Storia 4

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Quando la moda avrà fatto il suo corso, ci riporterà la terapia mediante suggestione ipnotica come ci riporta i cappelli delle nostre madri.(P. Janet)

Comincia il nuovo secolo, ma non ci sono fuochi artificiali per l'ipnosi. Si apre il secolo della psicoanalisi, le libere associazione si affermano come il linguaggio della mente, e qualunque idea che anche lontanamente faccia cenno alla suggestione o all'ipnosi è bandita. Nel 1927 Freud al convegno annuale della società per la psicoanalisi cita l'ipnosi, per seppellirla definitivamente.

Poco prima del nuovo secolo, nel 1892 la British Medical Association aveva ufficialmente approvato l'uso terapeutico dell'ipnosi e rigettato le teorie del magnetismo animale, nell'indifferenza generale dei medici.

In Italia l'ipnosi sparisce definitivamente. Nel 1886 era stato pubblicato il titolo "L'ipnotismo tornato di moda" di G.G: Franco, un gesuita, il quale sosteneva la tesi dell'ipnosi come forma di disturbo mentale e, in pieno accordo con la chiesa, la presenza dell'elemento diabolico insito nell'ipnosi. G. Belfiore in "Magnetismo e ipnotismo" (1905) parla della disputa tra la scuola di Nancy e quella della Salpêtrière . Lombroso, sulla scia di un interesse associato allo spiritualismo, pubblica "Ricerche sui fenomeni ipnotici e spiritici" nel 1909. Non solo non è molto, non è nemmeno abbastanza.

Siamo molto lontani da quello che succede in America, dove l'ipnosi è sbarcata da tempo e comincia l'attività sperimentale con Clark Hul(1884-1952), all'università di Yale. Hull riconosce che l'ipnosi è un fenomeno differente dal sonno. Hull dava grande enfasi ed importanza al ruolo e al potere dell'ipnotista, riprendendo le vecchie concezioni del marchese di Puysegur. Ad una delle sue conferenze, tenuta nel 1922, partecipò colui che sarebbe diventato il grande mito dell'ipnosi del XX secolo, Milton Erickson, che come avremo modo di vedere sosteneva esattamente la tesi opposta, riconoscendo il ruolo centrale del soggetto ipnotizzato.

Molti in Europa lavoravano con le tecniche di suggestione. E. Couè aprì una clinica a Nancy negli anni venti, ed è considerato l'ispiratore del Training Autogenetico di T.H. Schultz.

In Germania, durante la prima guerra mondiale, l'ipnosi era utilizzata per alleviare i traumi causati dal conflitto presso i soldati, in modo che rientrassero prima in trincea. Il metodo applicato era quello indicato da Breuer, una rivivicazione della situazione emotiva stressante: funzionava e si guadagnò una certa rispettabilità. Lo stesso accadde durante la seconda guerra mondiale.

Nel 1955 la British Medical Association riconosce l'ipnosi e nel 1958 anche l'American Medical Association. nello stesso anno, con lo scopo di far conoscere la natura della Ipnosi nel campo medico e psicoterapeutico, fu fondata la società Italiana per lo studio dell'ipnosi (AMISI). Ancora prima, nel 1951, era stata fondata la società "The National Guild of Hypnotists", una associazione professionale fatta di individui dedicati all'avanzamento nel campo dell'ipnotismo, che è ad oggi la società con il maggior numero di iscritti al mondo.

Prima dei riconoscimenti ufficiali e delle associazioni, il campo dell'ipnosi era rimasto piuttosto spoglio, anche se alcuni nomi sono arrivati ai giorni nostri.

Sarbin, nell’articolo ”Contribution to Role-talking” Psychhol. Rev. 1950) sosteneva che l’ipnosi consistesse in un’assunzione di ruolo, un “role-playing” tra l’ipnotizzatore e il soggetto, dove il soggetto impara ad assumere il ruolo dell’ipnotizzato. Questa teoria fa rientrare l’ipnosi in un caso particolare di un comportamento socio-psicologico generale. Martin Orne (1927-200) tentò di definire i parametri per dimostrare che l’ipnosi fosse uno stato particolare del sistema nervoso.

Harry Arons, fondatore dell'Association to Advance Ethical Hypnosis (AAEH) nel 1956, è conosciuto per aver introdotto la scala di suggestionabilità ipnotica che porta il suo nome e che misura la profondità della trance su sei livelli:

  1. ipnotico
  2. trance leggera
  3. trance media
  4. trance profonda
  5. sonnambulismo
  6. sonnambulismo profondo

Nel 1880 Liébeault classificava i risultati delle sue esperienze con l'ipnosi in questo modo

  1. Sonnambulisme profond
  2. Sonnambulisme léger
  3. Sommeil tres profond
  4. Sommeil profond
  5. Sommeil léger
  6. Sonnolence, etc.
  7. Rien produit

I numeri di Liébeault hanno il difetto di un minore controllo sperimentale e sono presentati in ordine decrescente rispetto all'intensità dell'ipnosi, ma dimostrano come non ci sia niente di nuovo sotto il sole. D'altra parte nel corso degli anni saranno proposte varie altre scale di misurazione della profondità di ipnosi, formate da un numero sempre crescente di livelli e sotto-livelli. Sull'uso di queste scale rimangono valide le considerazioni espresse a suo tempo da Liébeault e Bernheim: i fenomeni ipnotici non sono necessariamente legati alla profondità di trance.

Il professor Ernest Hilgard (1904-2001) cominciò le sue ricerche negli anni cinquanta. A quel tempo dedicarsi all'ipnosi poteva costare la reputazione scientifica, ma nonostante questo Hilgard insieme alla moglie e Andre Weitzenhoffer fondò un laboratorio presso l'università di Stanford nel 1957. Insieme ad Andre Weitzenhoffer pubblicò i risultati sugli studi sulla suscettibilità ipnotica (Stanford Hypnotic Susceptibility Scales (Weitzenhoffer & Hilgard, 1959, 1962) e il Stanford Profile Scales of Hypnotic Susceptibility, Forms I and II (Weitzenhoffer & Hilgard, 1963)) Hilgard lavorò inoltre sul controllo del dolore e ideò la metafora dell'osservatore nascosto ("hidden observer") per descrivere un sottosistema che ha conoscenza non disponibile alla coscienza del soggetto ipnotizzato, ma che può essere acceduta tramite la scrittura automatica o altri metodi ideomotori. Questa idea attualmente è molto controversa ("The Observer Remain Hidden " Sakari Kallio e Antti Revonsuo 2005).

Una citazione merita Theodore Xenophon Barber scomparso nel 2006 che definisce l'ipnosi come uno stato di suscettibilità alle suggestioni, e sostiene che le suggestioni funzionino tanto nello stato di veglia che nello stato ipnotico. Nel 1978 pubblicò "Ipnosi, suggestione e stati di coscienza alterati" dove sostiene che la suggestione è tanto potente quanto l'ipnosi, e che l'ipnosi non è altro che un modo di rispondere a una esperienza. Insomma, ipnosi e suggestione per Barber sono la stessa cosa. Barber realizzò numerosi esperimenti mostrando la capacità umana di trasferire l'immaginazione nel corpo, per effettuare modifiche dei parametri fisiologici, come la riduzione dell’ipertensione.

Queste poche note danno una visione parziale delle ricerche in corso dall'inizio del secolo, ma due nomi a mio giudizio spiccano sugli altri in questo periodo.

Il primo è quello di Dave Elman , che ebbe il merito di diffondere l'ipnosi durante il periodo della seconda guerra mondiale e negli anni sessanta, il secondo è quello più spesso citato di Milton Erickson, che come abbiamo visto cominciò ad interessarsi di ipnosi all'inizio del secolo, grazie alle conferenze di Hull. Mi piace cominciare con Dave Elman, perché nasce proprio all'inizio del secolo, il 6 maggio 1900 a Park River, nel North Dakota, dove morì nel 1967, il 5 dicembre. Imparò l'ipnosi da suo padre, che era un appassionato ipnotista dilettante, ma non iniziò la sua carriera come ipnotista, infatti lavorava per la radio. Produceva, dirigeva, scriveva e conduceva i suoi spettacoli, così come quelli di altri colleghi. L'inizio della sua carriera è abbastanza casuale, infatti deriva dal ritardo di un gruppo che avrebbe dovuto partecipare a uno dei sui spettacoli. Quando gli arrivò la notizia dl ritardo era troppo tardi per sostituire il gruppo con un altro, così Elman decise a intrattenere il pubblico con uno spettacolo di ipnosi, ottenendo un clamoroso successo.

In seguito venne contattato da un gruppo di dottori, che volevano imparare l'ipnosi. Di gruppo in gruppo il successo di Dave Elman crebbe, e per molti anni andò in lungo e largo per l'America ad insegnare l'ipnosi a dottori e dentisti. Questi corsi furono registrati e si trovano tuttora in vendita su internet con il titolo di "Finding in Hypnosis", titolo che aveva il suo libro originale, che ora viene venduto con il titolo "Hypnoterapy". (estratto da un articolo di Martin M. Segal "Dave Elman - L'uomo dietro la leggenda").

Il libro di Dave Elman è oggi molto diffuso, così come le sue tecniche, basate tutte sulla suggestione diretta e sulla regressione. Dave Elman conosceva l'opera di Bernheim, che aveva notato che l'ipnosi si approfondiva di seduta in seduta. Dave Elman sfruttò questo fatto, facendo in modo di riportare l'effetto cumulativo di più sedute in una sola seduta. Con la sua induzione si raggiunge il sonnambulismo in beve tempo. Dave Elman andò oltre, fino ad essere convinto di poter riprodurre quello che lui chiamava "coma state", uno stato molto simile a quello di Esdaile, ossia uno stato in cui si ha completa anestesia del soggetto, che è del tutto raccolto in se stesso, in uno stato molto piacevole. Oggi G. Kein prosegue e divulga l'opera di Dave Elman in America, insieme a molti altri ipnotisti che hanno preso spunto dal suo modo di fare ipnosi.

Considero Dave Elman un diretto discendente della scuola di Nancy, tramite gli insegnamenti di Bernheim e un esponente della suggestione diretta, che ai giorni nostri si contrappone alla scuola della suggestione indiretta, che prende spunto dal suo principale rappresentane, M. Erickson.

Non basterebbero dieci libri a riassumere tutto quello che è stato scritto di lui. Mi limito quindi ai fatti principali. M. Erickson era uno psichiatria, che cominciò ad interessarsi di ipnosi molto presto. Contrariamente a quello che molti possono pensare, Erickson non si considerò mai un ipnotista, infatti sull'elenco del telefono era segnato come psichiatra e consulente familiare. Erickson utilizzava l'ipnosi per i suoi fini terapeutici, come uno strumento utile per dare sollievo a chi si rivolgeva a lui. Contrariamente a quello che pensava Hull, riteneva che l'ipnotista non svolgesse un ruolo fondamentale, ma che tutta l'ipnosi fosse fatta dal soggetto per il soggetto. Grande osservatore anche dei minimi segnali inviati inconsapevolmente dai suoi pazienti, riteneva che ognuno dovesse avere un trattamento individuale, anche quando i suoi problemi apparivano simili a quelli di qualcun altro.

Erickson scrisse molti articoli e tenne molte conferenze, che sono state pubblicate in più volumi, anche se in nessuno dei suoi scritti formalizzò il suo modo di fare ipnosi, basato su giochi verbali, senso dell’humor, tecniche di confusione, immaginazione, sorpresa, aneddoti, metafore, doppi legami. Furono prima Rossi a descrivere il suo metodo e in seguito Haley, Bandler & Grinder. A mio giudizio è impossibile studiare e capire il modo di fare ipnosi di Erickson analizzandone l'anatomia, come fanno Bandler e Grinder, e lo stesso Erickson sarebbe dello stesso avviso, infatti riteneva che ogni ipnotista ha il suo metodo di fare ipnosi, basato su quelle che sono le sue conoscenze, la sua personalità e le sue esperienze. Quello che conta è il risultato finale dell’intervento, non l’applicazione di una tecnica specifica.

L'uso della suggestione in Erickson, si fa indiretto, non ci sono comandi, ingiunzioni, richieste, ma un sottile utilizzo del linguaggio, attentamente tarato sui desideri, la personalità e le richieste del soggetto. Oggi il suo metodo è conosciuto come metodo Ericksoniano e ci sono molti che si fanno portavoce della “nuova ipnosi ericksoniana”. Erickson ha influenzato con le sue ricerche e il suo modo di fare ipnosi anche il campo della terapia breve. Molti autori si rifanno alle sue tecniche linguistiche e le utilizzano nel campo della terapia breve.

Ai giorni nostri l'ipnosi ha ripreso nuova linfa, anche se la sua popolarità, almeno in Italia, rimane legata più al palcoscenico che all'utilizzo che se ne può fare come strumento di miglioramento personale. Molte altre scuole, terapie alternative, strumenti motivazionali, prendono spunto in modo diretto o indiretto dall'ipnosi. Come sempre si fronteggiano differenti scuole, differenti approcci e differenti schemi di pensiero. Nessuno di loro possiede la verità definitiva sull’ipnosi, nessuno di loro può arrogarsi il diritto né avere la pretesa di rappresentare l’ipnosi. Il soggetto è l’unico a possedere le chiavi per varcare la soglia della sua esperienza ipnotica.

L’ipnosi è oggi uno strumento valido, consolidato ed efficace per il miglioramento personale e il raggiungimento degli obiettivi personali. Scuole e organizzazioni professionali garantiscono un elevato standard qualitativo ai loro allievi, e se la situazione in Italia non è delle migliori, in Europa e nei paesi anglosassoni l’ipnosi è molto diffusa nel settore della medicina con approcci complementari e di supporto. Oggi ci sono molti studiosi nel campo, per cui la storia dell'ipnosi va avanti, e non finisce qui: ci sono molte scoperte ancora da fare.

Non so cosa scriverà qualcun altro tra cento anni, per commentare l’ipnosi all'inizio del XXI secolo. Forse sarà stato sbrigativo e selettivo come lo sono stato io, per motivi di tempo e di lunghezza delle pagine web, o forse no. A me piace pensare che alla fine la domanda fondamentale che si snoda lungo tutta la storia dell’ipnosi: "cos'è l’ipnosi?", abbia trovato una risposta.