Come si induce una trance

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Per sapere come si induce una trance, possiamo riferirci a G. M. Beard (1839-1883), un neurologo americano che aveva un forte interesse per l'ipnosi e gli stati di trance in generale. Beard definiva la trance e l'ipnosi come un fenomeno di concentrazione, una "sospensione più o meno completa dell'attività nervosa in tutte le direzioni eccetto una.".

La definizione di Beard mi piace, perché mette in evidenza sia le condizioni da ottenere per raggiungere il fenomeno, la concentrazione, sia l'effetto che ne deriva, la sospensione dell'attività nervosa, che a sua volta genera (oppure é?) lo stato di trance. Beard scrisse d'ipnosi verso la fine della sua vita, e possiamo pensare che questa definizione debba qualcosa di più che un'idea al monoideismo di Braid, che in una sola parola condensa la definizione di Beard.

Mi piace anche quello che Beard diceva sulle modalità di ottenere la trance, "Non esiste un sistema per ottenere la trance.". A distanza di secoli sono d'accordo con il neurologo americano. Diamo troppa importanza alle tecniche e poca a quelle che sono le normali risposte fisiologiche degli esseri umani in determinate situazioni. Beard diceva che "Se cento persone siedono o stanno in piedi, con gli occhi chiusi o anche aperti, con l'aspettativa che stanno per andare in trance, un certo numero di loro andrà in questo stato, sebbene non abbiano fede nella materia, e non ci sia un operatore o uno sperimentatore sullo stesso pianeta insieme a loro."   ("A history of hypnotism", Di Alan Gauld, p. 151)

Purtroppo non è possibile avere facilmente a disposizione qualche centinaia di persone da ipnotizzare tutte insieme. Se si porta lo stesso ragionamento sul piano pratico della seduta personale, in cui ci si confronta con una solo persona, si può cambiare prospettiva e credere che la presenza di un operatore e di qualche tecnica che orienti o amplifichi le sue risposte non sia del tutto superflua.

Sicuramente l'aspettativa può fare molto, anzi è l'ingrediente fondamentale, così quando siamo di fronte a una persona che ne sia assolutamente priva, non esiteremo a fare le manovre opportune per suscitarla, come faremo di tutto per accrescere l'aspettativa delle persone che già l'hanno.

Indurre una trance senza fare nulla, fidando solo ed esclusivamente sull'aspettativa del soggetto, in una situazione uno a uno, è pur sempre possibile, specialmente se si utilizza la tecnica di Ainslie Meares, che prevedeva di lasciare il soggetto in una stanza, da solo, al caldo sotto una coperta, sorvegliandolo di tanto in tanto e stimolandolo con dei suoni senza un particolare significato, finché non entrava la trance. Con questa tecnica si induce la trance senza fare praticamente nulla, e possiamo considerarla la versione personale del metodo di gruppo esposto da Beard.