Un esperimento inutile

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Jaysmith: Una cosa meravigliosa questa ipnosi, vero, McCorkle?

McCorkle: Veramente meravigliosa, infatti.

Jaysmith: Qualcosa come il mesmerismo, no?

McCorkle: Si, molto simile.

Jaysmith: Ho letto sui giornali che un operatore preparato, dopo averr messo una persoan in trance ipnotica, può fargli fare qualunque cosa gli ordina.

McCorkle: Si, credo che funzioni in questo modo.

Jaysmith: E il soggetto è proprio incapace di resistergli.

McCorkle: Proprio così.

Jaysmith: Sai, mi sono domandato spesso se possiedo il potere di mettere una persona nel sonno ipnotico.

McCorkle: Non sarei sorpreso se tu fossi capace.

Jaysmith: Lo pensi davvero?

McCorkle: Ne sono quasi sicuro.

Jaysmith: Supponi che mi facessi provare su di te, così per gioco.

McCorkle: O, non sarebbe di nessuna utilità per te provarlo su di me, Jaysmith. Non riusciresti comunque. Anche se il signor Ipnotista in persona provasse, fallirebbe. Non ti potrei prestare un cinque (dollari) nemmeno se tu mi ipnotizzassi, perché non ho un dollaro con me.


Il colloquio tra Jaysmith e McCorkle è del 1894, ed è riportato sul quotidiano "The courier" del 1894. Illustra con una certa ironia come viene considerata l'ipnosi. Che capiti di sentire certi discorsi anche oggi, dopo 118 anni, la dice lunga su come l'immagine dell'ipnosi sia cambiata molto poco presso l'opinione pubblica.

The courier. (Lincoln, Neb.), May 26, 1894, Page 12, Image 12