Clark Hull

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Clark Hull

CLARK HULL: storia della psicologia (1884 - 1952): JANA SCHROCK (maggio 1999)

Clark Hull crebbe handicappato e contrasse la polio all'età di 24 anni, tuttavia divenne uno dei grandi contributori della psicologia. La sua famiglia non aveva grandi possibilità, così la sua educazione si fermò a un certo punto. Clark guadagnò del denaro extra insegnando. All'inizio Clark aspirava a diventare un grande ingegnere, ma questo prima di innamorarsi della psicologia. All'età di 29 anni si laureò all'università del Michigan. All'età di 34 anni ricevette il suo PH. D. in psicologia all'università del Winsconsin nel 1918. Ben presto, dopo la laurea, divenne un membro di facoltà all'università del Winsconsin, dove lavorò per 10 anni. Sebbene uno dei suoi primi esperimenti fosse uno studio analitico sugli effetti del tabacco sull'efficienza, il lavoro della sua vita fu lo sviluppo di metodi obiettivi per studi psicologici, disegnati per determinare i principi sottostanti il comportamento. Hull dedicò i successivi dieci anni allo studio dell'ipnosi e della suggestionabilità, e nel 1933 pubblicò "Hypnosis and Suggestibility", mentre era impiegato come professore di ricerca all'università di Yale. Qui è dove sviluppò i suoi maggiori contributi, una elaborata teoria del comportamento basata sulle leggi del condizionamento di Pavlov. Pavlov spinse Hull a interessarsi a fondo al problema dei riflessi condizionati e all'apprendimento. Nel 1943 Hull pubblicò, "Principles of Behavior", che presentò una serie di concetti in una dettagliata teoria del comportamento. Divenne presto uno degli psicologi più citati.

Teoria

Hull credeva che il comportamento umano è il risultato dell'interazione costante tra l'organismo e l'ambiente. L'ambiente fornisce gli stimoli e l'organismo risponde, tutto ciò è osservabile. Tuttavia c'è una componente che non è osservabile, il cambiamento o l'adattamento che l'organismo deve fare per sopravvivere all'interno del suo ambiente. Hull spiega: "quando la sopravvivenza è in pericolo, l'organismo è in uno stato di bisogno (quando i requisiti biologici per la sopravvivenza non sono soddisfatti) così l'organismo si comporta in modo da ridurre questo bisogno" ( Schultz & Schultz, 1987, p 238). Semplicemente, l'organismo si comporta in maniera tale da rinforzare le condizioni biologiche ottimali che sono richieste per la sopravvivenza. Hull fu un oggettivo comportamentista. Non considerò mai il conscio o alcuna nozione mentalistica. Tentò di ridurre qualunque concetto in termini fisici. Vide il comportamento umano come meccanico, automatico e ciclico, che poteva essere ridotto nei termini della fisica. Ovviamente, pensò in termini matematici, e sentiva che il comportamento poteva essere espresso secondo questi termini. "Lo psicologo non deve sviluppare soltanto una profonda conoscenza della matematica, deve pensar in matematica" (Schultz & Schultz, 1987, p 239). Ai tempi di Hull tre metodi specifici erano usati comunemente dai ricercatori; osservazione, osservazione sistematica controllata, e test sperimentali delle ipotesi. Hull credeva che un metodo aggiuntivo fosse necessario, - il metodo ipotetico deduttivo. Questo richiedeva la derivazione di postulati dai quali potevano essere dedotte conclusioni verificabili. Queste conclusioni avrebbero dovuto essere quindi testate sperimentalmente.

Hull considerò l'istinto come uno stimolo, che proveniva da un bisogno dei tessuti, che a sua volta stimolava il comportamento. La forza del comportamento è determinata dalla lunghezza della deprivazione, o l'intensità/forza del comportamento risultante. Credeva che la spinta fosse non specifica, che significa che la spinta non dirige il comportamento, piuttosto funziona come uno stimolo. Hull riconobbe che gli organismi erano motivati da altre forze, rinforzi secondari. "Questo significa che stimoli precedentemente neutri, possono assumere caratteristiche di istinto perché sono capaci di suscitare risposte che sono simili a quelle suscitate dall'originale stato di bisogno o istinto primario." (Schultz & Schultz, 1987, p 240). Così l'apprendimento può avvenire nell'organismo.

La teoria dell'apprendimento di Hull si concentrò principalmente sul principio del rinforzo. Quando una relazione S-R è seguita da una riduzione dei bisogni, aumenta la probabilità che in situazioni simili nel futuro, lo stesso stimolo creerà la stessa risposta. Il rinforzo può essere definito in termini di riduzione di un bisogno primario. Come Hull credeva che esistessero motivazioni secondarie, così pensò ci fossero rinforzi secondari - "Se l'intensità dello stimolo è ridotta come risultato di uno stimolo secondario o appreso, agirà come un rinforzo secondario" ( Schultz & Schultz, 1987, p 241). La maniera di rafforzare la risposta S-R è quello di accrescere il numero di rinforzi, forza del comportamento.

La teoria matematico-deduttiva del comportamento di Hull si basava sulla credenza che la connessione tra la relazione S-R potesse essere qualunque cosa che poteva modificare la risposta di un organismo; apprendimento, fatica, malattia, ferite, motivazione, etc. Egli etichettò questa relazione come "E", un potenziale di reazione, o come sEr.

Classificò la sua formula sEr = (sHr x D x K x V) - (sIr + Ir) +/- sOr come la teoria globale del comportamento. La forza dell'abitudine, sHr, è determinate dal numero di rinforzi. La forza della pulsione, D, è misurata dalle ore di deprivazione da un bisogno. K, è il valore di incentivo a uno stimolo, e V è la misura della connettività. La forza inibitoria, sIr, è il numero dei non rinforzi. La reazione di inibizione, Ir, è quando l'organismo deve lavorare duro per una ricompensa e si affatica. L'ultima variabile nella sua formula è sOr, che tiene conto di errori casuali. Hull credeva ce questa formula tenesse conto di tutti i comportamenti, e che avrebbe generato dati empirici molto più corretti, che avrebbero eliminato tutti gli inefficienti metodi introspettivi all'interno del laboratorio. (Thomson, 1968). Sebbene Hull fosse un grande contributore della psicologia, la sua teoria fu criticata per la mancanza di generalizzazione a causa della maniera in cui definiva le sue variabili in termini quantitativi precisi. "Infatti, l'aderenza di Hull alla costruzione di un sistema matematico e formale, è aperta sia alle lodi che alle critiche" (Schultz & Schultz, 1987, p 242).

Nel 1952 Hull muore.
Prefazione a “HYPNOSIS AND SUGGESTIBILITY”
APPLETON-CENTURY-CROFTS: NY: COPYRIGHT 1933 DI ERNEST R. HILGARD (Edizione del 1961)

Il professor Clark L. Hull (1884-1952) fu un ardente comportamentista, ma in maniera inusuale. Invece di chiudere gli occhi a fenomeni che potevano sembrare agli altri come la personificazione della soggettività - sia lo stato di trance durante l'ipnosi o questioni come la previsione - egli si mise all'opera per dimostrare che potevano essere trattati dai suoi metodi oggettivi. Questo libro fu uno dei tanti prodotti di questo ingegnoso sperimentatore e teorico, che lavorò all'inizio all'università del Winsconsin, e dopo all'università di Yale. i suoi altri libri, sui test (1928) e sull'apprendimento (1940, 1943, 1951, 1952), furono tutti significativi e di qualità, e questo libro sull'ipnosi sta bene tra loro.

Fu un evento importante nell'altalenante storia dell'ipnosi quando questo libro, così metodologico, così pieno di dati sperimentali, fece la sua apparizione. L'ipnosi è sempre stata un po' al margine della conoscenza, troppo spesso un intrattenimento, o sfruttata da quelli che volevano dimostrare alcuni misteriosi o inquietanti funzionamenti della mente umana - e qui, almeno, è una questione di investigazioni da laboratorio. Dopo più di 30 anni infatti, le scoperte di Hull resistono molto bene, ed è bello avere questo libro largamente disponibile in forma accessibile.

Sebbene dedicato largamente ai suoi esperimenti e a quelli di studenti e collaboratori, questi studi sono disposti in un contesto storico, e il materiale storico è minuzioso e accurato. E' interessante , per esempio, vedere l'ansia di Hull riguardo Alfred Binet, un rinomato ricercatore (di cui conosciamo il nome per i test di intelligenza) perché Binet premise all'autorità di Charcot di fargli accettare i bizzarri risultati di alcuni esperimenti, risultati che avrebbero potuto essere ottenuti solo a causa dell'influenza dello sperimentatore.

La stessa influenza di Hull non gli fece commettere errori con i suoi dati stravaganti, e tutti gli esperimenti sono belle illustrazioni di disegno sperimentale e obiettività di interpretazione. Nonostante il suo coraggio nell'attaccare un insieme di problemi non sempre congeniali agli oggettivisti, il comportamentismo di Hull lo portò a sovrastimare i fenomeni di movimento, apprendimento e memoria, per i quali metodi di misura erano disponibili, e sottostimare quei fenomeni come le allucinazioni positive e negative. A sua discolpa deve essere detto che riconobbe il vasto insieme di fenomeni standard dell'ipnosi come genuini. Nonostante un interesse alle differenze individuali riportate su un precedente libro sui test attitudinali, il materiale sulle differenze alla suscettibilità è frammentario, e a causa della mancanza di interesse nelle dinamiche personali non c'è quasi niente del "sentimento" del clinico per gli aspetti interpersonali dell'ipnosi. Ma c'è così tanto che poche omissioni possono essere scusate.

Dai giorni di Mesmer, l'ipnosi ha avuto una storia agitata e ondeggiante di accettazione e rifiuto. Ora ci sono segni di grande accettazione, come la raccomandazione dell' American and British Medical Associations che l'ipnosi sia insegnata nelle scuole di medicina, e la creazione con la benedizione dell' "American Psychological Association" di un "American Board of Examiners in Psychological Hypnosis", che rilascia certificazioni sia in ipnosi clinica che sperimentale. Quelli che oggi trovano più semplice fare del lavoro di ricerca sul campo senza essere considerati "fuori" , e l'utilizzazione dell'ipnosi nel loro lavoro terapeutico senza essere ostracizzati devono qualcosa di questa accettazione a Clark L. Hull e ai suoi collaboratori, per avere portato a termine il lavoro pubblicato in questo libro. Hull, alla conclusione del libro, nota alcune delle difficoltà nel lavorare in questo campo.

Troppi lavori sul soggetto nel passato sono caduti sugli ideali scientifici. Indubitabilmente, molte cose hanno contribuito a questa debolezza, ma sicuramente uno dei fattori maggiori deve essere inerente alla difficoltà del problema, l'elusività fondamentale del fenomeno, e la conseguente complessità necessaria negli esperimenti di controllo. Queste difficoltà sono così grandi che entrare seriamente in un programma di ricerca in questo campo è un po' come tentare il fato; è quasi certo andare in cerca di un disastro. Nessuna meraviglia che gli scienziati ortodossi hanno sempre evitato il soggetto! Finora ogni generazione può aspettarsi nel futuro, come nel passato, di produrre dei sussulti che non rischiano solo di fare degli errori scientifici, ma hanno anche il coraggio di affrontare la paura semisuperstiziosa del pubblico e l'imbarazzato sospetto dell'ortodossia scientifica. E' a loro che il presente lavoro è veramente indirizzato. (page 403).
Poiché il problema dell'ipnosi risiede nel cuore profondo dell'autocontrollo, così come nella rinuncia al controllo dell'altro, perché il suo metodo permette l'esplorazione di significative distorsioni della realtà , la sperimentazione ipnotica possiede la promessa di ampliare la nostra conoscenza del funzionamento generale della personalità, a parte l'interesse specifico per i fenomeni ipnotici stessi.

Hull, nelle note private sul diario, scrisse che questo libro era buono. Dopo aver espresso il dubbio che avrebbe potuto essere stigmatizzato per aver lavorato sull'ipnosi, va avanti e dice:

"Credo, tuttavia, che il libro stesso abbia valso la pena farlo, dal punto di vista dell'avanzamento della scienza. Credo che questo è un contributo importante, che può segnare una nuova epoca in questa forma di sperimentazione, e ce sarà letto e commentato per lungo tempo, forse centinaia di anni."

Il libro é bene incamminato verso i suoi primi cento anni senza aver perduto nulla della sua freschezza originaria. Si staglia ancora come un modello di chiarezza e obiettività nell'approccio di cosa ancora oggi rimane un problema enigmatico e irrisolto.

ERNEST R. HILGARD (1961)

Tradotto da un articolo su www.durbinhypnosis.com