Cavalcando un asino

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Quella che segue è la traduzione di un articolo di James Braid “Hypnotism in Hysterical Paralysis” (James Braid, Esq. of Manchester (“Association Medical Journal”, Sept. 14, 1855)), che riguarda un caso interessante di paralisi isterica, che Braid affronta in maniera molto moderna come interazione tra mente e corpo. All’inizio dell’articolo c’è un breve compendio delle conoscenze ottenute da Braid durante le sue sperimentazioni. Le affermazioni di Braid sono sorprendentemente moderne, perché tutto quello che è stato fatto dopo di lui, non ha fatto che confermare quanto da lui scoperto e riportato in numerose opere e articoli.

 


Senza alcun dubbio, è noto a molti che nel 1841 sono entrato nel campo delle indagini sul mesmerismo. Lo feci come uno scettico sotto tutti gli aspetti, risoluto, se possibile, a scoprire ed esporre il trucco con cui certi fenomeni esibiti a Manchester, erano compiuti. Scoprii molto presto, tuttavia, che c'era una certa quantità di verità, mischiata a quello che credevo essere un errore; e quindi mi decisi a cercare di separare la prima dal secondo. Fui ben presto capace di dimostrare che, attraverso certi processi, alcuni individui erano capaci, soltanto con il loro impegno, a mettere se stessi in uno stato analogo a quello in cui si trovava chi era soggetto ai processi mesmerici. Il metodo più veloce e certo di fare ciò, era far mantenere al soggetto lo sguardo fisso su un oggetto inanimato, messo un poco sopra la fronte, in modo tale che fosse visibile da entrambi gli occhi; il soggetto, nel contempo, concentrava tutta la sua attenzione su un'azione monotona. Questo era il passo più importante, perché dimostrava che l'influenza era soggettiva, o l'influenza personale esisteva all'interno del corpo del paziente, e non dipendeva da alcuna influenza esterna, emanante dal corpo di un altro essere umano. (Questo ragionamento dimostra l'inconsistenza delle teorie del magnetismo animale e riconosce contemporaneamente la soggettività dell'esperienza ipnotica.) Questo ragionamento sembrava ulteriormente supportato dal fatto che la differente natura e qualità dell'oggetto osservato non sembravano in alcun modo alterare materialmente i risultati; nei soggetti altamente suggestionabili, è stato dimostrato che i risultati dipendevano molto dall'aspettativa nella mente del soggetto, piuttosto che da ogni combinazione fisica di qualsivoglia circostanze fosse stato detto di dirigere la loro attenzione, con l'assicurazione che si sarebbero comunque addormentati. ...

E’ stato inoltre accertato che in alcuni soggetti particolarmente suscettibili, la sola idea o la convinzione che qualche particolare processo stesse accadendo, per farli addormentare, era sufficiente per ottenere questo risultato, anche quando non era in atto alcun tipo di processo: e inoltre, in riferimento alla presunta forza di volontà dell’operatore (qui Braid si riferisce alla forza di volontà necessaria, secondo i mesmeristi, per emanare il fluido magnetico), sia da vicino che da lontano, dopo avere analizzato attentamente la questione, dico con sicurezza, come risultato delle mie esperienze, che non ho mai trovato alcuna influenza esercitata sul paziente in alcun modo dalla mia volontà silenziosa; ma questi sembravano prendere molto presto le suggestioni dai modi, dagli sguardi, dai toni della voce, o dalle manipolazioni fisiche dell’operatore;e reagire a seconda del significato dedotto da quelle che credevano essere le intenzioni e dalla volontà dell’operatore, anche quando potevano desiderare l’opposto.

In breve, la mia esperienza arrivò a provare che tutte le differenti modalità operative erano semplicemente un aiuto per assistere il paziente ad indirre in se stesso uno stato di astrazione mentale o fissità dell’attenzione , in cui il potere della sua mente poteva essere assorbito da un’idea fissa o a un certo treno di pensieri tali, per l’occasione, da renderlo insensibile o indifferente a tutte le altre considerazioni o influenze che non si armonizzano con la sua idea dominante del momento.

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Di nuovo, nella mia ricerca sperimentale sul “potere della mente sul corpo”, che è stato pubblicato nel 1846, come risultato di un laborioso gruppo di esperimenti, fui capace di dimostrare che un atto di attenzione sostenuto, diretto in qualunque parte del corpo, era seguito in pochi minuti da un cambiamento o una modifica nella funzione fisica dell’organo o parte così considerata; il risultato generale era una esaltazione delle funzioni; ma, abbastanza curiosamente, con molti individui, poteva verificarsi esattamente l’opposto ... più vivida l’immaginazione e la concentrazione del soggetto nei riguardi del risultato atteso, maggiore la certezza e l’intensità dei fenomeni realizzati; e, dopo i processi per indurre quello che chiamo stato ipnotico, si è scoperto che questi fenomeni fisici possono essere prodotti, attraverso l’influenza mentale dei soggetti, con una maggiore certezza, celerità e intensità, che nelle ordinarie condizioni di veglia. Quindi adotto il termine ipnotismo, o sonno nervoso, per designare questa condizione peculiare del sistema nervoso, in cui si può essere portati da espedienti artificiali, e che differisce in molti aspetti dal sonno comune, così come dalle normali condizioni di veglia. Infatti, l’ipnotismo non comprende un solo stato, ma una serie di stadi o condizioni, che variano in ogni grado concepibile, dalla fantasticherie più leggera, con una alta esaltazione delle funzioni chiamate all’opera, da una parte, fino a un intenso coma nervoso, con l’intera abolizione della coscienza e della forza di volontà, dall’altra ...

Per tutto questo, sostengo che l’operatore non deve fare ricorso ad ogni concausa riguardante una forza o un fluido magnetico, olidico, elettrico o vitale che emana dal suo corpo in quello del paziente, come la causa reale del fenomeno che segue, nell’alterare o modificare le azioni fisiche o curare le malattie; ma ho detto che egli agisce meramente come un ingegnere, in vari modi, eccitando, controllando e dirigendo la forza vitale all’interno del copro del paziente, secondo le leggi che regolano l’azione reciproca della mente e della materia l’una sull’altra allo stato attuale della nostra esistenza

Caso 17
Quando l’ipnosi è arte

Nella primavera del 1843, mi fu portata una ragazza in queste circostanze. Era stata colpita da violenti spasmi tonici del braccio e della mano, cosicché la mano era rigidamente stretto, il polso flesso verso il braccio, e il braccio flesso sull’omero, con considerevole dolore. Molti del personale di un grande hotel, sia maschi che femmine, avevano tentato con tutta la loro forza senza essere capaci di aprire la mano o stendere il braccio. Fu chiamato un chirurgo molto rispettabile, che prescrisse delle medicine e l’applicazione di una grande vescica sulla nuca. Quando i sintomi si aggravarono, fui consultato, e riconobbi immediatamente un caso d’isteria, per cui la ipnotizzai, e quindi, titillando gentilmente la pelle lungo il corso dei muscoli estensori, li richiamai immediatamente all’opera, e l’azione morbosa dei flessori cessò nello stesso momento, con questo semplice mezzo, con arte, e senza il minimo sforzo, fui capace, in pochi minuti, di avere ragione di quello che aveva resistito al più forte sforzo di uomini potenti; la mano si aprì, il polso e il braccio si distesero, e la paziente fu curata in pochi minuti; e dopo non ebbe alcun attacco di questo tipo.

Caso 19

L’11 agosto 1853, mi fu inviata una giovane donna di 23 anni da Berwick-upon-Tweed, dal Dr. Johnston, di quella città. Di seguito la storia del sua caso molto interessante. Quattro anni prima, era stata colpita da una paralisi alla gamba sinistra, che peggiorò continuamente, nonostante i più assidui sforzi del Dr. Johnston, che è uno dei dottori più esperti e scientifici, aiutato dalle opinioni e dai consigli di Sir B. Brodie. Essendo trascorsi quattro mesi senza miglioramenti, fu portata ad Edimburgo per una consultazione con il professor Syme, che esaminò la sua colonna vertebrale con la massima attenzione, dicendo di non trovarvi nessuna disfunzione, e sperando che lei alla fine sarebbe guarita, anche se sarebbero potuti trascorrere parecchi anni prima che questo accadesse; e che nel frattempo poteva soltanto raccomandare attenzione alla sua salute generale, con esercizi all’ara aperta, cavalcando un asino.

Trascorsero 10 mesi senza alcun miglioramento, quando la paziente fu condotta a Londra, per beneficiare dell’esame personale e dei consigli di Sir B. Brodie. Di nuovo nessun miglioramento per mesi, e alla fine il trattamento fu abbandonato. Dopo che questa paziente rimase in questa condizione per venti mesi, e dopo che il trattamento era stato abbandonato come inefficace nel suo caso, la paziente riguadagnò l’uso delle gambe. Durante questo periodo ebbe occasionali minacce di un ritorno del suo vecchio male; e alla fine di Aprile del 1853, ebbe un altro attacco , che resistette ostinatamente a tutti gli sforzi del suo vecchio e provato amico, il Dr. Johnston, per quattro mesi, quando la mandò da me per provare l’effetto dell’ipnotismo; a cui era stato introdotto per aver letto qualche nota sul soggetto contenuta nel mio scritto su “Hypnotic Therapeutics”, publicato sul numero di Luglio del “Monthly Journal of the Medical Science” del 1853. Di seguito il passaggio che impressionò il Dr. Johnston lasciandoli credere che l’ipnotismo sarebbe stato il rimedio per la sua paziente; e lui immediatamente lo raccomandò ai genitori, e mi scrisse, e mi mandò anche la sua paziente.

“Il caso più eclatante di tutti, tuttavia, per illustrare la modalità di trattamento con l'ipnotismo, sono i casi di paralisi isterica, nei quali, senza lesione organica, il paziente può essere rimasto per un considerevole periodo di tempo senza l’uso di una parte o dell’intero corpo, da un’idea dominante che che ha paralizzato o ingannato la sua volontà. In questo caso modificando la circolazione e spezzando la precedente idea e sostituendo al suo posto una un’idea salutare di vigore e fiducia in se stessi (che può essere fatto da suggestioni udibili, indirizzate al paziente in un tono di voce confidente, come quello che deve essere e sarà realizzato dal processo a cui è stato sottoposto), sull’essere stimolati, pochi minuti dopo, con questa idea dominante nella loro mente, per la meraviglia loro e degli altri, si scopre che i pazienti hanno acquistato vigore e forza di volontà su quelle che prima erano membra paralizzate, come per un incantesimo magico o una stregoneria. Assicurati che queste cure sono importanti come sono interessanti e sorprendenti, perché questi casi possono resistere alle ordinarie modalità di trattamento per le paralisi per un tempo indefinito; ma la logica è abbastanza semplice quando rivista alla luce dei principi che ho già spiegato, sull’influenza dell’aspettativa di un’idea, sia nell’eccitare come nel deprimere le funzioni naturali, d’accordo con la fede e la fiducia del paziente.”
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Il paziente era una ragazza giovane, alta, bella e intelligente, di 33 anni, alta 5 piedi e otto pollici, con la figura ben proporzionata alla sua statura, così che quando si sedette aveva tutta l’apparenza del suo giovane vigore. Quando tentò di camminare, tuttavia, la condizione di paralisi della gamba sinistra era veramente evidente, che poteva soltanto trascinarla lungo il pavimento ad ogni passo, con le dita della gamba malata rivolte verso l'esterno.

Non ebbi difficoltà a riconoscere la natura del caso; cosicché in una sola volta assicurai sia la madre che la figlia che avrei fatto un lavoro molti breve sul caso. La madre disse che sarebbe stata felice fosse andata così; ma lo disse in un tono di voce che indicava che non era così ottimista sulla questione come lo ero io.

Avendo messa seduta la paziente su una sedia comoda, la ipnotizzai, stesi le sue gambe, e agii su di loro per cambiare il precedente stato dei muscoli. In circa dieci minuti la stimolai, e le dissi di camminare attraverso la stanza, cosa che lei fu capace di fare, sollevando il piede sinistro dal pavimento, e portandolo avanti all’altro, come normale; cosa che lei non era riuscita a fare nei mesi precedenti. Il miglioramento, sebbene fosse ancora leggermente zoppa, sembrò sorprendere sia la madre che la figlia; specialmente di più per l’apparente semplicità dei mezzi con cui l’avevo compiuto.

Il giorno successivo ripetei l’operazione, con ulteriori miglioramenti; e il pomeriggio dello stesso giorno operai di nuovo, dopo di che lei poteva camminare su e giù e intorno alla stanza senza la minima comparsa di zoppia; e dopo un quarto trattamento il giorno dopo poteva camminare con la grazia di una regina, o l’agilità di una libellula.

Immediatamente dopo questo trattamento, andò in città, e camminò per vari negozi e strade, come se non fosse mai stata zoppa. Siccome anche i muscoli della paziente erano rimasti colpiti in qualche modo, raccomandai alla paziente di rimanere in cura per circa un mese, per consolidare la cura; dopo ciò lei ritornò a casa piuttosto forte e attiva, e rimase così per 12 mesi.

Durante l’estate del 1854, questa paziente era stata così vigorosa da essere capace di scalare le colline delle Highlands in Scozia così attivamente come i suoi compagni; ma in autunno, a causa della fatica e l’ansia per al salute di un amico, la sua salute generale crollò; e, alla fine di Settembre, ebbe un altro attacco di paralisi. Siccome persistette per tre mesi, me la portarono nuovamente; la madre, tuttavia, espresse il timore che l’ipnotismo non sarebbe stato così efficace come la volta precedente, perché la sua salute generale era così precaria al momento. Arrivarono a Manchester alle otto della sera;e, non appena ebbero avuto un po’ di ristoro, dissi loro che intendevo far camminare la paziente senza zoppia, prima che andasse a letto. La madre della paziente era piuttosto incredula; ma io ipnotizzai, e agii come nella precedente occasione; e in un quarto d’ora, la paralisi era praticamente scomparsa, e la paziente camminava senza il minimo segno di zoppia. Dopo essere stata ipnotizzata nuovamente la mattina successiva, si sentì così vigorosa, come prima dell’attacco; e tutti i disturbi costituzionali di cui la madre era stata così ansiosa sparirono anch’essi velocemente sotto ipnotismo, e la paziente è stata sempre bene da allora.

Atlanta medical and surgical journal, Volume 1