Teoria & pratica 1

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Un quadro sinottico delle teorie sul magnetismo
Un quadro sinottico delle teorie sul magnetismo

L'ipnosi non ha ancora trovato un assetto teorico che inquadri e spieghi tutti i fenomeni che produce, e che sono stati descritti fino dalla fine del XIX° secolo. Lo zelo dei teorici si è spinto fino al punto di spiegare il fenomeno negandolo, riportandolo ad una semplice interazione sociale, un gioco di ruolo tra ipnotizzatore e soggetto. Questo esempio basta a dimostrare che non esiste ancora un accordo sulla definizione dell'ipnosi né tanto meno una teoria unificata che ne spieghi la fenomenologia.

La sensazione è che l'ipnosi sia una serie di tecniche sperimentate duecento anni fa, che funzionano sulla maggior parte dei soggetti e che tutto sommato non hanno un gran bisogno di trovare un assetto teorico per giustificare la loro esistenza. Dopo tutto al tempo del mesmerismo si andava fin nelle lontane Americhe senza sapere calcolare la longitudine.

Trovare un assetto teorico all'ipnosi, probabilmente sarà utile come calcolare longitudine per i viaggi in mare, ma ad oggi le varie scuole di pensiero non hanno saputo trovare risposte soddisfacenti, e alcune spiegazioni teoriche sono così differenti e antitetiche tra di loro, che a stento si crede che i ricercatori stiano parlando degli stessi fenomeni.

Tra le molte teorie presentate, alcune sembrano più valide, o ragionevoli, di altre, o sono semplicemente più aggiornate e in grado di rispondere alle concezioni attuali, giuste o sbagliate che siano.

E' fuori questione che l'ipnosi ha eluso finora ogni tentativo di rientrare in una definizione univoca, anche perché non c'è grande accordo sull'interpretazione dei fenomeni ipnotici, che alcuni interpretano come specifici dello stato ipnotico, e altri no. Paradossalmente, ad una maggiore ricerca non corrisponde un maggiore consenso né riguardo ai fenomeni, né riguardo alle assunzioni di base e alle metodologie.

Hilgard parlava di "dominio ipnotico", come campo di studio dell'ipnosi, e in questo dominio includeva tutti i fenomeni noti (distorsione temporale, allucinazioni, catalessia, etc.) su cui c'era, almeno dal punto di vista della fenomenologia osservata, un accordo tra gli studiosi.

Molti autori fanno riferimento ad altre teorie, o le integrano, o le esaminano criticamente in funzione della loro, perciò si può fare riferimento a scuole di pensiero cui si può dare un nome. Questi raggruppamenti, come tutti i raggruppamenti di comodo, sono arbitrari, e differenti teorie possono appartenere all'uno o all'altro in differenti percentuali.

Alan Gauld, nel suo libro "A history of hypnotism", propone la seguente divisione : "Tuttavia la classificazione che sembra essere più soddisfacente per acquisire gli obiettivi e le prospettive dei diversi teorici è quella che si riferisce al tipo di contenuto esplicativo entro il quale i teorici hanno cercato di esporre i fenomeni ipnotici e connessi. Alcuni hanno trovato un contesto fisiologico (o fisiologico-psicologico) più appropriato, altri uno psicologico (o anche socio psicologico), e alcuni uno psicopatologico."

Un'alternativa possibile è quella di classificare le varie teorie da un punto di vista concettuale come "Neodissociative" e "Socio-congitive", che considerano il fenomeno dell'ipnosi da differenti punti di vista: Il primo come vede i cambiamenti della coscienza e dei comportamenti durante l'ipnosi come la manifestazione di abilità e comportamenti dissociativi (o ultimamente "regressivi"), e il secondo (Coe, Sarbin, Spanos), vede l'ipnosi come la risposta ad un contesto in cui devono essere tenute in considerazione le aspettative e le credenze sull'ipnosi da parte del soggetto.

Come si vede, già le differenti classificazioni dell'impianto teorico qui riportate, possono dare luogo a discussioni e polemiche. Chi considera l'ipnosi un fenomeno fisiologico (Granone), potrebbe sentirsi escluso da tutti i raggruppamenti proposti.

I raggruppamenti maggiori sono comunque tra la teoria dell’ipnosi-stato, che considera l’ipnosi come uno stato mentale, e quelle dell’ipnosi non-stato, che sono tutte quelle socio-cognitive.

Nell'analizzare le scuole, è preferibile riferirsi soltanto alle più recenti tendenze e orientamenti nel campo dell'ipnosi, altrimenti si corre il rischio di fare un'analisi esaustiva, ma di scarso significato, essendo le teorie storiche ormai sorpassate dalle conoscenze attuali del sistema nervoso e della fisiologia umana. Il tocco reale, l'influenza dei pianeti, l'influenza magnetica, il magnetismo animale, possono essere considerate "scienza" soltanto alla luce dei tempi che ne videro la nascita.

Se poi vogliamo andare oltre nel tempo e spingerci a classificare le pratiche di stati alterati praticate da Greci, Romani, Cinesi, Egiziani, ecc, il termine stesso ipnosi perde significato. Wang Tai, padre della medicina cinese, utilizzava una tecnica di guarigione basata sui passi sul corpo dei pazienti, come Mesmer, ma al senso di queste manovre era data una spiegazione differente da quella del medico austriaco.

Per limitare il campo di azione prendiamo in esame alcune delle teorie esaminate da Rowley, che cita sette differenti teorie dell'ipnosi nel suo testo "Hypnosis & hypnotherapy" (David T. Rowley 1986). Sono teorie più o meno note, ma tutte, secondo l'autore, importanti per gettare luce da punti di vista differenti sul fenomeno dell'ipnosi.

Bibliografia

  1. Rowley, D. (1986). Hypnosis & hypnotherapy. London: Croom Helm.