Autosuggestione consigli per l'uso

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L'autosuggestione fa si che quello che desideriamo diventi una delle nostre abitudini, e che come tale agisca.

Che ci piaccia o meno, le abitudini giocano un ruolo decisivo nella nostra vita, non sono altro che la registrazione nella nostra mente di atti o idee ripetute.

La ripetizione di atti eseguiti in maniera corretta, come sa ogni sportivo, porta ad una esecuzione ottimale, perché completamente svincolata dal pensiero: l'atto diventa automatico e può essere compiuto senza interferenze. Lo stesso discorso, purtroppo, si applica agli atti e alle azioni compiute in maniera imperfetta o addirittura dannosa per l'esecuzione di un gesto tecnico. Per questo motivo i pianisti esperti provano un nuovo brano molto lentamente, studiando attentamente la posizione delle dita in ogni passaggio.

Fino a quando riusciamo ad indirizzarla ed esercitarla verso gesti e azioni ottimali, l'abitudine è un'ottima cosa, altrimenti diventa un problema. Fortunatamente le abitudini, così come possono essere create e sostenute attraverso l'allenamento e la ripetizione, così possono essere eliminate.

Per questo scopo, le tecniche di autosuggestione sono molto efficaci, infatti qualunque abitudine si radica profondamente come uno schema nella nostra mente, al di sotto della soglia della coscienza, ossia esattamente dove le tecniche di suggestione eterodiretta (ipnosi) o autodiretta (autoipnosi, autosuggestione), possono raggiungerla, trasformarla oppure eliminarla in maniera definitiva.

Ho rimarcato la differenza tra autoipnosi a autosuggestione, perché le due teceniche sono differenti, anche se entrambe utilizzano le suggestioni (l'autosuggestione non è altro che una suggestione data a noi stessi), perché nella seconda non c'è bisogno di entrare nello stato d'ipnosi. I risultati sono gli stessi, anche se in base alle caratteristiche di ciascuno, una delle due tecniche può fornire risultati in tempi minori. Sicuramente le tecniche di autosuggestione sono indicate a tutti coloro che sono capaci di attenersi a seguire uno schema per un certo periodo di tempo, durante il quale le autosuggestioni saranno ripetute anche più volte al giorno.

Per entrambe le tecniche, autoipnosi e autosuggestione, vale la seguente regola: le suggestioni devono essere brevi, mirate e non ambigue. Bisogna capire cosa si vuole, qual'è il risultato atteso, e soprattutto si deve esser in grado di misurare il risultato, per vedere se la suggestione sta funzionando e la strada intrapresa porta a dei risultati. Ogni suggestione deve essere ripetuta, la ripetizione lascia penetrare la suggestione nella mente e ve la lascia abbastanza a lungo da trasformarla in "un'idea che si realizza". L'autosuggestione deve essere ripetuta con un tono monotono, quasi come se si recitasse il rosario, senza nemmeno essere consapevoli di quello che si dice, perché in questo modo le autosuggestioni non entreranno in conflitto con la parte analitica della mente, che potrebbe rifiutarle a priori.

Maggiore è il numero di ripetizioni, maggiore è la stimolazione ricevuta dalla mente e la probabilità che l'idea nuova, espressa sotto forma di suggestioni o autosuggestione, diventi la nuova abitudine, che sostituisce la vecchia.

La suggestione deve emozionare. Se volgiamo cambiare qualcosa, sappiamo già razionalmente che quello che desideriamo cambiare non va. Non abbiamo bisogno di ricorrere ulteriormente alla ragione, all'analisi e alla critica, soprattutto quando non si è riusciti a fare nulla ricorrendo a questi strumenti critici. Dobbiamo saper parlare alla parte emotiva della nostra mente, perché ciò che ci blocca sono le emozioni collegate alle nostre abitudini.

Cambiare non è impossibile, e quando si comincia questo percorso, ripetendo giornalmente la litania delle autosuggestioni, si constata subito che risulta molto più facile e meno impegnativo di quello che ci si sarebbe aspettato. Il passo più difficile, quello essenziale, sta nell'inziare il cambiamento.