Aiutarsi con l'immaginazione

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Science Daily ha pubblicato un articolo eccellente sul potere dell'immaginazione, che si dimostra, secondo quanto pubblicato dalla rivista, molto più potente di quanto finora immaginato.

Il pezzo, che di seguito traduco, riguarda uno studio che dimostra come pensare a una postura, immaginare di assumerla, è molto simile all'assumerla veramente.

Lo studio in questione é stato pubblicato su Psychological Science Volume 20 Issue 3, Pages 293 - 295 Online: 13 Febbraio 2009.

"Reaching Out With the Imagination"

Christopher C. Davoli1 and Richard A. Abrams
Washington University

Il testo

Immagina questo: uno studio suggerisce che il potere dell'immaginazione è qualcosa più di una metafora

L'abbiamo già sentito: "Immagina te stesso mentre superi un esame o segni un punto e accadrà". Possiamo alzare gli occhi al cielo e pensare che è più facile da dire che da fare, ma un nuovo studio pubblicato su "Psychological Science", un giornale dell'"Association for Psychological Science", gli psicologi Christopher Davoli e Richard Abrams dell'università di Washington suggerisce che l'immaginazione può essere molto più efficace di quello che pensiamo nel farci raggiungere i nostri obiettivi.

Un gruppo di studenti doveva cercare visivamente lettere specifiche (sparse tra altre lettere utilizzate come distrazione) e identificarle il più rapidamente possibile premendo un bottone. Durante l'esecuzione di questo compito, gli studenti sono stati invitati a immaginare se stessi o mentre tenevano il monitor con entrambe le mani, o mentre tenevano le mani dietro la schiena (era stato enfatizzato che non dovevano assumere quelle posizioni, ma semplicemente immaginarle).

I risultati hanno dimostrato che immaginare semplicemente una postura, può avere effetti simili a quelli che si sarebbero avuti assumendo effettivamente quelle posture. Tutti i partecipanti hanno impiegato più tempo cercando sullo schermo quando immaginavano di tenere il monitor, rispetto a quando si immaginavano con le mani dietro la schiena. I ricercatori suggeriscono che il rallentamento del tasso di ricerca indica un'analisi più approfondita degli elementi più vicino alle mani. Precedenti ricerche hanno dimostrato che passiamo il tempo a guardare gli oggetti vicino alle nostre mani (gli oggetti vicini a noi di solito sono più importanti di quelli più lontano), ma questo è il primo studio che suggerisce che il semplice immaginare qualcosa di molto vicino alle nostre mani ci porta a prestarvi maggiore attenzione.

I ricercatori suggeriscono che questi risultati indicano che il nostro "spazio peripersonale" (lo spazio intorno al corpo) può estendersi nello spazio, quando immaginiamo di assumere un determinata postura. I ricercatori notano che ci possono essere dei vantaggi nel possedere questa abilità, come determinare se un'azione è realistica (ad esempio, "Posso raggiungere lo scaffale in alto?") e ci aiuta a evitare le collisioni. Gli autori concludono che il presente studio conferma "un idea che è stata a lungo esposta da motivatori, psicologi dello sport, e dallo stesso John Lennon: l'immaginazione ha la straordinaria capacità di plasmare la realtà".

Per maggiori informazioni su questo studio, contattare Chris Davoli (ccdavoli@artsci.wustl.edu)

Fonte : Psychological Science

Commento

Lo studio, per chi si interessa di ipnosi, è una conferma molto interessante di quello che è possibile realizzare attraverso l'immaginazione guidata e tecniche analoghe. L'idea che quello che pensiamo condiziona il nostra agire non è nuova, e senza andare indietro di ere geologiche, basta ricordare il testo "Psycho-Cybernetics" di Maxwell Maltz, degli anni sessanta.

Naturalmente, non dobbiamo nemmeno pensare che per il solo fatto di avere questa capacità dobbiamo necessariamente abusarne, utilizzandola al posto dell'esercizio reale per lo sviluppo e il miglioramento di una qualità. Per imparare a compiere un'azione, bisogna comunque esercitarsi. L'immaginazione guidata rende il percorso di apprendimento e/o di miglioramento sensibilmente più breve e facile, perché consente di mettere a posto direttamente "nella testa", in qualunque luogo e in qualunque momento desideriamo, quei piccoli particolari che nell'azione dal vivo passano inosservati, a causa della velocità dell'azione o perché la nostra concentrazione è dedicata a iun'altro aspetto di un'azione. Tuttavia questo studio, come altri precedenti, dimostra che esiste un legame molto forte tra l'immaginazione e la competenza fisica.

Sicuramente il legame tra l'immaginazione e i cambiamenti che possono essere effettuati tramite questa, non si limitano a quanto riportato sull'articolo e vanno ben al di là, soprattutto se utilizziamo l'immaginazione all'interno di un contesto ipnotico, che moltiplica gli effetti dell'immaginazione. Cambiamenti fisici anche sorprendenti, come la sparizione della psoriasi o di un orticaria nel giro di poche ore, fanno riferimento al tipo di attività mentale immaginativa messa in luce dall'esperimento. Dobbiamo considerare il nostro corpo, rispetto all'immaginazione, molto più che "peripersonale": è mia opinione, e credo quella della maggior parte degli ipnotisti, che tutto il nostro organismo reagisce all'immaginazione.

L'unico ostacolo all'utilizzo dell'immaginazione, è la nostra reale capacità di utilizzarla. Spesso seminiamo e aspettiamo di raccogliere i frutti, ma non abbiamo la pazienza di aspettare il tempo necessario, così rimaniamo senza raccolto, anche se avevamo seminato accuratamente. Tempo, pazienza e un po' di dedizione, sono le qualità che fanno la differenza, se volgiamo ottenere dei risultati, o se volgiamo ottenerli in un tempo minore oppure in maniera migliore. Non c'è modo, almeno che io conosca, di aggirare l'ostacolo del tempo e dell'impegno, e se andiamo troppo di corsa, se vogliamo risultati troppo immediati, non c'è ipnosi che tenga, la lasceremo dietro di noi, insieme alla semina di cui non raccoglieremo mai i frutti.