Autoipnosi Induzione

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L'autoipnosi è un'abilità, e quindi può essere sviluppata, con un po' di pratica e un minimo d'impegno. Una buona idea è partire con il piede giusto, scegliendo un periodo in cui non si prevede ci saranno impegni particolari, e si ha la possibilità di ritagliarsi il tempo per praticare l'autoipnosi per almeno dieci minuti al giorno, ma se riuscite ad arrivare a trenta è ancora meglio.

La parte migliore della giornata è quella del mattino, in un periodo lontano dal risveglio e non troppo vicino ai pasti e quando nessuno vi può disturbare. Difficile avere tutte queste cose insieme se non site milionari e vivete di rendita, quindi ci si deve accontentare di quello che si trova. L'importante è non andare troppo oltre la sera, l'autoipnosi si pratica da svegli e farla sul tardi può portare a magnifiche dormite.

Alcune persone pensano sia meglio praticare l'autoipnosi da sdraiati, altri da seduti, io appartengo alla seconda categoria, ma non sono un dogmatico. Scegliete la posizione che vi è più congeniale, sapendo che quella da sdraiati facilita il sonno.

Musica o no in sottofondo?

Così come preferite, ma sono contrario, perché la musica può essere fonte di distrazione, quindi meglio eliminarla.

Risolte le questioni sul "setting", concentriamo la nostra attenzione sull'induzione. Buona pare di quello che bisonga imparare all'inizio è semplicemente come lasciare che accada. L'autoipnosi, a differenza di un'attività sportiva, non richiede nessuno sfarzo, nessun movimento, nessun agire. Meno si fa, meglio è. Bisogna fare in modo che accada, questo è il segreto, se ne esiste uno, per imparare a fare autoipnosi: non fare nulla per farla accadere.

Il primo passo è rilassarsi, ossia non fare assolutamente nulla, che sembra una cosa relativamente facile, finché non si prova a farla. Molte persone possono farlo facilmente, come se il rilassamento fosse scritto nel loro DNA, altre impiegano più tempo. Un modo semplice per rilassarsi, è notare dove si avverte la tensione e lavorare su quelle parti del corpo dove è maggiore, pensando semplicemente quelle parti, una alla volta, morbide, rilassate e pesanti.

Una volta appresa questa parte potrà essere effettuata nel giro di pochi minuti o di qualche secondo. L'importante è che non sia mai saltata, perché prepara il corpo e la mente a quello che verrà dopo.

All'inizio non bisogna forzare, ma lasciare che il rilassamento avvenga, quando arriva lo si saprà riconoscere, e si imparerà a riconoscere stati di rilassamento sempre più profondi, che con l'esperienza arriveranno in tempi più brevi. Tutto il tempo speso ad imparare a rilassarsi, sarà comunque tempo bene speso.

Il rilassamento progressivo di Jacobson è un buon metodo per rilassarsi.

Un colta completata la fase di rilassamento si può proseguire nell'approfondimento. Questa fase costituisce l'abbandono del rilassamento e l'ingresso nella fase auto-ipnotica vera e propria. L'ipnosi, e di conseguenza l'autoipnosi, non è rilassamento, ma il rilassamento la facilita molto, ecco perché è sempre bene iniziare ocn una fase di rilassamento.

Uno degli errori più frequenti che i principianti compiono è quello di rimanere in attesa, con l'occhio vigile e le orecchie puntate, di qualche segnale che annunci l'autoipnosi, di un cambiamento nella consapevolezza o nelle sensazioni provate che faccia esclamare. "Sono ipnotizzato!".

Questo modo di fare è la via migliore per non riuscire ad entrare in autoipnosi. Entrare in autoipnosi è qualcosa di più simile ad addormentarsi, prima si è svegli, dopo si sogna. Non bisogna fare nulla per dormire, si dorme e basta, come non bisogna fare nulla per sognare, è una conseguenza del dormire. Una delle ragioni dell'insonnia è che ci si vuole costringere a dormire e si sta con tutti i sensi protesi a cogliere il cambiamento, il momento in cui arriva il sonno. Ma è proprio tutta questa attività mentale, questa concentrazione continua che impedisce di dormire.

Allo stesso modo in cui non si sa quando ci si è addormentati e si è cominciato a sognare, non si sa quando esattamente si entra nello stato ipnotico. Ci si ritrova lì, come ci si ritrova in un sogno. L'autoipnosi non è un atto della volontà, ma uno stato del sistema nervoso. Quando l'esperienza con l'autoipnosi aumenta, nel giro di un paio di mesi, con il corpo e la mente che hanno fatto esperienza più volte dell'autoipnosi, si diventa maggiormente familiari con questo stato e a come ci si sente ad esser ipnotizzati.

Non tutti hanno bisogno di tanto tempo, alcuni riescono a fare tutto da subito. Altri praticano per qualche giorno, anche due settimane senza che succeda nulla, e poi all'improvviso entrano in autoipnosi. Se i risultati non arrivano subito, bisogna insistere, continuare a praticare.

La tecnica più semplice e universale di approfondimento è il contare alla rovescia, partendo da un numero grande a piacere. Di solito utilizzo dieci, perché così ho imparato, ma rispetto al contare all'indietro potete essere creativi. Potete partire da un numero primo e andare in dietro di tre in tre, oppure iniziare da cento e andare all'indietro di dieci in dieci. Al conteggio potete associare l'idea della discesa. Da una scala, in un ascensore con le luci dei piani che si accendono mentre scendete. Anche in questo caso siate creativi rispetto all'idea di base: andare in profondità. Scegliete qualcosa che sentite vostro.

Il conteggio deve essere effettuato in maniera naturale, nulla che sembri troppo lento o troppo veloce. Alcune persone collegano la respirazione al conteggio, e mentre scendono il loro respiro si allunga insieme al conteggio. E' una buona tecnica di approfondimento.

I numero vanno pensati, non detti a voce alta. Meglio evitare movimenti, anche quelli della bocca.

Una volta terminata la fase di approfondimento si può cominciare quella delle suggestioni. La realizzazione delle suggestioni, o meglio la loro esecuzione, sarà un indicatore prezioso del vostro grado di autoipnosi.

Il modo migliore di darsi suggestioni in autoipnosi è quello di averle preparate prima, memorizzate se possibile, almeno in una forma di canovaccio da seguire, come fanno gli attori che recitano a soggetto. Andare impreparati, senza una traccia da seguire può essere improduttivo, anche se a volte l'autoipnosi permette di sperimentare l'inatteso.

Anche il dialogo interiore ha una sua validità in autoipnosi: parlare a se stessi, di quello che si vuole essere, diventare, qualunque cosa. Sullo stesso filone ci si può immaginare come si desidera essere nel futuro, mentre si fanno tutte le cose che si desidera fare, come se si fossero già realizzate.

L'importante è parlare sempre in prima persona. non rivolgersi mai a se stessi con il tu, non pensare, immaginare, sognare di un altro. L'atto suggestivo riguarda ed è diretto alla propria persona, a voi stessi e nessun altro. Parlate a voi stessi in maniera semplice ed efficace, evitando frasi lunghe e costrutti ambigui.

Molto spesso è meglio semplicemente immaginare delle scene, come precedentemente detto di un evento futuro, lasciando che queste si svolgano come in un film.

Anche per le suggestioni vale quello detto per il rilassamento: non bisogna essere impazienti ma lasciare che le cose accadano.

Alla fine delle suggestioni c'è il risveglio, una parola impropria in questo caso, perché in autoipnosi non si dorme, ma che rende l'idea del ritorno allo stato di veglia, quello che senza troppi rimpianti abbiamo abbandonato per dedicarci alla piacevolezza dell'autoipnosi.

Aprire gli occhi e alzarsi può funzionare, ma di solito non è una buona idea. Molto meglio delimitare la fine della sessione di autoipnosi, marcando una chiara demarcazione tra lo stato dell'autoipnosi e quello della veglia.

Un metodo consiste nel contare lentamente da uno a tre, dandosi suggestioni per il ritorno dell'energia, Uno, una nuova energia in ogni cellula del mio corpo , Due la lascio circolare in ogni cellula nervo fibra del mio corpo perché mi sostenga nei giorni a venire, tre occhi aperti completamente sveglio.

Potete anche contare da uno a cinque, suggerendovi anche ad ogni numero vi sveglierete di un quinto. Anche in questo caso vale l'idea di essere creativi.