Collasso delle ancore

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Con questo termine ci si riferisce a una tecnica utilizzata dalla PNL per eliminare le emozioni negative sostituendole con emozioni positive, o rendendo comunque neutro l'impatto delle emozioni negative. In entrambi i casi si vuole raggiungere un obiettivo che è più che soddisfacente per il benessere dell'individuo.

Cosa sono le ancore

Ogni individuo risponde a una serie di ancore, anche se non sa cosa sono. Ognuno di noi si ferma al semaforo quando la luce diventa rossa e riparte quando diventa verde. In entrambe le situazioni si è risposto a uno stimolo esterno mettendo in atto un comportamento complesso. Possiamo riferirci al primo comportamento come "fermati" e al secondo come "riparti". A parte i pirati della strada e i distratti, ci aspettiamo che tutti gli automobilisti rispondano nella stessa maniera ai comportamenti che abbiamo etichettato come "fermati" e "riparti".

Le luci del semaforo, attraverso un processo di apprendimento (chi non conosce il significato delle luci del semaforo), è diventato quello che i comportamentisti chiamano uno stimolo esterno, che è un segnale di qualunque natura capace di generare una reazione complessa nell'organismo oggetto dello stimolo.

Nella PNL lo stimolo esterno è chiamato ancora, non conosco per quali motivi, forse per volere essere originali e vantarsi di aver coniato un nuovo termine.

Probabilmente, tutto nella vita di un individuo può essere o diventare un'ancora. Forse ogni singola parola può essere un'ancora, e se adesso scrivo la parola casa a ciascuno dei lettori viene in mente una casa, una casa particolare, magari la casa dell'infanzia, o quella in cui si è stati particolarmente felici. Ogni stimolo, anche una semplice parola, scatena una serie di reazioni, che hanno una caratteristica in comune: la loro attivazione è indipendente dalla volontà.

Le parole non sono altro che una forma di ancoraggio. Quello che vale per le parole vale per un luogo speciale, per una persona particolare, per l'accadere di un evento, che ci rende tristi o allegri senza motivo. Un ipnotista potrebbe spingersi a dire che ogni ancoraggio non è altro che un tipo di suggestione post-ipnotica, come quella che viene data per riottenere la trance con lo schioccare delle dita o una parola chiave.

Prima ho detto che le ancore sono una forma di apprendimento, ma il numero di ripetizioni per apprendere la risposta a un ancoraggio può essere molto basso.  A volte basta una sola volta per essere agganciati ad un'ancora. Il soggetto che ritorna in trance in seguito a un comando post ipnotico, ha appreso la risposta a questo tipo di ancoraggio nel corso della seduta e in una sola ripetizione. Lo stesso può accadere al di fuori del contesto ipnotico, nella vita quotidiana.

Andrew Salter, di cui ho parlato in altri articoli, sosteneva che l'ipnosi era uno stato del sistema nervoso costituito da riflessi condizionati e che le parole altro non fossero che "i campanelli dei riflessi condizionati."

Indipendentemente dalle teorie di Salter, che possono avere o meno un fondamento di verità, ogni individuo ha la capacità di associare stimoli a risposte complesse. La PNL chiama questo processo ancoraggio, e lo stimolo ancora.

Il collasso delle ancore

L'ancoraggio verso situazioni o ricordi piacevoli, è alla base del collasso delle ancore. Per procedere, bisogna prima di tutto stabilire in quale scenario si deve ottenere un ancoraggio negativo. La procedura per farlo è semplice. Si chiede al soggetto di immaginare la situazione spiacevole che vuole eliminare e contemporaneamente si tocca il soggetto in un determinato punto, può essere la mano, la spalla, il braccio. Si fa in modo che il soggetto riviva la situazione spiacevole più volte, e ogni volta si tocca lo stesso punto, fino ad arrivare al momento in cui toccando quello specifico punto, si ottiene che il soggetto rivive la situazione spiacevole. L'ancoraggio negativo è stato ottenuto.

Adesso bisogna ottenere un ancoraggio positivo, che sarà quello in grado di contrastare l'ancoraggio negativo appena stabilito. Si sceglie un punto diverso del corpo che diventerà l'ancora, e si chiede al soggetto di ricordare un momento particolarmente piacevole della sua vita. Bisogna che il soggetto evidenzi il piacere di quel momento. Non basta che dica di avere trovato un momento o un ricordo piacevole. Deve dimostrare con l'espressione facciale, con la postura del corpo, che ha trovato qualcosa di veramente significativo, a cui è legata una profonda emozione. Se l'emozione manca, il collasso delle ancore non funziona.

Trovato il momento speciale, lo si associa a una parte del corpo, toccandola mentre il soggetto rivive l'esperienza. Si deve ottenere che semplicemente toccando il punto del corpo scelto i soggetto mostri i segni di piacere dell'esperienza positiva. Quando questo avviene si è pronti ad effettuare il collasso delle ancore.

Dopo avere stabilito l'ancoraggio spiacevole e quello piacevole, i soggetto è come una batteria con un polo positivo, dato dall'ancoraggio piacevole, e un polo negativo, dato dall'ancoraggio spiacevole. A questo punto è possibile ottenere un cortocircuito, esattamente come si farebbe in una batteria mettendo in contatto tra loro i due poli opposti. Si toccando contemporaneamente le aree del corpo scelte per i due distinti ancoraggi, quello piacevole e quello spiacevole. In questo momento avviene il cortocircuito e le ancore collassano.

Test

Fato questo bisogna controllare che il cortocircuito delle ancore sia avvenuto, neutralizzando le sensazioni dell'ancoraggio spiacevole. Il sistema più semplice e immediato è quello di toccare la zona del corpo legata all'ancoraggio spiacevole per verificare che non ci sia più alcuna reazione. In questo caso l'ancoraggio è diventato neutro e le  ancore sono effettivamente collassate.

Se c'è ancora una reazione quando si tocca l'ancoraggio spiacevole, sarà meglio ripetere l'intero processo, scegliendo una situazione diversa e più coinvolgente dal punto di vista emotivo per l'ancoraggio positivo. Il processo termina effettivamente solo quando l'ancoraggio spiacevole non suscita più alcuna reazione.