Tecniche ipnotiche dell'800 - 1

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La tecnica ipnotica di Braid
La tecnica ipnotica di Braid

Si dice che le tecniche ipnotiche impiegate all'epoca dei nostri bisnonni, e ancora prima, erano difficili da praticare, rozze, lente e autoritarie. Non dubito che alcune di queste definizioni siano vere, ma se guardiamo alle descrizioni che ne fanno gli autori dei libri dell'epoca, erano il meglio che la tecnologia ipnotica del tempo poteva offrire. Al giorno d'oggi possiamo guardare a queste tecniche come a belle macchine del tempo andato, che non possono competere con quelle attuali, che sono sorpassate per tecnica, sicurezza, comodità e molto altro, ma che sono ancora belle e in grado di percorrere ancora le nostre strade, magari ansimando un po'.

L'utilizzo ai giorni nostri delle tecniche ipnotiche del passato è ancora oggi praticabile, in quanto sono basate su principi fisiologici e psicologici che non hanno subito cambiamenti nel breve tempo trascorso dalla loro applicazione. Se oggi non sono più utilizzate, o sono utilizzate in maniera differente, lo si deve al fatto che l'ipnosi come tutte le altre scienze, ha fatto dei passi in avanti e contemporaneamente sono cambiati i rapporti nella società in cui opera. Oggi non si propone al cliente la fissazione degli occhi e la ripetizione ininterrotta delle parole "dormi, dormi, ... ” perché apparirebbe ridicolo (troppo visto al cinema); resta comunque il fatto che tale tecnica è ancora efficace, perché non ci sono differenze nella fisiologia degli uomini del XIX e XXI secolo.

Di seguito do una rappresentazione delle tecniche utilizzate nell'800. Quando è stato possibile reperirla nella letteratura, si è ripresa direttamente la descrizione dell'autore della tecnica. Quando non è stato possibile risalire all'autore si presenta la tecnica come apparsa nei libri dell'epoca.

Ricordo che qualunque applicazione di queste tecniche, per quanto elementare possa sembrare, ha bisogno di perizia ed esperienza, anche perché, come ammonisce il padre domenicano R.P. Coconniere (da cui ho tratto la maggior parte delle tecniche qui illustrate) nel suo libro "L'Hypnotisme franc" (1897):

"Ma non tutti si addormentano così facilmente".

Albert Moll

"Ecco arrivare un giovane uomo di sedici anni, che mi chiede di addormentarlo (ipnotizzarlo). E' stato già ipnotizzato parecchie volte. All'improvviso, e senza preamboli, gli chiedo di fissarmi negli occhi. Dopo che mi ha guardato per qualche tempo, lo prendo per le mani e faccio qualche passo con lui. Poi lo lascio, i suoi occhi rimangono sempre fissi sui miei. Allora sollevo la mia mano destra: lui solleva la sua mano destra. Sollevo la mano sinistra: lui fa lo stesso ... "

M. Luys

Dottore all'ospedale della Carità, utilizzava uno specchietto per le allodole, ossia lo stesso richiamo utilizzato ai cacciatori per questo tipo di uccelli, costituito da una serie di specchietti montati su un dispositivo rotante ad orologeria.

"Pensando all'azione speciale, affascinatrice, che questi specchi mobili, illuminati dal sole, determinano in questi uccelli, per analogia, questo stesso strumento, sarebbe stato adatto a produrre nell'uomo, almeno in certi soggetti nevrotici, predisposti, delle azioni simili, e sviluppare così, meccanicamente, la loro attitudine latente all'ipnosi …"

M. Pitres

Medico a Bordeaux

"Giovanna era seduta su una sedia, metto l'orologio vicino al suo orecchio, chiedendole di ascoltare attentamente il tic-tac. Dieci secondi dopo, la vedete fare una profonda inspirazione. E' addormentata, perché le sue braccia sollevate conservano la posizione che le si da, ma i suoi occhi sono ancora spalancati. Attendiamo ancora cinque secondi: ecco che le sue palpebre si abbassano, le braccia restano sempre nella posizione che le avevamo dato. Non ritiriamo ancora il nostro orologio, e osserviamo attentamente quello che succede. Tutto ad un tratto le membra si rilassano, la malata si accascia su se stessa, scivola dalla sedia e si stende sul pavimento come una massa inerte."

La tecnica di Braid

La tecnica ipnotica di Braid
La tecnica ipnotica di Braid

Braid, medico di Manchester, ha coniato il termine ipnosi (anche se c'è una controversia sull'attribuzione), ed è stato sicuramente uno dei più influenti tra gli autori dell'800. Questa è la descrizione che fa della tecnica da lui utilizzata.

"Prendete un oggetto brillante qualunque (io utilizzo abitualmente il mio porta-orologio) tra il pollice, l'indice e il medio della mano destra; Tenetelo a una distanza da 25 a 45 centimetri dagli occhi, in una posizione tale che sia al di sopra degli occhi, che sia necessario il più grande sforzo da parte degli occhi e delle pupille perché il soggetto guardi fissamente l'oggetto. Bisogna far capire al paziente che deve tenere costantemente gli occhi fissi sull'oggetto e lo spirito concentrato unicamente su quest'unico oggetto. Si osserva che, a causa dell'azione sinergica degli occhi, le pupille inizialmente si contrarranno: poco dopo cominceranno a dilatarsi e, dopo essersi dilatate considerevolmente e aver iniziato un movimento fluttuante, se le dita indice e medio della mano destra, tenuti un poco separati, sono portati dall'oggetto verso gli occhi, è molto probabile che le palpebre si chiuderanno involontariamente con un movimento vibratorio. Se non è così, o se il paziente muove i bulbi oculari, chiedetegli di ricominciare, facendogli capire che deve lasciar cadere le palpebre, quando, di nuovo, porterete le dita verso gli occhi, ma che i bulbi oculari devono essere mantenuti nella stessa posizione e lo spirito concentrato sulla sola idea dell'oggetto al di sopra degli occhi.

Succederà che, in generale, gli occhi si chiuderanno con un movimento vibratorio, come a dire in modo spasmodico."

La tecnica dell'abbé Faria

Descritta dal generale Noizet, studioso di ipnotismo e fervente discepolo dell'abate.

"Si fa accomodare comodamente su una poltrona la persona che consente a sottomettersi all'esperienza; gli si fanno chiudere gli occhi per evitare ogni possibile distrazione: c'è bisogno che si faccia osservare un grande silenzio intorno a lui; gli si raccomanda infine di abbandonarsi al sonno senza resistenza, e, per diminuire l'azione delle idee passeggere che potrebbero occupare la sua mente, colui che intraprende l'esperienza si impegna a concentrare tuta la sua attenzione su di lui, senza idee determinate, se possibile. Quando si è così predisposta la persona a provare l'effetto del sonno, gli si ordina con fermezza di dormire. A questo ordine, lei prova una commozione da cui non sa difendersi, e nello stesso tempo sente un primo grado di assopimento. Se si tratta della prima volta, diventa ordinariamente necessario ripetere l'ordine più volte per ottenere il sonno. L'effetto è qualche volta più certo premendo un dito sulla fronte della persona che si addormenta o agitandolo bruscamente per le spalle. In tutti i casi, se deve dormire, questo effetto non si farà attendere più di due o tre minuti."

Bibliografia

  1. Coconnier, M.-T. (1897). L'hypnotisme franc. Paris: Librairie Victor Lecoffre.