Stress cognitivo

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La psicoanalisi freudiana ha rappresentato un paradigma concettuale molto seguito fino dalla sua comparsa, fino a travalicare i confini stessi della psicologia. Contemporaneamente alla psicoanalisi, e successivamente alla sua comparsa, sono state sviluppate altre teorie e sistemi teorici, che non hanno come punto di riferimento l'inconscio. La teoria cognitiva, è tra le teorie moderne, quella più nota e maggiormente riconosciuta a livello accademico, avendo dalla sua parte molti studi scientifici di rilievo.

La psicologia cognitiva ha sviluppato molte metodologie cliniche di carattere cognitivo comportamentale, che da alcuni autori sono state declinate anche per essere utilizzate nel contesto ipnotico.

Quelle che seguono sono alcune delle metodologie cognitive per il controllo dello stress.

Lazarus ha un approccio cognitivo allo stress e al fronteggiamento dello stress. Ritiene che lo stress psicologico deriva da cognizioni relative alla persona e all'ambiente.Lo stress emergerebbe quando la persona considera le circostanze troppo pesanti o eccessive rispetto alle sue risorse e pericolose per il proprio benessere.

Si può ottenere lo stesso effetto sullo stress utilizzando differenti modalità di fronteggiamento. La prima è focalizzata principalmente sul problema, e quindi riguarda metodologie tese ad affrontare le situazioni, riducendo, alterando o eliminando quando è possibile gli stressor.

La seconda strategia, piuttosto che sugli stressor, è focalizzata sulle emozioni, per cui si arriva al distacco dalla situazione stressante lavorando sullo stato emotivo interno.

Don Meichenbaum ha ideato una procedura che ha chiamato di immunizzazione allo stress, con l'intento, appunto di aiutare le persone a fronteggiare lo stress in una maniera analoga a quella che fa un vaccino nei confronti di un virus.

La "Vaccinazione allo stress" prevede tre fasi:

  1. spiegazione al cliente della natura cognitiva dello stress
  2. istruzioni relative alle procedure di fronteggiamento
  3. addestramento all'uso delle procedure di cui al punto precedente

Il primo punto verte sull'analisi dei pensieri del cliente relativamente allo stress perché prenda coscienza dei pensieri automatici, negativi e stressanti, che spesso sono al di fuori della sua coscienza, conoscenza e controllo. Rendere espliciti questi pensieri, porta a riconoscere l'influenza dei loro effetti negativi.

Le procedure di fronteggiamento prendono spunto da tecniche di rilassamento con modalità attiva. Il problem solving e l'utilizzo di strategie cognitive di ristrutturazione fanno parte del programma. Sono usate anche tecniche di immaginazione guidata sulle situazioni stressanti e sulla realizzazione di azioni positive per risolverle.

Praticare le strategie apprese in terapia nella vita reale, è il banco di prova su cui si verifica l'utilizzo reale delle procedure, e si manifestano i loro effetti positivi.

L'immunizzazione dallo stress, è una procedura attiva, che richiede partecipazione da parte del cliente, focalizzata su aspetti specifici e di breve durata.

Un'altra modalità assai nota di affrontare lo stress, è quella denominata REBT, dello psicologo di origine psicoanalitica Albert Ellis, basata sulle tesi principali su cui si basa il suo lavoro.

Ellis sostiene che non si reagisce agli eventi, ma alla convinzione che si si ha degli eventi. Lo stesso evento può essere neutro per una persona, ma fortemente connotato da un punto di vista emotivo per un altra. Non è quindi l'evento in sé che determina la risposta emotiva, ma la differente interpretazione cognitiva da parte delle differenti persone.

Il secondo punto, peculiare delle teorie di Ellis, è che le convinzioni che si hanno di un determinato evento che causano stress, sono considerate irrazionali.

Questo punto può essere meglio chiarito con un esempio. Una persona può avere l'idea che le persone si debbano comportarsi in un certo modo in una certa situazione. Se questo non avviene, la persona in questione può provare una certa sensazione spiacevole come rabbia o frustrazione. Questa idea, è irrazionale. Come pensare che dire o fare qualcosa nei confronti di un'altra persona possa allontanarci da lei. Pensare in questa maniera, è irrazionale, perché chi pensa in questo modo è destinato a provare un malessere psicologico.

Ci sono molti modi di avere pensieri negativi, che sono stati catalogati dagli psicologi cognitivisti. Tra questi ci sono i falsi sillogismi, ragionamenti sbagliati come: "Non ho fatto un gran lavoro, sono veramente un inetto". La conseguenza sembra apparentemente logica, ma non lo è necessariamente. Ci sono mille ragioni per cui si può far male un lavoro, che riguardano sia la preparazione di chi lo svolge, sia le circostanze esterne come il limiti di tempo o di risorse. Mettere davanti a tutto ragionamenti che implicano la propria incapacità come persona, senza che si sia fatta un'analisi della situazione, è controproducente.

La legge di Murphy, "Se qualcosa deve andare storto, lo andrà", è una altro esempio di pensiero negativo irrazionale. Avere la certezza della catastrofe non può essere di nessun aiuto, mentre saper prevedere, calcolare e accettare i rischi di una situazione ha una sua logica, ed è di aiuto qualora le cose non si svolgano come previsto.

Paragonarsi agli altri per sentirsi sconfitti nella propria inadeguatezza, non serve. Avere un modello, un fine a cui tendere, può essere utile, misurarsi con il campione assoluto del genere umano non serve a nulla.

Possiamo pensare in tanti altri modi disfunzionali e negativi, senza avere intenzione di farlo, ma rinforzando ogni volta i senso di inadeguatezza e di incapacità di affrontare le situazioni e la vita in generale. Pensare di avere sempre avuto un vita orribile, di essere sempre stati depressi, sono esempi di pensieri irrazionali di questo tipo. Nessuno può essere, qualunque cosa sia attualmente, per sempre. In ogni vita c'è stato almeno un momento felice, di gioia, una schiarita azzurra in un cielo nero tsunami.

A volte lo stress viene preceduto da pensieri che anticipano gli eventi futuri, come se tutto ciò che si possa mettere in atto in una situazione, non possa che portare inevitabilmente a una sconfitta. La logica del "non c'è nulla da fare", "Se sbaglio è finita", è irrazionale, e non porta da nessuna parte.

Ellis ha elaborato le sue tecniche proprio per indurre i suoi clienti a riflettere sui loro pensieri, sulle loro peculiari modalità di pensiero, e quanto le loro modalità di pensiero potessero essere disadattative.

Quando dall'analisi dei pensieri emerge l'irrazionalità dei loro schemi, le persone diventano consapevoli dei loro errori e si può cominciare a sostituire i pensieri erronei sfruttando la logica, il senso del ridicolo e la persuasione.