver descritto molti casi di cura dovuti all'autosuggestione conscia, Emile Coué spiega:" l'inconscio aggiusta ciò che è riparabile e, a volte, se riparare certe lesioni non è possibile, determina nell'organizzazione una compensazione tale che il paziente, pur preservando la sua lesione, si comporta come non ne avesse una."

L'autosuggestione è una forza che abbiamo dalla nascita. Rende possibile rimpiazzare i vecchi diagrammi mentali di blocco, paura, con nuovi diagrammi mentali, controllati, positivi, per trovare così una grande confidenza nel raggiungimento dei propri obiettivi. Siamo capaci di realizzare qualcosa, se crediamo di esserne capaci. Questa è una legge naturale.

L'espressione: "Io posso", agisce sulle nostre capacità, esattamente come quando si preme un interruttore per accendere la luce. In altre parole, se non c'è fiducia e fede in ciò che si desidera realizzare, si avranno poche possibilità di raggiungere i risultati finali. In accordo con le osservazioni di Emile Couè, c'è sempre una relazione di causa-effetto tra un evento e ciò che pensiamo inconsciamente. Come possiamo notare, le forze consce a cui solitamente ci rivolgiamo, sono molto limitate e si esauriscono facilmente, mentre le nostre forze inconsce sono quasi inesauribili.

Standard psicologico formulato da Couè:

    1. Non è la volontà, ma l'immaginazione la forza principale nell'essere umano.

L'immaginazione è più potente della volontà. Emile Coué sottolineò l'importanza dell'immaginazione come punto di partenza del comportamento umano. La nostra immaginazione è, quando è controllata e guidata, la facoltà più nobile dell'essere umano. Tutto quello che è stato creato dall'uomo sulla terra è frutto dell'immaginazione. Tutto è stato pensato, immaginato prima di essere creato. E' quindi auspicabile mettere in pratica questa facoltà e permetterle di impregnare il nostro essere profondo, il nostro subconscio, a cui sarà data la responsabilità di trasformare in azioni quanto programmato dall'immaginazione. Si agisce, naturalmente, immaginando gli eventi nel campo del ragionevole. Infatti non si saprebbe, se richiesto dalla frase, ricostruire una gamba tagliata o vincere alla lotteria ma se la fecondazione del subconscio è stata portata avanti correttamente, rispettando il metodo, "sarete meravigliati nel vedere accadere le cose a cui avete pensato".Ciascuno dei nostri pensieri tende a realizzarsi.

    1. Il pensiero è più forte di tutte le altre forze, più potente della materia e delle condizioni esterne.

Deve essere capito che il pensiero positivo, come il cibo salutare, nutre e mantiene l'armonia in noi e crea forze di successo. Al contrario, i pensieri e i trascorsi negativi generano: spreco, disarmonia, disagio, distruzione. Noi non siamo vittime, ma semplicemente cattivi attori.

    1. Quando immaginazione e volontà sono in conflitto, è sempre l'immaginazione che vince, senza eccezioni.

Immaginiamo per esempio un'asse lunga quattro metri e larga venti centimetri, sul pavimento. E' molto semplice camminarci sopra. Ma, se poniamo questa asse su un abisso , la nostra immaginazione ci vedrà già scivolare, andare da una parte e cadere nell'abisso. Nonostante tutta la nostra forza di volontà, non riusciremo a attraversare l'asse.

    1. Quando l'immaginazione e la volontà sono d'accordo, una moltiplica l'altra.

Quando l'immaginazione e la volontà mirano allo stesso obiettivo, ne risulta una tale forza e fiducia per la realizzazione che qualunque resistenza sarà sormontata.

Coué ripeteva sempre questo, al momento delle autosuggestione consce, per es.:, lo stabilirsi di un'idea in se stessi da se stessi, non ha usato in ogni caso la forza di volontà. Non racconti storie! Se il nostro inconscio è la fonte di molti mali, può anche sostenere la cura. Ma attenzione, se avete 40°C di febbre , in particolar modo non ditevi di stare bene, altrimenti il conscio e l'inconscio entrano in dualità. Infatti, ogni volta che c'è un conflitto tra l'immaginazione e la volontà, è sempre l'immaginazione che vince, e in questo caso, non solo non facciamo quello che volgiamo, ma facciamo precisamente l'opposto. E, più ci sforziamo volontariamente, più facciamo l'opposto di quello che volgiamo.

Metodo Coué sui cinque principi seguenti: una domanda è necessaria e definisce uno scopo.

Niente va nella vostra vita? Ma vi siete domandati quando avete avuto uno scopo? Perché se non avete niente, come potete raggiungerlo?

All'inizio, imparate come creare il vostro scopo (obiettivo). E' molto significativo, è l'unico modo di avanzare. A condizione naturalmente che sia realizzabile. Se no, ancora, l'inconscio lo rifiuta. E' necessario quindi interrogarsi con determinate domande: "Perché non vado avanti?","Vivo meglio?".

Così non chiedetevi perché e cercate di determinare cosa potete fare per cambiare la vostra vita. Se non va, concedetevi il diritto di saperlo, ma è necessario avere anche la capacità di capire perché non state bene. E' sterile e senza scopo nascondere la faccia. "In qualunque situazione, anche drammatica, c'è sempre un lato positivo. E' necessario smettere di essere preoccupati e trovare fiducia. Così il metodo di Coué è un aiuto inestimabile sia per il paziente sia per il medico.

Paura di cambiare: uno dei maggiori ostacoli alla fioritura di se stessi e al raggiungimento delle maggiori aspirazioni, è la paura di cambiare, il nuovo, lo sconosciuto, anche la felicità. Questa paura appare, tra le altre cose, dall'attaccamento che dimostriamo per le nostre condizioni di vita attuali, anche se sono negative. Siamo attaccati al nostro modo di vivere, anche se è reso doloroso dall'angoscia o dal senso di isolamento, perché identifichiamo le condizioni della nostra esistenza, come l'esistenza stessa. Proviamo piacere per i nostri problemi o le nostre malattie, così ne aspettiamo altre che controllino al nostro posto i nostri problemi.

Gli psicoanalisti lo scoprirono che a volte, le origini di questa paura spesso trovano le fondamenta nelle condizioni traumatiche della nascita (bambini non desiderati, abbandonati, maltrattati). Qualunque sia la causa, è necessario trasformare con compassione e amore questo stato menale, con autosuggestioni che facciano saltare questo blocco.

  1. Rilassarsi. Le suggestioni che ci indirizziamo, sono molto più efficaci quando siamo in uno stato di rilassamento, perché anche qui c'è un accesso casuale all'inconscio. La tecnica di respiro diaframmatico, fa crescere lo stato di sollievo formulando mentalmente parole di sollievo: mi sento calmo ... sempre più calmo ...
  2. Pensare nelle situazioni desiderate (realizzate) facendo uso di sensazioni (immagini visuali, tatto, odori, direzioni), mettendoci più dettagli possibili.
  3. Concretizzazione delle immagini mentali con la formulazione di realizzazione, successo inizialmente mentale, quindi verbale, sottolineato a mezza bocca innumerevoli volte.
  4. Pause positive durante il giorno, "fatto - arriverà - lo avrò - lo curerò". In particolar modo non dubitare e non attendere il risultato: verrà da solo. Questo per non compiere sforzi mentali che si oppongono al processo.
  5. Per mantenere quotidianamente il risultato ottenuto dal praticante, la suggestione di mantenimento "Ogni giorno, da qualunque punto di vista, miglioro."

E' la formula universalmente conosciuta per ottenere benessere e salute pronuncia questa frase 20 volte, a voce bassa, mattina e pomeriggio, in uno stato di rilassamento, come una litania. Il nostro inconscio è interamente riprogrammabile con queste semplici frasi positive.

Meglio e meglio ogni giorno

David Larive: JOURNAL OF PSYCHOPHYSICAL SCIENCES AND HYPNOSIS:1972

Questo volume su Emile Coué(1857-1926) e il suo lavoro sono veramente due libri in uno. Sono: "Self Mastery Through Conscious Auto-Suggestion" di Emile Coué e "The Practice of Auto Suggestion by the Method of Emile Coué" di C. H. Brooks.

Emile Coué (1857-1926) fu un farmacista che divenne ipnotista. Non era soddisfatto dell'etero-ipnosi. E così sviluppò il suo metodo di autosuggestioni consce come un metodo più semplice e utilizzabile di trattamento. Trattò centinaia di persone in un periodo di trent'anni nella sua clinica a Nancy.

Coué dedusse le seguenti leggi dai suoi esperimenti:

  1. Quanto la volontà e l'immaginazione (inconscio) sono antagonisti, è sempre l'immaginazione che vince, senza eccezioni.
  2. Nel conflitto tra la volontà e l'immaginazione, la forza dell'immaginazione è in rapporto diretto con il quadrato della volontà.
  3. Quanto volontà e immaginazione sono in accordo, uno non si soma all'altro, ma uno si moltiplica con l'altro.
  4. L'immaginazione può essere diretta.

Il metodo Coué di dirigere l'inconscio e le ragioni sottostanti a questo metodo sono essenzialmente le seguenti: egli notò anche I pensieri che riempiono la nostra mente tendono a realizzarsi; cosicché quando ci si sofferma sui pensieri, la mente tende a trasformarli in azione, se li accetta. "Qualunque cosa pensiamo diventa vera per noi."

In altre parole, se si può portare una persona a pensare e credere che andrà sempre meglio, lo farà. Secondo, disse che l'immaginazione (inconscio) domina sempre la volontà. Se proviamo a controllare le nostre azioni attraverso l'uso della nostra volontà, falliremo, a meno che la nostra volontà non appaia essere in accordo con la nostra immaginazione. Se possiamo controllare i nostri pensieri, - la nostra immaginazione - allora possiamo controllare le nostre azioni. Così dobbiamo sempre provare a pensare che straremo bene, piuttosto che malati, felici piuttosto che tristi, e di successo anziché falliti. Il problema quindi, è come impiantare il pensiero corretto.

Coué disse che per la mente è impossibile accettare due pensieri nello stesso tempo.; così se una persona sta pensando due pensieri contraddittori, non saranno accettati. Se, tuttavia, una persona si sofferma su un pensiero soltanto, questo pensiero penetrerà l'inconscio e sarà eseguito.

Nella pratica di dare a se stessi suggestioni benefiche, il problema è avere contemporaneamente due differenti pensieri che mettono in luce una mancanza di fiducia nel metodo o una mancanza di fiducia in se stessi: si danno a se stessi suggestioni benefiche, ma allo stesso tempo si crede che non funzionerà. Così, cercando di passare due differenti idee nell'inconscio allo stesso tempo, Coué trovò un modo semplice di risolvere il problema: dare a se stessi suggestioni verbali ripetute a una velocità così alta che la mente conscia può soltanto soffermarsi sull'atto di ripetere le suggestioni. Questo consente all'inconscio di ricevere e accettare le suggestioni benefiche, senza che l'interferenza del pensiero critico lo blocchi. Per esempio, in caso di dolore come quello associato ad artrite, nevralgia o asma, Coué fa ripetere al paziente continuamente: "Sta andando, sta andando, sta andando" .

Questo è fatto rapidamente per un minuto o due, fino a che il dolore o altre difficoltà diminuiscono. Stati d'animo e comportamenti sono trattati nella stessa maniera - con una rapida ripetizione di una frase coinvolgente la felicità o la condizione desiderata.

Emile Coué mise in evidenza ripetutamente che per il funzionamento delle autosuggestioni, non devono essere fatti sforzi; la volontà non deve essere utilizzata. Le frasi benefiche devono essere date senza sforzo; perché per fare sforzi si usa la mente conscia o volontà.

Coué non metteva a "dormire" I suoi pazienti, perché scoprì che non era necessario e qualche volta difficile da fare. Dopo test preliminari, come il test della stretta di mano, per mostrare il funzionamento di immaginazione, suggestione e volontà, faceva chiudere gli occhi ai suoi pazienti e li faceva concentrare sulla sua voce.

Nel suo libro Emile Coué spiega il suo metodo e quindi illustra come preparare il paziente e la procedura per dare suggestioni curative. Spiega come funzionano le suggestioni, e fornisce storie di casi come esempio. Alla fine, fornisce la frase con la quale i pazienti devono curarsi da soli,: "Ogni giorno, in qualunque modo, vado di bene in meglio (miglioro)", che deve essere ripetuta venti volte ogni giorno prima di alzarsi e ogni notte andando a letto. Egli considerò l'insegnamento dell'uso di questa frase il suo lavoro più elegante.

Il resto di questo primo libro include capitoli sull'educazione (i benefici della conoscenza e i pericoli del metodo Coué nel trattamento di molti casi, molte storie di casi, domande e riposte, e pensieri e precetti registrati da uno dei suoi studenti). Ci sono anche molte lettere di testimonianza da altri pazienti e dottori che hanno usato il suo metodo.

Il secondo libro di questo volume è scritto da un inglese, che studiò il metodo Coué nella clinica a Nancy. Il signor Brooke prima descrive la clinica con scene di menomati e ci fa sapere di persone che arrivano sulle grucce, che sono trattati in gruppo, e che dopo nello stesso giorno corrono gare podistiche nel giardino. Emile Coué ebbe il dono di ispirare i suoi pazienti e di impartire fiducia nella loro abilità di auto guarigione.

Brooke descrive l'atmosfera che Coué creò nella clinica: "Si poteva quasi dure che canzonava con molto tatto alcuni dei suoi pazienti, dando ad intendere che i loro disturbi erano assurdi, e un po' sconvenienti; che essere malati era una debolezza caratteristica ma riprovevole, della quale dovevano disfarsi al più presto. Proprio questo rifiuto della dignità della malattia è una delle caratteristiche del posto. E' gentilmente ridicolo, i suoi terrori sono fatti apparire di second'ordine e le sue vittime finiscono ridendoci su."

Mr. Brooks fornisce il metodo Coué, spiegando come funziona e descrivendo molti casi. C'é anche un capitolo sulla clinica dei ragazzi, che era gestita dall'assistente di Emile Coué, Miss Kauffmant. C'è anche un ulteriore capitolo sulle suggestioni da dare ai bambini e alle donne in gravidanza. Questi capitoli includono discussioni sulle leggi di Coué. Questo libro, "Better & Better Every Day", può interessare un vasto numero di persone interessate all'ipnosi e si applica a un vasto numero di usi ipnotici.

Tradotto da www.durbinhypnosis.com