Telepatica-mente

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Henry Summer Munro è stato un medico che ha usato la terapia suggestiva con ottimi risultati tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900, e che ha descritto i risultato dei suoi interventi e i suoi metodi d'ipnosi nel libro "Handbook of suggestive therapeutics", che ha avuto numerose edizioni.

Munro è stato uno scienziato, ma nonostante questo nemmeno lui è riuscito a rimanere completamente immune dal fascino esoterico dell'ipnosi. Nel suo libro, tra le altre cose, narra di un'esperienza di lettura del pensiero fatta in ipnosi.

Rispetto al fenomeno in sé, si dichiara agnostico, scrivendo che ancora non si possono ascrivere a cause particolari l'esistenza del fenomeno stesso, ma "sono pronto a confrontarmi con i fatti" scrive "sperando che un giorno, forse non troppo distante, alcuni dei problemi che hanno tanto da pensare agli onesti investigatori della materia, saranno spiegati dalla scoperta di una legge naturale che è sempre stata all'opera, e che richiedeva soltanto l'intelligenza dell'uomo per un uso appropriato."

L'esperimento molto semplice consisteva nel dare ad una sua paziente, già più volte da lui ipnotizzata e considerata un ottimo soggetto, la suggestione post-ipnotica di andare a prendere la foto di un bimbo tra molte altre messe nella tasca di un cappotto. La suggestione però non era detta a voce alta, ma scritta su un foglio di carta e la donna in ipnosi aveva per sicurezza una benda intorno agli occhi, in modo da non potere leggere nulla.

"Non una parola in più era stata detta se non per comunicarle che quando avrei contato il numero tre, volevo che lei andasse a fare quello che c'era scritto sul foglio di carta."

La donna, una volta liberata dalla benda e svegliata dall'ipnosi, andò a prendere esattamente la foto richiesta, senza alcuna suggestione, se non il continuo pensare a quello che stata scritto sul foglio di carta da parte di Munro.

Lo stesso successo si verificò per tutte le altre suggestioni post-ipnotiche scritte su fogli di carta. La donna, interrogata sul suo comportamento subito dopo avere eseguito l'induzione post-ipnotica, dimostrava i segni caratteristici dell'amnesia post-ipnotica. Non ricordava assolutamente nulla di quello che aveva fatto e trovava l'idea di aver eseguito delle suggestioni scritte su fogli di carta assolutamente ridicola.

"Da quella dimostrazione non ho mai dubitato che l'uomo ha il modo di veicolare un'idea o una impressione a un altro individuo, in un modo che è al di fuori di quello dei cinque sensi. E' per mezzo di questo che il trasferimento del pensiero e la telepatia sono possibili.".

Fin qui l'esperimento di Munro, e le sue considerazioni personali su quanto sperimentato. Credere o meno alle sue conclusioni, può essere un fatto di fede, così come avere una preferenza tra trasferimento del pensiero e telepatia.

Da parte mia ritengo che sarebbe interessante effettuare questo genere di esperimenti, ma servirebbe un ambiente molto più controllato di quello utilizzato da Henry Munro.

  1. Prima di tutto ipnotista e soggetto dovrebbero essere isolati in una stanza. L'ipnotizzato non deve conoscere i dettagli dell'esperimento, ma soltanto che si tratta di provare una nuova tecnica ipnotica, o qualunque altra scusa sia ragionevole.
  2. La suggestione post-ipnotica scritta su un pezzo di carta, non deve essere a conoscenza dell'ipnotista. Deve rimanere chiusa in un busta sul tavolo e deve essere scelta tra un certo numero di suggestioni, ognuna chiusa nello stesso tipo di busta. Chi ha preparato le buste non deve aver avuto contatti né con l'ipnotitsta dell'esperimento, né con il soggetto ipnotico.
  3. L'ipnotista deve lasciare la stanza subito dopo aver svegliato il soggetto. Sarebbe meglio che la suggestione post-ipnotica scattasse dopo un certo intervallo di tempo, per dare modo all'ipnotista di uscire dalla stanza prima che venga eseguita.
  4. Uscito dalla stanza all'ipnotista è consentito di leggere l'induzione scelta, così da mantenere inalterato il protocollo di Munro, che ripeteva a mente la suggestione in modo da realizzare il trasferimento del pensiero o la telepatia.
  5. La suggestione post-ipnotica deve riguardare un'azione da compiersi all'interno della stanza stessa, come ad esempio indicare una figura geometrica tra molte posate su un tavolo, prendere le figure geometriche di un certo colore, e così via. L'azione deve essere facile da eseguire, ma abbastanza complessa da comportare una scelta univoca tra molte a disposizione.
  6. Queste precauzioni realizzano l'esperienza di Munro, ma senza dare modo al soggetto di indovinare, attraverso una lettura del comportamento non verbale dei presenti o dell'ipnotista stesso, la realizzazione della suggestione.

Non ho avuto mai modo e tempo di mettere su un esperimento abbastanza complesso come questo. Ma sarebbe interessante verificare gli esperimenti di Munro, ed eventualmente accertare un capacità ulteriore della nostra mente o scoprire una tecnica nuova per la formulazione delle suggestioni post-ipnotiche oppure che il risultato dell'esperimento di Munro era dovuto a fattori esterni alla telepatia o al trasferimento del pensiero.

Anche quando le cose sembrano strane e impossibili o semplicemente ridicole, bisogna comunque sottoporle al vaglio dell'esperienza. Solo così si potrà scartare una volta del tutto le ipotesi improbabili e concentrarsi su quelle che possono portare ad allargare il ca,po di azione dell'ipnosi.