Zona di sicurezza

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Quante volte hai detto no a qualcosa che ti sarebbe piaciuto fare, perché sentivi che c'era qualcosa che non andava?

Hai mai rinunciato a guadagnare, onestamente, una somma di denaro interessante, perché hai preferito evitare il tipo di lavoro che ti veniva offerto?

Oppure non sei andato a parlare in pubblico e il collega che ha fatto la presentazione ti ha scavalcato. Valeva la pena di rinunciare così facilmente?

La risposta è no, un no deciso, ma questo lo sai già, altrimenti non ti dispiacerebbe avere perso così tante occasioni.

Sicuramente pensi che ci sia qualcosa che non va in te stesso, cominci a dubitare delle tue possibilità, l'autostima in questi casi scende ai minimi storici. Ti senti un po' fifone, un po' stupido, troppo rinunciatario e non sai cosa fare.

In realtà stai semplicemente passando attraverso esperienze che ti procurano una certa soglia d'ansia, ma non così elevata da essere avvertita in tutta la sua portata. E' come se in certe situazioni fossi legato ad un elastico invisibile, che ti impedisce di lasciarti andare. L'elastico ti tira indietro, ti allontana dalla nuova esperienza, ma tu non te ne accorgi e se te ne accorgi non sai perché non riesci a tirare più forte di lui.

In queste situazioni stai allontanandoti dalla tua zona di sicurezza, dal territorio dove ti muovi sicuro come un cacciatore nella sua zona di caccia. Finché non superi il perimetro che ti sei imposto, non succede nulla, sai come affrontare le situazioni, sai con chi puoi avere a che fare. Ma come il cacciatore si ritira una volta arrivato al fiume che segna i confini del suo territorio, così succede a noi quando usciamo dalla nostra zona di sicurezza.

Parlare in pubblico diventa il territorio al di là del fiume, dove ci sono altri animali, altre tribù, un altro paesaggio che ci è del tutto sconosciuto e che non sappiamo come affrontare. Rimanere nella zona di sicurezza ci fa sentire tranquilli, ma limita fortemente le nostre possibilità. Il mondo al di là del fiume rimarrà nei nostri sogni se non ci decidiamo ad attraversare il fiume.

Quello che dobbiamo fare è tagliar l'elastico che ci tiene legati alla nostra zona di sicurezza, in questo modo possiamo andare al di là del fiume ed estendere i nostri territori di caccia. Quello che ci attende al di là è ignoto e sconosciuto, ma ricco di sorprese e di nove esperienze.

Non ci sono trucchi per estendere la zona di sicurezza, per andare oltre il fiume, ma decisioni da prendere:

  1. La prima, più importante e fondamentale, è quella di decidersi a passare il fiume. La nostra zona di sicurezza non si amplierà mai, se non conquistiamo nuovo territorio.
  2. Rompere regole e tradizioni autoimposte. Se la tribù non va al di là del fiume, poco importa, siamo NOI che vogliamo andare al di là del fiume.
  3. Valutare i vantaggi che ci comporta l'espansione del territorio. Ne vale davvero la pena?
  4. Impegnarsi a fondo nel cambiamento. Se aspettiamo che il fiume vada in secca, potremmo aspettare troppo a lungo. Molto meglio muoversi il prima possibile.

Le ricompense che avrete da questo nuovo modo di fare saranno presto evidenti. Riconoscerete innanzitutto i vostri pensieri autolimitanti, le limitazioni apprese, a volte vi accorgerete per la prima volta di avere delle limitazioni. Andare oltre il fiume potrà sembrarvi strano le prime volte, poi lo considererete normale. I nuovi territori di caccia oltre il fiume faranno parte della vostra zona di sicurezza dopo un breve periodo di esplorazione, in cui dovrete essere un po' più vigili e un po' più attenti del solito.

E quando riuscirete a parlare in pubblico senza porvi nemmeno la domanda se ne sarete capaci o meno, sarà perché questa nuova competenza è entrata a far parte della vostra nuova zona di sicurezza, molto più amplia e promettente della precedente.