Assedio progressivo

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Molte induzioni ipnotiche hanno punti di contatto con vecchie tattiche di guerra, come l'assedio, che prevede lunghi tempi di attesa prima che l'assediato capitoli. L'idea alla base di queste tecniche è quella di stancare e annoiare finché la mente dell'ascoltatore naviga lontano, sospinta dalle correnti di questo mare di noia, alla ricerca di qualcosa cui aggrapparsi.

Sicuramente vi ricordate di quello che succedeva a scuola, quando il professore spiegava e continuava a spiegare cose incomprensibili, strane, misteriose di cui non riuscivate a trovare il senso, e così guardavate fuori della finestra, la mente persa dietro qualche sogno personale, un posto dove avreste voluto essere, il ricordo dell'estate vicina. Spesso serviva più di un richiamo del professore per riportarvi all'aula e ai compiti della giornata.

Lo stesso effetto si ha durante un convegno o una presentazione, quando riprendono i lavori dopo pranzo, e il relatore parla mantenendo lo stesso ritmo, senza una pausa, una parola dopo l'altra, e il pubblico comincia a divagare, lo sguardo si fissa su qualche punto distante, la mente è altrove.

Ma lo stesso effetto non si realizza soltanto con la parola. Qualunque suono ritmico che non provochi fastidio, può essere utilizzato al posto delle parole. Quello che conta non è il senso del discorso o il significato delle parole, ma il ritmo con cui sono veicolate. I primi esperimenti erano fatti con gli orologi, i cipolloni del nonno che erano sempre a disposizione nel taschino del gilet alla fine del XIX° secolo. Bastava far ascoltare un paio di minuti il ticchettio dell'orologio per generare una trance profonda in molti soggetti. Al giorno d'oggi, con gli orologi digitali questa pratica è andata perduta.

Bene, se avete sperimentato situazioni del genere, sapete già cosa succede quando un ipnotista utilizza un'estenuante noiosissimo prolungato discorso per provocare l'induzione della trance, o cosa accade quando si è concentrati su un suono ritmico per un certo periodo di tempo.

Il principio alla base di queste induzioni è quello di concentrare la mente su una sola idea, un suono ritmico in questo caso.

La tecnica è semplice, anche se noiosa da praticare, e da ottimi risultati in tutti quei soggetti che sono troppo nervosi o ansiosi nei confronti dell'ipnosi, da lasciarsi andare immediatamente. Questi soggetti hanno bisogno di tempo e bisogna insistere finché non sono coinvolti dalle nostre parole abbastanza da cominciare a sperimentare sensazioni di rilassamento e tranquillità.

Il processo è molto semplice: se avete a disposizione una cipolla, fate ascoltare il ticchettio, chiedendo al soggetto di rimanere concentrato solo sul ticchettio dell'orologio, altrimenti potete utilizzare le tecniche di rilassamento progressivo, come quella di jacobson o quelle derivate.

Esempio di induzione

Il processo è abbastanza lungo, e spesso mette a dura prova la pazienza dell'ipnotista, ma in compenso è facile da realizzare e porta il soggetto in uno stato di rilassamento molto profondo.

Le induzioni di questo tipo devono essere formulate con voce tranquilla, calma, monotona, parlando come si parlerebbe a un bambino di dieci anni. Tra una frase e l'altra ci deve essere una pausa di qualche secondo, una sospensione che dia tempo al soggetto di recepire quello che stiamo dicendo ed elaborarne il contenuto. Se le pause sono tutte della stessa durata, si da all'induzione un accento ritmico, che facilita l'induzione stessa. Lo scopo è di farla assomigliare a una cantilena o alla recitazione del rosario. Questa tipologia di induzioni sicuramente non è spettacolare e veloce ma porta al risultato atteso e può essere praticata da chiunque senza troppi problemi, anche al solo scopo di ottenere un benefico rilassamento fisico.

Se questa induzione è fatta ad un soggetto già stanco, ad esempio la sera tardi, si trasforma facilmente in sonno, e per questo può essere utilizzata per addormentarsi da tutti quei soggetti che trovano difficoltà a dormire.

L'induzione può essere registrata e riascoltata quante volte si vuole, e i suoi effetti si potenziano e si moltiplicano con le ripetizioni.

Lo script che presento è generico, e può essere utilizzato così com'è. L'utilizzo di queste induzioni non ci mette al riparo dalle reazioni inattese del soggetto. E' sempre possibile che si abbia un'abreazione, anche se il fenomeno è abbastanza raro. In questo caso bisogna tranquillizzare il soggetto e una volta che questi si è calmato risvegliarlo sospendendo la seduta, se non si è in grado di far fronte all'abreazione.

L'induzione che presento è basata sui lavori di Estabrooks, Elman, Hewitt e Erickson.

Introducete quello che state facendo: "Adesso ti chiedo di seguire quello che dico, sperimentando le sensazioni di quello che dico. In questo modo sperimentai in breve tempo un profondo e benefico rilassamento ...” e così via. Non è il caso di insistere troppo. Naturalmente il soggetto deve avere dato la sua autorizzazione ad essere ipnotizzato o a "sperimentare uno stato di profondo rilassamento", qualunque delle due opzioni gli sono state presentate.

Il soggetto può essere sdraiato o seduto, in quest'ultimo caso non deve avere mani o braccia incrociate. Parlando con voce monotona, sommessa, tranquilla, suggerendo senza comandare, facendo attenzione a rispettare le pause. Le parole non sono tanto importanti quanto il tono generale del discorso.

"Ora che sei seduto comodo e tranquillo ... concentra un attimo soltanto la tua attenzione sul respiro ... senti il respiro che entra dal naso ... e mentre ti concentri un attimo sul tuo respiro ... senti come sei sostenuto ... mentre diventi consapevole dello schienale sotto la tua schiena ... del peso dei tuoi piedi contro il pavimento ... del piede destro dentro la scarpa ... forse non lo hai notato prima ... ma adesso lo fai ... e prendi un bel respiro e trattienilo un attimo ... e lascialo andare ... lentamente ... e lascia che il tuo corpo si rilassi ... mentre prendi un secondo respiro ... lo trattieni un attimo ... e lo lasci andare ... lentamente ... insieme a tutte le tensioni del tuo corpo ... sentendo che ti stai rilassando completamente ... perché è tempo ... di prendere un altro respiro ... e trattenerlo ... e poi lasciarlo andare lentamente ... sperimentando un rilassamento ancora più profondo ... dieci volte più profondo ... lasciando che il rilassamento divento parte di te ... come tu diventi parte di lui ... e mentre ti chiedi se ti stai rilassando tutto insieme ... come se una coperta tiepida ricoprissi il tuo corpo ... o se ti rilassi un muscolo alla volta ... sentendo il rilassamento che di diffonde sul tuo corpo ... puoi concentrarti sui piccoli muscoli intorno agli occhi ... e sentirli rilassati fino al punto che le tue palpebre non vogliono saperne di aprirsi ... e quando sei veramente sicuro che le tue palpebre se ne stanno lì abbandonate fino al punto che non vogliono aprirsi ... lascia che questa sensazione di rilassamento si diffonda fino ai muscoli della fronte ... e permetti a questa sensazione di scorrere sulle guance ... fino alla bocca ... senti la sensazione delle labbra che si rilassano ... tutta la tua faccia si sta rilassando ... molto bene ... stai andando benissimo ... mentre il rilassamento scende lungo il collo ... e le spalle ... e immagina che i muscoli delle spalle si rilassano completamente ... e che il rilassamento scende ancora ... nelle braccia ... e ogni cellula, ogni nervo, ogni fibra del tuo copro dalla testa fino alle mani ... fino alla punta delle dita delle mani ... diventa morbida e pesante oppure calda ... e c'è un formicolio oppure non c'è ... che importanza ha ... quando puoi avere la sensazione di non avere sensazioni ... dalla punta della testa fino alla punta delle dita ... e immagini che il tuo petto si rilassa ... mentre il respiro si fa lento e profondo e tu immagini quanto può continuare a rilassarsi ... il tuo petto ... mentre il respiro si fa ancora più lento e profondo ... e tra un momento conto da uno a tre ... quando arrivo a tre sollevo leggermente il tuo braccio sx/dx ... tu lascia fare a me tutto il lavoro ... lascia il braccio dov’è adesso ... così com'è ... morbido e pesante come uno straccio bagnato ... e quando lascio ricadere il braccio sulla tua coscia ... lasciati andare ... ad un rilassamento dieci volte più profondo ... 1 ... 2 ... 3"

[Sollevate il braccio di una ventina di centimetri prendendo delicatamente il polso tra il pollice e l'indice. Il braccio deve essere pesante, non ci deve essere la minima partecipazione al sollevamento da parte del soggetto. Se lo scuotete leggermente, il braccio deve oscillare senza resistenza. Quando lo lasciate, deve cadere con un movimento continuo e senza ritardi dal momento in cui aprite pollice e indice, come fosse un oggetto inanimato. Capita con relativa frequenza che il braccio rimanga in aria, completamente catalettico. In questo caso il soggetto è in ipnosi. Suggeritegli di far scendere il braccio lentamente, oppure all'improvviso e che quando il braccio toccherà la coscia: "sarai dieci volto più rilassato"]

Se il braccio si comporta come evidenziato sopra, il soggetto è in ipnosi e potete andare avanti con le suggestioni del caso, oppure risvegliate il soggetto.

Se il comportamento del braccio non rientra nelle casistiche esaminate, dovete insistere ancora, scendendo con le suggestioni di rilassamento fino alla punta dei piedi, ad ogni singolo di to dei piedi, parlando sempre con lo stesso tono.

Dopo essere arrivati alla punta dei piedi ripetete il sollevamento della mano e verificate se esiste una delle due condizioni indicate. Se ancora non c'è evidenza di catalessia o completo rilassamento del braccio ripetete il processo per l'intero corpo, ponendo enfasi sulle suggestioni riguardanti le sensazioni di pesantezza degli arti, e di nuovo effettuate il test del braccio.

Se anche questa volta non ottenete risultati, contate da uno a cinque, chiedendo al soggetto di aprire gli occhi al cinque. Discutete l'intera seduta, soprattutto le sue sensazioni (in questo caso la mancanza di sensazioni) e rimandate l'induzione ad un altro giorno. Come già notava Liébeault alla fine dell'ottocento, "Quello che non si ottiene la prima volta, si potrà ottenere facilmente la seconda o la terza.”.