Come funziona l'ipnosi

0
36

Non esiste ad oggi una spiegazione del funzionamento dell'ipnosi, o almeno non ne esiste una soddisfacente che risponda alla maggior parte delle domande formulate riguardo il fenomeno.

Una linea di indagine molto interessante riguarda l'interazione tra i fenomeni bottom-up e top-down. Il primo descrive la strada che percorre uno stimolo prima di arrivare alla coscienza. Qualunque stimolo ricevuto dall'esterno, ad esempio una immagine, attraversa vari stadi, o regioni del cervello sempre più elevate, in termini funzionali. L'immagine attraversa la corteccia cerebrale, quindi altre regioni che alla fine codificano l'immagine stessa, fino ad assegnarle un significato specifico. Lo stesso percorso avviene per i suoni, il tatto e altre informazioni sensoriali. Per il fatto di andare dallo specifico, lo stimolo, al generale, l'interpretazione dello stimolo stesso, questo meccanismo è chiamato: bottom-up.

Il secondo sostiene l'esatto contrario, ossia le percezioni si formano da un oggetto, un concetto o un'idea più grandi, prima di arrivare ad informazioni più dettagliate. Si va dal generale allo specifico. Questo implica che le impressioni possono influenzare i dati sensoriali raccolti, interpretandoli in qualche maniera. In sostanza si afferma che le percezioni sono influenzate dalle aspettative, dalle credenze, e dalla conoscenze. In alcuni casi si è consapevoli di questo, in altri il processo avviene in maniera del tutto inconscia e autonoma. Un esempio di questo processo all'opera è la capacità di leggere un testo con delle lettere mancanti. Il processo top-down riempe i vuoti.

Per quello che riguarda l'ipnosi, una interpretazione del fenomeno fa appello ad entrambi questi framework interpretativi per descrivere meglio le complessità del processo inconscio e del funzionamento delle suggestioni. Inoltre, in un senso ancora più ampio possiamo considerare che è sempre maggiormente evidente l'interazione tra le mente e la periferia, includendo in questa i tessuti, il sistema cardiovascolare e quello immunitario.

Tra le tecniche mente-corpo possiamo considerare l'ipnosi, l'immaginazione guidata. il bio-feedback, il rilassamento progressivo, la meditazione, ecc. che si sono dimostrate valide per risolvere un grande numero di casi che vanno dall'insonnia alla sindrome dell'intestino irritabile, dal dolore cronico all'iperidrosi.

Proprio per questi possibili benefici, raggiunti in maniera semplice e non invasiva, le medicine complementari sono in crescita. Ma questo non significa affatto che rientrino di fatto, o siano accettate ad esempio dalla medicina. L'interazione mente-corpo rimane di fatto inadeguata, perché non sono spiegati chiaramente i meccanismi sottostanti a questa interazione, né è possibile di fatto stabilire a priori le possibilità di successo di un intervento mente-corpo.

Interazione mente-corpo

L'idea che la mente possa influenzare in maniera drastica ed evidente il corpo, non è affatto nuova. Probabilmente il fatto che emozioni e salute siano connessi in qualche maniera, è un fatto noto da sempre, come da millenni sono note tecniche di meditazione, rilassamento, concentrazione e respiro per gestire la connessione mente-corpo. Non è un caso che alcune delle tecniche moderne si rifanno a tecniche impiegate da millenni nell'estremo oriente. Tra queste la "relaxation response" di Benson, che suggerisce l'interazione mente-corpo tramite una riduzione dell'attivazione corticale con funzione di anti-stress.

Ma il modello cui si rifà Benson può essere esteso e allargato, oltre il meccanismo stress rilassamento proposto da Benson. Spencer e Jacobs (1) definiscono le terapie mente-corpo come un "gruppo di terapie che enfatizzano l'uso della mente in congiunzione con il corpo per assistere il processo di guarigione."

L'interazione mente-corpo può avvenire sia top-down, che bottom-up. Nel primo caso la stimolazione inzia con una attività mentale volontaria (ipnosi, immaginazione guidata, meditazione, ecc.) a livello della corteccia cerebrale. La volontarietà dell'atto iniziale non esclude che si possano avere, e sicuramente si hanno, processi inconsci elicitati dalla stimolazione iniziale.

Lo stesso tipo di interazione si può avere quando si parte da una stimolazione sensoriale, come nel caso del rilassamento progressivo di Jacobson o la "relaxation response" di Benson. In questo casi si instaurano dei percorsi che partendo dalla periferia richiamo aree maggiormente specializzate delle attività mentali fino alla corteccia cerebrale.

Naturalmente le cose non sono così semplici come possono sembrare, perché la comunicazione tra centro e periferia non è a senso unico, entrambe le strade, una che sale verso il centro delle attività cerebrali e l'altra che scende verso la periferia, si scambiano informazioni e si influenzano a vicenda.

Nel caso già visto del rilassamento progressivo, la stimolazione della periferia è influenzata dall'attività delle corteccia che concentra l'attenzione sugli stimoli al fine di ridurli per raggiungere uno stato di rilassamento.

In sostanza, si può parlare di un meccanismo a due vie, bottom-up e top-down, che interagiscono tra di loro al fine di produrre gli effetti desiderati, e che nel complesso rappresentano l'interazione mente-corpo.

Ipnosi meccanismi di attivazione

Ai meccanismi top e bottom descritti precedentemente, sono associate dei percorsi nervosi, e il numero di cellule dedicate alla risposta top-down è dieci volte quella delle fibre nervose ch portano l'interazione bottom-up.

Questo è importante da un punto di vista strettamente funzionale, perché sembra suggerire che il processo top-down possa sopravanzare quello bottom-up. In sostanza, sopprimere gli stimoli della risposta bottom-up. Questo corrisponde di fatto a sostituirli con quelli della risposta top-down. La capacità della mente di costruire la realtà, potrebbe quindi spiegare gli effetti placebo, nocebo, e dare un meccanismo interpretativo a terapie delle parola come l'ipnosi o la meditazione. Un meccanismo di questo tipo spiega perché la suggestione si sostituisce alla realtà.

Un modo per dimostrare questo fatto è stato sperimentato dal Dr. Amir Raz della Columbia University, che ha studiato soggetti altamente ipnotizzabili utilizzando l'effetto Stroop. In questo test di presentano delle parole indicanti un colore, ad es.: rosso, marrone, viola, scritte con un colore differente. Il test consiste semplicemente nell'indicare il colore in cui è scritta la parola. Ma la lettura è un processo talmente automatico, che di fatto si perde tempo ad identificare il colore quando non corrisponde a quello della parola scritta. Se la parola "verde" è scritta in rosso, ci vuole pià tempo ad identificare il colore di quando la parola "verde" è scritta in verde.

Per l'esperimento sono stati utilizzati sedici soggetti, la metà altamente ipnotizzabile, l'altra metà di soggetti resistenti. Ogni persona è stato ipnotizzata e a ciascuna è stata data la stessa suggestioni post-ipnotiche.

"Molto presto giocherai una gara sul computer collegata a un brain scanner. Ogni volta che senti la mia voce nell'intercom, vedrai dei simboli senza senso apparire al centro dello schermo. Ti sembreranno parole scritte in una lingua straniera che non conosci, e non tenterai di attribuirle alcun significato. Questa spazzature sarà stampata in uno dei seguenti colori: rosso, blu, verde o giallo. Il tuo obiettivo è di premere velocemente e accuratamente il tasto corrispondente al colore mostrato. Giocherai questa gara senza sforzo."

Giorni dopo l'induzioni i soggetti sono sottoposti a un brain scanner. Nei soggetti altamente ipnotizzabili l'area che usualmente decifra le parole scritte non diventava attiva. Allo stesso modo risultava inattiva l'area del cervello che usualmente decodifica i conflitti.

I processo top-down ha scavalcato il circuiti abilitati alla lettura e alla decodifica dei conflitti, anche se la modalità in cui questo è avvenuto non è noto. Questa risulta comunque una evidenza del fatto che il processo top-down può disabilitare il processo bottom-up e che può farlo attraverso suggestioni somministrate durante l'ipnosi.

Anche se questa potrebbe essere una spiegazione del fenomeno della suggestione, specificatamente della suggestione ipnotica, ci sono molte domande che rimangono ancora aperte e senza risposte. Infatti il processo della suggestione può essere molto selettivo. glie sperimenti sulle verruche hanno dimostrato che si può agire solo su quelle selezionate marcandole con un cerchio. L'allergia può essere eliminata selettivamente in alcune zone finemente circoscritte. Questa specificità sembra richiedere un controllo molto fine a livello del processo top-down, se questo è implicato nell'esclusione della risposta bottom-up.

Bisogna anche chiedersi se e in quale tipo di soggetti questa risposta possa essere attivata solo attraverso suggestioni in ipnosi o se lo stesso risultato si può ottenere con suggestioni in stato di veglia.

I risultati di questo esperimento, suggeriscono che se possiamo immaginare qualcosa, lo possiamo tradurre in realtà, esattamente come diceva alla fine dell'ottocento Bernheim: "La suggestione è un'idea che si realizza."

Bibliografia

1. Spencer JW, Jacobs JJ. Complementary and Alternative Medicine: an Evidence-Based Approach. St. Louis, MO: Mosby; 2003

NYTimes