Sulle suggestioni 2

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Gli occhi sono lo specchio dell'anima, dice un proverbio, ma la voce è il suo megafono. Ascoltare come parla la gente, ci rivela parecchie informazioni sul loro stato d'animo e le loro emozioni.

Sono d'accordo con quanto afferma Royle rispetto alla cadenza delle suggestioni, che è altrettanto importante quanto il tono che usiamo. "Conquista il tono di voce deciso e di comando e sarai sulla buona strada per diventare un ipnotista di successo. Ricorda che la forza di un ipnotista sul palcoscenico o in terapia è la suggestione. Sì, così, suggestioni ripetute seguite dalla cadenza. Cos'è la cadenza? In poche parole, quella vecchia suggestione di sonno non è altro che cadenza. Cadenza è ritmo, e il ritmo è potente. Ricordate la storia dei soldati che marciano e che rompono il passo su un ponte, in modo che la cadenza della marcia non entri in risonanza con la struttura del ponte e lo faccia crollare ...".

L'idea della risonanza è buona, e descrive in modo molto preciso il rapport, e quello che accade in una seduta. Naturalmente non si tratta di far crollare ponti, in questo caso, ma di costruirli, entrando in risonanza positiva con il cliente.

Riguardo alla definizione “Una suggestione espressa correttamente è ipnosi”, Royle commenta: “Sul palcoscenico la mia definizione di “correttamente” espressa è che deve essere detta con un tono di comando, mentre in terapia deve comandare con un tono di empatia. Ricordate, come ipnotista state chiedendo a delle persone di fare delle cose, dovete ORDINARGLI di fare le cose.”.

Questa affermazione può far impallidire gli ericksoniani, e tutti i devoti delle suggestioni indirette, ma non c’è alcun conflitto tra l’ordinare qualcosa e suggerirlo in maniera indiretta, perché la finalità ultima di una suggestione, comunque espressa, è quella di essere eseguita. Se state facendo ipnosi le vostre suggestioni DEVONO essere eseguite, se così non è state facendo qualcos’altro non ipnosi.

[Se l’idea di ordinare qualcosa a qualcuno, di suggestionare qualcuno perché faccia qualcosa, vi crea dei problemi, suscita domande o problemi morali, l’ipnosi non fa per voi. Quando fate ipnosi non state facendo altro che suggestionare qualcuno per il suo bene, che lo facciate in maniera diretta, indiretta, sfruttando i suoi personali meccanismi di cambiamento, sofisticate metafore isomorfe o le dinamiche neurali della vostra teoria preferita, non fa differenza. Chi si rivolge a voi per fare ipnosi vuole cambiare, e la suggestione è il meccanismo del cambiamento.]

Un’altra caratteristica da non sottovalutare nel formulare una suggestione, è la semplicità del linguaggio e l’economia delle parole. Parlate come parlereste a un ragazzino di dodici anni. Utilizzate il numero minimo di parole indispensabili. La suggestione deve essere semplice, chiara e non deve prestarsi a interpretazioni o fraintendimenti. Il vostro cliente deve sempre capire cosa state dicendo.

“Vorresti mettere le mani sulle gambe?”

È una domanda, ma anche una suggestione indiretta per far posare al vostro cliente le mani sulle gambe.

“Per cortesia, metti le mani sulle gambe.”. Ottiene lo stesso effetto senza ambiguità di sorta. E’ molto chiaro quello che si vuole ottenere e non ci sono fraintendimenti. L’interpretazione è univoca e ha una sola possibile interpretazione.

Tutte le suggestioni fornite al cliente devono avere una sola interpretazione e un preciso risultato. Anche le suggestioni indirette rientrano in questi parametri. Infatti, la suggestione aperta “ … concentrati sulla sensazione hai nelle mani … può essere un formicolio, una sensazione di calore o di pesantezza ... ” ha uno scopo ben preciso, quello di far sperimentare una qualsiasi sensazione sulle mani. L’esito della suggestione è quindi definito: sperimentare una sensazione, l’interpretazione univoca: concentrarsi su una sensazione.

Tono, cadenza, intonazione, ritmo, ripetizione, risultato, linguaggio elementare e non ambiguo, sono le caratteristiche di una suggestione espressa correttamente, ma non servono a nulla se nella nostra voce si insinua il minimo di insicurezza: basta una piccola incertezza per rovinare l’effetto. Come regalare un profumo prezioso dentro una scatola di scarpe. Contenitore e contenuto devono andare insieme. Il contenitore del nostro messaggio, la suggestione, deve essere in linea con quello che contiene.

Come sosteneva Coué, quando volontà e immaginazione sono in conflitto, l’immaginazione vince sempre. Disegnate le suggestioni nella vostra mente, prima di dirle. E con le parole, portate il soggetto all’interno dell’immagine mentale che vi siete costruiti.

“Quando dico tre sei steso su un prato e fa caldo … 1,2,3”

Questa suggestione funziona, ma possiamo migliorarla aggiungendo qualche particolare.

“Quando dico tre è una bella mattina di un giorno di festa, hai fatto una bella passeggiata e adesso ti sei sdraiato a riposare su un prato. E’ una giornata serena, e calda. Il sole splende alto nel cielo e puoi vederlo attraverso le palpebre chiuse, mentre senti che ti scalda il viso e la pelle. Ci sono rumori intorno, gente che parla, ma tu le senti lontane, distanti, e il suono di quella voce non fa che rilassarti ancora di più …”

E’ importante, quando si formula una suggestione, che le parole siano appropriate e scelte con cura. Nella conversazione di ogni giorno siamo scusati se dimentichiamo una parola o la usiamo in maniera poco appropriata, ma nel contesto dell’ipnosi questo è un errore grave, che può portare a risultati indesiderati. Meglio avere un certo numero di suggestioni “prefabbricate”, abbastanza generiche da essere adattate al problema che stiamo trattando. Dobbiamo saperle ripetere a memoria, concentrando la ripetizione sulla cadenza, il ritmo e l’intonazione.

Ci sono delle frasi che ogni ipnotista ripete sempre, o molto spesso. Prendete queste frasi e scrivetele su un foglio, e usatele per costruire un’induzione o una routine di approfondimento. Leggete quello che avete scritto, correggete quello che non vi convince e ripetetelo, finché non esce dalle vostre labbra come un discorso naturale. Provate le pause, e intonazioni, le sottolineature del caso. Quello che direte deve essere totalmente in linea con le vostre convinzioni e la vostra personalità, quindi non userete una frase solo perché credete che abbia un’efficacia particolare. Una buona suggestione è solo quella che funziona.

Frasi standard possono essere:

“Più profondamente vai meglio ti senti, meglio ti senti più profondamente vai”
“Morbido, rilassato dalla punta della testa alla punta dei piedi”
“Ad ogni suono che senti, ad ogni respiro che fai, ti addormenti sempre più profondamente”
“Le tue palpebre sono così rilassate, pesanti, che più tenti di tenerle aperte, più si chiudono mentre ti rilassi completamente”

Conclusioni

Quello descritto in questi articoli non è solo un punto di vista sulla formulazione delle suggestioni, ma anche la descrizione di un modo di utilizzare la voce in una certa maniera per ottenere l’effetto desiderato: la realizzazione della suggestione. Ogni ipnotista ha il suo, che ha costruito attraverso la sua esperienza e in base alle sue caratteristiche personali. Ci sono ipnotisti che utilizzano la voce in maniera molto particolare, spesso drammatica, con forti sottolineature emotive, alzando e abbassando il tono per sottolineare alcuni passaggi, perché questo è in linea con il loro carattere e la loro personalità. Ma sull’utilizzo della voce ritorneremo quanto prima, perché è un punto importante, e spesso sottovalutato, perché utilizzare bene la voce può dare maggiore forza ed efficacia alle nostre suggestioni.

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