Charcot da spettacolo

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Jean-Martin_Charcot (1825 – 1893)
Jean Martin Charcot - fondatore della scuola d'ipnosi della Salpetriere

L'ipnosi da palcoscenico è sempre stata osteggiata dai ricercatori e dagli uomini di scienza, veri o presunti tali. Una delle ragioni di questo astio nei confronti delle esibizioni d'ipnosi è che offendevano la dignità della persona, sottoponendola a esibizioni umilianti e ridicole per il divertimento del pubblico.

Una delle personalità più eminenti che si distinse per questo atteggiamento fu Charcot, il famoso neurologo francese, che si era guadagnato grande fama con i suoi studi sull'istologia del cervello, e che aveva intrapreso, all'interno dell'ospedale parigino della Salpêtrière, un'approfondita ricerca sull'ipnosi.

Ma, a dispetto dei suoi pregiudizi nei confronti degli ipnotisti da palcoscenico, sembra che proprio da uno di questi, il belga Donato, Charcot avesse appreso la tecnica, almeno stando a quanto riporta Riko (1891/1828): "Charcot, inizialmente, produceva catalessia e letargia con un effetto improvviso di natura violenta sull'udito e sulla vista delle sue isteriche - metodi letteralmente violenti. Per esempio,ne portava una, a sua insaputa, vicino a un tamburo a cui dava un violento colpo ... o un lampo improvviso, proprio davanti alla faccia, un lampo elettrico a un flash (Drummond-light). In questi esperimenti i soggetti assumevano inizialmente la una posizione che indcava lo shock violento subito - cadevano all'indietro rigide, accecate dalle luci scintillanti, ecc. In altre parole, erano state costrette in una situazione sonnambulica o catalettica. Bisogna tuttavia notare che Charcot, ai suoi metodi dopo aver assistito all'esibizione di Donato (un ipnotista da palcoscenico) - proprio come Braid dopo aver visto Lafontaine. Questo fatto non deve essere mai dimenticato."

Piuttosto no che si, dato che questo fatto sparisce dalle cronache e dagli articoli che riguardano l'ipnosi scientifica della Salpêtrière, ma non da tutte. Alcuni dei suoi contemporanei non erano così abbagliati, al pari delle sue isteriche, dalla fama di Charcot da non dire la loro sui metodi da lui utilizzati.

Scrive R. Mason (1897): "Un uomo degno può essere fatto correre intorno ala palcoscenico credendosi un pony ... oppure reso ubriaco da un semplice bicchiere d'acqua, che lui crede Whisky. Tutte queste cose sono state fatte continuamente negli ultimi quarant'anni, e non si sa se considerarle una sorta di stregoneria, o trucchi ben eseguiti ... non sono necessarie e sono degradanti sia per i soggetti che per gli operatori, .. se date da un affermato professore ... di fronte a un anfiteatro pieno di studenti ammirati."

Il riferimento a Charcot, in questo caso è velato, ma non troppo, più esplicito è Munthe: "Tutte queste esibizione alla Salpêtrière, davanti al pubblico, altro non erano che non un'assurda farsa ... molti dei soggetti non erano che una mera frode, sapendo bene quello che ci si aspettava che facessero, deliziati di esibire i vari giochi davanti al pubblico, ingannando sia i dottori che l'uditorio ... alcuni di loro annusavano con delizia una boccetta di ammoniaca quando veniva detto loro che era acqua di rose, altri avrebbero mangiato un pezzo di carbone presentato loro come cioccolato. Un'altro avrebbe nuotato con tutte le forze sul pavimento, abbaiato furiosamente quando gli fosse stato detto di essere un cane, sbattuto le braccia tentando di volare quando trasformato in un piccione, sollevato la gonna con un urlo di terrore quando gli fosse stato gettato davanti un guanto, con la suggestione che fosse un serpente ... Ipnotizzate a destra e a manca, dozzine di volte al giorno, da dottori o studenti, molte di queste sfortunate ragazze passavano i loro giorni in uno stato di semi-trance, le loro menti ingannate da ogni sorta di assurda suggestione ..."

La Salpêtrière, era come nota Ellemberg, una comunità chiusa, cui partecipavano gli assistenti di Charcot, gli studenti, e il padiglione delle isteriche, da cui erano selezionati i soggetti per gli esperimenti di Charcot, che erano per la maggior parte sempre le stesse isteriche. Erano loro la parte principale dello spettacolo offerto alla Salpêtrière, le star utilizzate come dimostrazione agli studenti. Probabilmente in questo ambiente, sempre secondo Ellemberg, si sviluppò tra Charcot, i suoi assistenti e le sue pazienti, "un'atmosfera di mutua suggestione, che certamente varrebbe studiare con un'accurata analisi sociologica."

Blanche Wittman, ricevette il titolo di "Regina delle isteriche", e questo la dice lunga su quale doveva essere il clima di competizione tra le ipnotizzate da Charcot, e pensare che queste ultime facessero tutto quanto il possible per accontentare il maestro, non deve essere troppo lontano dalla verità. Dingwall (1967) cita il Compte de Saint Genois de Grand Breucq (Pseud.: Dicksonn), che racconta come la signorina R., avesse ingannato eminenti neurologi quando era alla Salpêtrière, e che questa gli chiese di entrare in affari con lui (come soggetto ipnotico), e che tutta l'ipnosi era senza senso e che le piaceva ingannare i dottori quando era all'ospedale. Non a caso era una delle preferite di Charcot. Bisogna sempre sapere chi sta ipnotizzando chi.

Charcot, nonostante il suo carisma, non ha fatto il bene dell'ipnosi, perché era presentata in maniera strana e inquietante, aveva un aspetto vagamente, oppure troppo, sinistro e una spettacolarizzazione eccessiva.

Probabilmente ce n'era abbastanza perché coloro che non appartenessero al seguito del grande maestro Charcot la evitassero considerandola una ciarlataneria. La scuola d'ipnosi della Salpêtrière perse seguaci e seguito a favore della scuola di Nancy, che applicava una metodologia ipnotica meno spettacolare e che non necessitava di strumenti come gong e flash.

Bisogna comunque notare come la tecnica utilizzata dalla Salpêtrière, che si basava sulla sovrastimolazione dei sensi al fine di provocare un collasso nervoso nel soggetto, sia stata riproposta sotto forme mento cruente e senza l'ausilio di strane strumentazioni. Una di queste tecniche è quella basata sul numero 7 più (o meno) due, che sovrastimola il sistema nervoso impegnando la mente in 7 attività differenti. Tutte le tecniche shock, che prevedono di sorprendere il soggetto con un movimento brusco e improvviso o un comando urlato, sono dirette discendenti o parenti strette delle tecniche utilizzate da Charcot.

Bibliografia

  1. Mason, R. O., & Harry Houdini Collection (Library of Congress). (1897). Telepathy and the subliminal self: An account of recent investigations regarding hypnotism, automatism, dreams, phantasms, and related phenomena. New York: Henry Holt and Company.

  2. Munthe, A. (1930). The story of San Michele. New York: E.P. Dutton.

  3. RikoA.J. “Handboek ter boefening van het Magnetisme …” cit. Rosenfeld, S. M. (2008). A critical history of hypnotism: The unauthorized story. Place of publication not identified: Xlibris Corp.