Autoipnosi per immagini

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Questo metodo è una variazione dell’autoipnosi praticata da Betty Erickson, moglie del grande Milton Erickson. E’ un metodo molto semplice e valido. Se eseguito con costanza, porta ad ottimi risultati.

L’esercizio deve essere eseguito in un ambiente tranquillo, col telefono spento, senza distrazioni, in un momento della giornata in cui avete almeno venti minuti solo per voi, in cui nessuno vi disturba. Quando sarete abbastanza esperti, potete farlo anche all’interno di una metropolitana durante l’ora di punta. Fino ad allora, limitatevi a seguire queste regole, che vi permetteranno di diventare un soggetto esperto in breve tempo.

Nulla sostituisce la costanza nell’applicare gli esercizi di questo tipo. Raramente portano alla soluzione con una semplice applicazione, ma il loro uso costante consente di ottenere risultati in tempi brevi.

L’idea base

L’idea base di questo metodo di autoipnosi, è quella di Betty Erickson, e consiste nell’eliminare dalla fase dell’autoipnosi la formulazione di ogni suggestione.

Alla base di questo metodo c’è la credenza espressa da molti, che l’utilizzo del linguaggio per formulare le suggestioni durante la fase dell’autoipnosi, abbia la funzione di una distrazione, in quanto costituirebbe l’intervento della mente conscia durante un’attività deputata alla mente subconscia. Coué consigliava di ripetere le suggestioni ad alta voce, mormorando velocemente o come se si recitasse un rosario, proprio per ridurre al minimo l’intervento della coscienza nella formulazione delle suggestioni. Alcuni autori, Maeres per esempio, fanno del tutta a meno di qualunque processo verbale, per lasciare la mente completamente quieta e senza distrazioni di sorta.

Non entro in merito alla questione, ogni metodo va bene ed è funzionale per certe persone e non per altre. Non esiste il metodo che calza a pennello su tutti, così è interessante provare e utilizzare qualunque metodo, e farlo proprio per le nostre esigenze. Una volta trovato, conviene utilizzarlo sempre, perché padroneggiandolo aumenteremo i suoi effetti riducendo contemporaneamente i tempi di utilizzazione.

Chi come me utilizza un metodo da anni, sa che col tempo si riduce a un pensiero appena accennato, che da solo è in grado di attivare l’intera sequenza dell’esercizio.

La tecnica

La tecnica si divide nelle seguenti fasi

  1. Scelta dell’obiettivo
  2. Scelta di un immagine simbolo
  3. The Betty Way
  4. Autoipnosi
  5. Risveglio

Ogni fase deve essere eseguita così come descritta, altrimenti è come montare una macchina con un pezzo in meno e pretendere che funzioni.

Le fasi devono essere eseguite con animo leggero, senza starci troppo a pensare. Deve emergere quello che vi emoziona, non quello che sapete.

Scelta dell’obiettivo

La scelta dell’obiettivo, consiste nel fare una lista di dici cose che rappresentano per voi un problema, o che volete migliorare, o che avete procrastinato a lungo. Seguendo questo metodo, raramente si avrà una lista con meno di dieci elementi. In questo caso limitatevi a quello che siete riusciti a scrivere. Se gli elementi sono di più, va bene uguale.

Per scrivere la lista, procedete come segue:

Mettetevi a scrivere in un posto tranquillo. Utilizzate un blocco note, perché scriverete molto.
Adesso, sia che stiate su un divano che seduti a una scrivania, contate lentamente da dieci a 0, con la mano con cui scrivete normalmente, poggiata sul primo foglio.

Quando arrivate allo zero, immaginate di tuffarvi al centro esatto dello zero, come in una piscina o in un buco nero o qualunque altra cosa vi venga in mente, cominciate a scrivere.

Dovete scrivere parole o frasi brevi che completino la fase “Io sono …”. Non indugiate con la mente. Scrivete quello che vi passa per la mente “bassa”, va bene, ma anche “una che vede i marziani” è accettabile. Non importa che siano vere, false, inventate, che vi riconosciate o meno. L’importante è che sgorghino dalla vostra penna come zampilli da una fontana.

Se fate l’esercizio per bene riempite qualche pagina, o qualche decina di pagine, o qualche centinaia di pagine, ma in questo caso state esagerando.

Adesso dovete eliminare dall’elenco tutte le cose che sono vere o che corrispondano alle vostre caratteristiche fisiche e sociali: “bassa”, “alta”,”laureata”, etc.

Una volta spuntata, la lista dovrebbe contenere soltanto aggettivi qualificativi che descrivono qualcosa di voi: “isterica”, “amabile”, oppure brevi frasi che individuano dei comportamenti: “uno che da una mano”, “una persona speciale”: queste sono le frasi che ci servono.

Prendetele tutte, copiatele in una pagina ordinandole in ordine di preferenza. Dovrebbe uscire una lista come: “stupendo”,”amabile”,”altruista”, etc.. Purtroppo per voi adesso dovete andare alla fine della lista, dove troverete cose come: “uno scansafatiche”,”uno che scappa sempre”, e altre cose poco simpatiche, che vi riguardano da vicino.

Queste sono le cose spiacevoli di voi stessi, quelle che sicuramente non vi piacciono e che potreste (e dovreste(?)) cambiare.

Prendete quindi gli ultimi dieci elementi della lista. Sono quelli con cui dovete lavorare. Prendete il primo di questa lista e passate al punto successivo.

Scegliete un immagine

Fatevi un immagine della frase convertita in positivo. Se sulla lista c’è “pigro”, la frase completa sarebbe “Io sono pigro”, quindi fatevi l’immagine di voi che scattate ovunque, vi occupate di ogni cosa, risolvete un paio di crisi mondiali e invece di riposarvi andate a scalare un paio di ottomila. Questo vi dà l’idea di quello che dovete fare.

Questa è l’immagine simbolo su cui lavorerete nel passo successivo.

Non limitate la vostra fantasia, fatela galoppare, e le cose funzioneranno.

Cercate di individuare una immagine che richiami alla vostra mente una forte sensazione o un'immagine vivida. L’immagine non deve fare niente altro, è creata da voi per voi, è un simbolo che vi da un'emozione o una sensazione di energia o qualunque altra cosa vi piaccia.

The Betty way

Utilizzate la tecnica di Betty Erickson per autoipnotizzarvi, o la vostra tecnica preferita.

Prima di entrare in autoipnosi datevi un tempo limite prima di autoipnotizzarvi dicendovi, mentalmente o ad alta voce (meglio), la seguente frase: “Entro in autoipnosi per # minuti”. O ore, come vi pare. La vostra mente terrà conto del tempo meglio di un orologio svizzero.

La tecnica di Betty Erickson è la seguente :

Prendete tre oggetti intorno a voi, meglio se piccoli e brillante, come la maniglia di una porta, un punto chiaro su un quadro, etc. e fissate la vostra attenzione su ognuno si essi.
Prendete tre suoni dal vostro ambiente, il traffico, il rumore del frigo, etc., e fissate la vostra attenzione su ognuno.
Prendete tre sensazioni che state provando, il prurito al naso, il formicolio alla gamba, il passaggio dell’aria nel naso, etc. Meglio usare sensazioni inusuali. Fissate la vostra attenzione su ogni sensazione.

Non fissate la vostra attenzione troppo a lungo, solo quello che basta per rendervi consapevoli di quello che state vedendo, sentendo o provando.

Passate successivamente, con le stesse modalità, a due oggetti, due suoni due sensazioni.

Sempre senza fretta, passate a un oggetto, un suono una sensazione.

Se avete fatto le cose per bene, siete pronti al passo successivo.

Ora lasciate vagare la vostra mente, come facevate in classe, quando il maestro parlava e voi guardavate fuori dalla finestra, e eravate in un altro luogo, in un altro tempo, completamente dimentichi di tutto il resto.

Pensate e ripensate all’immagine iniziale. Forse la mente vaga, di tanto in tanto si distrae, magari va alla deriva, ma non importa. Appena potete riprendete l’immagine iniziale, e cominciate a lavorarci sopra. Non fate sforzi per tentare di ricordarvi che cosa significhi né di che si tratta. La vostra mente funziona in base alle associazioni mentali, lasciate che funzioni al meglio senza disturbarla inutilmente: sa bene quello che deve fare. Manipolate l’immagine, giocateci un po’. Vedete se più luminosa vi sembra migliore, oppure se più piccola è più piacevole. Se è un immagine in movimento, mandatela avanti e indietro, al rallentatore, oppure acceleratela.

Riorientamento

Altrimenti noto come risveglio, segna il termine dell’induzione auto ipnotica.

Godetevi la vostra immagine, assaporatele quanto vi piace, e quando avete fatto, aprite gli occhi. Se non vi siete dati nessun limite temporale prima di entrare in autoipnosi contate dentro di voi da uno a cinque svegliandovi di un quinto ogni volta, e arrivati a cinque aprite gli occhi.

NOTE

Bisogna trattare una frase alla volta, e passare alla successiva solo quando si sono visti miglioramenti con l’argomento che state trattando.

La domanda iniziale non deve essere necessariamente “Io sono …”. Potete lavorare su proposte alternative, come “Io dovrei …”, Io farei …”.

Il procedimento è lo stesso. Bisogna soltanto avere cura di eliminare le cose impossibili da un punto di vista materiale, fisico (“Io dovrei diventare più alto” è impossibile se avete passato la pubertà).

Se c’è un comportamento negativo da eliminare, fatevi un immagine di come vi sentireste se avreste risolto il problema, se è un comportamento positivo da rinforzare, fatevi un immagine di successo riguardo al comportamento, e così via.

La fase più delicata è quella della scelta iniziale delle frasi. Lasciate vagare la mano, scrivete qualunque sciocchezza vi venga in mente, scrivete senza pensarci. Quello che verrà fuori dalla vostra matita sarà sorprendente.