Alleviare la balbuzie con l'ipnosi

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Tradotto da un articolo di  Paul G. Durbin

ROBERT FREEMAN: SUBCONSCIOUSLY SPEAKING: 1991 VOL 6 N°6

Ho trovato questo caso di grande interesse per me e per coloro che conosco. Spero sinceramente che molti di voi lo troveranno utile. Riguarda un ragazzo di 8 anni chiamato Jim, la cui madre aveva chiesto se avrei potuto aiutarlo con il suo problema di balbuzie. Aveva già avuto un approfondito esame da parte di medici qualificati e anche di uno specialista della gola. Tutti avevano concluso che non c’era nulla che non andasse nel ragazzo. La madre, allora, si era interessata nell’uso dell’ipnosi per correggere questo problema.

Disse inoltre che stava lavorando con gli specialisti fin dall’asilo, ogni terapista aveva lavorato con lui per circa 2 anni e mezzo. Durante questo periodo, Jim non mostrò alcun segno di miglioramento. La madre disse che doveva essere accaduto qualcosa nella sua vita, prima dell’inizio della scuola, dato che fino a quel momento aveva parlato abbastanza bene.

Dissi alla madre che con l’ipnosi ci potrebbe essere la possibilità di scoprire la ragione di qualche evento particolare accaduto nella vita del ragazzo facendolo parlare in una maniera che non era normale per lui, sebbene non avremmo seguito questa strada. Durante la mia intervista con Jim, a cui la madre fu presente, gli chiesi riguardo una varietà di cose che avrebbero potuto produrre nella sua vita una sorta di mistica; qualcosa che avrei potuto utilizzare con lui durante l’ipnosi. Lui mi indicò un film visto di recente, E.T.. Discutendo del film Jim disse che il ragazzo nel film era stato guarito dall’essere extraterrestre mettendo i polpastrelli del ragazzo contro i suoi, e permettendo all’energia di penetrare nelle dita del ragazzo per guarirlo.

Decisi quindi che potevo utilizzare questa tecnica per aiutare Jim a risolvere il suo problema di balbuzie.

Feci immaginare a Jim di essere E.T. Gli chiesi di chiudere gli occhi e di immaginare che si stava avvicinando alla Terra dallo spazio nella sua astronave. Fece un cenno con la testa quando atterrò. Gli dissi che avrei giocato il ruolo di Jim. Lo scopo di questo era quello di dire a Jim, che stava immaginando di essere E.T., che aveva un infinito potere di cura e che io, Jim, avevo un problema con il parlare bene e l’energia di E.T. sarebbe stata utilizzata come un potere curativo per creare i cambiamenti necessari nel comportamento che io (Jim) avevo avuto e quindi avrei parlato chiaramente e correttamente.

Jim indicò di essere atterrato facendo segno di si con la testa. Cominciai a parlare con lui e gli chiesi di continuare ad essere E.T. e di allargare la sue dita. Quindi alzai la mia mano, estesi le dita e le piazzai contro le sue. Quindi chiesi a Jim di estendere i poteri curativi del suo corpo attraverso il suo braccio, attraverso le punte delle sue dita fino alla punta delle mie dita mentre io facevo la parte di Jim; permettendo a tutti questi poteri di fluire fino a quando il ragazzo (E.T.) riconosce che io (Jim) sono guarito.

Rimanemmo seduti per quello che sembrò un lungo tempo ma che, in realtà, durò solo circa 5 minuti. Il ragazzo (E.T.) fece sì con la testa, indicando che aveva curato Jim, che ora sarebbe stato in grado di parlare chiaramente e correttamente. Ringraziai E.T. per la cura.

Quando tolsi la punta delle mie dita, la mano di Jim rimase sollevata in aria, come se stesse ancora toccando qualcosa, e lui era in una trance molto profonda. Quindi suggerii che rimanesse in qualunque posizione si sentisse comodo mentre parlavo con la madre.

Dissi alla madre del ragazzo che non avrebbe più avuto problemi di balbuzie (lei rimase nella stanza durante tutto il processo) e che avrebbe parlato chiaramente e correttamente. Feci anche notare che era importante per Jim continuare la terapia per utilizzare pienamente l’appropriata meccanica della parola, per rinforzare gli aspetti psicologici e permettergli di continuare a parlare liberamente.

Quindi mi rivolsi nuovamente al ragazzo, notando che la sua mano stava tornando sulla coscia. Suggerii a E.T. (Jim) che adesso che la sua missione sulla Terra era conclusa, poteva tornare a casa , chiedendogli di fare un cenno con la testa quando era salvo a casa. Dopo pochi minuti fece un cenno con la testa e sorrise.

Dissi a Jim che poteva prendere un profondo respiro, lasciarlo andare lentamente, aprendo gli occhi come se stesso. Quando lo fece, sua madre gli parlò e lui rispose chiaramente e correttamente.

Qualunque cosa siano i misteri della mente, se vengono dalla Terra, dallo spazio, o dall’immaginazione della mente di un ragazzo, le esperienze che portò nel mio studio con lui gli lasciarono fare la correzione sotto la mia direzione. Secondo i miei ultimi contatti con la madre di Jim, lui non ha sperimentato ricomparse del problema e continua a parlare liberamente. In cerca di tecniche per aiutare efficacemente i nostri clienti, ne ho trovata una che funziona e ho il privilegio di avere questa opportunità di condividerla con voi.

Bert. Robert Freeman, M.Ed., C.Ht.