Wundt e l'ipnosi

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Wilhelm Maximilian Wundt (1832-1920) è conosciuto come padre fondatore della psicologia scientifica, creatore del primo laboratorio di psicologia sperimentale. Autore prolifico, si calcola abbia scritto circa 53.000 pagine su vari argomenti, tra i quali, naturalmente, visto il periodo in cui ha operato e l'estensione dei suoi interessi, l'ipnosi, a cui ha dedicato un libro "Hypnotism and suggestion" (Leipzig: Wilhelm Engelmann, 1892, 110 pp).

Wundt considerava l'ipnosi inutilizzabile dal punto di vista sperimentale a causa della sua inconsistenza. Secondo il suo pensiero, l'ipnosi, e con essa altri studi legati agli stati alterati di coscienza, non poteva costituire il fondamento per una solida psicologia accademica. Anziché prestare attenzione al sonnambulismo, alla trance e ai fenomeni dell'ipnotismo, la psicologia doveva occuparsi degli stati di coscienza ordinari. Tutto il resto rientrava in casistiche da destinare alle cure di uno psichiatra. Un modo molto chiaro e netto di delimitare un campo di ricerche da destinare alla psicologia, completamente separato da quello della medicina.

Wundt considerava le teorie di Freud un: "toccare teorie occulte associate alla filosofia medica anturale della scuola di Schelling all'inizio del XIX° secolo".

Per Wundt i fenomeni ipnotici, come la suggestione post-ipnotica, non potevano rivelare nulla di più di quello che poteva essere scoperto in un laboratorio di psicologia, per cui non avevano alcun valore. Wundt stesso si faceva vanto di non aver mai praticato esperimenti sull'ipnosi né di aver permesso ad altri di farne nei sui laboratori. Dal punto di vista teorico, considerava l'ipnosi attivata dagli stessi meccanismi che provocano i sogni.

Nonostante le forti perplessità, per non dire chiusure, di Wundt nei confronti degli stati alterati di coscienza, del magnetismo e di tutto quanto avesse il sospetto di potersi collegare in qualche modo con l'occulto, riservava apprezzamento all'applicazione pratica dell'ipnosi, riconoscendo al metodo terapeutico suggestivo una validità e augurandogli di "espandersi per il bene dell'umanità sofferente".

Nonostante il rifiuto di Wundt per l'occulto e gli stati alterati di coscienza, le sue teorie sono state utilizzate dagli ipnotisti. Wundt afferma che la semplice appercezione di un immagine di un movimento è seguita dal movimento, almeno che questo non venga impedito, e questo concetto è alla base dei movimenti ideo-motori, che sono ampiamente impiegati in ipnosi.

Bibliografia

  1. Gauld, A. (1992). A history of hypnotism. Cambridge: Cambridge University Press.

  2. Perussia, F. (2011). Manuale di ipnosi. Milano: UNICOPLI.